war-for-oilL’abbiamo già visto prima, più spesso di quanto crediamo, manipolazione di eventi, falsi dibattiti, terrorismo stile false-flag, finte esecuzioni di massa e un cast di personaggi, “titani” finanziari, squallidi tipi da Washington, insieme ad ammiragli, generali con bandierine all’occhiello coperti di decorazioni false, ricevute per il loro coraggio immaginario dimostrato stando seduti in poltrona.

La guerra è cominciata tra le vacanze di Natale e Capodanno. Ma non in un campo di battaglia, almeno non per intero, ma piuttosto nei consigli di amministrazione, nei gabinetti pubblici a Washington, dove il business è fatto di nascosto, e nello Stretto di Hormuz. Ecco cos’è successo:

I potenti Fratelli Koch, le cui donazioni controllano la stampa americana, oltre a Fox News, InfoWars, cinema, televisione, migliaia di siti internet e persino le bacheche per commenti, specialmente i commenti e le dicerie finanziarie tramite i quali avviene la manipolazione del mercato, l’hanno iniziata.

L’attacco è stato duplice:

  • Creare, per un giorno, una falsa carenza di petrolio, con informazioni false sulla produzione e sulle scorte presenti. Ma l’operazione di disinformazione doveva essere piu’ massiccia del solito, vista la nuova politica di Obama di consentire l’ esportazione del greggio americano.
  • Pagare i soliti lacchè al Pentagono per segnalare un incidente nel Golfo Persico, con la messa in scena di un incidente o, se necessario, anche l’uccisione di alcuni Americani, accusando l’Iran quale responsabile. Avevano fatto cose simili molte volte prima, come rivelato dal giornalista investigatore Jeff Stein. Nel 2007 il Pentagono aveva tentato di assassinare l’editore di “Veterans Today” (che allora lavorava per il Dipartimento di Stato in Bahrein) per poi incolpare l’Iran.

La carenza (artificiale) di petrolio, 2,6 milioni di barili rimossi dalla conta, ha spinto su il prezzo di quasi un dollaro al barile. La cosa, insieme a un immaginario attacco Iraniano a solo un chilometro di distanza dalla portaerei Americana Theodore Roosevelt, ha avuto un potente effetto durato 24 ore.

Il portafoglio di investimenti dell’Arabia Saudita era diminuito drasticamente in valore causa il finanziamento dell’ISIS e la guerra in Yemen. Con i prezzi del petrolio a livello del 1970, i Sauditi avevano trasferito i fondi rimanenti nei mercati obbligazionari.

Tali mercati erano stati sostenuti di recente da Janet Yellen (ministero del tesoro) con l’aumento del tasso di interesse dopo anni di tagli. Fenomeno che aveva distrutto il risparmio e il reddito del mercato monetario dei pensionati americani – quelli non ancora schiacciati dal crash pilotato da Bush nel 2008.

Nel giro di 24 ore, grazie a tangenti pagate al Dipartimento dell’Energia e al Dipartimento della Difesa, furono realizzati 5 miliardi di dollari in profitti illeciti – nel petrolio e nei “futures” dei titoli di Stato – senza, come si dice, colpo ferire.

Il giorno successivo, l’Iran ha annunciato che non vi fu alcun incidente e che si trattava di una montatura completa da parte degli USA. Dalle notiziari finanziarie si e’ quindi saputo che la carenza di petrolio era stato un errore. Le quotazioni future sul petrolio sono aumentate immediatamente, il che ha anche coinciso con un aumento del prezzo della benzina di $0.30 per gli americani in viaggio per le ferie.

Altri 5 miliardi di dollari furono quindi realizzati con l’aumento artificiale del prezzo del petrolio, che prontamente scese di 1,37 dollari al barile in pochi minuti. Ma c’è di meglio. Tra la vendita dei “futures” coi prezzi alzati artificialmente e la loro ricompera dopo la loro riduzione, il profitto ha raggiunto circa $10 miliardi di dollari.

La manipolazione delle scorte di petrolio va considerata nella valutazione del patrimonio netto delle azioni petrolifere. Infatti, le tendenze del mercato sono una cosa, ma una crisi artificiale, con preavviso, associata alla falsificazione delle scorte, distrugge l’integrità del mercato. Investitori istituzionali rimasti fuori dal gioco sono bruciati. Il che non solo è una grave minaccia, ma suggerisce la presenza di pericolosi complotti.

I profitti illeciti dal Pentagono indotti del prezzo del petrolio, sostengono la politica estera americana di continua penetrazione. Adesso, a Washington, tutti corrono per prendere il treno della speculazione profittevole e nessuno vuole rimanere sulla banchina.

Questo è il prezzo del “biglietto”:”

  • Le agenzie di spionaggio falsificano i rapporti consegnati al Pentagono e alla Casa Bianca, facendo pressione per aumentare le sanzioni contro la Russia e l’Iran, in coordinamento con certi operativi nascosti della CIA e dei comandi militari chiave.
  • Gli operativi stanno preparando un programma di incidenti false-flag. In passato, erano i contractors della CIA. Un sospettato importante è l’entità Google Idea Gruppi, la quale, in combutta con i re della propaganda, Booz Allen Hamilton, ha trasportato gas Sarin attraverso la Turchia in Siria, quasi provocando una guerra mondiale.
  • I controllori dei media, non solo Rupert Murdoch, in collaborazione con i gestori delle clownerie GOP candidati alla presidenza, fanno dilagare la retorica, sia anti-islamica che antisemita, mentre spingono per un aumento delle tensioni razziali negli Stati Uniti, di solito lavoro di Fox News e Infowars.

Tra i giocatori ce ne sono anche di più piccoli, troppi per contarli, per esempio la Raytheon Corporation. Ogni volta che un aereo viene abbattuto da qualche parte, Raytheon ci guadagna, essendo il produttore degli Stinger, dei Patriots ed altri sistemi missilistici. Raytheon offre quasi un migliaio di missili TOW al mese ad ISIS e ad Al Qaeda. Nessuno mai si chiede come e perchè i terroristi ricevano regolari consegne di armi che persino certi alleati dell’America non possono comprare senza una speciale dispensa dal Dipartimento di Stato.

Se ne deve dedurre che Raytheon Corporation abbia qualche motivo per voler manipolare gli eventi? Il terrorismo è un buon business per loro? Che se ne dovrebbe dire della scomparsa di aerei di linea? Non e’ anche questa una forma di profitto? Se non riescono a capire come trarne profitto, posso dimostrarglielo, ma sospetto che non abbiano bisogno del mio aiuto.

Quando prendiamo azienda dopo azienda e se ne intrecciano le loro gestioni, i loro investitori, i politici pagati e gli eventi manipolati da cui traggono profitto. E poi ci aggiungiamo il mega-furto di petrolio e l’associata manipolazione del mercato e l’altrettanto massiccia frode nelle banche centrali, nelle valute, e nell’ FMI, la guerra è solo uno stratagemma di mercato, un attrezzo nella cassetta degli attrezzi.

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Articolo di Gordon Duff apparso su New Eastern Outlook il 9 gennaio 2016

Traduzione in italiano a cura di Voltaire1964 per Sakeritalia.it