Can an 'Asian NATO' deter Chinese ambitions in the Indo-Pacific?

Navi della Marina Indiana, della Forza Marittima di Autodifesa Giapponese e della U.S. Navy navigano in formazione nel Golfo del Bengala durante le esercitazioni Malabar 2017.

Mentre una nuova alleanza guidata dagli Stati Uniti, una potenziale “NATO asiatica”, prende forma nell’Indo-Pacifico, Washington deve ancora motivare i suoi alleati regionali a contrastare l’ambizione di Pechino, che per loro potrebbe significare danneggiare i legami esistenti con la Cina.

Come l’attuale NATO, anche il Quad – il Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India – è guidato dagli Stati Uniti, anche se la sua nascita potrebbe essere fatta risalire ad un’idea del 2007 dal Primo Ministro giapponese Shinzo Abe, che ha cercato di ampliare la portata del dialogo strategico trilaterale del Giappone che coinvolge Australia e Stati Uniti, per includere l’India. Anche se, all’epoca, Nuova Delhi era ancora nelle prime fasi di un riorientamento dal suo passato non-allineato verso partenariati strategici più solidi con gli Stati Uniti e il Giappone, sembrava entusiasta dell’idea; e nel 2007 l’India invitò Australia e Giappone, insieme a Singapore, a partecipare all’esercitazione navale combinata indo-americana Malabar.

Allora, la Cina, allarmata dallo sviluppo, ha protestato diplomaticamente contro tutti e quattro i membri del Quad. Sembra che ciò abbia causato l’effetto desiderato: Australia, Giappone e Singapore hanno abbandonato Malabar, e l’Australia si è ritirata silenziosamente dal dialogo. L’India ha anche respinto gli appelli del Giappone e degli Stati Uniti a rilanciare il Quad, apparentemente nella speranza di migliorare i legami con la Cina, e il supporto complessivo per il Quad sembrava essere diminuito.

Un decennio più tardi il Quad sta assistendo ad una rinascita. Questa volta l’India ha cercato di rilanciare il gruppo dopo importanti divergenze con la Cina su questioni come la Nuova Via della Seta cinese, che attraversa territorio rivendicato dall’India, il sostegno della Cina al Pakistan e gli scontri al confine tra Cina e India nel Doklam. Il Giappone è stato reinvitato a prendere parte a Malabar e, nel settembre 2019 è avvenuto il primo incontro in assoluto dei quattro ministri degli Esteri, ospitato dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo, elevando così il Quad da forum per alti funzionari governativi a dialogo ministeriale di alto livello.

La Cina conta sulla riluttanza degli alleati degli USA?

Mentre gli Stati Uniti proclamano valori condivisi tra i quattro stati per un Indo-Pacifico libero e aperto, e una riaffermazione dell’impegno del Quad verso valori e cooperazione comuni, India e Australia sembrano riluttanti ad inimicarsi la Cina fino in fondo.

Ad esempio, la questione delle pattuglie congiunte nel Mar Cinese Meridionale, un’iniziativa chiave degli Stati Uniti, una mossa che sarebbe sicuramente considerata una sfida diretta alla posizione della Cina nella regione, non è attecchita a Nuova Delhi e Canberra. L’India ha costantemente respinto le proposte statunitensi di pattuglie congiunte mentre l’Australia, che bilancia delicatamente i suoi interessi economici con Pechino (la Cina ha ricevuto il 34% delle esportazioni totali dell’Australia nel 2016) e la sua partnership di alleanza con gli Stati Uniti, è stata evasiva.

Il che forse è il motivo per cui la risposta cinese al Quad è stata relativamente sommessa, a differenza di come ha battuto i piedi nel 2007. Invece di uno scontro, Pechino ha segnalato l’intenzione di migliorare le relazioni con l’India, ospitando un vertice informale tra il Primo Ministro Modi e il presidente Xi Jinping a Wuhan, nel 2018. Un secondo vertice informale si è tenuto a Mamallapuram, in India, nell’ottobre 2019. Per il momento, le relazioni sino-indiane sembrano essere in equilibrio.

E sebbene il Quad, insieme alla serie di esercitazioni Malabar e ad altri giochi di guerra combinati tra i partner, fornisca a Nuova Delhi una leva aggiuntiva per affrontare una Cina assertiva, l’India si è preoccupata di “andarci piano” con il Quad per evitare apertamente l’antagonismo di Pechino.

RT

Il sottomarino da attacco rapido classe Los Angeles USS Oklahoma City (SSN 723), assegnato al Comandante dello Squadrone Sottomarini 15, supera navi indiane e della Forza Marittima di Autodifesa Giapponese durante le esercitazioni Malabar 2019.

I segni distintivi di un’alleanza militare in erba

Secondo quanto riferito, le discussioni durante la riunione ministeriale di settembre hanno riguardato gli sforzi collettivi del Quad per promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto, e hanno toccato anche l’antiterrorismo, l’assistenza umanitaria, i soccorsi in caso di calamità, la cooperazione in materia di sicurezza marittima e la sicurezza informatica. Questi sono sviluppi importanti, e precorrono una cooperazione militare rafforzata tra i partner.

L’altro importante sviluppo è stato un accordo di supporto logistico strategico tra India e Australia, che probabilmente verrà firmato durante l’imminente visita del Primo Ministro australiano Scott Morrison a Nuova Delhi nel gennaio 2020, e un accordo simile tra India e Giappone è nelle fasi avanzate dei negoziati. Significativamente, l’India e gli Stati Uniti hanno un accordo di condivisione della logistica dal 2018. Tutti questi accordi consentiranno ai paesi di utilizzare le basi militari reciproche per il supporto logistico, compresi cibo, acqua e carburante. Chiaramente, la portata e la profondità degli impegni politici e dell’allineamento tra gli stati del Quad sulla cooperazione militare e sul mantenere la regione indo-pacifica libera dalla dominazione cinese, ha raggiunto livelli senza precedenti. Ma questa “NATO asiatica” in evoluzione dissuaderà la Cina dalla sua posizione assertiva nella regione?

Tutto ciò che serve è un’improvvida escalation

Chiaramente, la Cina è consapevole di queste realtà, e forse è fiduciosa dei suoi legami con India e Australia, il che spiega la sua silenziosa risposta al Quad. Tuttavia, i progressi nell’ambito del Quad, in particolare in termini di costruzione della compatibilità militare, un elemento chiave in qualsiasi alleanza di sicurezza, sono stati significativi. Qualsiasi escalation delle tensioni regionali che coinvolga India e Cina o interferenze da parte di una Cina rinvigorita nella regione di influenza dell’India nell’Oceano Indiano, o nel Pacifico meridionale nel cortile australiano, potrebbe avvicinare entrambi i paesi al Quad. E quando ciò accadrà, il Quad o la “NATO asiatica” potrebbe essere un formidabile deterrente per la Cina.

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Articolo di Shishir Upadhyaya pubblicato su Russia Today il 14 dicembre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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