La progressiva affermazione del mondo multipolare cambia lo scenario internazionale in un modo che, pur consentendo agli attori internazionali di manovrare, li costringe a regolare le sfumature delle loro politiche estere per adattarsi alle realtà in trasformazione.

Durante gli anni della Guerra Fredda, il Pakistan e l’URSS venivano in genere descritti come nemici giurati, poiché a quei tempi il Pakistan era un importante alleato degli Stati Uniti e permetteva a Washington di usare il suo territorio per qualsiasi tipo di operazione, e ciò consentiva agli USA di tenere d’occhio l’URSS.

Ciononostante, una convergenza di interessi strategici e una situazione mondiale in rapida evoluzione hanno ultimamente avvicinato Islamabad e Mosca in modo alquanto imprevedibile, visti i trascorsi delle loro relazioni.

È stato notato che lo scorso marzo, entrambe le capitali si sono impegnate in discussioni per rafforzare le loro relazioni strategiche, compresa la potenziale partecipazione russa al corridoio economico Cina-Pakistan. Si dice anche che Russia e Pakistan stiano cercando modi per aumentare gli scambi e la collaborazione nell’ambito dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

Naturalmente, il desiderio di instaurare forti legami bilaterali, che entrambi gli stati dimostrano, è guidato da una serie di preoccupazioni comuni in ambiti quali l’energia e la sicurezza. Ad esempio, sia Mosca che Islamabad condividono preoccupazioni sulle attività dell’ISIS in corso nella regione, e sulla potenziale diffusione dell’estremismo e delle droghe dall’Afghanistan. È stato anche detto che stanno esplorando una partnership di sicurezza.

Tuttavia, è chiaro che se l’India, un tradizionale alleato russo nella regione, non si fosse spostata verso gli Stati Uniti per controbilanciare la potenza Cinese che Nuova Delhi percepisce come un avversario a lungo termine, Mosca non avrebbe cominciato le sue manovre di riavvicinamento con il Pakistan con tanta decisione.

È stato notato che l’India ha acquistato materiale militare da Washington negli ultimi tempi, il che riduce la sua dipendenza dalle armi russe. Questa scelta ha avuto delle ripercussioni sul mercato russo delle armi, dal momento che Nuova Delhi era il più grande importatore di armi russe. L’India ha anche firmato tre accordi fondamentali con gli Stati Uniti, e gli esperti russi credono che l’India si stia allontanando dalla Russia per andare verso gli Stati Uniti.

Il Pakistan, d’altra parte, sta vivendo [in inglese] un momento negativo nei suoi rapporti con gli Stati Uniti, ed è propenso a perseguire relazioni migliori con la Russia. Sotto il presidente Trump gli Stati Uniti hanno cercato di stringere il cappio intorno al Pakistan, ritenendolo responsabile per il suo sostegno al terrorismo. Gli Stati Uniti hanno anche posto fine ai trasferimenti annuali di 1,3 miliardi di dollari in aiuti al Pakistan, poiché presumibilmente vogliono costringere Islamabad a porre fine alla pratica di fornire un rifugio sicuro a vari gruppi di militanti.

Le relazioni Mosca-Islamabad hanno iniziato a guadagnare terreno nel 2014, anno in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a ritirare le truppe NATO dall’Afghanistan. Fu durante quell’anno che la Russia revocò un embargo sulle armi al Pakistan, aprendo la strada ai due paesi per firmare un accordo di difesa.

Un altro sviluppo che ha influenzato il desiderio di Islamabad di perseguire una politica filo-russa è stata la riunione dell’anno scorso del GAFI [Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale] a Parigi, descritto come un gruppo internazionale con la finalità di trovare i modi per combattere il riciclaggio di denaro. L’unica ragione per cui all’epoca Islamabad riuscì a schivare il proiettile, fu l’assistenza della Russia, poiché era chiaro che Washington avrebbe sferrato un micidiale colpo economico a Islamabad. Questa situazione è stata esaminata in modo molto dettagliato da The Express Tribune che avrebbe dichiarato [in inglese]:

I nostri cosiddetti amici e vecchi alleati avevano cercato in tutti i modi di dichiararci uno Stato terroristico. Questa spada di Damocle è appesa sopra le nostre teste da molto tempo. Se il GAFI fosse riuscito ad inserirci nella blacklist, il Pakistan sarebbe potuto andare in bancarotta.

 Nella prospettiva di queste imminenti catastrofi, Khawaja Asif e Tehmina Janjua hanno contattato Mosca.

Khawaja Asif, allora Ministro degli Esteri del Pakistan, avrebbe incontrato il suo omologo russo Sergey Lavrov durante quei giorni di paura per il Pakistan, quando Washington voleva annientarlo.

È stato rivelato che Lavrov si è affrettato a prendere l’iniziativa telefonando al suo funzionario a Parigi durante la sessione del GAFI, per annunciare che la Russia si stava schierando con il Pakistan. La fonte mediatica pakistana afferma che questo supporto istantaneo da parte dei russi ha toccato le corde giuste nei cuori degli alti funzionari pakistani.

All’indomani di questa situazione Khawaja Astif dichiarò:

Siamo stati nemici dei russi per 65 anni. Nonostante ciò, loro hanno aperto le loro “porte sensibili” per noi. L’America non si è nemmeno degnata di darci tale accesso in 70 anni. Ironia della sorte, i nostri amici invece ci hanno trascinato fino alla soglia della scomunica e della proscrizione.
Quelli che abbiamo considerato i nostri nemici sono stati dalla nostra parte in ogni forum mondiale. È per questo che spesso chiedo: cosa abbiamo ottenuto dall’America in tanti anni?

Lo scorso maggio, la Russia ha di nuovo difeso [in inglese] con fermezza il Pakistan, annunciando che Islamabad ha il “diritto sovrano di prendersi cura della propria sicurezza” durante i test missilistici reciproci in Asia Meridionale. Questo passo senza precedenti, sostengono gli analisti, è un segno che i due stati hanno raggiunto un nuovo livello di cooperazione.

Come annunciato dal Primo Ministro pakistano Imran Khan al recente vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, il suo paese vorrebbe che Mosca gli permettesse di acquistare le sue più recenti attrezzature militari. Mostra che Russia e Pakistan hanno portato [in inglese] la loro collaborazione strategica al livello successivo firmando il loro patto spaziale recentemente concordato, che impegna ciascuno di loro a fare del proprio meglio per impedire la militarizzazione dello spazio. Questo passaggio sembra ancora più significativo se prendiamo in considerazione il fatto che è stato fatto dopo l’annuncio di Trump secondo il quale Washington vorrebbe farsi trascinare in una nuova corsa agli armamenti nello spazio.

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 Articolo di Martin Berger apparso su New Eastern Outlook l’8 settembre 2019
Traduzione in italiano di Hadjuk per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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