Il 9 giugno è stata firmata [in inglese] a Kiev una dichiarazione che attesta la creazione dell’Assemblea Interparlamentare Ucraina-Moldavia-Georgia dai capi di quei Parlamenti. Dichiara che le tre nazioni sono unite nel loro obiettivo di opporsi alla Russia e di lottare per una più stretta integrazione con l’UE e la NATO.

Ovviamente questo evento deve essere visto nel suo giusto contesto.

Il 28 maggio, l’Assemblea Parlamentare della NATO ha dichiarato il proprio sostegno [in inglese] alla Georgia e alle speranze dell’Ucraina di aderire all’alleanza. Di recente è stata lanciata una proposta [in inglese] riguardante l’accelerazione dell’entrata della Georgia nella NATO, mentre il vertice di luglio del blocco si avvicina. Il piano presentato dall’American Heritage Foundation offre un “modo creativo per aggirare” i problemi territoriali con Abcasia e Ossezia del Sud. L’alleanza potrebbe modificare [in inglese] il Trattato di Washington, escludendo temporaneamente dalla protezione di cui all’articolo 5 della NATO le due entità riconosciute dalla Russia come Stati indipendenti. Questa proposta è in fase di studio da parte del parlamento della Georgia.

Il mese scorso Tbilisi si è recata alla corte europea dei diritti umani a Strasburgo per accusare [entrambi i link in inglese] la Russia di crimini di guerra che sarebbero stati commessi nell’agosto del 2008. A quel tempo era la Georgia che stava commettendo un atto di aggressione attaccando l’Ossezia del Sud e le forze di pace russe, ma 10 anni dopo si presenta come una vittima innocente – un altro esempio del bue che chiama cornuto l’asino. Quel paese ha perseguito vigorosamente il concetto di “più NATO in Georgia e più Georgia nella NATO”, contribuendo alle operazioni della NATO e diventando parte delle istituzioni del blocco. L’anno scorso, l’amministrazione degli Stati Uniti ha espresso [in inglese] il proprio sostegno all’appartenenza alla NATO della Georgia, ma poi ha fatto poco per far seguire i fatti alle parole.

L’Ucraina ospita già [in inglese] l’esercito americano e riceve armi letali dagli Stati Uniti. Recentemente ha fatto appello [in inglese] alla Germania e alla Francia perché sostenesse la sua entrata nella NATO. Il presidente dell’Ucraina ha ricevuto un invito a prendere parte al prossimo vertice della NATO.

La Moldavia sta diventando un punto d’appoggio per le forze armate statunitensi e sta abbracciando [entrambi i link in inglese] la NATO. Ha annunciato la sua decisione di acquistare armi letali dai membri del patto. Chișinău chiede che le forze armate russe si ritirino dalla Transnistria immediatamente e incondizionatamente. Quel governo è apertamente ostile nei confronti di Mosca e fa di tutto per aumentare le tensioni tra i due paesi.

A marzo, Ucraina, Georgia e Moldavia si sono uniti per formare [in inglese] un’alleanza politica e militare anti-russa, facendo rivivere l’organizzazione GUAM con l’Azerbaigian, che è pronto a collaborare ma preferisce mantenere le distanze dall’agenda anti-Mosca, rendendola così più una GUM che una GUAM quando si tratta di opporsi alla Russia.

Ora, diamo un’occhiata a cosa c’è in serbo per questo nuovo blocco, che è così ostile a Mosca.

Nell’ottobre 2018 si terranno in Georgia le elezioni presidenziali. Il paese ha superato una tempesta di proteste popolari. Le difficoltà economiche e sociali stanno alimentando il malcontento pubblico. Gli standard di vita sono stagnanti. I prezzi in calo [in inglese] per alcune esportazioni hanno ridotto il potere d’acquisto. Nel 2016, il paese ha firmato un accordo di associazione con l’Unione Europea. Di conseguenza, nei prossimi anni verranno introdotti regolamenti europei, anche se i benefici di tale regime commerciale rimarranno irraggiungibili. Il paese è noto per la corruzione delle sue forze dell’ordine. Non esiste un ampio consenso politico in merito alle riforme costituzionali in corso. L’adesione a pieno titolo alle organizzazioni occidentali (NATO e UE) rimane un sogno irrealizzabile. Nazioni che sono state accettate come membri in passato erano ancora meno preparate a soddisfare i requisiti, ma l’ingresso in questi blocchi occidentali focalizzati su altri problemi rimane ancora fuori dalla portata della Georgia. Tutto ciò che otterrà sono promesse.

Le elezioni presidenziali ucraine si terranno a fine marzo 2019, nonostante la diffidenza degli elettori nei confronti delle autorità. Le probabilità di rielezione del Presidente Poroshenko sono piuttosto scarse [in inglese]. Sta esaminando diversi altri candidati. L’ex primo ministro Julija Tymoshenko è in testa ai sondaggi. Il paese sta affrontando una crescente pressione del debito [in inglese]. Il rischio di instabilità è alto [in inglese]. Gli investitori stranieri e il capitale umano stanno lasciando il paese [in inglese]. L’Ucraina rimane povera – è l’unica [in inglese] ex repubblica sovietica in Europa che non ha mai superato il livello del PIL dei suoi giorni nell’URSS. La corruzione, il nepotismo e il potere degli oligarchi stanno minando l’economia ucraina. Il futuro della nazione sembra cupo.

La Moldavia lotta con un’ondata di corruzione travolgente [in inglese]. Le riforme economiche vengono effettuate a un ritmo lento. Il paese è quasi interamente dipendente dalle importazioni di gas dalla Russia attraverso il sistema di gasdotti che attraversa l’Ucraina. La Moldavia rimane uno dei paesi più poveri d’Europa, con un PIL pro capite annuo di 2.280 dollari nel 2017. La nazione dovrà affrontare elezioni parlamentari a fine novembre. Si prevede che il Partito Socialista, guidato dal presidente filo-russo Igor Dodon, vinca [in inglese] e cambi la politica estera del paese. Il Partito Democratico filo-occidentale è in calo nelle percentuali.

I tre paesi affrontano gli stessi problemi: il dominio degli oligarchi, un processo di riforma lento o inesistente, prestazioni economiche relativamente scarse e prospettive estremamente remote di aderire alle organizzazioni occidentali come membri a pieno titolo. Viene assegnato loro lo stato di partner speciale, che suona bene ma in realtà significa poco. Le élite al governo fanno alla gente promesse che non si avverano mai. La loro posizione anti-russa non ha mai reso nessuno prospero o sicuro. Al contrario, unirsi alla NATO e diventare trampolini per potenziali attacchi non farà che indebolire la loro sicurezza, trasformandoli in obiettivi per l’esercito russo. Mosca ha avvertito di non spostare l’alleanza occidentale fino ai suoi confini.

Poiché la Moldavia ne sarà presto fuori, il blocco anti-russo avrà vita breve. La Georgia ha i suoi problemi come nazione del Caucaso meridionale. Questi due paesi hanno poco da offrire l’un l’altro tranne il sostegno espresso a voce. Nessuno dei tre membri del blocco GUM ha ricevuto massicci aiuti economici dall’Occidente o è stato trattato come un pari da qualsiasi nazione occidentale importante. Nessuno di loro, indipendentemente da quanto ci provi, può rompere tutti i legami con la Russia, a causa della realtà della geografia e dell’economia. Nessuno di loro dovrebbe essere accolto a braccia aperte nell’UE o nella NATO. La formazione di questo blocco può essere usata per scopi di propaganda, ma in realtà non è altro che un fuoco di paglia che presto verrà dimenticato. Non ha futuro.

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Articolo di Alex Gorka pubblicato su Strategic Culture l’11 giugno 2018
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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