Mentre il tentativo di cambio di regime degli Stati Uniti in Siria sembra essere giunto ad un fallimento definitivo, vari stratagemmi propagandistici usati per vendere la guerra continuano, nella speranza che – perlomeno – tali stratagemmi possano essere meglio rodati e migliorati quando e dove gli Stati Uniti rivolgeranno la loro attenzione la prossima volta.

Uno di questi stratagemmi include un “processo” in corso in Germania contro i siriani accusati di crimini di guerra.

Al Jazeera in un articolo [in inglese] intitolato “Il primo processo per tortura per la Siria al mondo si apre in Germania”, afferma:

Il primo processo al mondo di un membro anziano dell’esercito siriano per crimini di guerra è iniziato giovedì in Germania, nonostante le restrizioni in corso a causa della pandemia di Covid-19.

L’imputato, Anwar Raslan, un ex colonnello delle forze armate siriane, e il co-imputato Eyad al-Gharib, che avrebbe lavorato agli ordini di Raslan, hanno vissuto in Germania come rifugiati, e sono stati arrestati nel febbraio dello scorso anno.

 

Al Jazeera ha aggiunto:

“Il processo fornirà un quadro generale dei crimini commessi dal governo siriano”, ha detto in una dichiarazione prima del processo Wolfgang Kaleck, un avvocato la cui organizzazione con sede a Berlino, il Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e Umani, rappresenterà 16 testimoni, sopravvissuti siriani alla tortura ed ex detenuti.

L’articolo osserva anche che:

La Germania sta usando un principio legale chiamato giurisdizione universale per processare Raslan e al-Gharib.

Ciò consente ai pubblici ministeri tedeschi di lavorare su casi di crimini di guerra, indipendentemente dal fatto che abbiano uno stretto legame con la Germania o meno.

La giurisdizione universale potrebbe tradursi in un mezzo alternativo per la comunità internazionale per processare i criminali di guerra.

Abusare della giurisdizione universale per la propaganda di guerra sarebbe uno strumento prezioso nelle mani degli Stati Uniti e dei suoi alleati occidentali, che sono sempre più incapaci di trovare approvazione e sostegno per varie guerre di aggressione, interventi e campagne di cambio di regime nelle delle sale di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite.

Va notato che Al Jazeera è di proprietà [in inglese] ed è gestita dal governo del Qatar, uno dei vari governi direttamente coinvolti  [in inglese] nell’aiuto e nell’armamento dei militanti, sostenuti dagli Stati Uniti, che tentano di rovesciare il governo siriano. Ciò può aiutare a spiegare la mancanza di un esame minuzioso nell’articolo sul processo e sulle persone coinvolte, in particolare una mancanza di indagine sul cosiddetto “Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e Umani” (ECCHR).

Accusatori con formazione dubbia

L’ECCHR è finanziato dalla stessa [in inglese] manciata di organizzazioni che hanno contribuito ad organizzare le proteste in Siria prima e durante il 2011, nonché le successive campagne di propaganda durante tutto il conflitto.

L’ECCHR afferma di sostenere i “testimoni” presenti al processo che includono il regista [in inglese] Feras Fayyad,  ampiamente promosso in tutto l’Occidente per i suoi “documentari” tra cui “The Cave” e “Last Men in Aleppo”, che non a caso hanno alimentato direttamente gli sforzi di propaganda di guerra degli Stati Uniti.

I tentativi degli Stati Uniti, sotto il presidente Donald Trump, di impedire il suo viaggio negli Stati Uniti, sono serviti come una trovata di pubbliche relazioni che garantiva la massima esposizione sia per Fayyad che per la sua propaganda di guerra.

Gli sponsor dell’ECCHR includono [in inglese] la Open Society Foundation del miliardario statunitense e criminale finanziario condannato George Soros, nonché il Freedom Fund che, a sua volta, è finanziato [in inglese] direttamente dai governi statunitense e britannico tramite rispettivamente il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Ministero degli Interni del Regno Unito.

Sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno ammesso [in inglese] di aver certamente contribuito a preparare gli agitatori con anni di anticipo prima del 2011, inizio del conflitto in Siria.

L’ECCHR è finanziato anche dalla tedesca Heinrich-Böll-Stiftung (nota anche come la Fondazione Heinrich-Böll) che finanzia regolarmente entità che si presentano come organizzazioni non governative in tutto il mondo, coinvolte in interferenze politiche, in collaborazione con la US National Endowment for Democracy (NED).
Mentre la Germania stessa, pur avendo contribuito molto poco all’intervento guidato dagli Stati Uniti in Siria, sta ospitando un processo organizzato da e per gli interessi degli Stati Uniti e a sostegno della propaganda di guerra occidentale, e non per alcun senso di giustizia.

Che gli stessi rappresentanti dei presunti testimoni siano letteralmente finanziati da fondazioni sostenute finanziariamente da società statunitensi e dallo stesso governo degli Stati Uniti, solleva una serie di questioni riguardanti i conflitti di interesse e le motivazioni dei pubblici ministeri, nonché la legittimità delle agenzie del sistema giudiziario tedesco.

In caso di successo, e se fallisce l’esposizione di questa tattica e ciò che veramente si nasconde dietro, diventerà uno strumento tenuto al di sopra delle teste di altre nazioni nel mirino delle ambizioni di coercizione e di ambizione di cambiamenti di regime da parte degli Stati Uniti. Porterà ad un futuro in cui gli alleati degli Stati Uniti ospiteranno processi show e troveranno le nazioni “colpevoli” di “crimini di guerra” nel bel mezzo di guerre di aggressione che gli Stati Uniti stessi hanno progettato ed eseguito.

Avrà anche un impatto sulla reputazione e l’affidabilità delle nazioni, come la Germania e i loro sistemi giudiziari, se si troveranno ad ospitare regolarmente lo spettacolo di processi a scopo di propaganda di guerra.

In un momento in cui i cosiddetti “ribelli” in Siria sono ormai esposti [in inglese] come estremisti operanti sotto la bandiera di Al Qaeda, e i legami delle sue diverse consociate e del sedicente “Stato Islamico” (ISIS) con gli Stati Uniti ed i loro più stretti alleati [in inglese] nella regione sono ormai assodati nell’aiutare,  sostenere e finanziare la loro crescita sia all’interno della Siria sia di tutto il vasto Medio Oriente e Nord Africa, la reputazione di nazioni come la Germania continuerà a soffrire continuando ad ospitare gli sforzi, tuttavia anemici, per continuare ad alimentare la propaganda di guerra di Washington contro la Siria.

La Germania ha bisogno di una rampa di uscita

Mentre la Germania in questi ultimi anni ha tentato di prendere le distanze dalle aggressioni statunitensi, sarebbe irrealistico aspettarsi che le istituzioni tedesche, influenzate per decenni dalla loro posizione all’interno della NATO, alla sua prossimità economico verso gli Stati Uniti e i suoi alleati, con la presenza di migliaia di truppe statunitensi sul loro territorio, siano in grado di  agire in modo completamente indipendente da Washington e da Wall Street.

Nel corso degli anni, Berlino ha tentato di affermarsi, e lo ha fatto con crescente efficacia, di fronte alle pressioni di Washington mirate ad aiutare e favorire la sua ricerca dell’egemonia globale attraverso l’uso di tutto, dalla coercizione economica all’aggressione militare.

L’assistenza simbolica della Germania agli Stati Uniti per quanto riguarda la sua presenza militare in Siria e nei dintorni è un esempio. La decisione della Germania di evitare il coinvolgimento nella guerra guidata dagli Stati Uniti in Libia è un’altra. C’è anche il ruolo della Germania nella costruzione del gasdotto Nord Stream 2 con la Russia e, finora, il proprio rifiuto di bandire la cinese Huawei nonostante le pressioni degli Stati Uniti.

La Germania, così come altre nazioni in Europa, ha ancora molto da fare per abbandonare il suo ruolo nella costruzione dell’Impero statunitense e per evolversi in una forza che si impegna in modo equo e costruttivo sulla scena globale. Sebbene molti passi in avanti siano stati fatti verso quest’obiettivo, allestire questo processo spettacolo e tentare di usare la “giurisdizione universale” come forma di propaganda di guerra, rappresenta un passo indietro molto sfortunato e deludente.

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 Articolo di Tony Cartalucci  pubblicato su New Eastern Outlook  il 26 agosto 2020
Traduzione in italiano di Pappagone per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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