Proprio di recente, meno di due mesi fa, durante il suo tour di addio all’Europa, Barack Obama ha colto l’occasione per esprimere la sua gratitudine al cancelliere tedesco Angela Merkel, definendola una cara amica, rilevando allo stesso tempo che sarebbe diventata una portabandiera dei “valori democratici” una volta insediato Donald Trump.

A quel punto Obama si è dimenticato delle cautele diplomatiche, dal momento che ha descritto senza mezzi termini la Merkel come il suo più stretto alleato in Europa, il che è stato interpretato da un certo numero di analisti come un tentativo di sfida alla Gran Bretagna e alla Francia, dal momento che questi paesi hanno eseguito il ​​ruolo di alleato di Washington nella regione in modo altrettanto obbediente. All’inizio dello scorso anno Obama ha dato il più alto elogio alle politiche perseguite dal Cancelliere tedesco, complimentandosi con lei sulla sua decisione di aprire le porte dell’Unione europea a milioni di migranti, criticando nel contempo Londra per aver messo alla prova l’Unione Europea con la sua decisione di abbandonarla.

Tuttavia, è curioso che ci sia un buon proverbio tedesco che può adattarsi a questa situazione: Man soll den Tag nicht vor dem Abend loben (Non lodare il giorno prima della sera).

Non è un segreto per nessuno come si sia conclusa in modo pateticamente misero la carriera politica del 44° Presidente degli Stati Uniti. Il crollo dell’amministrazione Obama alla fine del secondo mandato in carica può essere descritto in modo molto preciso come un rapido collasso [in Inglese]. In questo contesto è stato notato più volte [in Inglese] che Angela Merkel è un colosso dai piedi di argilla, che può andare giù altrettanto velocemente di come ha fatto Obama.

Per esempio, il portavoce di Washington – la CNN è stata veloce a nominare [in Inglese] Angela Merkel per il ruolo di più grande perdente del 2017. Viene affermato apertamente che a differenza del suo omologo britannico, Theresa May, la Merkel non sembra affatto in contatto con i venti di cambiamento radicale che attraversano l’Europa, ignorando le crescenti richieste di maggiore sovranità e controllo dei confini nazionali.

Si aggrappa ad un progetto europeo che sta appassendo, rimanendo allo stesso tempo riluttante a riconoscere la massiccia minaccia Islamista che l’Europa deve affrontare. Il Cancelliere difende ingenuamente la moneta unica europea, esaltando al contempo il principio della libertà di circolazione in Europa di fronte ai crescenti disagio e timore in patria e all’estero.

A sua volta, l’American Spectator ha descritto [in Inglese] la Merkel come il secondo peggior Cancelliere tedesco del dopoguerra, pur rilevando che dal 1949 la Germania ha eletto solo otto cancellieri. Sei di loro sono stati in grado di promuovere gli interessi tedeschi. Angela Merkel non è una di essi, e anche se non è una persona cattiva, è stata un fallimento. La Germania ha avuto leader che sono stati molto più abili negli affari esteri. Ad esempio, il Cancelliere Willy Brandt ha vinto il Premio Nobel per la Pace per la firma dei trattati che hanno migliorato i rapporti con la Germania dell’Est, la Polonia, e l’Unione Sovietica. Ma le politiche perseguite dal Cancelliere sono l’equivalente di un disastro ferroviario.

Il WorldNetDaily ammette [in Inglese] apertamente che la Merkel è stata bollata come “pazza” e “fuori di testa” dopo aver pronunciato un discorso di Capodanno davvero bizzarro, dicendo ai Tedeschi di combattere le bombe e le armi dello Stato Islamico con l’amore e la compassione. Va notato che la Merkel distrugge il proprio paese lasciando entrare una quantità eccessiva di stupratori Musulmani violenti e assassini, e poi si aspetta che in qualche modo il popolo tedesco abbracci il terrorismo e le molestie sessuali con “amore” e “compassione”? Ma fa sul serio?

Anche se la Merkel, in termini di popolarità, sta affondando e un quarto mandato come cancelliere per lei non è certo un’opzione, continua a distanziarsi dalla realtà e dalle voci del popolo tedesco. Forse la Merkel farebbe meglio ad imparare un paio di proverbi tedeschi, dal momento che può essere descritta con molta precisione dal seguente – Auch ein blindes Huhn findet mal ein Korn (Anche un cieco a volte colpisce per caso il bersaglio).

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Articolo di Grete Mautner pubblicato su New Eastern Outlook il 17 gennaio 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]