Nella sessione dell’Assemblea Popolare Suprema (SPA) della Corea del Nord convocata il 29 giugno a Pyongyang, la Commissione di Difesa Nazionale ha annunciato che verrà sostituita con la Commissione per gli Affari di Stato (SAC). Secondo la Costituzione nordcoreana modificata, il presidente di questa nuova istituzione viene considerato il leader supremo del paese. Il presidente serve per un periodo di cinque anni e quindi può essere rieletto: “la durata del mandato del presidente della SAC coincide con la durata del mandato dei membri all’attuale Assemblea Popolare Suprema della Corea del Nord”.

Su proposta del Presidente del Presidium dell’Assemblea Popolare Suprema, Kim Yong-nam, Kim Jong-un è stato eletto all’unanimità Presidente della nuova organizzazione. Così, dopo aver ottenuto tre titoli, Presidente del Partito del Lavoro di Corea, Comandante Supremo dell’Armata Popolare Coreana, e presidente della Commissione per gli Affari di Stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim ha ricevuto i poteri ufficiali del Capo dello Stato nella loro interezza.

A Hwang Pyong-so, il direttore dell’Ufficio Politico Generale dell’esercito, a Choe Ryong-hae, il Vicepresidente del Partito del Lavoro di Corea, e a Pak Pong-ju, il Premier della Corea del Nord, è stato assegnato il titolo di vicepresidente della nuova Commissione.

C’è stato anche un rimpasto nella leadership del Parlamento, del governo e delle autorità giudiziarie supreme. In particolare, il Comitato per la Riunificazione Pacifica della Patria (che si occupa di questioni legate alle relazioni inter-coreane) è stato rinominato in Comitato Nazionale per la Riunificazione Pacifica della Patria. Il suo status è stato elevato, e ora è entrato nel novero delle autorità indipendenti del paese. In termini di economia, sono state confermate la linea politica del Byungjin [sviluppo congiunto dell’economia e dell’arsenale nucleare, NdT] e la strategia quinquennale per lo sviluppo economico dello stato.

Teoricamente, la Commissione per gli Affari di Stato svolgerà lo stesso ruolo del Comitato Centrale del Popolo, che esisteva ai tempi di Kim Il-sung. Gli esperti sudcoreani pensano che la creazione di una nuova autorità sia finalizzata al rimodellamento della struttura di potere nordcoreana dell’epoca di Kim Jong-un.

Le modifiche apportate alla Costituzione della Corea del Nord sono state, cosa abbastanza attesa, accolte in modo diverso. Alcuni pensano che l’eliminazione della Commissione di Difesa Nazionale implichi la smilitarizzazione del paese e l’allontanamento dalla linea politica dura. Il fatto che sia stata data  nuova vita al concetto di “piano quinquennale” è stato definito da alcuni un “allontanamento dalle riforme”. Alcuni hanno interpretato la nuova politica della posizione elettiva di leader come un segno dell’intensificazione della lotta tra fazioni e un presagio delle dimissioni di Kim. Ci sono stati anche coloro che si sono affrettati ad interpretare i cambiamenti recenti come indicatori del crescente malcontento interno e della volontà delle autorità di scendere a compromessi…

In realtà, i risultati della sessione parlamentare e l’introduzione di modifiche alla Costituzione nordcoreana (la Costituzione è stata modificata l’ultima volta nel 2012 dopo la morte di Kim Jong-il) sono di gran lunga eventi cerimoniali rispetto alla convenzione stessa. Sì, si può sostenere che Kim Jong-un stia rimodellando la struttura di governo dello stato per poter centrare i suoi obiettivi, proprio come fece suo padre dopo il suo insediamento.

Anche se tutti questi argomenti innescano accese discussioni, l’eliminazione della Commissione di Difesa Nazionale è la “preferita di tutti”. Dal momento che la Commissione di Difesa Nazionale è stata sostituita con la Commissione per gli Affari di Stato, che assomiglia (per certi versi) al Comitato Centrale del Popolo, un’autorità istituita nelle costituzioni precedenti, alcuni si stavano chiedendo perché quest’ultima non abbia ottenuto questo nome.

I lettori dovrebbero rendersi conto che la Costituzione della Corea del Nord non era un semplice clone di quella Sovietica o Cinese. Ad esempio, il Gabinetto della Corea del Nord è sempre rimasto un organo puramente amministrativo, il cui capo non è mai stato considerato il secondo o terzo funzionario più potente dopo il leader del paese. Per lo più supervisionava gli affari economici del paese. Per quanto riguarda la leadership della sicurezza della Corea del Nord, era alle dirette dipendenze del leader.

La maggioranza interpreta il cambiamento del nome come un segno di “smilitarizzazione”. Tuttavia, nel contesto dell’attuale sviluppo regionale, quando la Corea del Sud, la Cina, la Russia e persino il Giappone stanno espandendo le loro capacità militari, la Corea del Nord non può permettersi di sviare dal “sentiero della militarizzazione”. Inoltre, dal momento che il paese persegue la politica di uno “sviluppo isocrono” che implica uno sviluppo simultaneo dei settori economico e della difesa, continuerà ad adottare misure per proteggere la sua sovranità.

In realtà, l’esercito della Corea del Nord non è semplicemente una forza militare organizzata, ma è più un bacino di candidati multiuso. Un soldato è più economico e più diligente di quanto lo sia uno specialista civile. Ecco perché i soldati dell’Armata Popolare del paese realizzano la maggior parte delle opere di costruzione e una parte significativa di quelle agricole. L’impiego di personale militare è necessario anche per correggere uno squilibrio demografico. Quando la crisi è esplosa, la maggioranza dei Nordcoreani si è spostata nelle città. Il restante 30% della popolazione del paese che viveva in campagna non è riuscito a soddisfare le esigenze del paese in termini di prodotti agricoli non appena è crollato il tasso di personale impiegato nel settore agricolo. Ed è proprio per questo che la Corea del Nord non sarà mai in grado di seguire le orme della Cina, che si basano principalmente sulla vasta popolazione rurale del paese.

Ma torniamo al tema del “cambio di nome”. Alcuni dicono che la Commissione per gli Affari di Stato ricorda un’autorità simile, altri lo identificano col Comitato sullo Stato e gli Affari di Governo, che ha attuato riforme durante le trasformazioni progressive della fine del 19° secolo. Sì, il recente cambiamento potrebbe indicare che agli ufficiali militari non sarà più data la massima priorità nella nuova Commissione. D’altra parte, tutti e tre gli aiutanti di Kim Jong-un – Hwang Pyong-so, Choe Ryong-hae e Pak Pong-ju – sono entrati a far parte della nuova istituzione. Hwang rappresenta le forze armate, Pak – il governo, Choe, che continua a mantenere il grado di Generale – le strutture del partito. Inoltre, la Commissione di Difesa era composta non solo da rappresentanti delle forze armate, ma anche da esperti civili.

Sembra che l’assegnazione di un nome debba simboleggiare la fine del periodo di difficoltà, che aveva richiesto la creazione di un’autorità straordinaria suprema. Il nuovo nome istituzionalizza la posizione di Kim Jong-un, dando la speranza che la Corea del Nord stia entrando in una nuova era, dove le “Ardue Marce” [così i Nordcoreani chiamano le carestie, NdT] diventeranno storia, e il paese vedrà un graduale miglioramento della situazione generale.

Nonostante il Presidente della Commissione per gli Affari di Stato sia ormai una posizione elettiva, la probabilità di cambiamenti è minima. E, a meno che qualche straordinaria forza maggiore non colpisca la Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim Jong-un sarà rieletto in questo incarico di volta in volta. Dall’esterno, però, questo “lifting” ha dato alla struttura di governo dello stato un aspetto più democratico.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico, parlando nel corso della sessione, Pak Pong-ju ha promesso di esercitare ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi fissati in occasione dell’ultimo raduno del Partito del Lavoro di Corea. Egli ha menzionato i settori energetico, elettrico e agricolo dell’economia come quelli con la priorità più alta, il che significa che le transizioni conservatrici continueranno. Per quanto riguarda i piani quinquennali, non va dimenticato che la Repubblica Popolare Democratica di Corea vive in un ambiente ostile. Anche se questa affermazione può sembrare un po’ arbitraria, i Nordcoreani credono di non avere alleati che li proteggono come gli Stati Uniti, per esempio, proteggono i Sudcoreani. Inoltre, nessuno nasconde il fatto che esistano aggressivi piani per il cambiamento di regime.

In tali circostanze straordinarie, il paese non ha altra scelta che prendere provvedimenti per proteggere la sua sovranità. E tutta la serie di misure prebelliche e da tempo di guerra che sta attuando sono solo una reazione naturale alla sfida esterna. Basta ricordare che anche gli stati capitalisti hanno introdotto alcune restrizioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche Park Chung-hee [il dittatoriale Presidente della Corea del Sud assassinato nel 1979, NdT] non rifuggì dai piani quinquennali, con l’unica differenza che erano di natura indicativa.

Così, anche se il titolo è cambiato, l’essenza rimane inalterata. La Repubblica Popolare Democratica di Corea rimane fedele alla sua linea politica.

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Articolo di Konstantin Asmolov pubblicato il 24 luglio 2016 su New Eastern Outlook.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it