L’India si allinea con gli Stati Uniti contro Cina e Russia.

Le recenti mosse dell’India stanno mettendo in dubbio l’impegno multipolare del paese, e sollevano interrogativi sul fatto che l’India sia passata dalla parte del sistema multipolare americano.

L’India era universalmente acclamata per essere un pilastro multipolare nell’ordine mondiale emergente. Il paese aveva un ruolo essenziale nei BRICS e nei più grandi processi trasformativi globali che sono in corso.

In qualità di membro fondatore del Movimento dei Non Allineati, l’India è sempre stata rispettata per il suo saggio pragmatismo e la sua abilità di impegnarsi con qualsiasi partner con rapporti win-win [letteralmente “vincente-vincente”, su basi proficue per entrambi, NdR].

L’India ora sembra pronta ad abbandonare le sue tradizioni geopolitiche. Sembra che stia iniziando una nuova traiettoria in politica estera, parteggiando apertamente per gli USA contro la Cina nella Nuova Guerra Fredda.

Il mese scorso il Primo Ministro Modi ha fatto una serie di mosse che mostrano che i calcoli strategici dell’India sono radicalmente cambiati, da quando il Segretario alla Difesa americano Ashton Carter ha visitato il subcontinente il mese scorso.

In questo articolo discuterò degli elementi del  perno anti-cinese dell’India, con un’enfasi sull'”Accordo sui Servizi Logistici” e le conseguenze dell’affare Azhar-Isa.

In un articolo successivo discuterò delle conseguenze a lungo termine nel caso l’India continuasse a perseguire le sue nuove politiche, e come questo porterà inevitabilmente ad una Guerra Fredda Indo-Cinese intensificata, che comprenda i teatri ASEAN, Himalayano e dell’Asia Centrale.

Guarderà anche alla posta in gioco a livello globale, e a come l’India col suo riallineamento con gli USA possa inavvertitamente essere sul punto di sabotare i successi che l’ordine mondiale multipolare emergente è riuscito ad ottenere fino ad oggi.

Il perno anti-cinese dell’India

Nel corso di un solo mese, l’India ha sorpreso il mondo passando radicalmente ad una politica anti-cinese che mostra ovunque le impronte digitali di una “Direzione da dietro le quinte” di Washington.

L'”Accordo sui Servizi Logistici”

Il Segretario alla Difesa americano Ashton Carter ha visitato l’India ad aprile.

Anche se la visita è stata presentata come una “visita di routine” dalla maggior parte delle testate mediatiche, i commenti di Ashton Carter riguardo all’emergente Partnership Strategica Indo-Statunitense, che ha predetto “definirà il 21° secolo”, hanno attirato molta attenzione.

A sostenere la retorica c’è il cosiddetto “Accordo di Supporto Logistico” (LSA), che USA e India stanno al momento negoziando tra di loro. Questo è essenzialmente una miscela degli “Accordi per ospitare una Missione di Supporto” che la NATO ha concluso con Finlandia e Svezia, e l’accordo di transito che la NATO ha di recente stipulato con la Serbia.

La Reuters cita militari americani che avrebbero detto che l’LSA “permetterà alle due forze armate di usare il territorio l’uno dell’altro, le basi aeree e navali per i rifornimenti, le riparazioni e tutto il resto”.

Ciò significa in pratica che gli USA hanno effettivamente acquisito il diritto di dispiegare su larga scala forze a rotazione ovunque in India, su basi pre-programmate e decise caso per caso per “contenere la Cina”.

Anche se non è ancora stato firmato, il maggior risultato di Ashton Carter è stato quello che le due parti hanno accettato “in linea di principio” di concludere i negoziati per l’LSA nel prossimo futuro. Si pensa che rimanga da accordarsi solo sull’ammontare del compenso finanziario e altri dettagli tecnici relativi prima che l’accordo entri in essere presumibilmente alla fine di quest’anno.

Cooperazione sulle portaerei

Parallelamente all’LSA, gli USA hanno annunciato che assisteranno Nuova Delhi a costruire la sua prima portaerei fabbricata in patria.

Ashton Carter ha rivelato durante questa visita che gli USA condivideranno tecnologie allo stato dell’arte con le loro controparti indiane, approfondendo così in modo sostanziale l’alleanza emergente tra essi.

Non è un segreto che la marina indiana verrà usata per “contenere” la Cina nella regione dell’Oceano Indiano. Il livello senza precedenti di cooperazione navale tra le due parti deve perciò essere visto attraverso il prisma geopolitico di questo obiettivo condiviso: “contenere” la Cina.

Se il simbolismo ha un qualche significato, è importante il fatto che il Ministro della Difesa indiana abbia invitato Carter sulla principale portaerei indiana, la INS Vikramaditya.

Non solo questo dimostra la volontà dell’India di mostrare al mondo quanto ora siano buone le sue relazioni con gli USA, ma è anche significativo che questa in origine fosse una nave di costruzione russa, il che lo rende un forte segnale del fatto che l’India stia diversificando le sue relazioni tecnico-militari con l’Occidente, a spese del tradizionale partner russo.

I semplici dati forniscono le prove. Anche se la Russia fornisce ancora la maggior parte delle armi dell’India, gli USA l’hanno recentemente raggiunta, diventando negli anni recenti i più grandi venditori di armi dell’India, fatto che indica che la Russia sta perdendo la sua posizione strategica nel mercato indiano.

Invitare Ashton Carter a salire sul ponte di una portaerei di costruzione russa getta sale nelle ferite dell’industria della difesa russa.

L’Affare Azhar-Isa

Ho precedentemente discusso in dettaglio di questo evento in un articolo per il think tank Katehon, con base a Mosca.

In breve, l’India ha concesso un visto a Dolkun Isa, una delle figure “politiche” più note che forniva copertura politica al movimento terrorista uiguro. La Cina in precedenza aveva accusato questa persona di appoggiare il terrorismo, e l’Interpol ha emesso un “mandato di cattura” nei suoi confronti. Ciononostante è stato invitato dal governo indiano a partecipare ad un grande raduno di separatisti anti-cinesi e gruppi per il cambiamento di regime, ospitato dall’organizzazione “Iniziative per la Cina/Potere ai Cittadini per la Cina” – ampiamente riconosciuta per i suoi legami con la CIA.

Quasi tutti gli altri gruppi anti-cinesi che hanno partecipato a questa conferenza – che includeva gruppi tibetani, dello Xinjiang, della Mongolia Interna e “pro-democrazia” – hanno base negli Stati Uniti e sono ugualmente ostili alle autorità cinesi.

L’inevitabile conclusione è che l’India ha collaborato intenzionalmente con gli USA per ospitare i sicari statunitensi a Dharamsala – una località provocatoriamente vicina al confine cinese.

I media indiani hanno giustificato tutto questo con articoli pieni di retorica nazionalista, sostenendo che a Dolkun Isa fosse stato prolungato il visto perché la Cina in precedenza aveva bloccato all’ONU la proposta dell’India di mettere il terrorista pakistano Masood Azhar nella lista dei terroristi delle Nazioni Unite.

Nel mio precedente pezzo su Katehon ho fatto notare che l’India – più di qualsiasi altro paese – sa che la Cina non può interferire in una disputa bilaterale tra il Pakistan e l’India, e certamente non può schierarsi con l’India in una disputa di questo genere. Ho spiegato che Nuova Delhi ha fatto presente questo problema solo per giustificare la sua decisione di ospitare un raduno di separatisti e gruppi terroristi anti-cinesi a Dharamsala.

Anche se l’India alla fine ha revocato il visto di Dolkun Isa, dato che Nuova Delhi ha comunque permesso alla conferenza di svolgersi, questo ha il classico aspetto di una truffa.

Il gruppo di copertura con base negli USA “Iniziative per la Cina/Potere al Cittadino per la Cina” è anche chiaramente anti-russo. Aveva precedentemente organizzato una conferenza per spingere l’approvazione dell’atto extragiudiziale noto come “Magnitskij Act” [Una legge bipartisan americana per punire gli agenti russi presunti responsabili della morte dell’avvocato Sergej Magnitskij in una prigione di Mosca nel 2009, NdT]. Ha dato priorità perfino alla legge nota come il suo terzo progetto più importante dopo il “Tienanmen Massacre Memory of World Registrar” [Incentrato sugli avvenimenti di Piazza Tenanmen, NdT] e “Finding 2 Tank Men” [Questo progetto si propone di trovare e “mettere al sicuro” l’uomo che sbarrò il passo ai carri armati in Piazza Tienanmen e il carrista che si è rifiutato di investirlo, NdT] e prima del suo movimento “Occupy Hong Kong Central” [In appoggio al movimento Occupy Hong Kong, NdT].

Ospitando quest’organizzazione anti-cinese il governo del Primo Ministro indiano Modi ha ospitato anche un’organizzazione anti-russa, facendolo sembrare un sottile messaggio contro Mosca così come un aperto messaggio contro Pechino.

L’Affare Azhar-Isa è esploso poco dopo la visita di Ashton Carter. Ashton Carter ha quasi certamente discusso di questo affare con i suoi ospiti indiani durante la visita, probabilmente in un’ottica di fornire future “giustificazioni” per l’LSA e il dispiegamento di forze terrestri, marittime e aeree in India nei pressi dei confini con il Tibet cinese e lo Yunnan.

Ostilità alla Nuova Via della Seta

L’India è rimasta visibilmente irritata già da quando la Cina ha annunciato lo scorso anno che avrebbe costruito il Corridoio Economico Cina-Pakistan da 46 miliardi di dollari (CPEC), attraverso il Kashmir amministrato dal Pakistan.

I media e la comunità accademica dell’India hanno espresso blande condanne riguardo a questo fatto l’anno precedente.

Ma Nuova Delhi ora ha rinvigorito le sue critiche dopo la visita di Ashton Carter, attraverso il Colonnello S.D. Goswami, un portavoce del Comando Settentrionale indiano con quartier generale a Udhampur, che ha detto:  “Il governo ha espresso le sue preoccupazioni alla Cina… e le ha chiesto di fermare tali attività”.

Questa nuova retorica anti-Nuova Via della Seta non sarebbe stata possibile senza l’incoraggiamento da dietro le quinte degli USA, che la stanno chiaramente appoggiando come parte della loro campagna globale di Guerra Ibrida per sabotare la strategia cinese della Via della Seta.

La Cina non fermerà la costruzione di questo mega-progetto per via dei reclami indiani, non importa con quanta forza li spalleggino gli USA. L’India questo lo sa.

È perciò probabile che l’escalation di retorica intorno a questo progetto sia iniziata come parte di una campagna d’informazione pre-pianificata per giustificare il rafforzamento della Partnership Strategica Indo-Statunitense anti-cinese, col pretesto che l’India “non abbia scelte” perché la Cina “semplicemente non ascolterà”.

L’alleanza navale Indo-Statunitense

Un importante componente della più grande Partnership Strategica Indo-Statunitense è l’accresciuta cooperazione navale tra i due paesi, che – come ogni altra parte della loro nuova alleanza – è basata sul “contenimento della Cina”.

A parte l’importante cooperazione sulle portaerei e altri aspetti tecnico-militari di cui abbiamo già parlato, pare che le due parti abbiano discusso di strategie integrate di guerra antisommergibili.

Inoltre ci si aspetta che l’India partecipi alle esercitazioni multilaterali a guida USA in giugno, che si terranno provocatoriamente nel Mare delle Filippine. Anche se non è direttamente adiacente al Mar Cinese Meridionale, questo luogo si trova nei pressi del Mar Cinese Orientale, dove Pechino e Tokyo sono impelagate in una dura disputa su territori insulari contestati.

La partecipazione dell’India ad esercitazioni di guerra antisommergibili così vicino ad una potenziale zona di conflitto in tandem con USA, Giappone e altre marine anti-cinesi, è un segno preoccupante del fatto che l’India sia seria riguardo al confronto con la Cina sia nella regione dell’Oceano Indiano che proprio davanti alla porta di Pechino sull’Asia orientale.

Considerando quanto siano importanti le rotte commerciali marittime per l’economia cinese ancora in crescita e i suoi piani per la rete commerciale globale One Belt One Road, l’ascesa della Marina indiana a forza operativa trans-regionale tra la regione dell’Oceano Indiano e il Mar Cinese Meridionale/Mar Cinese Orientale, aiutata dagli USA, potrebbe dimostrarsi minacciosa per la Cina negli anni futuri.

Non solo l’India sta raddoppiando la sua collaborazione strategica con gli USA, ma sta anche cercando di “localizzare” la sua presenza attraverso cooperazioni multilaterali con i membri ASEAN con sbocco sul mare sotto la “plausibilmente negabile” egida di promuovere la “libertà di navigazione”.

L’ultima partecipazione dell’India alle esercitazioni navali ASEAN, combinata con la sua crescente partnership strategica anti-cinese con gli USA, può essere vista come un segnale del suo intento di istituzionalizzare la sua presenza nel Mar Cinese Meridionale.

Anche Russia e Cina stanno prendendo parte a queste esercitazioni, Mosca ovviamente non sta cercando di “contenere” la Cina, mentre il ruolo di Pechino dovrebbe essere visto nella più estesa intelaiatura delle sue normali relazioni con paesi che sono suoi vicini marittimi.

Per contrasto la partecipazione dell’India ad esercitazioni navali al fianco di Giappone, USA e Australia implica il coinvolgimento in una futura alleanza navale anti-cinese che eventualmente potrebbe coinvolgere il Vietnam e le Filippine.

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Articolo pubblicato da Andrew Korybko su The Duran il 4 Maggio 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it