il “J’accuse” di Giorgio Bianchi rivolto al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio

Ho letto la prima lettera spedita da Giorgio Bianchi al direttore del Fatto, una lettera che ha tutto l’aspetto, oltre che di una accusa circostanziata ed evidente, di una supplica. È il lettore del Fatto Giorgio Bianchi infatti che scrive, più che il fotografo, il giornalista o il documentarista.

È la persona che ha viaggiato in Ucraina, che ha vissuto e respirato l’aria acre dei fumogeni, dei lacrimogeni le urla di piazza Maidan, così come gli spari, la paura, i combattimenti della prima linea in Donbass durante la feroce repressione del governo golpista contro i civili delle repubbliche secessioniste di Doneck e di Lugansk.

Kiev Piazza Maidan 2014 foto di Giorgio Bianchi

Le prima e la seconda lettera le linko, qui invece vi presento la seconda di queste lettere, buona lettura.

Quella che segue è la lettera aperta che sto per inviare privatamente a Marco Travaglio.Non ho mai chiesto nulla ai…

Posted by Giorgio Bianchi on Thursday, November 29, 2018

Come era prevedibile né Marco Travaglio né la redazione si sono premurati di rispondere (e tantomeno di pubblicare) la…

Posted by Giorgio Bianchi on Friday, November 30, 2018

Di Giorgio Bianchi

Ecco la terza e ultima lettera aperta a Marco Travaglio.
Lo so è lunga ma non sono riuscito a farla più breve.
Sono anni che mi tengo dentro tutto.
Fate uno sforzo vi prego, tanto non ne scrivo altre.
Con questa vi invito a partecipare al sit-in che sto organizzando fuori dalla redazione (i dettagli sono all’interno della missiva) per chiedere conto della sciatteria con la quale il Fatto ha trattato in questi anni gli esteri.
Per inviarla provate a quest’altro indirizzo (magari inoltrate a questo anche le altre):

segreteria@ilfattoquotidiano.it

Buongiorno Marco,
eccomi di nuovo a te.
Come fate con tutte quelle mail che vi sono arrivate?
Saranno a questo punto diverse migliaia.
Ti dico, ma secondo me avete già controllato, che i post su Facebook sono virali, così come l’articolo dell’Antidiplomatico e dell’Intellettuale dissidente.
Se digiti su Google “lettera aperta Fatto” esce l’articolo dell’Antidiplomatico come primo risultato.

Pensa che la lettera l’ho partorita mentre facevo la doccia. L’ho scritta al volo, di getto con le gocce d’acqua che cadevano dai capelli sulla tastiera. Per poco non mi ammalo.
Però è venuta bene. Non perché sono bravo. No, non per quello. E’ venuta bene perché ti ho studiato a lungo. E’ costruita in modo tale da non lasciarti scampo. Tu sei intelligente e logico, pertanto sai benissimo quando hai margini di manovra e quando no. In questo caso non ci hai neanche provato, perché sarebbe stata un’arrampicata sugli specchi.
Muto ti volevo e muto sei stato. Il silenzio più imbarazzante della tua carriera giornalistica.
Il fatto che sei rimasto MUTO difronte a migliaia di lettere significa che sei stato colto col sorcio in bocca.
Ma sai quanti mal di pancia mi sono beccato io a leggere i vostri articoli sugli esteri?
Ti immagini la frustrazione di stare lì e vedere che dietro ogni riga si celava l’intenzione calcolata, studiata, di fuorviare il lettore?

Già il lettore. Come dicevi? L’unico proprietario del Fatto Quotidiano.
Si certo come no, si è visto. Migliaia di mail e neanche uno straccio di risposta.
Gente che come me ha patito il mal di pancia per anni.
Questa però proprio non ve l’aspettavate.
La rivolta dei lettori. Siete sopravvissuti al Berlusca, al Renzismo e alla fine il vostro “vascello corsaro” (non pirata bada bene) è colato a picco colpito da un colpetto di spingarda di un lettore deluso.
Come gridavate? No al bavaglio?
Ebbene oggi il bavaglio lo state mettendo voi ai lettori delusi dal vostro modo SCIATTO e a questo punto PRESUMIBILMENTE MANIPOLATORIO di gestire gli esteri.
Per anni ci hai frantumato gli zebedei con le tue 10 domande. Sei andato in giro sbandierando il silenzio degli interpellati e poi che fai?
MUTO.

Lo sai cosa ti può consolare? Te lo dico io.
Il fatto che le lettere aperte una volta divenute virali sul web (cosi come i rispettivi articoli dell’Antidiplomatico e dell’Intellettuale dissidente) non siano stati riprese da nessun’altra testata.
Vuoi che non siano passate sotto mano, che so io, di un giornalista di Repubblica o del Corriere?
Gente che negli anni hai dileggiato e che magari oggi si vorrebbe togliere un sassolino dalla scarpa.
Niente, neanche una parola.
Sono scappati tutti nello scantinato delle scope per paura che i prossimi bersagli siano loro. Tutti allineati e coperti.
Migliaia di lettori inferociti che stufi di sentirsi raccontale “la qualunque” cominciano a prenderli di petto bersagliandoli con mail al vetriolo. La rivolta dei lettori.
Questa proprio non l’avevate considerata.

Ti ho spiegato nella scorsa mail come si scrive un articolo di esteri quando non hai inviati e tu purtroppo non ne capisci una mazza.
Oggi ti rivelo come puoi uscire da questa situazione in maniera onorevole.
E’ molto semplice.
Chiedi scusa ai tuoi lettori.
Chiedi scusa per anni di articoli sugli esteri sciatti, omertosi o peggio ancora volti alla manipolazione dell’opinione del lettore.
Prometti che da questo momento metterai mano alla redazione e ripartirai con una sezione esteri tutta rinnovata.
Con una operazione di questo tipo nel giro di poco tempo fai chiudere il Corriere e Repubblica.
Solo per averci liberato da quel cancro te ne saremmo riconoscenti a vita.
Oramai quei fogli non li uso più neanche per incartare il pesce per rispetto nei confronti della povera bestia deceduta.
Se mi liberi di loro, giuro che ti perdono mi rifaccio l’abbonamento e ti mando anche i soldi come feci per finanziare il programma tuo e di Santoro anni fa (quante ingenuità si commettono nella vita).

Scherzi a parte se alla fine ti posso perdonare di averci traditi come lettori quello che non è umanamente perdonabile è la propaganda di guerra.
Avete diffamato per anni la Siria e il popolo siriano sostituendo le vittime con i carnefici e viceversa.
In un mondo normale la Siria sarebbe stato il Vietnam contemporaneo, la madre di tutte la battaglie contro l’imperialismo. E invece voi che avete fatto? Vi siete messi a fare il tifo per i “RIBELLI”.
CAPISCI MARCO PER I “RIBELLI”. SIETE DIVENTATI IL PIU’ POTENTE STRUMENTO DELLA PROPAGANDA DI GUERRA USA.
PER VIA DELLA BUFALA SUGLI ATTACCHI CHIMICI IL NOBEL PER LA PACE OBAMA STAVA PER INVADERE LA SIRIA.
TI IMMAGINI?
NON ERA BASTATO L’IRAQ. BISOGNAVA PROVARCI ANCHE CON LA SIRIA.
Ma quante bufale sono girate in questi anni?
E noi giù di Maalox.

Per anni te ne sei andato in giro gonfio e tronfio autoproclamandoti l’unico giornalista che da’ le notizie in Italia.
Te lo dico io cosa sei in realtà.
Se il mondo dell’informazione può essere paragonato al mondo dell’edilizia, anziché essere un grande costruttore tu sei uno che istalla box doccia. Perché questa è la rilevanza della politica interna rispetto agli esteri, il vero BIG GAME.
Certo visto che Repubblica e Corriere istallano cessi ti puoi sempre ritenere un gradino sopra di loro.
Ma resti comunque poco più che uno stagnaro, uno che pesca nel torbido di fatti da bassa bottega.

Comunque se pensavi mi limitassi alle lettere ti sbagli.

Per venerdì 7/12 sto organizzando un sit-in di protesta sotto la sede del Fatto in Via di Sant’Erasmo 2 dalle 16 alle 20.
Chissà se qualcuno tra i capitani coraggiosi del Fatto non so te, Padellaro, Gomez, Scanzi se la sente di affrontare un lettore in diretta streaming (se mi ricordo bene ti piaceva come metodo per interagire con i cittadini).
Avete una settimana di tempo per capire dove sia la Siria sul mappamondo, con chi confina e quali sono stati in questi otto anni di guerra gli attori in campo (SONO PARECCHI FATEVI UNO SCHEMINO. PER NON CONFONDERVI VI SUGGERISCO DI STUDIARVENE UNO CIASCUNO ALTRIMENTI FATE FIGURACCE).
Se non vi presentate ci vedremo alla festa del Fatto. Vi porto un po’ di gente così ci divertiamo.
Dai, ti auguro una buona giornata e mi raccomando niente di personale.
E’ solo che ho le palle veramente piene.

P.S. Visto che tutte le sere vedi la Gruber le chiedi cosa si dicono alle riunioni del Bilderberg?
Sei un giornalista ti dovrebbe interessare.
In realtà anche lei è una giornalista ma non si è mai premurata di dircelo.
I casi sono due:
– o non si dicono nulla di che, parlano di caccia e pesca che so io, e quindi non ci sarebbe nulla di male a rivelarlo.
– oppure dicono cose importanti e in quel caso avrebbe l’obbligo deontologico di riferire ai suoi ascoltatori.
Ma a quanto pare sembra che per lei sia più importante rimanere fedele alla consegna del silenzio richiesta da quel consesso (per rimanervi ovviamente), che rispettare l’obbligo di informare il suo pubblico.
Solo quel fesso di Jovanotti si è messo a raccontare di quando lo hanno invitato in un consesso del genere, per fare il ganzo.
Mi fa strano che tra tutti i giornalisti che sono transitati in trasmissione nessuno le abbia chiesto nulla
Mi sa che è la stesso motivo per il quale non trattate gli esteri come si deve.
A proposito ho visto che il nuovo partner di La7 è AVIO.
Dalle patatine di Rocco Siffredi siamo passati alla multinazionale Avio spa
Per chi non lo sapesse AVIO è un’azienda aerospaziale italiana che opera nel settore dei lanciatori e della propulsione applicata a sistemi di lancio, missili e satelliti.
Mi immagino quante casalinghe abbiano già ordinato il nuovo propulsore a reazione per il Bimby.
Vedi a frequentare certi salotti?

Come vedete è una battaglia aperta per avere una buona o quantomeno migliore informazione sugli esteri, informazione che anche da testate che a parole hanno fatto della verità anche scomoda una loro bandiera, quando si tratta di raccontare il mondo, si appiattiscono sulle versioni diffuse in tutto l’Occidente come offerte che non si possono rifiutare…

Kiev Piazza Maidan, i miliziani golpisti, 2014

Qui una intervista di Giorgio Bianchi per Byoblu:

Qui un articolo con altre foto del suo eccellente lavoro di giornalista e reporter

http://www.occhidellaguerra.it/la-mia-maidan/

In questo articolo invece la sua esperienza diretta avuta in Siria in un viaggio del 2018

http://www.occhidellaguerra.it/siria-lento-ritorno-alla-vita/

Siamo in contatto quotidiano con Giorgio che ormai è divenuto un amico oltre che collega (lo dico pur non meritando di accostarmi alla sua professionalità, Giorgio perdonamelo) e proseguiremo con questo monitoraggio a sostegno della sua lodevole protesta, naturalmente abbiamo inviato la mail alla redazione del Fatto Quotidiano e spero vogliate fare altrettanto perché lo fareste anche per il vostro bene.

Giorgio siamo tutti con te.

Stefano Orsi

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