Una società moderatamente prosperosa per tutti: questi obiettivi del Partito comunista cinese (CPC) non sono semplici frasi economiche o sociali, ma una chiara dichiarazione della posizione della Cina sui diritti umani.

Purtroppo, tale posizione è spesso fraintesa, erroneamente interpretata o deliberatamente distorta dai “crociati” occidentali. Faranno bene a smettere di puntare le loro corrotte dita sulla Cina e ad aprire gli occhi alla realtà.

Per la maggior parte dei cinesi, i diritti umani vogliono dire alfabetizzazione per tutti, pancia piena, aspettativa di un’assistenza sanitaria ragionevole in caso di malattia, un futuro luminoso per i bambini e ottimismo per i vecchi.

Guardando da fuori il mondo occidentale invece, si può notare che la discriminazione razziale, gli scontri, la violenza, i crimini con le armi, le guerre illegali e immorali, e le battaglie tra polizia e civili sono sempre presenti.

È più triste che ironico notare che la crisi dei rifugiati in Europa, caratterizzata da un certo numero di cadaveri di bambini annegati sulle coste mediterranee, sia in parte dovuta all’azione militare dei poteri occidentali in nome dell’umanitarismo.

Gli abusi dei diritti umani da parte dei paesi avanzati passano quasi inosservati da parte dei bigotti osservatori che sembrano prestare attenzione solo agli abusi nei paesi in via di sviluppo.

Nel suo discorso all’apertura del XIX Congresso Nazionale del PCC, il capo cinese Xi Jinping ha parlato dei suoi piani per la trasformazione della nazione entro la metà di questo secolo – una visione di vita più prospera, più felice, più sicura e più sana per il popolo cinese.

Nel ricercare di felicità per la gente e in quanto rappresentante dei loro interessi fondamentali, il PCC ha una posizione di netta fermezza contro gli interessi illegali, egoisti o privati. La prosperità comune è la definizione stessa del socialismo con caratteristiche cinesi, e in questa prospettiva i diritti umani sono più importanti di tutto.

Il divario di reddito della Cina con i paesi sviluppati si sta riducendo, e ogni anno le persone più povere, quelle in fondo alla scala, vedono la loro vita migliorare. Allo stesso tempo si è allargato il divario della ricchezza in alcune grandi potenze sviluppate: la povertà, la disuguaglianza e la conseguente instabilità sociale e l’estremismo sono in aumento. I loro sistemi di welfare molto lodati sono sotto una pressione enorme, poiché sempre più soldi gonfiano i conti bancari esteri dei ricchi, mentre gli esclusi da queste concentrazioni di capitale sono sulla soglia della fame.

Il principio di legalità, la democrazia ed il miglioramento dei livelli di vita in tutti i settori – l’istruzione, l’occupazione, l’alloggio, la cure mediche, l’assicurazione sociale, i trasporti – sono i diritti umani che il popolo cinese richiede.

Questi sono i diritti che sono stati promessi, e questi sono esattamente i diritti che il CPC sta fornendo.

L’assicurazione medica di base in Cina copre ora più del 95 per cento della popolazione. Lo stato di diritto ha notevolmente ridotto l’intervento governativo nei tribunali, aumentando la giustizia e la trasparenza giudiziaria. L’autonomia regionale assicura i diritti delle minoranze etniche.

Mentre la peste del terrorismo e il suo razzismo portano disordine e morte ai paesi un tempo considerati punti riferimento per equità e giustizia, sempre più persone hanno cominciato a notare che la Cina è uno dei paesi più sicuri del mondo.

La leadership del PCC è pienamente consapevole delle crescenti esigenze della gente per una vita migliore, e ha presentato nuove misure a lungo termine per soddisfare le loro esigenze in evoluzione. La priorità è data all’istruzione, all’occupazione e all’aumento dei redditi. Sono disponibili servizi pubblici più equi. Un’attenzione particolare è dedicata ai membri più vulnerabili della società. Sulla strada per lo “Xiaokang” – cioè una società moderatamente prospera – nessuno sarà lasciato indietro.

Queste idee costituiscono un’ampia gamma di diritti umani per il popolo cinese, e porteranno un evidente sviluppo umano. La prosperità comune entro il 2050, se raggiunta, sarà un contributo ineguagliato alla storia dei diritti umani.

Gli abusi dei diritti umani sono causati da difetti di base nei sistemi politici. I bisogni dei poveri devono sempre avere la precedenza sulla necessità dei privilegiati.

La domanda da porsi oggi è se le plutocrazie occidentali riconoscono che le esigenze del proletariato sono più importanti di quelle di pochi privilegiati, e se esse guardino alla democrazia cinese come un nuovo modello di governo che protegge i diritti di tutti.

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Articolo di Li Laifang apparso su Xinhua il 19 ottobre 2017
Traduzione in italiano di Hajduk per SakerItalia

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