Il summit di giugno della Shanghai Cooperation Organization a Tashkent è stato segnato da un evento importante: India e Pakistan hanno siglato un memorandum in cui segnalano il loro impegno a ratificare tutti i patti della SCO, un atto che apre il loro percorso per l’ingresso a pieno titolo nell’organizzazione. Questa decisione essenziale per espandere la Shanghai Cooperation Organization mediante l’inclusione di due grandi paesi sud asiatici è stata presa nel 2015 al summit della SCO a Ufa, e il necessario posso successivo era stato percorso nella capitale dell’Uzbekistan.

Gli analisti ritengono che la nuova configurazione geopolitica della SCO sia in grado non solo di dare una spinta aggiuntiva alla crescita economica dei paesi membri dell’organizzazione, ma anche di facilitare la transizione di questo sistema globale dall’attuale stato di turbolenza, a una situazione che evolva in maniera più fluida.

Quando India e Pakistan si uniranno alla SCO, l’organizzazione comprenderà quattro potenze nucleari – Russia, Cina, India, e Pakistan. La popolazione totale dei suoi stati membri è di circa tre miliardi e mezzo di persone e il PIL totale è stimato a una cifra di circa 30 trilioni di dollari. Inoltre, Cina e India sono tuttora le economie a maggiore crescita nel mondo moderno. Questo è il quadro generale.

Ma i diplomatici amano dire che il diavolo si nasconde nei dettagli. E anche qui, i dettagli sono significativi.

Il percorso dell’India verso la SCO non è stato rapido. A New Delhi è stato dato lo status di osservatore nella Shanghai Cooperation Organization nel 2005, al quinto summit SCO ad Astana. Da allora, l’India ha segnalato con discrezione il suo interesse a giocare un ruolo più attivo nella SCO, mentre Russia e Kazakhistan hanno continuato nei loro infaticabili sforzi per convincere altri membri dell’organizzazione della necessità della completa partecipazione dell’India ai lavori della SCO.

Nel 2009, dopo che il necessario «consolidamento verticale» era stato completato, venne presa la decisione di lanciare la «espansione orizzontale» della SCO, e nel 2014 venne dato «semaforo verde» all’organizzazione per l’ ingresso di nuovi membri.

Perché è così importante per l’India prendere parte ai lavori della SCO? Una risposta a questa domanda è stata data dall’esperto diplomatico e noto analista indiano Ashok Sajjanhar: «La sicurezza dell’India, gli interessi geopolitico, strategico, ed economico sono fortemente intrecciati con gli sviluppi nella regione. Le sfide sempre presenti e crescenti del terrorismo, del radicalismo e l’instabilità pongono una grande minaccia per la sovranità e l’integrità non solo dell’India, ma anche dei paesi di una regione più estesa [cioè, l’Asia Centrale]». L’espansione della SCO affinché includa gli stati dell’Asia Centrale dotati di ricche risorse minerarie consentirà di lavorare nel quadro dell’organizzazione  alla stesura di regole generali per il loro commercio che facciano in tali risorse non  risentano eccessivamente delle fluttuazioni del mercato.

Per esempio, une delle priorità più alte per l’India è l’ottenimento del libero accesso all’Asia Centrale – un’idea che è di interesse strategico per gli establishment governativi negli stati di quella regione. L’influenza culturale dell’India in quei posti ha avuto una storia lunga e positiva. Per questo motivo, il legame a lungo termine degli interessi indiano e russo sembra uno sviluppo naturale, reso possibile dall’International North–South Transport Corridor (ITC) – un progetto i cui principali attori sono Russia, India, e Iran. E New Delhi – sensibile al caldo proveniente dalla decisione di stabilire un «corridoio di trasporto pakistano» con la collaborazione attiva della Cina – ha già accelerato i propri sforzi per stabilire l’ITC. Il porto iraniano di Chabahar, che dovrebbe essere modernizzato dal Giappone, giustamente è considerato uno dei pilastri dell’ITC. La Terra del Sol Levante è anche interessata nel futuro della rivoluzione dei trasporti, il cui nucleo risiede nella diversificazione delle vie di trasporto in Eurasia. Secondo la mia opinione, l’espansione di questo network di vie di passaggio di terra e di acqua renderà possibile un nuovo quadro generale per la stesura dei principi che regolino un nuovo bilanciamento geo-economico del continente eurasiatico.

È abbastanza ovvio che India, Russia, e Cina condividano un interesse strategico comune nel sostenere la stabilità del sistema politico esistente in Asia Centrale. Si spera che gli attuali dialoghi nella cornice della SCO riguardanti i temi della sicurezza condurranno a progressi nella lotta contro il terrorismo in quest’angolo del mondo, così come possano servire ad evitare qualunque genere di «rivoluzioni colorate».

Anche il Pakistan ha le proprie distinte ambizioni, e proprio come l’India, questo paese è sulla via dell’ingresso a pieno titolo nella SCO. Da un lato, come riferisce il giornale pakistano the Nation, la repubblica sta dimostrando il proprio desiderio di diversificare la propria politica estera secondo tattiche più sensate dal punto di vista geopolitico ed economico. Dall’altro lato, un dialogo che avanzi nell’ambito della SCO, potrebbe creare condizioni nuove e più favorevoli per la normalizzazione degli storicamente difficili rapporti indo-pakistani.

Va evidenziato che il Pakistan vede l’ingresso simultaneo di entrambi gli stati sud-asiatici nella SCO come un’opportunità di migliorare i legami economici tra Islamabad e New Delhi. E – a condizione che da parte indiana ci siano pazienza e moderazione – è ragionevole aspettarsi che i legami economici bilaterali tra India e Pakistan possano finalmente maturare. Per quanto riguarda i rapporti tra New Delhi ed Islamabad, ciò aiuterà a rendere l’atmosfera meno ideologica e più indirizzata verso l’idea di lavorare assieme per ottenere risultati specifici e di reciproca soddisfazione.

Per quanto riguarda l’idea di Mosca sulle relazioni indo-pakistane, è rimasta la stessa da decenni. L’India sa che la Russia è interessata a: (1) la conservazione dell’unità e dell’integrità territoriale del Pakistan (che è anche uno dei prerequisiti per la stabilità politica interna di un qualunque Afghanistan «post-americano») e (2) una tradizione più forte di leggi civili nella repubblica islamica, un futuro sgombro di ostacoli per lo sviluppo sociale e politico da quelle parti, e che questo paese prenda i primi passi nel cammino di una crescita economica sostenibile.

Il coinvolgimento attivo del Pakistan nei lavori della Shanghai Cooperation Organization è negli interessi a lungo termine non solo della Russia ma anche dell’India.

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Articolo di Andrei Volodin pubblicato da Strategic Culture Foundation
Traduzione in italiano a cura di Mario B. per Sakeritalia.it