-Organizzare un cartello dei produttori di petrolio

-Denominare le vendite in rubli, yuan

-Il dollaro, come valuta, non è più un buon investimento

-Può esser fatto con maggiore oro a supporto del rublo e yuan

9C59FB93-E901-4C35-AAA2-82975FDB4017_mw1024_s_nL’Iran lo ha desiderato da molto tempo.

E’ in corso una profonda trasformazione del sistema monetario globale.

E’ guidato da una tempesta perfetta; la necessità per la Russia e l’Iran di sfuggire alle sanzioni occidentali, la politica di basso tasso di interesse della Federal Reserve degli Stati Uniti per mantenere a galla l’economia americana e l’aumentata domanda di petrolio del Medio Oriente da parte della Cina.

Sfuggire alle sanzioni

Poiché le sanzioni economiche sono una parte crescente dell’arsenale occidentale, le nazioni non-occidentali che sono l’obiettivo –o potenziali obiettivi- di queste sanzioni stanno ideando una contromossa: zero scambi in dollari.

Dovrebbe, in effetti, annullare l’impatto delle sanzioni.

Sia in yuan o rubli -lo scambio fuori dollaro –che permette alle nazioni di aggirare la pretesa giurisdizione legale degli U.S.A- trasformerà le prospettive che devono fronteggiare l’Iran e la Siria, particolarmente nel campo delle riserve energetiche, e che interessano profondamente l’Iraq, situata tra le due.

Il presidente Putin ha detto (nel contesto di riduzione delle vulnerabilità economiche della Russia) che notava come il monopolio del dollaro nelle trattazioni energetiche danneggiasse l’economia Russa.

Considerato che le entrate dagli idrocarburi formano la parte più sostanziale delle entrate Russe, il desiderio di Putin di fare qualcosa in quest’area non è una sorpresa.

Alla faccia delle sanzioni, Putin sta cercando di ridurre la sua dipendenza economica dall’occidente.

La Russia ha siglato due “bombe economiche”; un contratto per il gas con la Cina e l’inizio delle negoziazioni per fornirle armamenti sofisticati.

E’ anche in processo di finalizzare scambi ed affari significativi con l’India e l’Iran.

Tutto ciò andrà anche a beneficio dell’Iran: i Russi hanno annunciato recentemente un accordo per la costruzione di nuovi impianti nucleari in Iran.

L’ultimo atto che rompe la schiena al petrodollaro

Il ribasso del prezzo del petrolio sta semplicemente devastando la valuta dei produttori nei mercati di scambio esteri.

La combinazione del petrodollaro che perde la sua abilità di agire come valuta di riserva, combinata, ora, con il tasso di scambio blu (vedi:Argentina;ndt) potrebbe essere l’ultimo carico che spezza la schiena del produttore rispetto all’OPEC e alla denominazione in dollari.

Iran e Russia contro l’Arabia Saudita?

Questo dovrebbe essere il momento giusto per la Russia e l’Iran per iniziare la graduale sfida alla conduzione del cartello dell’OPEC da parte dei Sauditi e del sistema denominato in dollari, purché sufficienti membri dell’OPEC ed altri produttori siano pronti alla ribellione.

L’Iran sta premendo molto in questa direzione.

Nel lungo termine, la Russia potrebbe accettare il suggerimento del principe Bandar che la Russia diventi il principale determinatore del prezzo del petrolio e produzione – ma in un cartello fatto nascere ex novo invece che alla maniera di Bandar, nel Luglio 2013, quando propose:

Esaminiamo come mettere insieme una strategia unificata Russo-Saudita sul soggetto petrolio-

Lo scopo è quello di essere d’accordo sul prezzo del petrolio e sulla quantità da produrre che mantenga il prezzo stabile nel mercato globale del petrolio” –secondo quanto detto da un diplomatico

Perché il Rublo o lo Yuan invece del dollaro?

E perché dovrebbero i produttori scegliere rubli o yuan?

Bene, entrambi Russia e Cina sono stati, recentemente, grandi acquirenti di oro fisico. Le attuali riserve di oro Russe garantiscono il 27% della ristretta liquidità monetaria del rublo.

Questo è una grande ratio –molto superiore di ogni altro grande paese, anche superiore alla minima copertura d’oro stipulata in origine dalla U.S Federal Reserve.

Oltretutto, la Russia è un esportatore netto di beni ed energia, malgrado le sanzioni. Quindi, le riserve di oro della Russia, implicitamente, sono destinate a crescere, più che diminuire.

Nel lungo termine, detenere rubli o yuan potrebbe permettere ai produttori di sfuggire gli effetti dannosi dell’inflazione del sistema dollaro che dipende, per la sua stabilità, sui bassi interessi e sulla espansione monetaria.

Questi cambi di prospettiva sono ancora speculazioni, ma sono potenzialmente e altamente significativi. Il petrodollaro è durato oltre 41 anni ed è stato la forza trainante dietro l’economia, la politica e la potenza militare dell’America.

Sarebbe ironico, veramente, che siano le tensioni con la Russia che inavvertitamente diventino la strada per la perdita finale, per l’America, della carta del petrodollaro.

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Traduzione a cura di Stanislao per sakeritalia.it
Articolo di Alastair Crooke apparso su Russia Insider il 30 Dicembre 2014