In molti hanno denunciato che i francesi e la maggior parte degli occidentali sembrano apparentemente essere assai più alterati quando a Parigi muoiono 12 persone, di quando ne muoiono centinaia, migliaia e decine di migliaia in qualche altro posto. Sembra che lo slogan degli anni ’80 “non toccare il mio amico”, coniato originariamente per criticare il razzismo, sia stato ora rielaborato in modo tale da farlo diventare, anche se non razzista, almeno superpatriottico: “non uccidere i francesi di sinistra”, a prescindere da quanto possano essere offensivi i loro discorsi. Non voglio riparlare qui di questo argomento, perchè chiunque abbia un minimo di senso critico ormai lo ha capito; voglio però trattare di un altro caso di doppio standard, molto meno discusso: quello che riguarda il dolore spirituale.

Ecco quello che ci dice il credo ufficiale: i mussulmani non hanno nessun diritto di lamentarsi se il loro Profeta viene insultato, questo fa parte della libertà di parola. E’ disonesto da parte loro affermare di esssere stati feriti da queste caricature, in realtà non sono stati affatto feriti, hanno solo preso uno scappellotto da una forma di comunicazione un tantino irrispettosa. Come si può paragonare un po’ di irritazione con problematiche come la vita e la morte?

Così, esiste un qualcosa che può essere chiamato dolore spirituale e può essere assimilato al dolore fisico?

Diamo uno sguardo a cosa dicono le fonti ufficiali in Occidente.

Tutti gli psicologi vi spiegheranno che non solo il dolore spirituale esiste, ma che può essere anche peggiore di quello fisico. Questo è il motivo per cui alcuni confessano di aver commesso crimini (anche non veri) se sanno che i loro familiari saranno i prossimi a essere torturati, anche dopo aver trovato la forza interiore per sopportare la propria tortura. Una idea può far male più del dolore fisico.

La Convenzione di Ginevra vieta specificamente le finte esecuzioni, anche se tutto quello che esse arrecano è solo paura (una forma di dolore spirituale).

In Francia, attualmente, è illegale anche solo fare domande sulla versione ufficiale del cosiddetto “Olocausto”, proprio perchè facendo così si causerebbe dolore spirituale a quei pochi “sopravvissuti dell’Olocausto” ancora in vita. Questa protezione dal dolore spirituale si estende anche ai parenti e ai discendenti dei “sopravvissuti all’Olocausto”, nati nel dopoguerra e indenni loro stessi da maltrattamenti.

Al famoso processo di Norimberga, Julius Streicher fu condannato a morte anche se non aveva commesso nessun altro crimine che quello di “infettare le menti tedesche con il virus dell’antisemitismo”. Tra l’altro, fu anche torturato crudelmente prima della sua esecuzione. Il suo delitto? Era il fondatore e l’editore di un quotidiano, Der Sturmer, un giornale di bieca propaganda razzista, il cui nome può essere approssimativamente tradotto con “L’attaccante” o “L’assalitore”. Sembra che in Occidente la propaganda dell’odio ti possa far condannare a morte.

L’ottavo emendamento della costituzione degli Stati Uniti proibisce “punizioni crudeli e inusuali” spacialmente se “degradano la dignità umana”. Sembra che per i Padri Fondatori (degli USA – NdT) la dignità umana fosse una cosa molto reale ed importante, meritevole di essere protetta.

Anche nella prigione di Guantanamo (che non si può certo definire un bastione di civiltà e diritti umani), dopo gli scandali del 2005 riguardanti la dissacrazione del Corano, è stato deciso di attenersi rigorosamente alle modalità di manipolazione del Corano (che già esistevano in passato). Così anche nella Guantanamo famosa per la tortura del waterboarding (soffocamento con stracci imbevuti di acqua – NdT), insultare il Profeta è considerato eccessivo rispetto alle norme di civile comportamento. A Parigi sembra di no.

Non ci sono leggi che ci difendono dalla calunnia? Non sono state fatte per proteggere le persone dalle sofferenze causate dalle parole di qualcun’altro? Non ci importa se qualcuno a noi caro viene insultato o ridicolizzato?

Ma chi stiamo prendendo in giro qui? Devo portare altri esempi per riaffermare che tutti in occidente sapevano già che caricature come quelle pubblicate da Charlie Hebdo, arrecavano veramente un dolore reale ai mussulmani?. Non stiamo parlando di fastidio o irritazione, qui si tratta di vera sofferenza spirituale e psicologica, che, per le norme di comportamento e le leggi occidentali, sarebbe proibito infliggere alle persone.

La verità che altri non osano dire, ma che vi racconterò qui per filo e per segno è semplice: le elites dell’Occidente trattano i mussulmani allo stesso modo che Victoria Nuland tratta l’Europa: “che f***a!”. Questo è il messaggio che non solo Charlie Hebdo, ma tutto il lacrimevole circo che sta attorno al massacro di Parigi manda ai mussulmani di tutto il mondo: al diavolo voi, la vostra religione e il vostro Profeta, al diavolo voi e le vostre vittime – migliaia, anche milioni, dei vostri mussulmani morti (qualcuno ricorda l’Iraq?) non valgono 12 dei nostri ragazzi, così limiteremo la vostra libertà di parola, ma che a voi non venga in mente di toccare la nostra!

Se poi un mussulmano si permette di non essere d’accordo, gli si ricorda subito che “loro” hanno le lapidazioni, i burka, gli attacchi terroristici ecc., con l’inevitabile conclusione: l’Islam non è in condizioni tali da poter dare lezioni al civile Occidente. Purtroppo l’Islam è vulnerabile a simili attacchi per il sostegno che dà alla pena di morte e per l’uso di metodi di esecuzione francamente disumani, anche se questo non è il quadro completo della situazione.

Primo, fino a non molto tempo fa, l’Occidente aveva ANCH’ESSO una quantità di metodi di esecuzione di gran lunga peggiori di quelli legalizzati nell’Islam (chiunque dubiti di questo farà meglio a leggere la voce di Wikipedia che si riferisce a Robert-Francois Damiens o ricordare che la Francia ha abolito la ghigliottina solo nel 1981, e pure contro la volontà popolare). Almeno l’Islam è onesto nelle sue punizioni. Paragonatelo a quanto succede negli Stati Uniti, dova la gente è ufficialmente condannata a pene detentive come negli altri paesi civili, ma dove è ben noto, capito e accettato che le probabilità di essere assaliti brutalmente o sodomizzati sono molto alte, specialmente se si è deboli e dove si tengono persone in unità di isolamento estremo, cosa che le Nazioni Unite correttamente chiamano tortura.

Secondo, è artificioso mettere a confronto due (o più) civiltà guardando solo ai loro codici penali. Perchè non comparare altre forme di violenza come guerre o genocidi? In questo caso anche i peggiori dei peggiori mussulmani (gli Ottomani), escono vincitori dal confronto con gli europei; spiacente di offendere i secondi, ma questo è un fatto. Sebbene ci siano stati un sacco di esempi di atrocità commesse da mussulmani (in modo particolare dagli Ottomani e dai Persiani), paragonati a quello che l’Occidente ha fatto a interi continenti (Africa, Nord e Sud America), questi sono veramente incidenti da poco. Naturalmente in Occidente la gente comune è all’oscuro di tutto ciò, e la versione rassicurante è che l’Europa era civilizzata, erede delle civiltà greche e romana (una bugia, l’Europa dopo il Regno dei Franchi, riscoperse i valori dell’antichità grazie a mussulmani ed ebrei), mentre i mussulmani non erano altro che guardiani di capre provenienti dai deserti della Penisola Arabica. Narrazione rassicurante per certo, ma di fatto sbagliata. I mussulmani, al contrario, sono assai consci di questa storiografia e a loro non piace essere guardati dall’alto in basso proprio da quelli stessi occidentali che essi considerano brutali e sempre assetati di sangue.

Terzo, c’è una caratteristica della moderna civiltà occidentale che si stacca nettamenta dalle altre. La quasi totale assenza del sacro. Per un occidentale del giorno d’oggi, laico e di una certa cultura, c’è assai poco di veramente sacro. In passato mogli e madri erano sacre e chiamare un italiano o uno spagnolo “cornuto” o “hijo de puta” poteva farti rimediare una coltellata. Oggi in Francia un complesso di musica rap si chiama orgogliosamente “Nique ta mère” (fotti tua madre – NdT). Suppongo che alcuni questo lo chiameranno progresso. Negli Stati Uniti la bandiera è sacra. Almeno per qualcuno. Come apparentemente in Francia, per milioni di persone, è sacra la libertà di parola, compreso il diritto di offendere deliberatamente. Eccetto quando questa libertà di parola è rivolta agli ebrei, perchè allora ci si può ritrovare in galera. Per la maggior parte dei mussulmani i profeti sono talmente sacri che, ogni volta che si fa il loro nome, si aggiunge “sallallahu alayhi wasallam” (la pace sia con lui). In ogni caso non si deve essere mussulmani o d’accordo con le parole del Profeta per riuscire a capire che il Profeta Maometto è realmente caro, ma soprattutto sacro ai mussulmani. Il fatto che non sia rimasto nulla di altrettanto sacro in Occidente, non significa che il resto del mondo sia regredito a un simile livello di degenerazione e che chi non ha più fede in nulla abbia licenza di imporre la sua indifferenza e la sua mancanza di credo a tutti gli altri, offendendoli a suo (malato) piacimento.

La figura più disgustosa di persona occidentale è quella che di fatto è orgogliosa di offendere i sentimenti di quelli che ancora hanno qualcosa di sacro in cui credere. Questo riguarda proprio Charlie Hebdo e la sua funzione. Il suo non era un “discorso”, era un tentativo senza fine di diventare il più offensivo, volgare e bieco giornale d’Europa. Tra l’altro, prima dell’ultima offensiva psicologica su Charlie Hebdo, questo foglio stupido e disgustoso tirava 60.000 copie, in una nazione di 66 milioni di persone. Ma allora, apparentemente, alcuni francesi sono più importanti di tutti gli altri (che novità!). Nuovamente il doppio standard.

Quando si considerano i vari aspetti dell’operazione psicologica Charlie Hebdo, inevitabilmente si trovano dappertutto doppi standard e assenza di logica. Un certo modo di parlare ha più libertà di un altro, alcune vittime sono più importanti di altre, certe atrocità sono più atroci di altre e un certo dolore ottiene più rispetto di un altro. Ma il peggio per me è questa nauseante solidarietà verso persone che hanno fatto diventare l’insulto al prossimo una nobile arte, questi “eroi” sono stati resi famosi per il loro “coraggio” nell’infliggere ad altri un vero dolore spirituale. In questo non ci vedo niente di nobile e il fatto che siano stati brutalmente e violentemente uccisi da, come sembrerebbe, un gruppo di fanatici Tafkiri, non li rende comunque più degni di rispetto.

Una cosa ancora: alcuni di voi sono rimasti offesi perchè lo Sceicco Imran Hosein ha detto che il male più grosso che il mondo abbia mai visto governerà da Gerusalemme. E’ ovvio che il buon Sceicco è un perverso antisemita, giusto?

(C’è da piangere).

Vorrei che tutti quelli che parlano di “Occidente cristiano”, avessero veramente una minima conoscenza della cristianità, specialmente dell’escatologia cristiana. Quanto detto dallo Sceicco non discorda da quanto asserito dai Padri della Chiesa, compreso il fatto che l’Anticristo regnerà sul mondo da Gerusalemme. Cinque minuti di ricerca su Internet mi hanno dato questi link abbastanza validi:

http://biblelight.net/fathers-on-antichrist.htm

http://www.unitypublishing.com/prophecy/AntichristbySaints.htm

http://www.earlychristianwritings.com/text/hippolytus-christ.html

Tra l’altro l’escatologia islamica è rimarchevolmente simile a quella della tradizione cristiana. Una rapida ricerca con il termine “Dajjal” ha dato questi risultati:

http://www.islaam.org/al_mahdi/dajjaal.htm

http://islamqa.info/en/8806

https://www.youtube.com/playlist?list=PL60F84B368D3270FF

Per quanto riguarda poi l’invito fatto dallo Sceicco Imran Hosein ai mussulmani francesi affinchè se ne vadano finchè possono, questo è in perfetto accordo con l’ammonimento dello stesso Gesù agli Apostoli: E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi. In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città”.(Matteo 10: 14-15). Si può certamente non essere d’accordo con quanto detto dallo Sceicco, ma non è certo questa la ragione per definirlo pazzo o antisemita.

Francamente, quello che vedo accadere è soprattutto un infierire contro l’Islam e contro i mussulmani, basato in primo luogo ed esclusivamente su crassa ignoranza. Personalmente non sono mussulmano e sono in grande disaccordo con alcuni degli insegnamenti e delle pratiche islamiche. Dichiaro anche pubblicamente di sostenere in pieno quello che io chiamo l”ultimatum di Putin” ai fanatici Tafkiri: fermatevi o vi stermineremo. Quando ce n’è stato bisogno, Putin ha fatto esattamente questo: fin dal 2000 la Russia ha eliminato nel senso letterale della parola ogni singolo capo della ribellione cecena, nessuno escluso. Alcuni sono stati uccisi in Russia, altri in Cecenia, altri anche in luoghi diversi, ma sono tutti morti. Anche i ribelli wahabiti nella Repubblica di Icherkia sono stati tutti letteralmente sterminati. Non bastante, Putin ha anche appoggiato Assad, un altro che non ha esitato a fare fuori il maggior numero possibile di estremisti Tafkiri (e Assad ha fatto un tal bel lavoro da obbligarli tutti a ritirarsi in Iraq). Dichiaro pubblicamente di sostenere anche Assad. E infine di avere sempre appoggiato gli Hezbollah e lo Sceicco Hassan Nasrallah, non solo nella loro guerra di liberazione contro Israele, ma anche nella loro lotta contro la cosiddetta “opposizione siriana” (da cui sono usciti i fanatici che hanno ucciso quelli di Charlie Hebdo!). Penso che nessuno, anche in possesso solo di un minimo di onestà, possa accusarmi di avere qualche simpatia per i terroristi Tafkiri/Wahabiti o per quello che hanno fatto a Parigi.

Ma a quelli di voi che sono in disaccordo con la mia affermazione che l’”Occidente” non può vincere contro il mondo mussulmano, io dico questo: prendete esempio dalla Russia e rendetevi conto che i russi possono uccidere i Wahabiti, ma non possono uccidere il Wahabismo. C’è voluto un mussulmano come Akhmad Kadyrov e (poi) suo figlio per sconfiggere l’ideologia Wahabita in Cecenia. Lo stesso vale per l’Occidente: non importa quanti terroristi dell’ISIS o di Al-Kaida vengono uccisi (o dichiarati tali) dalle forze di sicurezza occidentali, l’ideologia del Tafkirismo potrà essere sconfitta solo da altri mussulmani (che, per inciso, sono sempre le prime e principali vittime dei fanatici Tafkiri!).

Date solo uno sguardo a Hollande, la Merkel o a Obama e ditemi se questi hanno qualcosa da dire aldilà di noiose ripetizioni e insipide bugie. Credete davvero che essi abbiano qualcosa da opporre alle idee di Osama bin-Laden, di Abu Bakr al-Baghdadi, o anche di Muhammad ibn Abd al-Wahab o di Taqi ad-Din Ahmad ibn Taymiyyah?

Ritengo che i leader occidentali siano troppo arroganti e troppo ignoranti per affrontare questa realtà e che pensino di poter essere da soli più furbi del diavolo, per questo hanno scatenato i demoni Tafkiri contro il mondo mussulmano e quelli nazisti contro il Donbass. Dico che con capi di stato siffatti L’Occidente ha esattamente zero probabilità di avere successo. Considerando anche che, ogni anno che passa, i leader occidentali diventano sempre più ottusi, arroganti, patetici e ignoranti, non ho nessuna ragione di credere che l’Occidente potrà vincere quello “scontro di civiltà” che si è creato da solo.

E ora, per favore, non sparate al messaggero.

The Saker.

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Traduzione a cura di Mario per sakeritalia.it/Volti Del Donbass
Articolo apparso sul sito vineyardSaker il 18 Gennaio 2015