Nelle elezioni statali in Baviera, gli elettori tedeschi hanno inviato un messaggio forte alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che è stata duramente criticata per aver aperto i confini della Germania al libero flusso migratorio. Stranamente, però, il partito pro-immigrazione I Verdi ha ottenuto un solido secondo posto.

La Merkel e la sua fragile coalizione, composta dall’Unione Cristiano-Sociale (CSU), dal Partito Socialdemocratico (SPD) e dall’Unione Cristiano-Democratica (CDU) della Merkel hanno subito perdite sconcertanti in Baviera, perdite mai sperimentate da decenni dai due centri di potere conservatori.

La CSU ha ottenuto appena il 37,3 percento dei voti, in calo del 12,1 percento rispetto al 2013, non riuscendo quindi ad ottenere la maggioranza assoluta. Ha segnato la peggiore prestazione nella Baviera Cristiana e conservatrice, dove in pratica la CSU governava unilateralmente dal 1957. Ma l’umore politico in Germania è cambiato, e il cosiddetto partito gemello della Merkel sarà ora costretto a cercare una coalizione per coprire le sue perdite.

Nel frattempo, i Socialdemocratici (SPD) di sinistra, in un’alleanza scomoda con i loro alleati conservatori, hanno ottenuto solo il 9,5% dei voti bavaresi, in calo di quasi del 10,9% rispetto al 2013.

Gli scarsi risultati non erano del tutto inaspettati. Il leader della CSU Horst Seehofer si è regolarmente scontrato con Angela Merkel sulla questione delle sue politiche per i rifugiati, che nel solo 2015 hanno visto l’arrivo di 1,5 milioni di migranti in Germania. Nel gennaio 2016, quando il numero di arrivi ha raggiunto il picco, la Baviera si è guadagnata le prime pagine quando Peter Dreier, sindaco del distretto di Landshut, ha inviato un autobus di rifugiati a Berlino, dicendo che la sua città non poteva gestire altri nuovi arrivi.

Eppure, nonostante simili espressioni di frustrazione e persino di rabbia, la Germania, forse per paura di tornare alle ataviche tendenze nazionalistiche che si nascondono da sempre sullo sfondo della psiche tedesca, non si è rivolta con tutte le sue forze contro l’invasione dei migranti, che sembra essere stata imposta alla nazione senza la sua approvazione. Come la ragazza nel video qui sotto, tuttavia, alcuni tedeschi si sono fatti avanti per esprimere le loro forti riserve sulla tendenza.

In generale, tuttavia, i tedeschi, in diretta contraddizione con lo stereotipo che li vede come persone disciplinate e logiche, non sembrano eccessivamente preoccupati dalle prospettive del loro ordinato paese invaso dal caos di migranti privi di documenti e clandestini. Questo sembra essere confermato dalla buona prestazione del partito pro-immigrazione de I Verdi, che ha ottenuto il secondo posto con il 18,3 % dei voti, un aumento del 9 % rispetto alle ultime elezioni.

Katharina Schulze, 33 anni, co-leader dei Verdi bavaresi, ha detto ai giornalisti [in inglese] “la Baviera ha bisogno di un partito politico che risolva i problemi della gente e non ne crei di nuovi continuamente”.

Tuttavia, una piattaforma politica alla quale stiano bene le frontiere aperte sembra contraddire la pretesa della Schulze di non creare nuovi problemi “continuamente”. Oggi, grazie al disastroso non-piano sui rifugiati della Merkel, che i Verdi applaudono, una persona su cinque [in inglese] in Germania è un immigrato, una cifra che naturalmente aumenterà nel tempo, esercitando un’enorme pressione sui programmi di benessere sociale del paese già in sovraccarico [in inglese], per non parlare dell’interruzione della coesione sociale del paese.

Così la Schulze potrebbe trovare il “risolvere i problemi della gente”, una delle promesse di campagna più vaghe che abbia mai sentito, una sfida impossibile, mentre abbraccia una piattaforma fortemente amica dei rifugiati che sembra destinata al disastro finale.

In effetti, in Germania sembra che coloro che accettano l’idea di essere il centro di accoglienza mondiale per i rifugiati e coloro che pensano che la Germania debba non solo chiudere i suoi confini, ma forse anche rimandare indietro molti rifugiati, siano in rotta di collisione. Dopotutto, è stato dimostrato che molti di questi nuovi arrivati sono in realtà “migranti economici[in inglese] che sono arrivati in Europa non a causa di qualche persecuzione in patria, ma piuttosto spinti dalla speranza di migliorare il proprio standard di vita. Anche se non è certamente un crimine cercare opportunità economiche, diventa un problema reale quando questo avviene a scapito della popolazione nativa.

Da un punto di vista esterno, non riesco a capire come sia possibile che Angela Merkel sia ancora al potere. Sebbene non ci siano limiti di tempo per il cancellierato, la gente deve ancora andare alle urne e votare per questa donna e la CDU, cosa che la maggioranza continua a fare – nonostante tutto.

In cerca di risposte, ho trovato una spiegazione di un Arne Trautmann, un avvocato tedesco di Monaco.

“Penso che la risposta sia nella psicologia tedesca: non ci piace l’instabilità. Abbiamo avuto la nostra esperienza (iperinflazione, guerre e simili) e non ha funzionato molto bene. Angela Merkel offre una simile stabilità, semplicemente perché lei è in giro da molto tempo”.

Tuttavia, questa risposta solleva solo altre domande alle quali forse solo i tedeschi possono rispondere. Dopo tutto, se il popolo tedesco “non ama l’instabilità”, allora lo spettro dei loro confini che vengono violati quotidianamente è semplicemente inaccettabile. Forse non sto capendo qualcosa.

In ogni caso, c’è stato un qualche genere di premio di consolazione nelle elezioni bavaresi, in quanto il partito anti-immigrati Alternativa per la Germania ha conquistato il quarto posto (dietro i Liberi Elettori) con il 10,2 % dei voti, con un aumento del 10 % rispetto alla performance del 2013.

Ciò conferirà per la prima volta il potere parlamentare ad Alternativa per la Germania nell’assemblea statale, che dovrebbe funzionare per frenare l’ingresso di immigrati clandestini nel paese. Per il futuro della Germania, potrebbe essere l’ultima speranza.

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Articolo di Robert Bridge pubblicato il 18 ottobre 2018 su Strategic Culture.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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