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Questo articolo è comparso sul blog The Vineyard of the Saker il 5 ottobre 2014

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Lettera di un residente anonimo di Hong Kong

Cari figli di Hong Kong:

Per la maggior parte, se non tutti, siete molto preoccupati per le scene sconcertanti e per le contraddittorie interpretazioni e commenti (alcuni con foto fasulle) che circolano, e ognuna di loro forse serve alcuni scopi ignoti. Mentre siete preoccupati ma non necessariamente adeguatamente informati (a differenza di chi ha seguito lo sviluppo socio-politico a Hong Kong come fredda ricerca della verità, piuttosto che come passione – cercando una verità a volte sgradevole, piuttosto che quello che si potrebbe preferire di credere – e lo ha fatto per un considerevole periodo di tempo), questo deve essere stato per voi un tempo difficile, anche se alcuni in realtà si stanno privatamente congratulando perché “sono parte della storia, o stanno facendo la storia”, mentre fanno per strada quello che di solito non possono fare.

È un momento difficile perché avete visto amici estraniati a causa della differenza di opinioni. Ma potrebbe anche essere un momento di eccitazione (dicono che è in corso una rivoluzione – ciò che alcuni studiosi di mente fredda hanno etichettato come “oppio degli intellettuali”). Tuttavia, nel profondo di voi stessi potreste sentirvi insicuri e preoccuparvi che possa accadere qualcosa che distruggerà Hong Kong. Questo è particolarmente difficile per quelli di voi che sono profondamente radicati nelle loro credenze (perché non potete tornare indietro ora), ma in qualche modo non sono veramente sicuri se quello che avete a lungo sostenuto è vero – particolarmente quando le cose non si rivelano così tanto semplici, facili, chiare e tangibili come avevate originariamente pensato (o vi avevano indotto a credere i cosiddetti “capi” della disobbedienza civile).

Qui non sto cercando di spiegare la metamorfosi storica degli eventi (che si sono svolti dagli ultimi 17 a 30 anni in realtà), e le sensazioni accumulate da entrambe le parti (in realtà vi è almeno una terza parte a cui pochi giovani potrebbero pensare – i governi stranieri). Sto solo offrendo un’analisi sintetica più alcune raccomandazioni che potrete prendere in considerazione.

In primo luogo, il vero pomo della discordia: “La mancanza di fiducia reciproca”.

L’argomento centrale ora è se chiunque può candidarsi alle elezioni per diventare capo del governo di Hong Kong – ciò che i pan-democratici chiamano “vero suffragio universale”. Pechino è ovviamente preoccupata per questo e insiste sul fatto che, in primo luogo, il capo del governo deve essere nominato dal “Comitato per le nomine” (così come espresso nella Legge fondamentale accettata da Gran Bretagna e Cina); in secondo luogo, può essere solo un candidato che sostiene la fedeltà a Hong Kong (in gergo, che “ama” Hong Kong), e per estensione, la fedeltà alla Cina di cui Hong Kong è parte.

I pan-democratici sostengono che questo non è un vero suffragio universale, in quanto vi sono alcune condizioni per chi può essere eletto. Questo punto di vista è accettato dalla maggior parte dei giovani e da alcuni dei loro genitori e insegnanti (che, a causa del divieto britannico dello studio della storia cinese contemporanea nei loro programmi di scuola, sono in gran parte disinformati in merito allo sviluppo del paese, salvo che per i suoi aspetti negativi – anche se abbastanza veri). Questa parte ha poi affermato che il governo centrale non si fida della gente di Hong Kong, e ne sono arrabbiati. Vogliono che C. Y. Leung si dimetta, perché affermano che egli non ha aiutato Pechino a capire i “veri” punti di vista della maggior parte della gente di Hong Kong.

Cominciamo col ricordare che la fiducia deve provenire da entrambe le parti per essere reciproca. I pan-democratici, da un lato, non hanno mai detto che si fidano di Pechino. Ora, vediamo se le cose che questi hanno fatto dal tempo (e in realtà da prima) del passaggio di consegne fino a ora hanno gettato una solida base o anche solo una base traballante ma accettabile di fiducia per Pechino? Diavolo, no! Guardiamo a quanto segue.

Fin dal 1997, dagli insulti alla bandiera, alle contestazioni all’autorità del Congresso della nazione nei tribunali locali, agli spintoni fisici all’allora vice premier Li (oggi premier) quando fu invitato a tenere una conferenza sull’economia cinese all’ Università di Hong Kong… e blocchi e picchettaggi senza fine all’Ufficio di collegamento del governo centrale a Hong Kong, così come il sostegno ad attività anti-continentali negli ultimi anni — apparentemente tutte finalizzate a alienare Hong Kong dal continente a cui è stata unita solo dopo 150 anni.

Alcuni di loro hanno affermato apertamente (in TV, ecc) che mirano a cambiare la Cina (tanto basti per il principio cinese “l’acqua del fiume e del pozzo stanno lontana l’una dall’altra”, 河水不犯井水).

Incessanti atti filibustieri sono stati portati avanti nel Consiglio legislativo (Legco) per bloccare quasi tutte le importanti azioni del governo con lo scopo di screditarlo – in modo da sostenere il mito che solo il governo eletto può governare. Che dire dei 150 anni di governatori inviati direttamente da Londra? Nessun argomento di democrazia, ma il messaggio è fabbricato e, pertanto, non è vero.

Ora, è stotto gli occhi la domanda di candidatura per il posto di capo del governo. Prima di giudicare la validità della rivendicazione dei pan-democratici o di comprendere le preoccupazioni di Pechino, cerchiamo di ricordarci dei seguenti fatti:

La Gran Bretagna ha astutamente concepito (e Pechino forse ha inconsapevolmente accettato allora) un sistema in cui tutti gli stranieri che hanno risieduto a Hong Kong consecutivamente e legalmente per 7 anni possono diventare “residenti permanenti”. Nota: offuscando volutamente la distinzione tra un cittadino e una persona con il solo permesso di soggiorno e di lavoro (questo tipo di persone non sono considerati cittadini in qualsiasi paese), i cosiddetti “residenti permanenti” a Hong Kong possono votare e godere di tutti i privilegi dei cittadini locali senza alcun obbligo o impegno! In realtà, essi godono di più privilegi rispetto ai “veri” cittadini di Hong Kong, perché: a) non devono abbandonare la loro nazionalità di origine o di appartenenza e la fedeltà ad essa; b) possono votare sia nel proprio paese sia qui; c) se Hong Kong crolla (e ciò provoca danni alla Cina), a loro non potrebbe importare di meno, o addirittura potrebbero segretamente congratularsi con se stessi se i loro paesi sono in contrasto con la Cina – e molti dei loro paesi di origine lo sono. Un voto di un cittadino “genuino” ha lo stesso peso di questi “residenti permanenti” in Hong Kong che non hanno alcun impegno verso questo luogo!

La Legge fondamentale stabilisce che solo le persone di origine cinese o i cinesi nati a Hong Kong possono assumere posizioni di primo piano nel governo. Può il più alto incarico di capo del governo essere una deroga?

I pan-democratici hanno una storia verificabile di tentativi di spingere per lo status di residenza permanente per gli stranieri. Per esempio, gli asiatici del sud (membri del Commonwealth britannico) e anche i collaboratori domestici filippini. Senza offesa per i filippini, ma – devo ricordarvi l’argomento caldo delle rispettive rivendicazioni delle due nazioni per le isole del mare del sud? Questo è per definizione un interesse estero.

Si è scoperto che Lai Chi Ying, proprietario della famigerata Apple Daily News (cacciato fuori da Taiwan, mentre cercava di intromettersi nella politica dell’isola), ha dato 40 milioni di dollari di Hong Kong a politici anti-governativi nello scorso anno (in realtà, ha dato molti più soldi negli anni precedenti ), tra cui Anson Chan, che voleva essere capo del governom e all’arcivescovo emerito di Hong Kong (che ha criticato tutto ciò che riguarda la Cina continentale). Il caso è ora sotto inchiesta della ICAC (Commissione indipendente contro la corruzione). Pechino può fidarsi di queste persone?

Hillary Clinton può rifiutarsi di giurare fedeltà all’America se concorre per la presidenza?

Può farlo chiunque in qualsiasi paese, se concorre per una carica pubblica di capo nella propria terra? Allora come può Pechino accettare che questo accada a Hong Kong – dove non è un segreto che la Gran Bretagna e gli Stati Uniti vogliono avere influenza, e di fatto, il controllo?

Che cosa accadrebbe se avessimo davvero un capo del governo che non mette l’interesse di Hong Kong (e della Cina) al di sopra di quelli delle altre nazioni?

Pechino, attraverso il governo locale, chiede a Hong Kong di “accettare per ora 袋 住 先” il requisito piuttosto stringente (e più importante, che il candidato deve essere supportato da metà o più del Comitato per le nomine) che il Congresso del Popolo (l’organo legislativo più alto in Cina) ha annunciato – suggerendo che le condizioni potrebbero essere rilassate più tardi. Questa è una promessa che difficilmente può essere ritirata. Ma questo non è accettato da chi manifesta in strada.

Per quanto riguarda il diritto di voto – che cosa significa di solito il suffragio universale – non c’è alcun conflitto. Pechino si è già impegnata a che OGNI elettore ammissibile a Hong Kong (compresi gli stranieri che potrebbero essere contro la Cina) possa votare per il capo del governo – se il presente pacchetto viene accettato dal Legco (Consiglio legislativo). Questo è un passo necessario fin dai tempi britannici. Se il Legco non lo accetta, non ci sarà ALCUN suffragio universale e rimarrà il vecchio sistema (attraverso il quale sono stati eletti i precedenti 3 capi del governo).

Vorrei quindi analizzare i sospetti di Pechino, e se ne ha fondati motivi.

Pechino ha sostenuto per tutto il tempo che i movimenti di opposizione (molti fino al 1997 e prima di allora) sono stati istigati, sostenuti, progettati da potenze straniere (in particolare dagli USA) che forniscono competenze non solo in tecniche di campagna elettorale (viste in precedenti elezioni, dove i democratici hanno vinto spesso, anche se ora non più), ma anche in tecniche di combattimento da strada.

Selina Yip Lau (precedente Segretario per la Sicurezza di Hong Kong, ora eletta membro del Legco dopo aver studiato a Stanford) ha appena pubblicato le sue scoperte su tecniche tra cui il software “firechat” utilizzato nella precedente occupazione da parte di studenti di Taiwan del suo college legislativo (un software che non ha bisogno di Internet per funzionare, è un eccellente software di comunicazione da campo e di comando che funziona sia su internet sia su telefoni cellulari). Ha sottolineato che gli studenti “dilettanti” sono stati in grado di sfondare il blocco della polizia in soli 5 ​ minuti, e il loro stazionamento in posti di difesa e di guardia non può essere fatto da non militari.

Il blocco americano della Cina è conosciuto da chiunque nello studio della geopolitica (ancora non disponibile agli studenti universitari di Hong Kong). Inoltre, la separazione di qualsiasi parte della Cina è sempre stata parte della strategia americana contro una Cina in ascesa. Hong Kong è sempre stata un fondamentale centro finanziario, politico e socio-culturale per la Cina laddove il Pearl River incontra il Mar Cinese Meridionale.

Pechino è consapevole della serie di “rivoluzioni colorate” che vanno dalla primavera araba a Jugoslavia, Thailandia e Ucraina ecc. Sia in Thailandia che in Ucraina, i premier democraticamente eletti sono stati gettati fuori al loro ufficio per opera di proteste di strada. Tutti questi paesi toccati dall’America sono ora in condizioni miserabili. Hong Kong sarà il prossimo?

Sia che pensiamo che i sospetti di Pechino siano motivati o no, quando Perchino sospetta, tiene naturalmente un atteggiamento conservatore più difensivo nei confronti dell’elezione del capo del governo di Hong Kong.

Conclusione tratta dalla discussione di cui sopra:

Il suffragio universale illimitato, compresa la libera scelta dei candidati, è raggiungibile solo se si costruisce una vera fiducia reciproca tra Pechino e tutta la gente di Hong Kong. Ora cosa faranno i democratici fare per aiutare a costruire questa fiducia? In ogni caso, data la lacuna nel nostro sistema elettorale, non vi è alcun modo che un candidato possa concorrere senza professare fedeltà a Hong Kong, e, per estensione, alla Cina.

Personalmente, mi piacerebbe vedere il sistema di voto più aperto – se Pechino può diventare meno preoccupata e più fiduciosa. In primo luogo, vorrei vedere il numero dei membri del comitato espandersi di due o anche di tre volte; In secondo luogo, mi piacerebbe vedere una più ampia rappresentanza dei vari “settori” da parte del comitato; In terzo luogo, spero di vedere requisiti meno rigorosi prima che ogni candidato possa effettivamente presentarsi alle elezioni – meno rigorose del corrente specificato 50% del comitato. Ma insisto sul fatto che chi vuole essere il leader di una parte della Cina deve giurare fedeltà a Hong Kong e al paese – e mi riservo che il diritto del popolo possa sostituire qualsiasi governo per validi motivi.

Perché ciò accada, i pan-democratici devono riconsiderare la loro strategia: invece di sminuire deliberatamente sia il governo locale sia quello centrale (spesso molto ingiustamente) per argomentare (in realtà per rafforzare il mito), che solo un governo democraticamente eletto può governare Hong Kong, dovrebbero pensare su come costruire fiducia reciproca. Con questo, non ho obiezioni se uno qualsiasi di loro concorrerà e diventerà il nostro prossimo capo del governo. Io non vedo come uno senza la fiducia del governo centrale possa aiutare Hong Kong.

Ora, alcuni commenti sulla situazione attuale per i figli di Hong Kong:

È una tragedia alienare i vostri amici, in particolare i soci da lungo tempo, proprio a causa delle divergenze di opinioni in questa singola materia. Dovreste condividere ciò che sapete, e rispettare la loro scelta, anche se non sono d’accordo. Anche se questo in qualche modo può influenzare la vostra valutazione delle loro capacità. Abbiamo bisogno di stare insieme ora, non di combattere, perché le cose sono in realtà molto più complicate di quello che una persona media può comprendere.

Entrambe le parti (governo di Hong Kong e manifestanti) hanno imparato rapidamente dai primi scontri. Il governo ha ritirato le unità antisommossa e sta adottando un modo molto moderato nel trattare con i manifestanti, con spiegazioni televisive e appelli ai cosiddetti “leader” del movimento Occupy Central a mantenere i loro reclami o promesse precedenti: che il movimento sarà non-violento, che i manifestanti non resisteranno all’arresto e che se le cose usciranno di mano, essi stessi dissolveranno la folla. (La verità è che il controllo della folla non è più nelle mani di questi studiosi che vivono in una torre d’avorio, ma nelle mani di studenti giovani e radicali. Gli “anziani” stanno facendo annunci duri solo per “stare con” la folla, fingendo di essere ancora i leader del movimento. In realtà, i veri leader sono i giovani leader studenteschi formati e supportati da una potenza straniera).

I manifestanti cercano di mostrare il loro lato civile ora (dopo il violento attacco iniziale a linee di polizia che ha portato a gas lacrimogeni e a critiche da parte di alcune persone di Hong Kong). Ora consentono il passaggio ad alcuni veicoli di servizio di ambulanza e pompieri. In realtà, la maggior parte dei partecipanti credeva in quello che Tai (l’insegnante di legge all’Università di Hong Kong) aveva affermato: eseguire una disobbedienza civile, vale a dire, non violenta. Ma i movimenti di massa sono spesso dominati dalla passione, in particolare tra i giovani. Resta da vedere per quanto tempo e con quale forza possono continuare le manifestazioni degli studenti quando probabilmente se ne sono già andati alcuni che avevano visto scene inaspettate, brutte e violente.

Il governo sta ovviamente giocando un gioco di “attesa e sfinimento” – attesa di vedere se una massa critica di manifestanti può arrivare a vedere che non stanno andando da nessuna parte oppure si stufano della violenza intensificata che stanno sostenendo i leader degli studenti addestrati da stranieri, e per vedere se le loro persuasioni, spiegazioni e appelli televisivi funzionano; lo sfinimento significa lasciare che il sole, la pioggia e la mera fatica fisica esauriscano l’energia e la determinazione dei manifestanti per le strade.

Le pretese dei leader studenteschi radicali sono impossibili e irragionevoli – può essere, dopo tutto, che non vogliano davvero una soluzione pacifica della questione. Chiedono a Leung di incontrarli in un momento da loro specificato, con presupposti che Leung è impotente a realizzare, ecc, e di dimettersi perché il “termine ultimo” da loro prefissato è ormai scaduto. Leung non può accettare i termini e come funzionario locale non può sostituire le decisioni del governo centrale. A cosa porterebbero le sue dimissioni in questo momento di caos? Pechino non si piegherà – di solito non lo fa, in particolare se sospetta che ci siano dietro governi stranieri. Inoltre, un cedimento significa non solo una perdita di faccia (o di legittimità), e di autorità nei confronti di altri enti locali (la maggior parte dell’opera anti-corruzione è diretta a funzionari locali). Inoltre, una sottomissione potrebbe significare interminabili richieste aggiuntive. Infine, Pechino sospetta che questo sia un passo cruciale per rendere Hong Kong “indipendente” – come molti tra i legali e gli stranieri cercano di interpretare le parole “alto grado di autonomia”. Se Pechino si piega, ci sarà una serie capillare di rivolte e proteste all’interno della Cina e la nazione perderà la faccia.

Se questi leader (o il cervello dietro di loro) potranno cambiare idea, questo resta da vedere. Se la cosa si risolverà pacificamente, tuttavia, questo gruppo continuerà a causare problemi in modo aggressivo perché questo li terrà sotto i riflettori. Senza questa pubblicità, il loro valore (per se stessi così come per loro padroni) sarà finito.

Venerdì 3 ottobre sarà un momento importante: la gente tornerà al lavoro dopo due giorni di festività. Che faranno gli “eroi” di strada? Il governo ha appena spiegato in modo dettagliato con una mappa televisiva come i loro attuali “territori occupati” influenzano il traffico. Si può supporre che stiano persuadendo manifestanti a occupare altrove, in modo da causare meno disagi al pubblico. Tuttavia, può essere che stiano suggerendo loro come possonocausare danno ancor più gravi al traffico. In qualche modo sento che il governo sembra voler continuare per qualche tempo –non ne ho alcuna prova, solo una sensazione viscerale.

Dall’inizio del movimento, l’indice Hang Seng ha perso diverse centinaia di punti, il che significa che 50 miliardi di dollari di Hong Kong sono già perduti. Il continente ha cancellato molti tour a Hong Kong – la Giornata Nazionale della “settimana d’oro” per il turismo è perduta, e questo colpisce circa 250.000 persone che lavorano nel turismo e attività connesse. Come impatto a breve termine, ci può essere un calo temporaneo dei prezzi degli immobili, in particolare quelli di alto livello. Mentre la Cina ora facilita le proprie politiche di acquisto di proprietà, perché non acquistare grandi case confortevoli a nord, con aria migliore e meno inquinamento – incluso l’inquinamento da rumore (politico)?

Il peggior scenario possibile: la storia dimostra che molti movimenti di massa (in realtà, la maggior parte di loro) con obiettivi limpidi e nobili sono stati spesso dirottati da opportunisti alla ricerca dei propri obiettivi. Mentre i “vecchi” leader come Tai (Università di Hong Kong) hanno già perso la vera leadership del movimento, resta da vedere se il diciassettenne Wong Chi-feng può controllare l’intera scena. Le esplosioni “spontanee” di azioni di occupazione in vari settori possono riflettere il fatto che, in realtà, nessun gruppo è in controllo di un movimento del tipo “gatto selvatico”. Se ciò accade, siate preparati a disturbi di lunga durata. Poi il governo centrale dovrà valutare se usare la forza e rischiare di essere criticati come per l’incidente di piazza Tienanmen nel 1989; o consentire a Hong Kong di “sprofondare”, come la Thailandia o l’Ucraina. Si può anche considerare “spuntatura delle ali” dell’economia locale. Se il governo del continente è convinto ad adottare una politica di minori favoritismi o privilegi a Hong Kong (cosa che ha fatto in tutti questi anni), i nostri giovani potranno avere bisogno di passare più tempo a mantenersi, invece di girare per le strade dicendo che cosa fare al loro governo centrale, come pure alle persone anziane che hanno costruito Hong Kong nei loro anni più giovani. Figli di Hong Kong, quali scelte state lasciando a Pechino?