Prima di rispondere a questa domanda facciamo il punto sull’agenda della globalizzazione e cerchiamo di vederci più chiaro nel vortice planetario che si è scatenato dopo il voto sulla Brexit e l’elezione di Donald Trump.

A mo’ di preambolo e di avvertimento informo subito il lettore che si tratta di un articolo profondamente anticonformista, suscettibile di modificare la mentalità di chi è abituato a digerire quotidianamente la sua dose di disinformazione massiccia fornita dai media mainstream, secondo l’eccellente formula utilizzata da Slobodan Despot e il suo molto illuminante sito di controinformazione.

Per ben capire quello che succede e non lasciarsi prendere in giro da quelli che tirano i fili di nascosto, conviene avere una visione della storia a lungo termine e non dimenticare l’essenziale. La globalizzazione è la volontà di una piccolissima oligarchia di qualche migliaio di persone, che ha aderito a ciò che io ho chiamato l’ideologia anglosassone di dominare l’insieme dell’umanità. Questa ideologia funziona da secoli ed è nata nell’Inghilterra elisabettiana alla fine del XVI secolo. In certo modo si può dire che l’oligarchia anglo-sassone si considera l’erede dell’impero di Roma e come esso si augura di asservire tutto il mondo. La differenza essenziale tra questi due imperialismi risiede secondo me nel fatto che Roma esprimeva con chiarezza la sua volontà di dominio sugli altri popoli, invece gli  Anglo-Sassoni tentano di avanzare mascherati sotto la bandiera del liberalismo e dei diritti dell’uomo, e in verità ci riescono assai bene, a giudicare dalla quantità di persone totalmente inconsapevoli della realtà di questa prospettiva di conquista del mondo.

Premesso questo, prendendo per esempio i due ultimi presidenti della Repubblica francese (Nicolas Sarkozy e François Hollande), i due ultimi presidenti della Bce (Jean-Claude Trichet e Mario Draghi),  i due ultimi direttori francesi del Fondo Monetario Internazionale (Christine Lagarde e Dominique Strauss-Kahn), o gli ultimi due presidenti della Commissione europea (José Barroso e Jean Claude Junker),  nessuna di queste persone è anglosassone, però tutti loro hanno giocato o giocano ancora la carta della globalizzazione, vale a dire la scomparsa progressiva delle frontiere e delle Nazioni, per arrivare al risultato finale del controllo integrale dell’umanità da parte di costoro che si autoproclamano Élite.

Come possono diventare anglosassoni un francese, un italiano, un portoghese o un lussemburghese? Ebbene semplicemente come un Ibero o un Numida potevano diventare Romani dopo aver fatto  atto di sottomissione ai valori che la città eterna promuoveva. Non è dunque necessario essere nati a Londra o a  Baltimora per essere armati cavalieri da quelli che si considerano come i padroni del mondo. In compenso è preferibile ma non obbligatorio essere passati attraverso le grandi scuole e le università apposite… per essere veramente riconosciuti da quelli che danno gli ordini.

Come sanno benissimo tutti quelli che aspirano al comando e come si insegna anche in tutte le buone scuole di spionaggio, non esistono che tre motori principali per manipolare un uomo: l’ideologia, il sesso e il denaro.

Per l’ideologia è abbastanza facile capire che basta trovare in mezzo ai giovani brillanti quelli che sposano senza riserva il pensiero dominante e poi orientarli verso le buone scuole francesi il Politecnico, l’ Alta Scuola di Economia (HEC, Hautes Etudes Commerciales  N.d.T.),  la Scuola Nazionale di Amministrazione (ENA) oppure anglosassoni (London School of economics, Oxford, Harvard, Stanford, o anche Yale…) e dopo eventualmente un piccolo stage complementare alla French American Foundation, voi otterrete dei perfetti soldatini dell’ideologia dominante come una Christine Lagarde o un François Hollande. Ci sono delle famiglie che corrono per il sistema da parecchie generazioni e che conoscono perfettamente i codici e le filiere per far sì che la loro progenie faccia carriera; la trasmissione per eredità familiare presenta il vantaggio di poter essere fatta comodamente, ma ha  anche l’inconveniente che manca un potere di ritorsione in caso si debbano esercitare delle pressioni. Da qui la preferenza data agli altri due mezzi di controllo degli agenti del Sistema quando le somme autorità esigono da loro delle azioni ignominiose o contro natura (dichiarazioni di guerra, aborto, matrimonio per tutti, eutanasia…).

Per il sesso è un po’ più complicato e le persone  che si reclutano in quel campo sono un po’  meno appariscenti di un medio Emmanuel Macron,  eppure … Qui si entra veramente nel lato oscuro delle persone. Le buone centrali di spionaggio sanno dalla notte dei tempi che le grazie di una bella donna o di un giovanotto possono servire a trovare un sacco di informazioni e che questo può essere un motivo di ricatto formidabile per quelli che non vogliono che si divulghino le loro turpitudini sessuali. Ma quando gli uomini, e questo riguarda anche le donne, sprofondano nella sessualità sfrenata, i limiti che possono raggiungere sono stati definiti da tanto tempo dai Greci nel dualismo Eros/Thanatos.

In effetti l’affare Pizzagate, nel quale sembra essere sprofondato il gruppo Clinton, dimostra chiaramente fin dove possa spingersi l”hubris” quando si impadronisce delle anime. Ma per quelli che dubitassero della validità di questa traccia, sugggerisco di scoprire il coraggioso piccolo blog [1] che si ostina da anni a denunciare le reti pedo-criminali e le loro ramificazioni nelle alte sfere della società occidentale. Se voi credete che un Dutroux [2] o un Fourniret [3] fossero dei criminali isolati vi sbagliate. Non erano che i procacciatori e i fornitori di vittime per i loro padroni e mandanti. E quale migliore arma di ricatto si può immaginare del video di un uomo politico mentre abusa (e anche peggio) di un minore o di una minore in un posto strano. Per ricordarvelo vi invito a guardare il corto estratto dall’ultimo film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut” (la scena centrale N.d.T.). Se voi pensate che questo film non sia dovuto ad altro che alla fantasia e all’immaginazione dell’artista, avete il diritto di crederlo, io piuttosto credo che si tratti di un documentario, per giunta anche edulcorato, che riguarda certi ambienti particolarmente influenti. Avete qui un’analisi di qualità, tradotta benissimo, su ciò che rivela questo film esoterico.

Il denaro ancora più del sesso è il mezzo più sicuro per legare a sé le anime deboli ed è utilizzato anche per questo fin da quando è stato inventato. Se dobbiamo credere alla rivelazione di Philippe de Villiers a proposito di  François Fillon e della sua confessione sul Bilderberg quando l’ex premier rivela che sono “loro a governarci”,  che cosa altro ci svela se non che egli stesso è governato da coloro che François Hollande, senza dubbio l’unica volta nella sua vita politica in cui è stato sincero, aveva chiamato l’Alta finanza. Quando si conoscono i legami che uniscono il candidato della “destra” all’oligarca Marc Ladreit de Lacharrière [4]o a Henri de Castries [5], si capisce meglio come funziona il Sistema e come quest’ultimo si garantisce la fedeltà di quelli che ha corrotto.

Per avere un’idea più precisa del profondo grado di corruzione a cui è giunto il nostro paese vi suggerisco di leggere questo eccellente articolo del fetido giornale serale (Le Monde N.d.T.)- farlo una volta non è un’abitudine- che riguarda la geografia della corruzione privata e pubblica in Francia.

Ma tutto questo non ci dice perché il Sistema dovrebbe giocare la carta Marine Le Pen, nel momento in cui ella è l’unica candidata ufficialmente contraria alla globalizzazione.

Per capire quest’ipotesi bisogna risalire, a mio avviso, alla crisi finanziaria del 2008, e più precisamente al  crollo di Lehman Brothers il 15 settembre 2008. Questa banca era uno dei pilastri del Sistema, una delle più grandi banche d’affari mondiali, che si dividevano il bottino della speculazione su scala mondiale in questo mortale gioco d’azzardo. Per capire un po’ la psicologia di questi banchieri senza legge e senza patria credo che il solo parallelo che si può stabilire è quello che si può fare con lo studio della pirateria e in particolare del suo periodo d’oro nel XVII e XVIII secolo. Questa confraternita -ecco ancora dei fratelli!- di bucanieri che si auto nominavano Fratelli della Costa, riuniva pirati di tutte le nazionalità tra i quali certo vi erano degli Inglesi, ma anche dei Francesi degli Olandesi e anche degli Spagnoli. Questi pirati lavoravano come indipendenti, ovvero depredavano le navi mercantili, come un banchiere vi depreda dei vostri soldi che in teoria dovrebbe invece gestire, ma questi pirati potevano benissimo allearsi quando una nave da guerra francese o spagnola minacciava di affondarli.

Ma nella crisi dei subprime del 2008 vi fu un tale abisso di perdite che era naturale che vi fossero degli sconfitti nel gioco delle sedie musicali col quale si divertivano i banchieri mainstream. Dunque sono stati i Lehman Brothers – troppo grandi per fallire-   che sono andati al tappeto lo stesso e le oligarchie statunitensi non hanno neanche cercato di salvarli. A mio giudizio gli amici londinesi di Lehman Brothers non sono stati per niente contenti. Secondo me questo piccolo omicidio tra amici ha lasciato dei segni e forse ha indotto i nostri amici globalisti di Londra e di New York a iniziare una guerra tra bande, come dei volgari malviventi marsigliesi. In altri termini, secondo la mia ipotesi, nel 2008 si è prodotta una scissione nel Sistema tra un ramo londinese, che ha dichiarato guerra al dollaro -possiamo chiamarlo il campo dei real-globalisti e vedremo perché più avanti- e un  ramo statunitense che farà di tutto per mantenere l’egemonia del dollaro e che potremmo chiamare il campo archeo-globalista.

Ma dato che le cose non sono mai semplici e che in epoca di globalizzazione il tragitto tra Londra e New York è molto facile, potete trovare nella City degli Archeo-globalisti e a Wall Street dei real-globalisti. Tutto questo naturalmente non impedisce a questo piccolo mondo di farsi una guerra senza pietà, come testimoniato dall’epidemia assolutamente allucinante di morti improvvise che possiamo constatare sul pianeta finanziario da qualche anno.

Questa dichiarazione di guerra dei real-globalisti contro il dollaro sottolinea la sconfitta dei neo-conservatori statunitensi nel loro tentativo di completare la conquista del mondo. In effetti lo strapotere statunitense ha disposto di una finestra di tiro, molto stretta ma reale tra il 1990 e il 2000 per completare la conquista del mondo e sottomettere Mosca. Di fatto, sotto Eltsin, Washington e Londra potevano considerare di aver vinto la partita, tanto la Russia appariva debole e sottomessa ai diktat occidentali. Ma la spettacolare rinascita della Russia, iniziata al volgere del Millennio da Vladimir Putin, ha demolito ogni speranza degli occidentali di rimettere in ginocchio Mosca.

Qualora si ammetta questa nuova visione del mondo, che consiste nell’accettare l’idea che  il Sistema non è monolitico, che è entrato in crisi e che si confronta in una guerra fratricida che oppone queste due fazioni, grazie a questo nuovo punto di vista si capiscono meglio certi avvenimenti. L’affare Strauss-Kahn, per esempio, è incomprensibile se non si dispone di questa chiave di lettura. Ci si può ben contentare delle apparenze circa l’inclinazione ben nota del personaggio per le avventure sessuali, ma a guardare più da vicino, DSK aveva il compito al Fondo Monetario Internazionale di far partire la futura moneta mondiale con la costruzione dei diritti speciali di prelievo e aveva per questo il sostegno della City, della Cina, della Russia (Medvedev regnante) , della Libia e di tutti i paesi che si auguravano di uscire dall’orbita del dollaro, ce n’è un bel numero, come per esempio l’Iran e molti altri ancora…

Qualunque azione che cerchi di mettere un limite all’egemonia del dollaro viene vista dall’oligarchia statunitense, che ormai è Archeo-globalistia, come una dichiarazione di guerra. Ecco perché Dominique Strauss-Kahn è stato messo a terra e ed ecco perché gli Stati Uniti hanno dichiarato una guerra per procura contro la Libia per mezzo di Sarkozy  e Cameron, anche questi  Archeo-globalisti. Questo nuovo punto di vista infatti permette anche di capire meglio il Brexit, che ha preso di sorpresa tutti gli Archeo-globalisti statunitensi ed europei. Per coloro che vogliano maggiori dettagli si rimanda alla mia analisi sul Brexit e all’elezione di Trump. Ricordo qui “en passant” il sostegno che la Regina d’Inghilterra ha dato con astuzia al Brexit.

Per afferrare meglio la complessità della nuova distribuzione delle carte e per capire bene che  questa globalizzazione 2.0 non mette in contrapposizione  Londra e Washington, conviene esaminare le posizioni sfumate di un vecchio recidivo (o redivivo? N.d.T.) che non ha mai veramente lasciato il palcoscenico, ovvero l’illustrissimo, inaffondabile, Henry Kissinger.  Da alcuni mesi questi moltiplica i segnali discreti di riavvicinamento alla Russia e abbiamo sentito anche recentemente nelle trasmissioni di France Culture il suo factotum francese, il giornalista Alexandre  Adler, che spiegava la nuova regola filo-Putin ad un Guillaume Erner [6] che non se ne capacitava.

E così ci ritroviamo al cuore di questo straordinario paradosso, dove il cambio brutale di strategia dei real globalisti, ovvero di quelli che sono favorevoli a tornare alla buona vecchia concezione Westfaliana dei rapporti tra le Nazioni,  impone la sostituzione del software della globalizzazione 1.0 ad una classe politica mediatica europea che è rimasta attaccata visceralmente a credere che la Mecca del liberalismo sia a New York e non hanno capito mai che la vera Mecca è la City. È lei  la Matrice, la guardiana dei dogmi e qui non fa che riprendersi la supremazia  che aveva delegato da circa un secolo (dal 1913, per essere precisi -data di fondazione della Riserva Federale degli Stati Uniti-) a quello che lei considera sempre ancora come  suo dominio americano.

Sì, però tutto questo non ci spiega perché il sistema giocherà la carta di Marine le Pen.

Considerando quello che è successo in Inghilterra e negli Stati Uniti, assistiamo indubbiamente al risveglio delle popolazioni esasperate dalle conseguenze purtroppo prevedibili della globalizzazione, vale a dire impoverimento delle popolazioni occidentali e la loro scomparsa programmata a causa delle invasioni dei migranti. Il Sistema in tutte le sue componenti  è perfettamente cosciente di questa situazione, che egli stesso ha generato, ma, per semplificare, si potrebbe dire che i sostenitori della globalizzazione 1.0 (Archeo-g.) non vedono alcuna ragione per cambiare una squadra che vince -essi tengono le redini del potere mediatico, finanziario, culturale e politico e non hanno intenzione di lasciare il loro posto ad altri-  mentre i fautori della globalizzazione 2.0 (Real-g.) conducono a mio parere un gioco più sottile, secondo il quale sarebbe interessante lasciare che un certo numero di movimenti populisti prenda il potere nei paesi in prima fila nel rifiuto della globalizzazione -e la Francia ne fa parte-  in modo da far ricadere su di loro la responsabilità della crisi finanziaria ineluttabile, della quale oggigiorno si rinvia la scadenza, creando artificialmente delle masse monetarie virtuali, tanto a Francoforte, quanto a New York o a Tokyo.

Kissinger e i suoi mandanti Real-globalisti, tanto quanto la signora Clinton e i suoi committenti Archeo-globalisti, perseguono lo stesso fine di dominare il mondo, una cosa che i loro cugini britannici hanno battezzato da gran tempo Il Grande Gioco. L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare alla governance mondiale, ma le regole del gioco sono cambiate per iniziativa del signor Kissinger e dei suoi amici. Lasciato perdere il Monopoly, si torna al buon vecchio Risiko, il gioco di strategia classico, il cui perfetto controllo ha permesso ai Britannici di dominare il mondo fino alla prima guerra mondiale.

Nella partita a scacchi che si gioca  in Francia, anche se qui le divisioni tra i reali e gli archeo globalisti non sono facili a distinguersi,  si può vedere che i globalisti 1.0, che sono largamente maggioritari nell’oligarchia francese, avevano in un primo tempo giocato la carta Juppè. Dato che queste persone sono generalmente prudenti e non mettono mai tutte le loro uova nello stesso paniere, avevano anche preparato una candidatura di  ricambio normalmente programmata in anticipo per l’elezione del 2022, con il bebé Rotschild, il noto Emmanuel Macron.

I real-globalisti, fedeli al  ritorno ad una concezione geopolitica classica di tipo Westfalia, hanno sabotato la candidatura Juppé (globalista 1.0) ed hanno spinto il loro pedone Fillon,  globalista 2.0: (sovranista ma non troppo, relativamente  filo-russo ma senza eccessi, un po’ cristiano ma non troppo, un po’ favorevole all’aborto e viceversa, eccetera); in breve l’utile idiota perfetto al quale fare portare la responsabilità della futura crisi finanziaria, anche trascurando tutti gli aspetti positivi che gli si sarebbero potuti far rappresentare,  il ritorno della tradizione, del cristianesimo, della sovranità…

Ma la battaglia è aspra e il desiderio di conservare le parti migliori della torta è irresistibile, il che spiega l’improvviso lancio di fialette puzzolenti sulle turpitudini  del signor Fillon e di Penelope, perché, anche a rischio di scoraggiare gli adepti del pensiero positivo,  si tratta proprio di un complotto, infatti chi potrà credere che questi peccati veniali non fossero conosciuti da lungo tempo  a Bercy (sede del Ministero dell’Economia francese- N.d.T.) dove comanda un certo Macron. Dunque sì, io credo che gli Archeo-globalisti abbiano reso la pariglia da parte loro ai  globalisti 2.0 facendo esplodere in pieno volo il loro campione perché senza dubbio non si tirerà fuori da questa trappola.

Dato che il tempo per arrivare al primo giro di presidenziali è ridotto, non resta più che una alternativa ai partigiani della Real-globalizzazione, ovvero giocare la carta populista con le  stesse aspettative che avevano con il loro jolly antisistema soft, salvo che così il gioco diventa più rischioso perché, qualunque cosa ne pensino i suoi detrattori, sono ben convinto della linea dura anti-Sistema di Marine Le Pen e della sua sincera volontà di restaurare la sovranità  della Francia e dunque che sia la nemica assoluta di tutti i globalisti 1.0 e 2.0 insieme.

Quelli che giocheranno la carta Marine, e ci sono alcuni fatti significativi che cominciano a indicare che questa dinamica si è messa in movimento, sanno benissimo che lei non ha alcuna possibilità a fronte di un Macron, o anche contro Hamon. La sola via che resta loro è spingere a fondo la candidatura di Mèlenchon per sperare nel secondo turno, dove Marine Le Pen possa vincere. Non sarei dunque sorpreso di vedere nei prossimi giorni – e  anche questo è già cominciato –  una raffica di fialette puzzolenti lanciate contro  Emmanuel Macron. Quanto a questo secondo turno inedito in Francia, se per caso si affronteranno un candidato trotzkista e una  candidata sovranista, bisognerà anche ricordarsi che c’è un legame tra i due e che questo legame si chiama Patrick Buisson [7] (vedi qui e qui).

Non è mai facile fare dei pronostici in politica, perché può capitare di tutto, anche l’impensabile, ma è proprio l’impensabile che deve essere pensato.

NOTE:
[1] blog: dondevamos.canalblog.com
[2] Marc Dutroux Riconosciuto colpevole nel 2004 di assassinio e violazione di minori, sequestri, associazione per delinquere e traffico di droga.

[3] Michel Fourniret, è uno stupratore e omicida seriale francese che ha commesso crimini ai danni di ragazzine in Francia e Belgio
[4] Marc Ladreit de Lacharrière : finanziere ricchissimo (153°  nel mondo secondo Forbes) Eminenza grigia-mecenate di musei (Louvre-NordAfrica) ha acquistato l’agenzia di rating Fitch, possiede numerose partecipazioni in società immobiliari e nei media.
[5]  Henri de Castries: Organizzatore del Gruppo Bilderbergè stato compagno di studi all’ENA di Francois Hollande ed è amico di Sarkozy
[6] Guillaume Erner: Giornalista e sociologo francese conduce “France Culture” su “France Inter” (RadioFrance)
[7] Patrick Buisson: Giornalista e consigliere politico francese, specializzato in ricerche di opinione, è stato consigliere dell’ex Presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy.

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Articolo di Emmanuel Leroy pubblicato dal Saker Francophone il 19 Febbraio 2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49