E’ ufficiale: la Cina adesso diffida apertamente gli Stati Uniti dall’interferire ulteriormente in Ucraina

 

Quando si parla della guerra per delega in Ucraina, che è iniziata sul serio circa un anno fa con il violento colpo di stato che ha rovesciato l’allora presidente Yanukovich sostituendolo con un oligarca locale pro-USA, non ci sono stati dubbi su chi fossero gli attori principali: a sinistra c’era l’Occidente, personificato da USA, Unione Europea e in generale la NATO, mentre sulla destraputin xi 2_0 avevamo la Russia. In effetti, se c’era una qualche confusione, riguardava solo il ruolo dell’altro “elefante nella stanza” – la Cina.

Senza dubbio, una domanda che in pochi hanno fatto nel corso della guerra civile ucraina è appunto verso quale schieramento si orienti la Cina. Dopo tutto, il precario bilanciamento delle potenze NATO e russa, ha dato luogo ad uno stallo in cui nessuno dei due schieramenti ha un vantaggio evidente (anche se la defunta economia ucraina, e la sua valuta iperinflazionata necessitano di un vero vincitore), e il sostegno esplicito o implicito della Cina per uno o l’altro farebbe tutta la differenza del mondo, per non dire che costituirebbe il più formidabile asse di forza del mondo.

 

 

 

Oggi, finalmente abbiamo la risposta, il vincitore è questo tizio qua:

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Secondo quanto riferito da Xinhua, giovedì scorso Qu Xing, ambasciatore della Cina in Belgio, avrebbe deplorato l’escalation della crisi tra Russia e Occidente in Ucraina, esortando le potenze occidentali ad “abbandonare la mentalità del gioco a somma zero” con la Russia.

Secondo la Reuters, Xing ha affermato che le potenze occidentali devono tenere in considerazione le legittime preoccupazioni per la propria sicurezza che la Russia nutre riguardo all’Ucraina.

L’opinione della Reuters riguardo al discorso di Xing: “un insolitamente aperto e franco sostegno alla posizione di Mosca nella crisi.”

Non è ancora un avvertimento per gli Stati Uniti a farsi da parte. Non ancora.

Utilizzando un linguaggio molto chiaro ed esplicito, cosa che i diplomatici non sono soliti fare, l’ambasciatore Cinese ha detto che “la natura e la causa principale” della crisi è “la partita” tra Russia e potenze occidentali, tra Stati Uniti ed Unione Europea.

Ha affermato che l’intervento esterno da parte di diverse potenze ha accelerato la crisi ed ha avvertito che Mosca potrebbe avere la percezione di non essere trattata equamente se l’Occidente non muta il proprio approccio.

La frase di Qu riportata è “L’Occidente abbandoni la mentalità del gioco a somma zero, e tenga in considerazione le fondate preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza”.

I suoi commenti hanno dimostrato un’insolita comprensione per la posizione russa. La Cina e la Russia, hanno identità di vedute su molte questioni di diplomazia internazionale, ma Pechino in genere non è stata così desiderosa di appoggiare la Russia sulla questione Ucraina.

Come si nota sopra, la Cina finora è stata molto attenta a non farsi coinvolgere nella lotta tra Russia ed Occidente sul futuro dell’Ucraina, non volendo perdere un alleato chiave. Ma ora qualcosa è improvvisamente cambiato, con l’utilizzo di un linguaggio così diretto qualcuno potrebbe anche dire che si tratta di un avvertimento che la Cina non tollererà più la Pax Americana, ed anche la sola ipotesi di un mondo unipolare dominato dall’Occidente, per non parlare della sua realizzazione.

Le dichiarazioni di Qu hanno avuto luogo in contemporanea agli incontri tra gli Stati Uniti e i loro alleati europei riguardanti l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca.

Lunedì scorso, il ministro degli esteri Russo Sergei Lavrov ha accusato le potenze occidentali di mirare al dominio e alla imposizione della propria ideologia sul resto del mondo.  Le delegazioni europea e americana hanno violentemente criticato Mosca per il sostegno ai ribelli in Ucraina orientale.

Qu ha detto che il coinvolgimento di Washington in Ucraina potrebbe “diventare un diversivo nella sua politica estera”.

E poi, lo schiaffo di Qu a Obama: “Gli Stati Uniti non desiderano vedere la propria presenza indebolita in nessuna parte del mondo, ma il fatto che le loro risorse sono limitate, rende necessario un lavoro duro per continuare a sostenere la propria influenza in affari esteri.”

Specialmente se e quando la Cina decidesse di mandare un po’ delle proprie forze di pace in Ucraina. Sai, giusto per essere sicuri che l’influenza americana negli affari esteri non sia “sostenuta” con troppa forza.

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Traduzione a cura di Mario B. per SakerItalia.it