Il rifiuto di Washington di dialogare con la Corea del Nord non sta fermando il programma nucleare nordcoreano, che al contrario si sta rapidamente espandendo.

A febbraio, poco dopo il lancio nello spazio di un satellite da parte della Corea del Nord, scrissi un articolo per Sputnik [in Inglese] nel quale mi lamentai della totale assenza di impegno diplomatico occidentale con la Corea del Nord.

Ho evidenziato che l’infinita retorica rabbiosa e le sanzioni risalenti alla Guerra di Corea del 1950 non sono assolutamente riuscite a raggiungere gli scopi dichiarati: il regime nordcoreano è ancora in piedi, non ha cambiato o moderato in alcun modo sé stesso e le sue politiche, e invece di porre fine ai programmi nucleare e missilistico, questi stanno ancora andando avanti.

Ho sottolineato anche che qualsiasi idea che preveda l’abbandono volontario da parte della Corea del Nord della tecnologia per costruire armi nucleari, dopo averla acquisita con tanta fatica, è semplicemente delirante. Dopo aver lavorato per decenni per ottenere la capacità di schierare armi nucleari nonostante l’ostilità e le sanzioni occidentali, non cederà.

Insistere che la Corea del Nord si separi dalla sua tecnologia per fabbricare armi nucleari, e rendere questa separazione una condizione per qualsiasi impegno con la Corea del Nord, è semplicemente una garanzia per non far avvenire un impegno del genere.

L’ultimo test nucleare [testo dell’articolo in Inglese, audio del video in Coreano con sottotitoli in Inglese] in Corea del Nord – il più potente fino ad ora – ci fornisce semplicemente un’ulteriore conferma di tutto ciò.

Dato che l’Occidente si rifiuta di dialogare con la Corea del Nord, o di arrivare ad un qualsiasi tipo di accordo che non coinvolga la capitolazione completa della Corea del Nord alle richieste occidentali, i Nordcoreani non hanno alcun incentivo per cambiare il loro comportamento o limitare il loro programma nucleare.

Per essere chiari, anche se non c’è alcuna possibilità che i Nordcoreani abbandonino le capacità nucleari già in loro possesso, c’è la possibilità che in cambio di alcune significative concessioni da parte dell’Occidente – che coinvolgano per esempio un alleggerimento delle sanzioni, o un qualche genere di manovra che costruisca la fiducia nella penisola coreana, del tipo che ha ben funzionato in Europa durante la Guerra Fredda – potrebbero essere pronti a porvi dei limiti.

Dopotutto questo è ciò che è stato fatto durante il confronto tra USA e URSS durante la Guerra Fredda, e in linea di massima ha avuto successo.

A coloro che dicono che tentare di arrivare ad un qualsiasi accordo con i Nordcoreani è un’impresa disperata a causa della natura totalitaria del regime nordcoreano, vorrei dire prima di tutto che non possiamo saperlo se prima non viene fatto un tentativo di dialogare con loro; secondo, che quando negli anni ’90 l’amministrazione Clinton cercò di dialogare nonostante le numerose difficoltà, sembrò funzionare [in Inglese]; e terzo, che in assenza di un qualsiasi tentativo di dialogo la situazione non cambierà, con la Corea del Nord che acquisirà sempre più armi nucleari e missili balistici col passare del tempo, senza alcun motivo per fermarsi.

Il problema è che invece di parlare direttamente con i Nordcoreani – nessun leader occidentale ha incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un da quando è succeduto a suo padre nel 2011 – l’Occidente pensa di poter raggiungere i suoi obiettivi in Corea del Nord parlando con i Cinesi.

Sembra che l’idea sia che i Cinesi costringeranno i Nordcoreani a sottomettersi per conto dell’Occidente, anche se non viene mai spiegato quale beneficio esatto otterranno i Cinesi dall’Occidente facendo ciò.

Anche se indubbiamente ci sono tensioni tra Cina e Corea del Nord, dovrebbe essere ormai ovvio che la Cina non applicherà mai il genere di pressione che vuole l’Occidente. Questo non sorprende, perché, in base a qualsiasi valutazione obiettiva, applicare questo tipo di pressione sulla Corea del Nord non è nell’interesse della Cina.

Tutti concordano sul fatto che la Cina non vuole vedere il collasso del regime nordcoreano, e che considera la sopravvivenza di esso uno dei suoi interessi vitali, e quindi non è chiaro perché dovrebbe intraprendere passi che potrebbero minacciare la sopravvivenza del regime nordcoreano in un periodo in cui le sue relazioni con l’Occidente e gli stati filo-occidentali (Corea del Sud e Giappone) sono così tesi.

Anche se i Cinesi saranno indubbiamente molto arrabbiati riguardo l’ultimo test nucleare nordcoreano, se in passato non hanno messo sulla Corea del Nord quel genere di pressione che potrebbe farle seriamente cambiare comportamento, allora semplicemente non è credibile che lo facciano ora.

Si dà il caso che la risposta della Cina all’ultimo test nucleare nordcoreano sia stata finora pacata, il paese ha semplicemente detto che avrebbe presentato una protesta diplomatica alla Corea del Nord, e ha rilasciato una dichiarazione che esortava la Corea del Nord “ad evitare ulteriori azioni che potrebbero peggiorare la situazione”.

Ovviamente è possibile che dietro tutti i tuoni e fulmini ci siano delle persone a Washington, e perfino in Corea del Sud, che sono soddisfatte dell’attuale punto morto. Il programma nucleare nordcoreano per loro significa che ora hanno uno spauracchio nordcoreano per tenere in riga Sudcoreani e Giapponesi, e per portare avanti programmi come il Terminal High Altitude Area Defense (THAAD).

Secondo i calcoli geopolitici così amati da alcune persone a Washington, l’esito peggiore possibile sarebbe la creazione di legami economici e commerciali tra le due coree, la Cina e la Russia, come per esempio il gasdotto dalla Russia alla Corea del Sud attraverso la Corea del Nord che è stato discusso alcuni anni fa.

Secondo questa prospettiva un progetto del genere rischierebbe di “distaccare” la Corea del Sud dagli USA, trasformandola in un potenziale alleato di Cina e Russia.

Se questi calcoli sono davvero ciò che si cela dietro il comportamento, altrimenti strano, di Washington, allora andrebbe detto chiaramente che la creazione di legami economici e commerciali tra le due coree, la Cina e la Russia è lontana dall’essere il peggiore scenario possibile anche per gli USA, che di fatto beneficerebbero dal boom economico che ne deriverebbe.

Il peggiore scenario possibile per gli USA e chiunque altro è una corsa agli armamenti nucleare incontrollata in Asia orientale, che col tempo rischierebbe di tirare in ballo Cina, Giappone, Corea del Sud e probabilmente anche Russia e Stati Uniti, e nella quale – a causa dell’intransigente rifiuto americano di parlare con i Nordcoreani – non ci sarebbero limiti e regole.

Questa potrebbe potenzialmente essere una situazione estremamente pericolosa – perfino più pericolosa della corsa agli armamenti nucleare tra USA e URSS negli anni ’50 e ’60 – proprio perché sarebbero coinvolti così tanti attori e non ci sarebbero regole chiare. Ma questa sembra la situazione verso la quale ci stiamo dirigendo.

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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato su The Duran il 9 settembre 2016.

Traduzione in Italiano a cura di SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore].