Nell’idea di de-dollarizzare l’economia ed isolare la valuta ed il sistema finanziario del paese dagli attacchi speculativi, ha senso imporre il 5% di tasse sull’acquisto di valuta estera o buoni del tesoro denominati in valuta estera.

Le misure suddette per regolare le transazioni estere dovrebbero essere applicate esclusivamente alle transazioni in valuta estera. Fino alla crisi del 2007 la mancanza di questo metodo non ha avuto grande impatto sulla stabilità macroeconomica dovuta ad una robusta crescita dell’avanzo di bilancio verso l’estero, maggiore del bilancio interno. Anche se il sistema finanziario Russo subì grandi perdite, le riserve di valuta estera crebbero ed assicurarono la forza del rublo. Ma appena il capitale venne esportato ed il debito estero delle corporazioni e delle banche salì, il rischio di destabilizzazione della finanza e del sistema monetario apparve. Il rischio si manifestò con una riduzione di 1,5 volte del valore del rublo ed una caduta dello stock di tre volte, insieme alla perdita delle riserve valutate in 200 miliardi di dollari nel 2007-2008.

Nel prossimo futuro, la stessa cosa, ma in scala maggiore, potrebbe accadere.

A differenza dell’esportazione del patrimonio in valuta estera, l’esportazione del patrimonio in rubli non crea una destabilizzazione diretta della macroeconomia, se si prevede che le misure sopramenzionate sul controllo della valuta siano applicate. C’è, naturalmente, il rischio che una valanga di rubli accumulati all’estero potrebbero inondare il mercato interno causando inflazione e/o rafforzare la moneta nazionale al di sopra del livello di equilibrio. Comunque, applicando le misure suggerite, per scoraggiare le speculazioni contro il rublo, si crea una barriera corretta ed essenzialmente insormontabile contro gli speculatori, quando le riserve monetarie sono sufficienti.

Nello stesso tempo, l’esportazione dei rubli implica che i profitti provenienti dall’emissione di moneta (signoraggio) rimane nel sistema finanziario Russo dove può essere usato per moltiplicare gli investimenti, accelerare l’importazione di beni e servizi ed espandere le riserve. Entro certi termini, la crescita delle capacità del sistema finanziario, la riduzione dei costi delle transazioni estere e l’incremento differenziale di competitività portano beneficio all’economia nazionale. Far diventare il rublo una moneta di riferimento è indispensabile per assicurare la stabilità dell’integrazione Euroasiatica. Ciò rafforza la necessità di eliminare le restrizioni imposte sulle transazioni estere in rubli, creare le condizioni per il riconoscimento del rublo, quale valuta di riserva, da parte delle autorità monetarie degli altri paesi e stimolare il pagamento delle importazioni ed esportazioni in rubli.

Per allargare la domanda di rubli e quindi fornire maggiore stabilità alla moneta nazionale ed al sistema finanziario, passare al mutuo pagamento in rubli all’interno del CSI deve essere incoraggiato ed anche, quando si stabiliscono pagamenti con la EU – in rubli ed euro, e con la Cina – in rubli e yuan. E’ appropriato raccomandare alle società di affari di accettare il pagamento di merci e servizi esportati ed importati in rubli. Assieme a questo è necessario provvedere ad allocare prestiti legati al rublo per i paesi che importano prodotti russi, per mantenere la circolazione dei prodotti ed anche l’uso degli scambi di crediti legati alla valuta.

E’ della massima importanza l’espansione del sistema di accordi in valute nazionali tra gli appartenenti al CSI attraverso le banche interstatali della stessa CSI o attraverso le organizzazioni internazionali controllate dalla Russia (IBEC; International Bank of Cooperation), MIB (Moscow Industrial Bank), Eurasian Bank of Development (EABD) ed altre. Avrebbe senso creare pagamenti ed accordi nelle valute nazionali tra i membri dell’EurAsEC (Eurasian Economic Community), sviluppare ed espandere sistemi interni, indipendenti, di pagamento internazionali, includendo le banche russe, quelle degli stati membri della Customs Union e della CSI come pure quelle Cinesi, Iraniane, Indiane, Siriane, Venezuelane ed altri partners tradizionali.

Queste misure creeranno tutte le condizioni necessarie per proteggere il valore del rublo e del mercato finanziario dagli attacchi esterni. Con ciò, gli attacchi interni relativi alla migrazione della fornitura di moneta nel mercato monetario persistono. Questi attacchi divennero visibili negli anni 90, quando vennero emessi prestiti in rubli per sostenere l’agricoltura ed altri rami dei settori non finanziari dell’economia e questi rubli emigrarono attraverso la speculazione del mercato monetario. Si rivelò ancora nel 2008: 2 trilioni di rubli emessi con scopi anticrisi finirono in speculazione del mercato monetario e ciò deprezzò i risparmi ancora una volta. Le autorità monetarie non si curarono dell’attacco e lo fecero a dispetto del fatto che, mentre la Banca Centrale amplificava il rifinanziamento delle banche commerciali, cresceva il capitale esportato. Questo ci fa presumere che le banche commerciali usino la maggior parte dei prestiti ricevuti dalla Banca Centrale per speculare contro il rublo nel mercato monetario globale.

Per stabilizzare il mercato monetario e finanziario è necessario fermare il gonfiarsi del mercato finanziario e monetario attraverso l’emissione di rubli. Non significa che la Banca di Russia debba cessare di rifinanziare le banche commerciali. Vero il contrario; per superare la recessione ed assicurare la crescita, il rifinanziamento dovrebbe essere incrementato. Ma deve essere fatto in modo intelligente, imponendo alle banche di far fronte ai propri impegni (prestiti alle imprese: NdT) se accedono al rifinanziamento per fini illegittimi. In particolare, il ricevimento di prestiti dalla Banca di Russia deve avvenire solo a condizione che le banche commerciali si assumano la responsabilità di usare il credito in modo appropriato, escludendo la possibilità alle stesse di usare i crediti per le speculazioni. Per assicurarsi il raggiungimento di questo impegno, le posizioni monetarie delle banche commerciali potrebbero essere verificate, conti speciali usati, i margini di guadagno ridotti e applicare l’utilizzo di strumenti finanziari ai progetti.

La Banca Centrale potrebbe allargare ed estendere le operazioni di rifinanziamento, in modo considerevole, per le banche che accettano il controllo dell’uso del prestito.

La Banca Centrale dovrebbe farlo, preferibilmente, sia con il ricevimento della fattura da parte del richiedente finale del prestito, che dovrebbero essere esclusivamente imprese manifatturiere, sia attraverso accordi di vendita e riacquisto. Le imprese manifatturiere dovrebbero essere controllate dalle banche creditrici per assicurarsi che i prestiti siano usati in modo proprio, cioè solamente per rimpiazzare il capitale corrente in patrimoni basilari.

Considerando che ogni compagnia può portare avanti una grande quantità di operazioni finanziarie, includendo anche quelle speculative (tra queste anche quelle di esportazione di capitali), ci sono buone ragioni per portare lo standard alla massima quota possibile tra credito e debito in tutti i corpi legali e limitare la leva finanziaria a non più di due volte il valore iniziale.

Il vero meccanismo del rifinanziamento delle banche commerciali dovrebbe essere variato per essere compatibile con le necessità del credito. Il servizio per i prestiti di rifinanziamento, alle imprese manifatturiere, dovrebbe essere reso ad un interesse minore del 4%, con il margine delle banche ridotto allo 1%, così le imprese manifatturiere potrebbero prendere un prestito con un rateo che non supera il loro profitto; per altri scopi alla quota di mercato seguendo il mercato finanziario.

Le misure di cui sopra servono per controllare la quota di offerta del rublo e disegnate per limitare la domanda di valuta estera, puramente per pagare per le importazioni di merci e servizi, pagare gli interessi dei prestiti esteri e ricompensare altre operazioni legali. E’ evidente che le misure sono richieste per assicurare un’offerta stabile di moneta, per un valore stabile del rublo. In modo più specifico, ha senso ristabilire l’obbligo di vendita dei guadagni degli esportatori.

Dopo avere preso le misure di cui sopra per bloccare la speculazione rampante, il valore del rublo potrebbe essere messo sotto controllo. Per fermare la speculazione in valuta estera, è possibile fissare in modo temporaneo il valore del rublo con un valore inferiore a quello di mercato, quindi riaggiustarlo di proposito, senza preavviso. Gli operatori di mercato dovranno, a questo punto, considerare la bilancia di pagamento e la sua ottimizzazione tra le necessità delle importazioni e la necessità di mantenere la competitività dei prezzi delle merci nazionali. L’esperienza internazionale, mostra, in modo convincente che, quando si stabilizza, piccole modifiche del valore della valuta nazionale sono meglio che lasciarla fluttuare, poiché blocca le addizionali speculative.

Applicare le specifiche misure di stabilizzazione macroeconomiche crea le condizioni per risolvere i problemi della sostituzione delle fonti di prestito estere con quelle interne senza il rischio di iniziare l’inflazione.

Nell’idea di prevenire la bancarotta delle imprese di valore nazionale, è necessario rimpiazzare i prestiti esterni ricevuti dalle corporazioni russe con i prestiti delle banche russe. Per questo la Banca Centrale deve condurre una emissione mirata di risorse creditizie e fornirle alle compagnie alle stesse condizioni dei creditori esteri. Tenendo conto della magnitudine di questo compito (i crediti soggetti a cancellazione prima della fine del prossimo anno valgono 180 miliardi di dollari), ha bisogno di essere completata solo attraverso istituzioni di prestito controllate dallo stato. I loro funzionari devono essere responsabili per un uso appropriato dei crediti allocati ad imprese specifiche così che possano onorare le obbligazioni dovute ai creditori esteri.

Nell’idea di prevenire le inadempienze delle banche commerciali verso i buoni del tesoro esteri, queste banche devono subire controlli accurati (stress tests), mentre la Banca Centrale, se necessario, alloca prestiti stabilizzanti con valori uguali a quelli dei prestiti esteri.

Si presenta un problema speciale con la necessità di rimpiazzare i prestiti esteri che le imprese russe hanno ottenuto dalle istituzione di sviluppo europeo per pagare alcuni dei nuovi equipaggiamento. In particolare, prevenire la scadenza degli equipaggiamenti dati in prestito e finanziati da investitori esteri, devono essere emesse facilità di credito per investire in nuove istituzioni per lo sviluppo che opereranno in modo similare, utilizzando i fondi allocati per lo stesso scopo. In ogni caso dobbiamo considerare, in parallelo, come i prodotti domestici possano sostituire le importazioni estere. Anche se costano di più e sono di qualità inferiore, alla fine questo metodo potrebbe essere più vantaggioso, in quanto riduce i rischi, espande le entrate di base ed apre la via alla modernizzazione ed alla crescita. Dovremmo anche smettere di usare le risorse creditizie dello stato per affittare tecnologia straniera.

La delocazione dell’economia dovrebbe cominciare con la selezione di quelle attività che sono molto più vulnerabili alle pratiche corruttive che vanno mano nella mano con l’uso dei paradisi fiscali. Per questo, ha senso introdurre la definizione legale del termine “impresa nazionale” – una impresa registrata in Russia senza avere affiliazione con giurisdizioni ed entità straniere. Solo queste imprese dovrebbero avere accesso alle risorse minerarie, sussidi statali ed a lavori che siano strategicamente importanti per lo stato.

I veri proprietari delle azioni delle società strategiche russe dovrebbero uscire dai nascondigli dei paradisi fiscali e registrare la loro proprietà nei registri russi. Si è parlato molto, circa la necessità di seguire l’esempio dei paesi sviluppati nel concludere accordi che coprano lo scambio di informazioni sulle tassazioni con i paradisi fiscali e l’abbandono degli accordi esistenti per evitare la doppia tassazione, includendo Cipro e Lussemburgo, che sono noti per essere dei punti esteri di transito. Abbiamo bisogno di formare una lista uniforme delle società estere, incluse quelle che fanno parte delle società delocalizzate. Il trasferimento di patrimoni verso le giurisdizioni estere che non aderiscono a questi accordi devono essere proibiti.

In aggiunta, abbiamo bisogno di richiedere alle compagnie delocalizzate possedute da residenti russi di rispettare le leggi russe nel fornire informazioni circa i membri della compagnia, come pure nel dichiarare, per scopo di tassazione in Russia, le informazioni sulle tassazioni di tutte le entrate ricevute da fonti russe, sotto minaccia di stabilire una tassa del 30& su tutte le transazioni con quelle che sono “non cooperative”.

L’adozione delle misure descritte creeranno le condizioni necessarie per l’estensione del credito senza il rischio di avere una valanga di soldi emessi e ritornati, per scopi speculativi, dai mercati finanziari delocalizzati. Dopo l’adozione di queste misure, l’espansione, non inflattiva, della disponibilità monetaria diventa possibile insieme alla re-monetizzazione dell’economia per incrementare gli investimenti e le attività commerciali.

L’odierno declino della produzione è dovuto principalmente alla contrazione della disponibilità monetaria, che deteriora le condizioni del credito, la destabilizzazione dei mercati finanziari e della valuta, che ha permesso la fuga dei capitali, il calo degli investimenti. Per fermarne la tendenza dobbiamo dare ai commercianti l’opportunità di incrementare il loro capitale di lavoro e permettere l’utilizzazione ottimale delle attrezzature produttive.

Come già spiegato, abbiamo bisogno di stabilire dei canali per il rifinanziamento illimitato delle banche commerciali per mezzo della Banca Centrale Russa, garantito dalle società manifatturiere con i crediti già ricevuti ad un tasso non più alto della media del profitto di queste industrie, con il mandato che i crediti siano devoluti solamente alle industrie manifatturiere, con un margine di guadagno, per le banche, dello 1%. Ciò porterà nel cambio del mercato del credito da un mercato di compratori, dove le banche godono del privilegio monopolistico, dove i richiedenti i prestiti li devono prendere a tassi di usura, in un mercato di venditori, nel quale le banche devono competere con i clienti. Questo darà alle imprese solventi credito alle stesse condizioni dei loro competitori occidentali ed orientali.

Prevedendo una via per finanziare il capitale da lavoro si fermerà il declino della produzione e assicurerà la crescita delle attrezzature esistenti. In questo modo la produzione delle industrie manifatturiere, delle costruzioni e dell’agricoltura saranno incrementate del 10-15% entro due anni. Se facciamo altri extra passi verso la sostituzione delle importazioni, il rimborso sarà adeguato. Ciò dovrebbe richiedere la necessità di un meccanismo di prestito specifico di progetti per espandere le attrezzature esistenti e il crescerne di nuove, basate sulle tecnologie di base esistenti. I settori e le agenzie interessate dovranno lavorare attivamente per preparare e valutare i progetti proposti per sostituire le importazioni. I progetti promettenti selezionati dovrebbero ricevere garanzie dalle agenzie del governo federale con l’idea di attrarre prestiti dalle banche commerciali e dalle istituzioni per lo sviluppo che, di conseguenza, saranno rifinanziati dalla Banca di Russia ad un tasso del 2%, mentre i margini della banca è limitato al 1%.

La crescita della produttività e la sostituzione delle importazioni provvederà ad una crescita economica nei prossimi 3-4 anni. La crescita sostenibile nel futuro richiede investimenti di lungo termine nella modernizzazione degli esistenti mezzi di produzione.

Questo significa la creazione, per la Banca di Russia, del rifinanziamento delle banche commerciali, attraverso prestiti garantiti da azioni e buoni nelle imprese strategiche ad un tasso non superiore al ritorno medio delle share delle industrie manifatturiere mentre si tengono le banche commerciali disponibili ad un uso proprio del credito ricevuto. I principi del project financing deve essere largamente applicato.

Per acquisire un rapido sviluppo necessitiamo di un alto incremento degli investimenti R & D (ricerca e sviluppo; NdT) nello sviluppo di nuove promettenti tecnologie che formano le basi materiali e tecnologiche per una nuova lunga onda di crescita. Al momento, le istituzioni che sostengono le innovazioni sono visibilmente incapaci di sostenere il compito. Per creare investimenti nella nascita di nuove industrie e lo sviluppo di nuove tecnologie, devono essere stabiliti canali per il rifinanziamento delle banche per lo sviluppo e banche commerciali controllate dallo stato attraverso la Banca di Russia, con il diritto di pretendere il 20% del patrimonio generato per anno e che le condizioni per la disponibilità finanziaria siano usati in accordo con i principi di project financing con un margine non superiore all’1%.

Per allargare i mezzi per finanziare le istituzioni per lo sviluppo è desiderabile che la linea di bilancio per il loro finanziamento sia sostenuto da un meccanismo per il rifinanziamento attraverso la Banca di Russia al 2% annuo per gli scopi di project financing garantito dai patrimoni così creati.

Insieme alla creazione di meccanismi per una maggior finanziamento e per gli investimenti in generale, istituzioni finanziarie speciali dovrebbero essere designate ad incoraggiare l’espansione in larga scala per quelle industrie che mostrano scarsa profittabilità.

Queste includono industrie fortemente stagionali, dove il ciclo di rotazione non sia inferiore ad un anno (agricoltura, villeggiatura e servizi di ricreazione) e industrie con un lungo ciclo di produzione (costruzione di macchinari, costruzioni) che durino più di 3 anni.

Per le compagnie di questo settore dovrebbero esserci meccanismi per diminuire gli interessi attraverso istituzioni specializzate nel credito, alcune delle quali già esistenti.

Questi fondi potrebbero venire da fondi di stabilizzazione accumulati dal governo al di fuori del bilancio del petrolio e gas. In questo caso il Fondo di Riserva dovrebbe essere convertito in un bilancio per lo sviluppo i cui fondi dovrebbero essere spesi pe incoraggiare gli investimenti in aree che promettono crescita economica. Per fare ciò, il capitale accumulato nel Fondo di Riserva dovrebbe essere piazzato in istituzioni per lo sviluppo, azioni delle corporazioni detenute dallo stato ed in azioni per le infrastrutture.

Lo sviluppo accelerato richiede un’espansione ramificata di finanziamento per progetti di innovazione ed investimenti. Ma questo avrà senso solo se viene radicalmente incrementata la effettiva responsabilità. Questo significa che dovremmo fare una transazione nella valutazione domestica di un progetto economico. In particolare per ridurre i rischi sistemici, dobbiamo istituire le agenzie di rating, di audizione e di consultazione con quelle russe per ogni passo decisivo fatto dalle autorità pubbliche e delle banche che sono parzialmente proprietà dello stato. In più, per avere investimenti più efficienti, bisogna creare un sistema per valutare e selezionare le aree di priorità per lo sviluppo tecno-scientifico ed economico entro lo schema preparato del piano strategico.

L’implementazione di questo insieme di misure per fermare la fuga dei capitali e costruire la transazione dalle fonti di credito estero verso quello interno, con la simultanea de- delocazione dell’economia, permette di seguire una possibile politica di rapido sviluppo sulle basi di un multiforme incremento in investimenti ed innovazione, di costruzione di una nuova fondazione tecnologica. La ri-monetizzazione dell’economia avendo lo stato che spinge la capacità di finanziamento del sistema bancario ed il ritorno, del capitale fuoruscito, dai paradisi fiscali, ci permetterà nei prossimi 2 anni di vedere la crescita del GDP del 6-8% per anno, mentre gli investimenti incrementeranno del 15% per anno, e la spesa per R & D del 20% per anno, il tutti mentre la inflazione sarà tenuta al singolo numero.

FINE ULTIMA PARTE

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Nota del traduttore:

Questo lunghissimo rapporto contiene molte delle azioni che oggi il governo russo sta utilizzando per fermare la speculazione internazionale occidentale contro il rublo. Credo che questo rapporto sia tenuto, dal governo attuale, in grande considerazione e che leggendolo e tenendo a mente le sue implicazioni potremo capire lo scenario odierno in cui la Russia deve muoversi per garantirsi la sovranità.

Traduzione a cura di Stanislao per sakeritalia.it

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