Gli Stati Uniti vogliono fare a pezzi il loro approccio alla Cina. Useranno ogni mezzo per avvantaggiarsi sulla Cina dove possono, altrimenti restringeranno la Cina nei campi in cui non possono più competere. La Cina rifiuta quest’approccio, e dice che gli Stati Uniti non devono vedere la Cina come un nemico, devono smettere di farle le prediche e accettarla come un loro pari, cooperando in ogni campo.

Gli Stati Uniti non vogliono adeguarsi. Il complesso mediatico-militare-industriale è già bello carico per una guerra fredda con la Cina, c’è da farci trilioni di dollari. La Cina, d’altra parte, è pronta a giocare pesante, se proprio deve.

Oggi Wendy Sherman, il Vice Segretario di Stato statunitense, ha tenuto dei colloqui con Xie Feng, il Vice Ministro degli Esteri cinese, ed ha incontrato il Ministro degli Esteri Wang Yi. Quest’ultimo incontro ha già dato origine a qualche battibecco [in inglese]. Wang Yi è di un rango superiore a quello di Sherman e, hanno insistito i cinesi, gli argomenti di cui lei vuole discutere dovrebbero essere presentati ad una persona del suo livello:

Il Dipartimento di Stato sottolinea che Sherman avrà colloqui ad “alto livello”, ma una dichiarazione del Ministero degli Esteri cinese sottolinea che Sherman “terrà colloqui” con Xie, e poi il Ministro degli Esteri Wang “la incontrerà”.

Sabato [24 luglio] due alti funzionari dell’amministrazione statunitense hanno fornito [in inglese] un’anteprima dei colloqui:

Come ha detto il Segretario Blinken, la relazione con la Cina sarà collaborativa dove può esserlo, competitiva dove dovrebbe esserlo, antagonista dove deve esserlo. E ci aspettiamo che tutte le sfaccettature di questa relazione saranno sul tavolo per discuterle durante gli incontri di Wendy.

In Tianjin, [Sherman] renderà chiaro che noi, mentre diamo il benvenuto ad una dura e sostenuta competizione con la Cina, riteniamo fondamentale far giocare tutti con le stesse regole e sullo stesso livello, un campo di gioco a un solo livello.

Lei evidenzierà che noi non vogliamo trasformare in conflitto questa dura e sostenuta competizione. È per questo che gli Stati Uniti si vogliono assicurare sull’esistenza di barriere di protezione e di parametri per gestire responsabilmente la nostra relazione.

Il secondo funzionario ha aggiunto:

Lasciatemi definire questo incontro nel contesto dei più larghi sforzi politici di questa amministrazione nei riguardi della Cina. Fin dall’entrata in carica del Presidente Biden, abbiamo posto molta attenzione sul rafforzare la nostra posizione nell’affrontare faccia a faccia la Cina, abbiamo intrapreso molte azioni interne per investire in noi stessi qui a casa. Abbiamo anche radunato i nostri alleati e partner per stabilire una posizione comune, incluso l’avanzamento di una visione positiva dell’ordine internazionale basato sulle regole. E ci siamo scontrati con la Cina quando ha agito contro i nostri interessi e valori, mentre abbiamo cooperato con essa in aree come il cambiamento climatico e la non proliferazione.

Sappiamo di essere più forti quando lavoriamo con i nostri alleati, sappiamo che ciò ci rende più efficaci quando trattiamo con Pechino. Non cerchiamo di costruire una coalizione anti-cinese quando lavoriamo con i nostri alleati e partner, ma cerchiamo piuttosto di lavorare insieme in modo multilaterale per stabilire un ordine internazionale basato sulle regole.

Con tutte queste azioni ancora in corso, stiamo entrando in quest’ingaggio da una posizione di forza e di solidarietà.

Perfino mentre ci incontriamo con le nostre controparti cinesi, continuiamo a ritenere la Cina responsabile. Queste cose non sono mutualmente esclusive, e deve essere chiaro che non abbiamo paura ad imporre costi per i comportamenti cinesi che minano le norme internazionali.

Peter Lee ha commentato [in inglese] con la sua solita malignità:

chinahand @chinahand – 16:43 UTC · Jul 24, 2021

“Noi continueremo a sculacciarvi, non rispondete, ok?”. Adesso è il nostro destino che quella congrega di Macchiavelli da dieci centesimi, scusatemi, quella generazione di talenti, diriga lo spettacolo della politica estera.

Le parole che ho sottolineato non sono state accolte bene in Cina. Domenica, in una intervista [in inglese], il Ministro degli Esteri Wang Yi ha risposto con un attacco all’eccezionalismo americano:

Gli Stati Uniti vogliono esercitare sempre pressioni sugli altri paesi in virtù della loro forza, ritenendosi superiori agli altri, ha detto sabato il Ministro degli Esteri Wang Yi.

Tuttavia, voglio dire chiaramente alla controparte statunitense che non vi è mai stato in questo mondo un paese che fosse superiore agli altri, né ci dovrebbe essere, e la Cina non accetterà nessun paese che si dichiari superiore agli altri.

Se gli Stati Uniti non hanno ancora imparato come trattare da pari a pari con gli altri paesi, allora è una nostra responsabilità, insieme alla comunità internazionale, impartire agli Stati Uniti un buon tutorial sulla materia.

Oggi [26 luglio], dopo i colloqui fra Sherman e Xie, il Ministero degli Esteri ha pubblicato una serie [in inglese] di brevi e forti risposte da parte del Vice Ministro degli Esteri Xie Feng:

  • Xie Feng: Gli Stati Uniti sono gli “inventori e possessori del marchio e della proprietà intellettuale” della diplomazia coercitiva.
  • Xie Feng: La controparte statunitense deve cambiare rotta, lavorare con la Cina sulla base del mutuo rispetto e abbracciare la giusta competizione e la pacifica coesistenza con la Cina.
  • Xie Feng: Come possono gli Stati Uniti presentarsi come il portavoce mondiale per la democrazia e i diritti umani?
  • Xie Feng: Il cosiddetto “ordine internazionale basato sulle regole” della controparte statunitense è disegnato per il suo beneficio a scapito di quello degli altri, per frenare gli altri paesi e per introdurre la “legge della giungla”.
  • Xie Feng: La retorica competitiva, collaborativa, antagonista è un tentativo appena velato di contenere e soffocare la Cina.
  • Xie Feng: La relazione fra Cina e Stati Uniti è in uno stallo, fondamentalmente perché alcuni americani rappresentano la Cina come un “nemico immaginario”.

A me piace particolarmente quello sul “nuovo ordine internazionale basato sulle regole”:

Il 26 luglio, durante i suoi colloqui con il Vice Segretario di Stato statunitense Wendy Sherman, il Vice Ministro degli Esteri Xie Feng ha commentato il cosiddetto “ordine internazionale basato sulle regole” proposto dagli statunitensi definendolo come un tentativo, portato avanti dagli Stati Uniti e da pochi altri paesi occidentali, per formulare le proprie regole come regole internazionali e per imporle agli altri paesi. Gli Stati Uniti hanno abbandonato la legge e l’ordine internazionali universalmente riconosciuti, e hanno danneggiato lo stesso sistema internazionale che hanno contribuito a creare. E stanno cercando di rimpiazzarlo con il cosiddetto “ordine internazionale basato sulle regole”. Lo scopo è di utilizzare la tattica di cambiare le regole per rendere facile la vita per sé stessi e difficile per gli altri, e di introdurre la “legge della giungla”, in cui la forza detta legge e i grandi bullizzano i piccoli.

Il SCMP ne fa questo sunto [in inglese]:

La Cina, per la prima volta, ha dato agli Stati Uniti una lista di linee rosse e di azioni correttive da intraprendere per ricucire le relazioni, incluso il togliere le sanzioni e l’archiviazione della loro richiesta di estradizione per il direttore finanziario della Huawei, Meng Wanzhou.

Lunedì mattina, il Vice Ministro degli Esteri Xie Feng ha detto al Vice Segretario di Stato Wendy Sherman che le relazioni fra Stati Uniti e Cina hanno raggiunto uno “stallo” e si rischiano “serie conseguenze”, secondo una dichiarazione del Ministro degli Esteri cinese.

“La ragione fondamentale è che alcune persone negli Stati Uniti trattano la Cina come un ‘nemico immaginario’”, è stato riportato che abbia detto Xie.

Dopo l’incontro, Xie ha detto che la Cina ha dato due liste agli Stati Uniti, una con le azioni correttive che Washington deve prendere nei confronti della Cina, e l’altra con una serie di punti chiave che preoccupano Pechino.

Xie ha detto che i cinesi hanno anche “espresso la loro forte insoddisfazione dei commenti sbagliati e delle azioni statunitensi” riguardo alle indagini sull’origine del Covid-19, su Taiwan, sul Xinjiang, su Hong Kong e sul Mar Cinese Meridionale.

Sollecitiamo gli Stati Uniti a non sottovalutare la forte determinazione, il fermo volere e la grande abilità di 1,4 miliardi di persone cinesi nel salvaguardare la loro sovranità nazionale, la loro sicurezza e i loro interessi di sviluppo”, come ha riportato l’agenzia Xinhua le sue parole.

Nel suo sommario dei colloqui, la Associated Press evidenzia la differenza fondamentale negli approcci:

I colloqui faccia a faccia ad alto livello di lunedì fra diplomatici statunitensi e cinesi marcano le profonde differenze fra le parti, sebbene il tono sia apparso meno litigioso rispetto alla loro scorsa riunione.

Xie ha detto che la Cina vuole cercare un terreno comune mentre si appianano le differenze, evidenziando una differenza negli  approcci di base alla loro relazione. L’amministrazione Biden ha detto che coopererà in aree come il clima, ma affronterà la Cina in altre come i diritti umani, descrivendo la relazione come collaborativa, competitiva e antagonista.

Poiché gli Stati Uniti per ora rifiutano l’offerta di sotterrare l’ascia di guerra, la Cina dovrà giocare pesante. Non sarà cooperativa nei campi in cui gli Stati Uniti vorrebbero che lo fosse (Iran, Nord Corea, eccetera). Sarà antagonista in campi in cui gli Stati Uniti hanno poca possibilità di risposta (esportazione delle terre rare, rinnovo della certificazione del Boeing 737 MAX).

Gli Stati Uniti sperano di poter trovare degli “alleati” e spingerli al confronto con la Cina, ma l’Europa ha già rifiutato. Agli altri, specialmente in Asia, gli Stati Uniti sembrano una potenza in declino, perché sono una potenza in declino e l’interesse economico della maggior parte delle nazioni favorisce ora la Cina. In tali circostanze, io fra molti non riesco a vedere come possano gli Stati Uniti vincere in un conflitto freddo più lungo.

Quanto allora ci vorrà agli Stati Uniti prendere atto di tutto ciò e abbandonare le loro illusioni di supremazia?

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 Articolo di b pubblicato su Moon Of Alabama il 26 luglio 2021
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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