Alla fine di luglio-inizio agosto 2019, la Corea del Nord ha condotto una serie di lanci missilistici a corto raggio e lanci con lanciarazzi multipli [in russo] di grosso calibro. Ha suscitato una certa agitazione, ma, prima di analizzare la reazione internazionale, passiamo in rassegna la cronaca degli eventi.

Per prima cosa notiamo che tutti i lanci hanno avuto luogo sullo sfondo di una diminuzione del dialogo tra Stati Uniti e Corea del Nord (i gruppi di lavoro concordati al “vertice 2.5” non hanno ancora iniziato i lavori) e delle prossime esercitazioni militari fra Stati Uniti e Corea del Sud. Certamente, la loro portata è significativamente più bassa di prima, ma in termini di “violazione dello spirito dell’accordo”, è identica all’azione simile della Corea del Nord.

Inoltre, gli Stati Uniti hanno consegnato altri due caccia di quinta generazione F-35 alla Corea del Sud. Questi aerei invisibili sono teoricamente invincibili per l’attuale livello della difesa missilistica nordcoreana.

Il 25 luglio, nelle prime ore del mattino, la Corea del Nord ha lanciato due missili a corto raggio in direzione del Mar del Giappone. Il primo missile ha coperto una distanza di 430 chilometri, il secondo 690 km. Entrambi i missili hanno volato ad un’altitudine di circa 50 km e sono caduti nel Mar del Giappone.

Ciò che è importante è che l’esercito sudcoreano ha perso regolarmente di vista il secondo missile nordcoreano e, a giudicare da ciò che è stato mostrato dai sistemi di sorveglianza, esso ha effettuato complesse manovre di evasione sul piano orizzontale e verticale. Non è caduto in una determinata destinazione dopo aver volato lungo una traiettoria parabolica, ma ha volato molto più a lungo mantenendosi a bassa quota in una traiettoria rettilinea. Inoltre, un’altitudine di volo di 50 km si trova nella zona cieca dei sistemi militari sudcoreani Patriot PAC-3 SAM e dei sistemi di difesa missilistica THAAD. A questa altitudine, i missili nordcoreani sono già stati in grado di coprire una distanza fino a 500 km, ma stavolta è stato raggiunto il traguardo dei 600 km: quest’arma può colpire qualsiasi punto della penisola coreana, e allo stesso tempo evitare i sistemi di difesa missilistica.

Significa che la Corea del Nord ha un missile che può partire con un breve preavviso, con una traiettoria complicata, in grado di colpire sia le strutture protette dai sistemi di difesa missilistica esistenti sia di distruggere questi stessi sistemi.

I militari credono che i lanci siano stati fatti per mezzo di un lanciatore mobile a basso angolo, e che i missili siano dello stesso tipo di quelli lanciati a maggio – la versione nordcoreana del missile russo Iskander, anch’esso capace di manovre complicate, a differenza dei soliti missili balistici, e quindi ha una grande capacità di evitare l’intercettazione.

Tuttavia, va notato che quando i militari sudcoreani equiparano il KN-23 con l’Iskander, non sono sinceri. Con un grado comparabile di verosimiglianza, si potrebbe dire che il missile nordcoreano è equivalente al sudcoreano Hyunmoo-2B o all’ucraino Hrim-2. In ogni caso, lo Hyunmoo-2B è stato realizzato con l’assistenza di ingegneri russi e praticamente sulla base dell’Iskander, cosa che, tuttavia, non ha impedito al personale delle pubbliche relazioni militari di descriverlo come un proprio progetto. Gli esperti statunitensi Melissa Hanham e Jeffrey Lewis notano anche che esistono diversi tipi di missili a corto raggio che presentano una forte somiglianza con i nuovi complessi nordcoreani e che, in effetti, tutti i missili di questa classe sono simili.

La copertura mediatica del lancio non è stata meno importante: la Korean Central News Agency ha fornito un rapporto dettagliato sul modo in cui Kim Jong-un “ha organizzato e guidato il lancio dell’arma tattica guidata di nuovo tipo come parte della dimostrazione di forza, per inviare un solenne avvertimento ai bellicosi militari sudcoreani, che smaniano per introdurre armi offensive ultramoderne nella Corea del Sud e tenere esercitazioni militari, in contrasto con i ripetuti avvertimenti della Corea del Nord”.

Il leader nordcoreano ha spiegato apertamente lo scopo del lancio, affermando che “le armi e gli equipaggiamenti ultramoderni che le bellicose forze dell’esercito sudcoreano stanno introducendo con sforzi disperati sono sicuramente armi offensive e il loro scopo è assolutamente chiaro”. Perciò “le autorità sudcoreane stanno rivelando uno strano doppio comportamento, prima esibiscono una “stretta di mano di pace” e mostrano dichiarazioni e accordi congiunti e simili al mondo e, dietro le quinte, mettono in campo armi offensive ultramoderne e tengono esercitazioni militari congiunte”. Pertanto, “non possiamo che sviluppare dinamicamente sistemi d’arma super potenti per rimuovere le potenziali minacce dirette alla sicurezza del nostro paese che esistono nel sud”.

Pertanto, un messaggio molto chiaro (o un consiglio) è stato trasmesso a Seul, vale a dire che “il direttore generale della Corea del Sud [deve] comprendere in tempo il pericolo che gli sviluppi potrebbero comportare, fermare un atto suicida come l’introduzione di armi ultramoderne e la conduzione di esercitazioni militari e tornare alla giusta posizione, come ad aprile e settembre dello scorso anno […] Il direttore generale della Corea del Sud non dovrebbe fare un errore nell’ignorare l’avvertimento di Pyongyang, per quanto offensivo possa essere”.

La stampa sudcoreana ha notato immediatamente che il termine “dimostrazione di forza” non era stato usato per molto tempo. D’altra parte, la parola “missile” è stata sostituita dall’espressione “arma guidata tattica di nuovo tipo” e tutti gli avvertimenti sono stati indirizzati a Seul, piuttosto che a Washington, con cui Pyongyang intende continuare il dialogo.

Il secondo atto ha avuto luogo il 31 luglio, al mattino presto. Altri due missili balistici sono lanciati di nuovo in direzione del Mar del Giappone da lanciatori mobili nel distretto di Wonsan. Entrambi i missili hanno percorso una distanza di circa 250 km, raggiungendo un’altitudine di 30 km. Le forze armate sudcoreane ritengono che, poiché i missili hanno volato ad altitudini più basse e hanno coperto una breve distanza, sia stato provato un attacco ad un bersaglio vicino con bypass dei sistemi antimissili nemici.

La Korean Central News Agency, sebbene questa volta in modo meno dettagliato, ha riferito di nuovo di quanto Kim abbia apprezzato le prestazioni del lancio. Successivamente, i media sudcoreani hanno iniziato a usare il termine “proiettili a corto raggio” anziché la parola “missile”, sottolineando che, a giudicare dalla modifica e dal raggio di volo, il lancio del 31 luglio era rivolto alla Corea del Sud indipendentemente dal fatto che si tratti di lanciarazzi multipli o di un missile balistico.

Il terzo lancio di due proiettili a corto raggio non identificati in direzione del Mar del Giappone ha avuto luogo nella notte del 2 agosto 2019. I proiettili hanno percorso una distanza di circa 220 km con la velocità massima di 6,9 Mach a un’altitudine di 25 km .

Questa volta, la Korean Central News Agency ha persino mostrato una foto del dispositivo, più simile ad un lanciarazzi multiplo di grosso calibro che ad un missile, sebbene molti dettagli importanti fossero sfocati. L’arma è stata soprannominata “sistema di razzi guidati a lancio multiplo di grande calibro di nuova concezione” e il lancio è stato effettuato allo scopo di verificare le caratteristiche di volo all’altitudine di controllo, controllo dell’orbita e precisione del colpo.

Kim Jong-un ha di nuovo “guidato il lancio del test da un posto di osservazione”.

Tuttavia, procediamo con le conclusioni:

  • Nonostante le sanzioni, la produzione militare nordcoreana continua e fornisce armi abbastanza moderne.
  • I lanci sono, certamente, un modo per colpire Washington e avvertire Seul, in quanto rappresentano una vera e propria minaccia esplicita per la Corea del Sud a causa dell’impotenza della sua difesa missilistica contro questo tipo di arma.
  • Tuttavia, i lanci devono essere considerati nel contesto generale: sullo sfondo dello sviluppo della difesa missilistica sudcoreana, non c’è da meravigliarsi che la parte opposta abbia reagito progettando missili in grado di aggirare questa difesa missilistica.
  • Poiché i missili operano a breve distanza, i recenti test non possono essere considerati una violazione della moratoria autoproclamata di Pyongyang sui lanci di ICBM e sui test nucleari che la Corea del Nord ha introdotto per la prima volta alla fine del 2017 e poi confermato ufficialmente all’inizio del 2018.
  • Certamente, i lanci non aiutano a ridurre la tensione, ma la Corea del Nord sta rispondendo alle esercitazioni statunitensi e sudcoreane e all’importazione di nuove armi avanzate in Corea del Sud.

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Articolo di Konstantin Asmolov pubblicato su New Eastern Outlook il 13 agosto 2019
Traduzione a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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