NOTIZIA FRESCA – L’economia tedesca è peggiorata significativamente a settembre. L’indice IFO del clima economico continua a scendere.

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Il 7 febbraio il professore di economia Michael Hudson ha spiegato [in inglese] perché i veri avversari dell’America sono i suoi alleati, europei e non:

Ciò che preoccupa i diplomatici americani è che la Germania, le altre nazioni della NATO e i paesi lungo il percorso della Belt and Road [Nuova Via della Seta] comprendono i vantaggi che si possono ottenere aprendo il commercio e gli investimenti in modo pacifico. Se non c’è un piano russo o cinese per invaderli o bombardarli, che bisogno c’è della NATO? E se non ci sono relazioni intrinsecamente antagonistiche, perché i paesi stranieri devono sacrificare i propri interessi commerciali e finanziari affidandosi esclusivamente agli esportatori e agli investitori statunitensi?

Queste sono le preoccupazioni che hanno spinto il presidente francese Macron ad evocare il fantasma di Charles de Gaulle e ad esortare l’Europa ad allontanarsi da quella che definisce la guerra fredda “cerebrale” della NATO, e a mettere il becco negli accordi commerciali filo-statunitensi che stanno imponendo costi crescenti all’Europa, negandole al contempo potenziali guadagni dal commercio con l’Eurasia. Persino la Germania si sta opponendo alle richieste di congelamento entro il prossimo marzo, senza il gas russo. 

Invece di una reale minaccia militare da parte di Russia e Cina, il problema per gli strateghi americani è l’assenza di tale minaccia..

Ciò di cui gli Stati Uniti avevano bisogno era di provocare la Russia, e successivamente la Cina, affinché reagissero alle minacce organizzate dagli Stati Uniti in modo da obbligare i loro “alleati” a seguire le loro politiche sanzionatorie.

La leadership europea, piuttosto sprovveduta, è caduta nel tranello.

Gli Stati Uniti hanno organizzato un attacco ucraino alla regione del Donbass, controllata dai ribelli. Questo è iniziato il 17 febbraio con intensi preparativi di artiglieria contro le posizioni del Donbass, come registrato [in inglese] dagli osservatori dell’OSCE al confine. La Russia doveva reagire o vedere l’etnia russa in quelle zone mutilata e uccisa dagli ucraini devoti ai nazisti.

Non c’era modo di impedirlo con mezzi diversi da quelli militari. Il 22 febbraio la Russia ha riconosciuto le repubbliche del Donbass come Stati indipendenti, e ha firmato con loro accordi di difesa.

Lo stesso giorno il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annullato il lancio del gasdotto sottomarino Nord Stream II, che avrebbe dovuto trasportare il gas russo alle industrie e ai consumatori tedeschi.

Gli europei hanno lanciato una sequenza di durissime sanzioni economiche contro la Russia che, su impulso degli Stati Uniti, erano state preparate con mesi di anticipo.

L’Operazione Militare Speciale della Russia, ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, è iniziata il 24 febbraio.

Un articolo di Michael Hudson del 28 febbraio afferma [in inglese] che la Germania è stata sconfitta per la terza volta in un secolo:

La forza militare attiva dal 1991 è stata quella degli Stati Uniti. Rifiutando il disarmo reciproco dei paesi del Patto di Varsavia e della NATO, non c’è stato alcun “dividendo di pace”. Al contrario, la politica dell’amministrazione Clinton di intraprendere una nuova espansione militare attraverso la NATO ha pagato un dividendo trentennale sotto forma di spostamento della politica estera dell’Europa occidentale e di altri alleati fuori dalla loro sfera politica interna verso la loro sfera di “sicurezza nazionale” (la parola per indicare gli interessi speciali dei rentier che non devono essere nominati). La NATO è diventata l’organo di politica estera dell’Europa, fino a dominare gli interessi economici nazionali.

Il recente punzecchiamento della Russia, con l’espansione della violenza etnica anti-russa da parte del regime neonazista ucraino post-2014 del Maidan, mira a forzare una resa dei conti. È una risposta al timore degli interessi statunitensi di perdere la loro presa economica e politica sugli alleati della NATO e su altri satelliti dell’area del dollaro, poiché questi paesi hanno visto le loro maggiori opportunità di guadagno nell’aumento del commercio e degli investimenti con la Cina e la Russia.

Come ha spiegato il presidente Biden, l’attuale escalation militare (“Punzecchiare l’orso”) non riguarda l’Ucraina. Biden ha promesso all’inizio che non sarebbero state coinvolte truppe statunitensi. Ma da oltre un anno chiede che la Germania impedisca al gasdotto Nord Stream II di rifornire la sua industria e le sue abitazioni con gas a basso prezzo e si rivolga ai fornitori statunitensi, che hanno prezzi molto più alti.

Quindi l’obiettivo strategico più urgente degli Stati Uniti nel confronto della NATO con la Russia è l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas. Oltre a creare profitti e guadagni in borsa per le aziende statunitensi, l’aumento dei prezzi dell’energia toglierà molto vigore all’economia tedesca..

(Alcune persone attualmente spacciano uno “studio segreto della RAND del gennaio 2022”. È ovviamente falso. Si tratta semplicemente di una stesura dell’analisi di Hudson).

Il Nord Stream II è stato creato per rendere la Germania indipendente dai gasdotti che attraversano la Polonia e l’Ucraina. Bloccarlo era la cosa più stupida da fare per la Germania, e ovviamente il cancelliere Scholz l’ha fatto.

Nei mesi successivi la Polonia ha bloccato il gasdotto Yamal, che portava anch’esso il gas russo in Germania. L’Ucraina ha poi tagliato due gasdotti russi. Le principali stazioni di compressione del gasdotto Nord Stream I, che la società tedesca Siemens aveva costruito e su cui aveva il contratto di manutenzione, si sono guastate una dopo l’altra. Le sanzioni vietano alla Siemens di ripararle.

Non è la Russia ad aver bloccato il suo gas e il suo petrolio dai mercati europei. Sono stati i governi tedesco, polacco e ucraino a farlo.

La Russia sarebbe, infatti, felice di vendere di più. Putin ha recentemente offerto [in inglese] di spingere in Germania la maggior quantità possibile di gas russo attraverso il Nord Stream II:

Dopotutto, se ne hanno bisogno urgentemente, se le cose vanno così male, è sufficiente revocare le sanzioni contro il Nord Stream II, con i suoi 55 miliardi di metri cubi all’anno – tutto ciò che devono fare è premere il pulsante e lo faranno partire. Ma hanno scelto di chiuderlo da soli; non possono riparare un gasdotto e hanno imposto sanzioni contro il nuovo Nord Stream II e non lo apriranno. È colpa nostra?.

La colpa è del governo tedesco che ha rifiutato l’offerta.

La guerra economica contro la Russia, che le sanzioni avrebbero dovuto vincere, non è riuscita a smuovere la Russia. Il rublo è più forte che mai. La Russia sta realizzando profitti record anche se vende meno gas e petrolio rispetto a prima della guerra. La Russia potrebbe avere una piccola recessione quest’anno, ma il suo tenore di vita non è in declino [in inglese].

Com’era facilmente prevedibile, e come ha spiegato Michael Hudson, le conseguenze economiche delle sanzioni antirusse in Europa hanno, al contrario, enormi conseguenze catastrofiche per le industrie europee, le sue società e la sua posizione politica nel mondo.

Finora i governi e i media si erano astenuti dall’evidenziare i giganteschi problemi che stanno emergendo, e che i leader dell’industria avevano segnalato fin dall’inizio. Solo nelle ultime due settimane hanno raccolto gli avvertimenti urgenti.

Der Spiegel, il principale settimanale tedesco, si chiede [in inglese]: Quanto sarà grave la recessione tedesca? E afferma l’ovvio:

Le prime aziende tedesche hanno iniziato a gettare la spugna, e i consumi stanno crollando in risposta alle conseguenze dell’esplosione dei prezzi dell’energia. L’economia sta scivolando quasi senza controllo in una crisi che potrebbe indebolire definitivamente il Paese..

Il pezzo illustra le cinque fasi in cui avverrà la catastrofe:

Atto primo: congelamento della produzione – Produrre in Germania sta diventando proibitivo.
Atto secondo: la trappola dei prezzi – Nessuno compra più ai prezzi elevati dei prodotti tedeschi.
Atto terzo: la crisi dei consumatori – Dovendo pagare alti prezzi per l’energia, i consumatori tedeschi comprano meno di tutto il resto.
Atto quarto: L’ondata di fallimenti.
Atto quinto: L’atto finale sul mercato del lavoro..

Quando la Germania avrà circa 6-10 milioni di disoccupati e il governo avrà meno entrate fiscali, poiché solo poche aziende saranno redditizie, il sistema sociale si romperà.

L’industria europea vacilla sotto il peso dell’impennata dei prezzi dell’energia, titola [in inglese] l’Irish Examiner:

La Volkswagen, la più grande casa automobilistica europea, la settimana scorsa ha avvertito che potrebbe riallocare la produzione fuori dalla Germania e dall’Europa orientale se i prezzi dell’energia non scenderanno.

L’Europa paga il gas sette volte di più degli Stati Uniti, rilevando una drammatica erosione della competitività industriale del continente, che minaccia di causare danni duraturi alla sua economia. Con il Presidente russo Vladimir Putin che ha raddoppiato i suoi sforzi bellici in Ucraina, ci sono pochi segnali che i flussi di gas – e i prezzi sostanzialmente più bassi – possano essere ripristinati in Europa nel breve termine..

OilPrice.com riporta [in inglese] che l’Europa rischia l’esodo delle industrie ad alta intensità energetica.

In effetti, l’Unione Europea sta camminando [in inglese] nel sonno verso l’anarchia:

Gli occhi sono puntati sui risultati delle elezioni italiane di questa mattina, ma l’Europa ha problemi ben più gravi della prospettiva di un governo di destra. L’inverno è alle porte e le conseguenze catastrofiche della crisi energetica auto-imposta [in inglese] dell’Europa si fanno già sentire in tutto il continente.

Mentre i politici continuano ad escogitare piani irrealistici per il razionamento dell’energia, la realtà è che l’impennata dei prezzi dell’energia e il calo della domanda hanno già indotto decine d’impianti in una vasta gamma d’industrie ad alta intensità energetica – vetro, acciaio, alluminio, zinco, fertilizzanti, prodotti chimici – a ridurre la produzione o a chiudere [in inglese], causando il licenziamento di migliaia di lavoratori. Persino il New York Times, favorevole alla guerra, è stato recentemente costretto a riconoscere [in inglese] l’impatto “paralizzante” che le sanzioni di Bruxelles stanno avendo sull’industria e sulla classe operaia in Europa. “Gli alti prezzi dell’energia stanno colpendo l’industria europea, costringendo le fabbriche a tagliare rapidamente la produzione e a mettere in cassa integrazione decine di migliaia di dipendenti”.

È davvero un segno della debolezza dei politici europei il fatto che, nonostante il precipizio che si sta avvicinando, nessuno riesca a dichiarare l’ovvio: le sanzioni devono finire. Non c’è alcuna giustificazione morale per distruggere i mezzi di sussistenza di milioni di europei solo per impartire una lezione a Putin, anche se le sanzioni contribuissero a raggiungere quest’obiettivo, cosa che, evidentemente, non è..

Gli Stati Uniti, pur entrando in recessione, trarranno profitto, come avevano previsto, dalla catastrofe europea.

Il quotidiano economico Handelsblatt riporta [in inglese] che le aziende tedesche stanno spostando la produzione in Nord America:

Washington attira le aziende tedesche con energia a basso costo e tasse ridotte..

Il governo tedesco sostiene di volerlo impedire, ma ciò è impossibile senza porre fine alle sanzioni sull’energia.

Il New York Times è, ovviamente, soddisfatto [in inglese] della situazione. Mentre i produttori europei sono espulsi dai loro mercati, gli Stati Uniti ci mettono una pezza:

I posti di lavoro in fabbrica vanno a gonfie vele come negli anni ‘70
L’industria manifatturiera statunitense sta vivendo una fase di ripresa, con le aziende che aggiungono lavoratori grazie all’elevata domanda di prodotti da parte dei consumatori..

Gli Stati Uniti, con l’aiuto dei politici europei, stanno conducendo una guerra contro i cittadini europei e il loro tenore di vita. Ora sono sul punto di vincerla.

Nessun aiuto arriverà dall’esterno per impedire che ciò accada [in inglese]:

La Germania si assicura solo una cisterna di gas durante il tour di Scholz nel Golfo..

L’Europa, e in particolare la Germania, può sfuggire a questa evidente trappola solo se apre i gasdotti dalla Russia. È giunto il momento di farlo.

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Articolo di Bernhard pubblicato su Moon Of Alabama il 26 settembre 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore] 

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