Il 21 ottobre 2016 un tipica scuola estone è stata testimone di una cerimonia inaugurale del busto di bronzo di Harald Nugiseks, un SS-Oberscharführer (sergente) della Seconda Guerra Mondiale, che ha servito come volontario nella XX Divisione dei Granatieri delle Waffen SS. Secondo il dirigente dell’istituto, il ricordo di Harald Nugiseks accrescerà i sentimenti di patriottismo fra gli studenti, e farà aumentare il loro desiderio di proteggere il paese in caso di aggressione esterna.

Quindi, chi è questo Nugiseks? Nel corso della Seconda Guerra Mondiale è stato premiato con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, la seconda onorificenza più importante del Terzo Reich. Hitler lo ha concesso solo a un totale di 43 stranieri che stavano combattendo dalla parte della Germania nazista, il che implica che dal punto di vista del Terzo Reich Nugiseks deve aver fatto qualcosa di “straordinario”, e nel 2008 ha ricevuto una medaglia “dal grato popolo estone”. L’iniziativa è di due organizzazioni “patriottiche” locali: il Club degli Amici dei Legionari Estoni e la Vaba-Sõltumatu Kolonn Nr.1 (la prima colonna indipendente).

Nel luglio 2016 un membro della Seima lettone che rappresenta l’Associazione Nazionale Lettone, Aleksandr Kirsteins, ha proposto al sindaco di Riga di erigere un monumento ai soldati nazisti, come ha affermato su Twitter. Inoltre, una delle manifestazioni più eclatanti del movimento per glorificare le forze naziste della Seconda Guerra Mondiale, è la tradizionale processione dei veterani membri della Waffen SS Lettone e dei suoi sostenitori. Fin dal 1994, ogni anno, il 16 marzo il centro di Riga è invaso da ex soldati della Waffen SS e dai suoi ammiratori, ma se alla metà degli anni 90 quelle marce erano tenute per lo più da uomini anziani, ora si può notare una crescita annuale del numero di persone giovani.

La situazione viene aggravata dai funzionari europei, che fuorviano la popolazione, facendo loro credere che i nazisti non erano così inumani come vengono “presentati” ai nostri giorni. David Irving per esempio, un accademico inglese caduto in disgrazia [in inglese] e fascista dichiarato, a quanto riferito, sta guidando gruppi di turisti nei siti in Polonia, come Treblinka, e in Lettonia, dove gli ebrei venivano sterminati. Irving ormai da molto tempo inventa giustificazioni per i crimini commessi dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma quello che è sorprendente è che alle autorità polacche e lettoni stia bene questa specie di “turismo”, visto che questi fatti sono in linea con le politiche seguite dalle amministrazioni di quei paesi.

Perché oggi non sono soli, da quando siamo testimoni della glorificazione del fascismo in Ucraina insieme ai tentativi di onorare tali “eroi” come Stepan Bandera e Roman Shuhocich, che sono a tutt’oggi conosciuti nel mondo come barbari criminali di guerra. Sembra che il biglietto per l’Unione Europea puzzi di fascismo. È stato utilizzato dagli Stati Baltici, e domani Kiev farà la stessa cosa, ottenendo l’appartenenza all’UE con un ampio appoggio fornito da Washington.

Come è stato riportato dal tedesco Der Spiegel [in inglese], un gruppo di dottori tedeschi preoccupati dall’eutanasia, ha visitato un campo di concentramento nazista ad Auschwitz, per capire come le persone possano “morire con dignità”, e questo non è affatto uno scherzo, anche se è difficile digerire il livello di cinismo senza precedenti dimostrato dal cosiddetto “mondo civilizzato”.

Quindi l’Europa tacitamente approva il fascismo? E cosa potrebbe accadere ai sensibili e tolleranti europei in seguito al Tribunale di Norimberga? Ma la domanda decisamente più importante è: chi trae beneficio da tutto questo?

Si pensa che la vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale abbia messo fine al fascismo, ma non lo ha fatto, e alcune forze politiche estere lo percepiscono ancora come un progetto redditizio, così come fecero prima della Seconda Guerra Mondiale.

A questo punto è chiaro che le radici della guerra più distruttiva nella storia dell’uomo dovrebbe essere cercata negli Stati Uniti. L’economia statunitense, inciampando nella Grande Depressione, aveva un disperato bisogno di una guerra per rinvigorire la sua economia, mentre l’Europa ancora fa fatica a ricostruire la sua. Quando la guerra scoppiò, le persone cominciarono a trasferire i loro risparmi negli Stati Uniti e così, nell’ottobre del 1939 le riserve federali USA possedevano oro equivalente a 17 milioni di dollari, e dal febbraio 1939 questa quota aumentò fino al miliardo, in soli quattro mesi!

Inoltre bisogna far notare che le corporazioni americane ottennero grandi vantaggi nel finanziare il Terzo Reich, cominciando solo in seguito a fornire armi e munizioni ai suoi alleati anti-Hitler. Quando la guerra finì, gli Stati Uniti furono “gentili abbastanza” da concedere all’Europa tormentata dalla guerra, prestiti e beni americani.

I profitti finanziari ottenuti dall’economia statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale furono immediatamente convertiti in influenza politica. Nel 1947, il segretario di stato americano George C. Mashall propose il cosiddetto Piano Marshall, che è entrato in vigore nel 1948 e ha assoggettato 17 paesi europei al comando di Washington, ponendoli sotto controllo finanziario ed economico diretto degli Stati Uniti.

Sono loro dunque, ad emergere come il paese più ricco del pianeta dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo aver saccheggiato, derubato e schiavizzato la maggior parte del mondo; inoltre è necessario capire che gli interessi finanziari americani hanno giocato un ruolo cardine nel  preparare e alimentare la Seconda Guerra Mondiale. Questo è il modo in cui Washington ha stabilito il suo controllo finanziario sul pianeta.

Oggi, l’economia statunitense è inciampata ancora una volta e il debito nazionale di Washington ha raggiunto la somma incredibile [in inglese] di 19,5 trilioni (o il 108% del PIL) e non è un segreto a questo punto che la guerra sia il miglior rimedio a tutti questi problemi.

Non c’è da meravigliarsi quindi se negli ultimi anni la guerra è diventata la carta vincente della Casa Bianca, che viene giocata attivamente nel Medio Oriente, in Asia, Africa e in altre regioni.

Quanto all’Europa, ancora una volta è stata gettata nella marea del fascismo, e Washington spera possa innescare un conflitto civile che trasformerebbe il Vecchio Continente nell’arena di una nuova grande guerra. Questo è il motivo per cui stiamo assistendo alla glorificazione del fascismo negli Stati Baltici e in Ucraina, ai quali è stato assegnato nel futuro conflitto un “ruolo speciale”.

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Articolo di Grete Mautner pubblicato da New Eastern Outlook il 30.10.2016
Traduzione in Italiano a cura di Chiara per SakerItalia.it

[Le note in questo formato sono del traduttore]