La Russia seguita a rianimare con determinazione i legami, distrutti dalla caduta dell’URSS, con gli stati non europei. E’ il turno dell’India. Cosa aspettarsi dalla visita di Vladimir Putin a Delhi?

 Pochi tra quelli nati in epoca sovietica non hanno letto “Starik Hottabyĉ”, e quelli che lo hanno letto certamente ricordano la frase “Hindi-rusi bhai-bhai”, che tradotta significa “Gli Indiani e i Russi sono fratelli”.

 “Se prima i funzionari potevano condurre le trattative senza fretta, adesso non è rimasto tempo” Le relazioni sovietico-indiane erano molto strette ed amichevoli, nonostante in India non si parlasse di alcuna scelta comunista o socialista a livello governativo. Tuttavia nel 1957 vinse le elezioni nello stato del Kerala il Partito Comunista dell’India. Adesso il Kerala occupa il primo posto in India per alfabetizzazione e diffusione della rete telefonica.

L’Unione Sovietica armava l’India, addestrava l’India, industrializzava l’India. Specialisti sovietici visitavano regolarmente il paese, e studenti indiani si istruivano non solo presso l’Università dell’amicizia dei popoli intitolata a Patrick Lumumba, ma in tutta l’India. Era soprattutto tenuta in alta considerazione l’educazione medica sovietica.

 Dopo la disgregazione dell’URSS la Russia ha continuato la collaborazione bellico-tecnica con l’India, il volume del commercio reciproco si è però significativamente abbassato. Questo è stato causato non solo dal brusco riorientamento della politica estera russa verso l’Europa ma anche dal modello, a priori svantaggioso, secondo il quale l’URSS costruiva le sue relazioni con i paesi del terzo mondo. A differenza dai paesi dell’Occidente, che fin dal principio erano volti al proprio profitto, l’URSS è sempre intervenuta nel ruolo di sponsor. Il che ha molto contribuito, anche se non ne è stata la causa primaria, al suo crollo economico, e poi politico.

I legami economici crollano in fretta ma si costruiscano nel corso di anni e decenni. Proprio con questo si spiega il fatto che, uscendo dai tempi torbidi degli anni novanta la Russia sia rimasta come prima un paese economicamente euro-orientato. Ma, come si dice, non tutto il male viene per nuocere.

La terza legge di Newton I cospirazionisti ucraini scrivono regolarmente di come la Russia abbia elaborato perfidi piani per la presa della Crimea praticamente dal momento della caduta dell’URSS. Allora, a dire il vero, era assolutamente possibile – non per niente il firmatario dell’accordo di Bialowezia Leonid Kravcuk ammetteva di essere pronto a cedere la Crimea, se Eltsin l’avesse chiesto. Eltsin non lo chiese. Il ritorno della Crimea è stato spontaneo – primo punto. La situazione nel Donbass evolve verso la sfera di influenza russa, non sotto il controllo russo – secondo punto. Le sanzioni occidentali si sono abbattute sull’economia russa inaspettatamente – ed è il terzo punto.

Come dice la terza legge di Newton ad ogni azione corrisponde un’uguale reazione. Essendosi imbattuta in problemi di comprensione con l’Europa ed il Nord America, la Russia si è trovata nella necessità di intensificare bruscamente le relazioni con paesi che preferiscono non immischiarsi negli affari interni di altri stati. E, si capisce, la cosa più semplice era farlo con quei partner le relazioni coi quali erano già da tempo buone. Semplicemente mancava un qualche stimolo. Grazie alle sanzioni questo stimolo è comparso. Con la Cina erano già in corso da lungo tempo trattative sulla costruzione di un gasdotto – ed ecco l’accordo. Il “Blue Stream” in Turchia è stato costruito senza problemi – perché non ripetere il successo costruendo un nuovo gasdotto in questo paese?  I negoziati riguardanti l’intensificazione dei legami economici con l’India sono in corso non da un solo anno – è il momento di passare dalle parole ai fatti.

Vladimir Putin va in India con delle proposte concrete, che non sono sorte ieri. Ma se prima i funzionari russi, che rispondevano a legami extra-economici, potevano senza fretta condurre trattative per anni, adesso non c’è tempo da perdere. Bisogna firmare i documenti e iniziare un lavoro intensivo. In fin dei conti, oltre alla legge di Newton, c’è anche la legge di Lomonosov-Lavoisier, secondo la quale se da qualche parte qualcosa diminuisce, allora da qualche parte necessariamente aumenta.

Nuovo partito – stessi rapporti In India nell’aprile/maggio di quest’anno si sono tenute le elezioni parlamentari, nelle quali ha ottenuto la vittoria il “Bharatia djanata parti (BDP)” – il Partito Popolare Indiano. Esso ha sostituito al potere il Congresso Nazionale Indiano, che governava il paese da 10 anni. Il rappresentante del BDP Narendra Modi è diventato primo ministro (in India il presidente risulta essere una figura rappresentativa). Ma, nonostante il cambio di governo, non è occorso nessun cambiamento negativo nelle relazione russo-indiane, al contrario. L’ambasciatore russo in India Aleksandr Kadakin in maggio ha commentato così la vittoria del BDP alle elezioni:

“Modi è ben conosciuto in Russia, e noi abbiamo lavorato strettamente con lui. Pochi in India sanno che nell’ultimo decennio ha visitato la Russia tre volte, in qualità di primo ministro del Gujarat. La regione russa di Astrakan ha ottime relazioni con il Gujarat, molte delegazioni d’affari hanno preso parte al summit “Gujarat Energico”  Abbiano ottimi contatti d’affari con il Gujarat. Noi in generale non ci aspettiamo alcun cambiamento nei rapporti con Mosca”

Come hanno dimostrato gli ultimi mesi, Kadakin aveva pienamente ragione. Nessuno degli indirizzi di cooperazione presi in considerazione dal predecessore di Modi, Manmohan Singh, è stato sospeso. Come riferito prima dal quotidiano Vzgljad, per la visita di Putin sono pronti alla firma più di 20 diversi documenti, tra i quali: collaborazione tra i ministeri della difesa di Russia ed India riguardo al campo della sicurezza dei voli, “Forme strategiche di rafforzamento della cooperazione nell’ambito dello sfruttamento pacifico dell’energia atomica tra Russia e India”, programma sull’ampliamento della collaborazione nell’ambito degli idrocarburi e molto altro. Se si parla di progetti concreti, allora ecco il “superjet Sukhoi”, i GLONASS,nuovissimi reattori atomici per le centrali nucleari indiane, il numero delle quali potrà raggiungere le 16 unità.

 E il punto più importante – all’incontro si discuterà la questione della possibile firma di un accordo sul libero scambio tra l’Unione Doganale e l’India. Questo può bruscamente accrescere lo scambio commerciale non solo tra Russia ed India, ma anche con gli altri paesi dell’Unione. Inoltre l’adesione alla UD di un’economia grande quanto quella indiana aumenterà significativamente l’attrattiva economica di questa associazione.

 Tratti della nuova realtà Si tenta di fare apparire le sanzioni dei paesi NATO e dei loro alleati come l'”isolamento internazionale” della Russia. Per di più, la soppressione dei treni per l’Ucraina per mancanza di passeggeri viene chiamata isolamento della Russia, e non dell’Ucraina, come sarebbe più logico. Ma nella UE vivono 500 milioni di persone. Negli USA e in Canada – 350 milioni in due. La popolazione della Cina è di 1.370 milioni: come due Unioni Europee più USA e Canada. La popolazione dell’India è un po’ inferiore: 1.263 milioni. Cioè un terzo di tutte le persone del pianeta. E ancora c’è l’America Latina, dove la maggioranza della popolazione non ha intenzione di stare serenamente sull’attenti agli ordini di Washington e Bruxelles. La supremazia economica, ottenuta grazie a secoli di colonialismo predatorio, in generale non è un motivo per ritenersi l’ombelico del mondo nel ventunesimo secolo.

La Cina è già diventata la più grande economia del mondo – in piena proporzione con la dimensione della sua popolazione. Ogni anno la crescita economica in India non si ferma. Avendo concesso alle sue ex-colonie e satelliti un’effettiva libertà, per l’Europa è il momento di riconciliarsi con il fatto che essa non è più la padrona del mondo, e anche non prima tra pari, ma semplicemente una delle parti del mondo. Convincere gli USA a rinunciare al ruolo di gendarme del mondo sarà più complicato, ma non se ne può fare senza, se vogliamo vivere su di un pianeta pacifico.

Qualcuno potrebbe dire che a causa delle sanzioni la Russia cerca freneticamente un’uscita dalla crisi. Qualcun altro invece che adesso si è costituita una possibilità unica di formare una nuova realtà mondiale, in cui non ci saranno insegnanti e scolari, comandanti e comandati, ma ci saranno relazioni reciprocamente vantaggiose tra partners paritetici. Negli anni settanta del secolo scorso era evidente a tutti il fallimento degli USA in Vietnam, ma l’URSS ha avuto bisogno dell’Afghanistan per capire la dannosità dell’invasione armata in altri paesi. La politica economica ideologizzata fu, come abbiamo accennato all’inizio, uno dei motivi del suo crollo. Adesso UE e USA si danno la stessa zappa sui piedi, ponendo i rapporti economici in dipendenza dalla politica. La cosa principale per la Russia ora è non ripetere né gli errori propri, né quelli altrui. Le relazioni politiche possono essere soltanto paritetiche. Quelle economiche soltanto reciprocamente vantaggiose. Altrimenti prima o poi scoppia tutto, oltretutto nel momento più inaspettato e spiacevole.

Traduzione a cura di Fulvio per sakeritalia.it