Il neo-eletto governo radicale della Grecia ha mandato onde d’urto per l’Europa il 27 Gennaio, quando un portavoce del nuovo Primo Ministro Alexis Tsipras ha sostenuto che la Grecia non avesse approvato una dichiarazione dei capi di governo europei riguardo a possibili ulteriori sanzioni contro la Russia. La dichiarazione della UE, che invitava gli stati a “considerare ulteriori sanzioni”, era una risposta all’inasprirsi dei combattimenti in Ucraina orientale di cui sono incolpati, da molti stati UE e dagli USA, i ribelli sostenuti dalla Russia.

“La dichiarazione sopra citata è stata diffusa senza la prevista procedura per ottenere il consenso degli stati membri e, in particolare, senza accertarsi del consenso della Grecia,” diceva il comunicato greco. “In questo contesto, si sottolinea come la Grecia non acconsenta a questa dichiarazione.” Il comunicato aggiungeva che Tsipras – eletto Primo Ministro il 25 gennaio – ha telefonato al rappresentante agli Affari Esteri della UE Federica Mogherini per esprimere il suo “malcontento”.

Il comunicato greco solleva dubbi circa il fatto che il nuovo governo, guidato dal partito di sinistra radicale Syriza ma comprendente anche il partito nazionalista Greci Indipendenti, sosterrà la continuazione delle esistenti sanzioni UE contro la Russia in risposta alla presunta aggressione russa in Ucraina. Le sanzioni scadranno a Marzo, salvo rinnovo per unanime decisione degli stati membri dell’Unione.

E mentre l’attenzione sul partito di Tsipras durante la campagna elettorale si è concentrata sull’opposizione di Syriza ai termini del prestito da 270 miliardi di Euro della UE alla Grecia, la protesta greca del 27 gennaio ha ora spostato l’attenzione sui legami di Syriza e dei suoi alleati con Mosca.

Il corrispondente BBC ad Atene Gabriel Gatehouse è stato il primo a suonare l’allarme, annunciando con un tweet che il primo diplomatico straniero ad incontrare Tsipras dopo l’assunzione della carica di Primo Ministro è stato Andrei Maslov, l’ambasciatore di Russia ad Atene.

Questo ha posto in primo piano i precedenti di Syriza nel sostegno alla Russia nella crisi Ucraina, compresa l’annessione della regione ucraina della Crimea alla Russia nel marzo 2014. Tsipras ha espresso sostegno al “referendum” della Crimea che ha aperto la strada all’annessione e ad una prima tornata di sanzioni occidentali contro la Russia: ha detto che la UE “si sta sparando nei piedi da sola” con l’imporre le sanzioni e che il governo filo-UE ucraino contiene “neonazisti”, come citato da New Europe.

Dopo l’annessione della Crimea, nel maggio 2014, Tsipras ha visitato Mosca per incontrarsi con alcuni alleati di Putin, quali Valentina Matvienko, presidente del Consiglio Federale di Russia, e Aleksei Pushkov, presidente del comitato per gli Affari Esteri della Duma, entrambi già colpiti dalle sanzioni UE dopo l’annessione della Crimea.

Pochi giorni dopo la visita, Syriza ha ottenuto la sua prima vittoria politica, con il primo posto in Grecia nelle elezioni per il parlamento europeo del 25 maggio 2014. Dopo essere entrati al parlamento, gli europarlamentari di Syriza hanno costantemente votato seguendo una linea pro-Mosca, ivi compreso il voto contro la ratificazione dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina da parte del parlamento europeo, il 26 settembre 2014.

Un portavoce per gli Affari Esteri di Syriza ha apertamente chiamato le sanzioni contro la Russia “bulimia neocoloniale”, come riportato dal Financial Times, e ha lodato la campagna militare condotta in Ucraina orientale dai ribelli sostenuti dalla Russia.

Le preoccupazioni riguardo alla Grecia non sono limitate a Syriza, ma anche al partner di coalizione scelto dal partito di sinistra: il partito nazionalista Greci Indipendenti (Anel), un partito che ha a sua volta assunto una linea pro-russa, a detta del ricercatore ucraino Anton Shekhovtsov.

Panos Kammenos, fondatore dell’Anel e nuovo ministro della Difesa greco, è stato citato dai media greci dicendo, successivamente all’annessione della Crimea, che “noi sosteniamo pubblicamente il Presidente Putin e il governo russo che hanno protetto i nostri fratelli ortodossi in Crimea”.

Shekovtsov ha rivelato che Kammenos ha visitato Mosca il 15 gennaio 2015, all’apice di una feroce campagna elettorale, per incontrare gli alleati parlamentari di Putin alla difesa ed affari esteri. Dopo gli incontri, Kammenos ha dichiarato la sua opposizione alle sanzioni UE contro la Russia:”Anel è pronto a creare un gruppo europeo che coinvolga forze politiche dei paesi dell’Europa meridionale, l’economia dei quali è stata danneggiata a causa delle sanzioni economiche contro la Russia” , ha detto. “Lo scopo di ciò sarà l’inversione di questo processo che colpisce i paesi della UE più della Russia”, ha detto, come riportato da Shekhovtsov.

Shekhovtsov ha postato foto degli incontri. “Con lo strumento russo Panos Kammenos come nuovo ministro della Difesa greco, la NATO è chiaramente a rischio,” ha commentato. Oltre a questo, il manifesto del 2013 di Syriza invita all’uscita della Grecia dalla NATO.

Ci sono interrogativi anche riguardo alle tendenze pro-russe del nuovo ministro degli Esteri di Syriza, Nikos Kotzias. Shekhovtsov ha trovato foto potenzialmente compromettenti di un incontro di Kotzias con Aleksandr Dugin – il principale rappresentante della corrente di pensiero ultranazionalista russa “Eurasiatismo”. Dugin ha invocato una dittatura in Russia e la creazione di un impero russo attraverso l’Eurasia.

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Traduzione a cura di Fulvio
Articolo pubblicato da Russia Insider il 30/01/2015