UNZ review“Ed ora, quando tutti questi vantaggi e tutto questo aiuto sono stati persi e gettati via, l’Inghilterra porta avanti le offerte francesi per garantire l’integrità della Polonia, la stessa Polonia che solo sei mesi fa, con un appetito da iena ingorda, aveva preso parte al saccheggio ed alla distruzione dello stato cecoslovacco”

Winston Churchill, “La tempesta in arrivo”.

Viviamo davvero in un mondo pazzo. In preparazione del prossimo summit della NATO a Varsavia, già annunciato come “un incontro che farà da punto di riferimento“, i ragazzini polacchi saranno sottoposti, per i prossimi due mesi, a quattro ore settimanali di propaganda pro-NATO. Sembra che i Polacchi credano che la loro sicurezza verrà migliorata molto se riusciranno a creare le maggiori tensioni possibili fra NATO e Russia. L’altra possibilità è che pensino che i Russi saranno assolutamente terrorizzati, che restituiranno la Crimea alla giunta ukronazi di Kiev, abbandoneranno il Donbass e smilitarizzeranno unilateralmente.

Niente di nuovo sotto il sole. La Polonia, la nazione che Winston Churchill aveva definito una “iena ingorda” ha una lunga storia di tentativi di attacco alla Russia, quando la Russia è ai minimi storici, e i grandi “eroi” polacchi sono famosi per attaccare la Russia nei momenti di disordine interno. Solo che questa volta la Russia non è debole e il popolo russo è schierato, solidale con il Cremlino.

Si potrebbe dire che l’orso russo non è affatto impressionato dalla iena polacca, specialmente quando, per abbaiare alla Russia, si nasconde dietro l’aquila americana.

I Polacchi hanno un modo di considerare la storia assolutamente bizzarro. Per esempio, i politici polacchi accusano di continuo l’Unione Sovietica per il Patto di Non Aggressione del 1939 fra i Sovietici e i Tedeschi (noto come “Patto Molotov-Ribbentrop”). Però “dimenticano” opportunamente che, cinque anni prima, la Polonia era stata la prima a firmare, nel 1934, un Trattato Di Non Aggressione Polacco-Tedesco (per qualche motivo, non conosciuto come “Patto Pilsudski-Hitler”). A proposito di Pilsudski, guardate questo riassunto (molto politicamente corretto) della sua vita e del suo operato e capirete che avere come eroi nazionali dei fascisti megalomani non è una caratteristica esclusivamente ucraina.

Sembra che la storia non abbia insegnato assolutamente nulla ai Polacchi.

Ma non sono affatto soli.

Selection_239La maggior parte dell’Europa orientale sembra posseduta da una frenesia militarista e dal sincero timore che i Russi siano sul punto di invadere. Basta che digitiate “preparativi per l’invasione degli Stati Baltici” nel vostro motore di ricerca preferito e vedrete da soli come la macchina propagandistica imperiale stia costantemente discutendo se un’invasione russa (che sembrerebbe imminente) può essere o no fermata, e come i carri armati americani salveranno i Baltici dai Russi cattivi.

I Russi, che sono costantemente informati di questi sviluppi, di cui si discute tutti i giorni sui media russi, sono assolutamente stupefatti da questa isteria paranoide. Infatti fanno molta fatica a credere che qualcuno possa prendere sul serio sciocchezze del genere.

Allo stesso tempo però i Russi stanno incominciando a capire che ciò che sta succedendo è molto simile a ciò che aveva preceduto l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica: un misto di retorica rabbiosamente anti-russa e un sempre maggior concentramento di forze militari lungo il confine orientale dell’Unione Sovietica. Così, anche se l’idea che la Polonia o qualcun altro stia preparandosi ad affrontare un’invasione russa suscita in Russia solo reazioni perplesse e risatine, i Russi stanno anche incominciando a capire che l’attuale militarizzazione è solo il primo passo di un processo molto più lungo e vasto, e così anche loro si preparano alla guerra.

Quello che succederà dopo non è affatto una sorpresa: il velenoso miscuglio di Neoconservatori americani e russofobi est-europei sfocerà innanzitutto in esibizionismo e retorica paranoide, e in un aumento delle truppe di Stati Uniti e NATO nell’Europa orientale. Questo, a sua volta, causerà l’inevitabile espansione delle forze militari russe volte a contrastare la NATO, che darà ai rappresentanti ufficiali della NATO ancora più ragioni per parlare di una “minaccia russa”, e ancora più incubi paranoici agli Europei dell’est.

Non si può negare che questa sia una grossa vittoria per i Neoconservatori americani; sono finalmente riusciti a creare una situazione in cui:

  1. Gli Europei dell’est sono così terrorizzati che non riescono più a pensare in modo logico.
  2. Gli Occidentali sono probabilmente ancora in grado di pensare, ma non possono prendere nessuna azione pratica.
  3. Tutte le nazioni europee saranno costrette ad aumentare le loro spese militari e ad acquistare sopratutto sistemi d’arma americani (per adeguarsi agli standard NATO), il complesso militare-industriale americano farà fortuna.
  4. La NATO ritroverà un nuovo (vecchio) ruolo per sé stessa.
  5. La Russia verrà ulteriormente allontanata dall’Europa, sopratutto economicamente.
  6. Gli Europei saranno sempre più terrorizzati dalla previsione di una guerra, e si convinceranno altresì che la NATO è l’alleanza indispensabile, guidata dalla nazione indispensabile.
  7. La Russia verrà ancora circondata da nuovi protettorati americani (Finlandia e Georgia saranno probabilmente i prossimi).

Se questo è un grosso successo per l’Impero, è anche un grosso fallimento per la Russia.

Ma non credo che qualcuno avrebbe potuto prevedere questa situazione. Cerchiamo di essere onesti: in Europa non c’è nessuno che prenda le difese dei Russi (con l’eccezione, forse, del Presidente ungherese Orban). I Russi hanno cercato in tutti i modi possibili di accendere un briciolo di buon senso nei politici europei, ma non è servito a nulla: gli Europei semplicemente non hanno la testa, la spina dorsale o le palle per manifestare una propria opinione personale. Al contrario, la loro opinione è tutto quello che dice la Casa Bianca.

Lo so, si dirà che si tratta solo dei leaders, che la gente comune, in Europa non sostiene queste politiche. Ma come mai milioni di Europei erano scesi in strada durante la “crisi degli Euromissili” o per opporsi alla guerra in Iraq, ma ora non hanno assolutamente nulla da dire sulla loro sovranità, che è diventata una barzelletta, sui loro leaders che sostengono un regime nazista a Kiev e sul fatto che verranno usati dagli Stati Uniti come carne da cannone in una probabile guerra continentale?

Posso solo concludere che gli Europei si meritano i loro leaders.

Meritano anche un Premio Darwin collettivo. Specialmente gli Europei dell’est, che si sono dipinti un bersaglio sulla fronte, solo per far piacere allo Zio Sam. Un rappresentante ufficiale polacco ha denunciato la “mentalità da negri” dei suoi colleghi e un ex ministro degli esteri ha anche parlato di “sesso orale senza aver nulla in cambio“, un paragone davvero molto appropriato. Ma tutte queste uscite non hanno avuto nessun risultato. Se McCain aveva paragonato la Russia ad una “stazione di servizio mascherata da nazione” allora io vorrei paragonare l’Europa ad un postribolo mascherato da alleanza continentale, un postribolo dove gli Americani ottengono le prestazioni senza pagare. “Disprezzati da tutti, temuti da nessuno” potrebbe essere il nuovo motto dell’Europa.

Al summit della NATO di Varsavia gli Americani cercheranno in tutti i modi di trattare i loro alleati europei con assoluta cortesia e rispetto, ma in realtà li vedranno allo stesso modo di come Malcom X considerava “il negro di casa“. Lasciatemelo riportare in maniera completa, perché è una perfetta descrizione dell’Europeo moderno.

Così ci sono due tipi di negro. Il vecchio tipo e il nuovo tipo. La maggior parte di voi conosce il vecchio tipo. Quando leggete di lui nei racconti sulla schiavitù, era chiamato “Zio Tom”. Era il negro di casa. E, durante il periodo della schiavitù, ci sono stati due tipi di negri. C’era il negro di casa e il negro dei campi. Il negro di casa di solito viveva vicino al suo padrone. Si vestiva come il suo padrone. Indossava gli abiti di seconda mano del suo padrone. Mangiava il cibo che il suo padrone avanzava sul tavolo. E viveva nella casa del suo padrone, probabilmente in cantina o in soffitta, ma comunque viveva nella casa del padrone. Così, tutte le volte che il negro di casa doveva farsi riconoscere, lo faceva allo stesso modo del suo padrone. Quando il suo padrone diceva “abbiamo del buon cibo”, il negro di casa rispondeva “si, abbiamo tanto cibo buono”. “Noi” abbiamo tanto cibo buono. Quando il padrone diceva “qui abbiamo una bella casa”, il negro di casa rispondeva “si, noi abbiamo una bella casa qui”. Quando il padrone si ammalava, il negro di casa si identificava a tal punto con il suo padrone da dire “Cosa succede capo, siamo malati?”. La sofferenza del suo padrone era la sua sofferenza. E soffriva di più, quando era il suo padrone ad essere ammalato, di quanto avrebbe potuto provare per sé stesso. Quando la casa prendeva fuoco, questo negro lottava per salvarla più duramente di quanto avrebbe fatto lo stesso padrone. Ma poi c’era un altro negro, fuori nei campi. Il negro di casa era una minoranza. I negri dei campi erano la massa. Essi erano la maggioranza. Quando il padrone si ammalava, pregavano che morisse. Se la sua casa prendeva fuoco, pregavano che arrivasse il vento ad alimentare le fiamme. Se qualcuno andava dal negro di casa e gli diceva “andiamo, stacchiamoci da qui”, lo Zio Tom naturalmente rispondeva “andare dove? Che cosa farei senza il padrone? Dove vivrei? Come mi vestirei? Chi penserebbe a me?”. Questo è il negro di casa. Ma se foste andati da un negro dei campi e gli aveste detto “andiamo, stacchiamoci da qui”, non vi avrebbe neanche chiesto dove o perché. Avrebbe risposto “certo, andiamocene”. E la cosa sarebbe finita lì.

Non è forse questa una perfetta descrizione dell’atteggiamento dell'”Europeo nuovo” nei confronti degli Stati Uniti?

E sono quasi sicuro che i rappresentanti ufficiali degli Stati Uniti hanno molto più rispetto per i loro “avversari” russi che per i loro “alleati” della NATO (ho spesso notato questo atteggiamento nei militari americani).

Comunque non perdo la speranza.

Per prima cosa, voglio credere che i Neoconservatori possano ancora essere sconfitti negli Stati Uniti, e che quella che io chiamo la “vecchia guardia anglosassone” possa dar loro il benservito. In secondo luogo non ho ancora perso le speranze per due nazioni europee: Francia e Italia. Potrei sbagliarmi, ma mi sembra che i Francesi e gli Italiani siano in Europa i meno influenzati dalla macchina della propaganda imperiale, forse a causa della loro storia, ricca e complessa? Chissà? Penso che ci sia uno spirito di resistenza e di rivolta tipicamente latino (in senso culturale, non religioso) che non è stato ancora completamente sottratto al popolo italiano e francese. Naturalmente potrei essere molto ingenuo e sbagliarmi completamente. Avevo riposto molte speranze nei Greci, e tutto quello che hanno potuto tirare fuori è stata la capacità di resistenza di un petardo bagnato. Anche i sempre orgogliosi Serbi sembrano essere stati messi in ginocchio, almeno per adesso. Davvero uno spettacolo molto triste.

Nel frattempo ci sono segnali di come la Russia stia uscendo dalla recessione. Le forze armate russe hanno in programma più di 2000 esercitazioni, solo per il 2016. Per quanto riguarda la popolazione russa, questa sostiene Putin in maniera schiacciante. Dopo il prossimo summit della NATO a Varsavia, la sua popolarità è destinata a salire ancora più in alto.

The Saker

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Articolo pubblicato su Thesaker.is il 3 Giugno 2016
Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it

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