Il sedicesimo anniversario della guerra della NATO contro la Jugoslavia è un’occasione per riflettere su cosa sia davvero la “diplomazia” americana.

Gli USA hanno esaltato a lungo se stessi come unico modello di virtù e “difensore della democrazia” nel mondo, spingendo questo messaggio all’eccesso negli anni seguiti alla Guerra Fredda. Milioni di persone sono state abbindolate in quel periodo, ma le loro illusioni sono crollate improvvisamente dopo la guerra alla Jugoslavia del 1999.

Quella tragedia ha mostrato il vero volto della “diplomazia” americana, una maschera di doppiezza, volta al conseguimento di fini geopolitici prestabiliti. La guerra non fu affatto un “intervento umanitario” (la realtà grossolanamente distorta dai media occidentali) quanto la fondazione di uno Stato-marionetta filo-occidentale nel cuore dei Balcani Meridionali. La guerra contro la Jugoslavia ha anche segnato il punto di svolta a partire dal quale gli USA hanno iniziato ad intensificare la loro aggressione in tutta l’Eurasia ed a perfezionare la prima effettiva versione di Guerra Ibrida.

I peccati dello Zio Sam

Gli USA hanno fatto molte cose orribili durante la loro guerra alla Jugoslavia, ma queste sono le tre più sfacciate:

Sostegno al terrorismo

Il cosidetto Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA, Kosovo Liberation Army [UCK, acronimo albanese, sulla stampa italiana – NdT]), l’ala armata dei nazionalisti albanesi in lotta nella provincia serba del Kosovo, era stato segnalato come organizzazione terroristica dalle autorità Jugoslave.

La risoluzione 1160 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sostenuta anche dagli USA, aveva inoltre condannato questo gruppo per le sua attività terroristiche e lo aveva sollecitato a fermare immediatamente tali azioni. Sia come sia, il KLA ha svolto un ruolo decisivo nella destabilizzazione della Serbia, e non é stato sostenuto dagli USA soltanto durante il conflitto: il suo leader Hashim Thaci é stato successivamente riconosciuto “primo ministro” della provincia da parte di Washington.

Mentire al mondo

Gli USA hanno provato a convincere il mondo che gli albanesi del Kosovo stessero subendo un genocidio per mano dei serbi, ma ciò non era neanche lontanamente vicino alla realtà. Benché di certo alcuni albanesi siano stati uccisi durante la violenta rivolta contro il governo federale, anche i serbi lo furono, e nessuna delle due popolazioni ha sofferto le “decine di migliaia” di morti che il Dipartimento di Stato ha evocato come la scusa statunitense per bombardare la Jugoslavia.

Decine di migliaia di altre persone sono morte durante la guerra della droga in Messico negli anni recenti, ad esempio, ma il vicino meridionale dell’America deve ancora fare l’esperienza di un “intervento umanitario”.

Bombardamento delle infrastrutture civili

La campagna di bombardamenti NATO guidati dagli USA ha ucciso centinaia di civili e distrutto condomini, fattorie, scuole, ospedali, chiese e ponti. La spiegazione del Pentagono per tali orrori (quando ha scelto di parlarne) é stata che i suoi “proiettili a puntamento di precisione” hanno subìto malfunzionamenti, ma le vittime sopravvissute rifiutano di crederlo.

BONUS: Bombardare la Cina e cavarsela

Gli USA hanno colpito l’Ambasciata cinese a Belgrado (ufficialmente riconosciuta come territorio sovrano del Paese, come ogni ambasciata all’estero) il 7 maggio del 1999, uccidendo tre persone e ferendone circa altre venti. Ci si può soltanto immaginare la risposta del Pentagono se le parti fossero state invertite.

Il kit per la politica estera

La guerra alla Jugoslavia ha rappresentato il primo terreno di prova per l’applicazione della strategia integrata di cambio di regime da parte degli USA, benché applicata maldestramente. Combinava le seguenti caratteristiche che successivamente sarebbero state sviluppate e perfezionate nei conflitti a seguire.

Guerra non-convenzionale

Per fomentare il caos e creare un pretesto per un ultimatum e l’inevitabile intervento militare, gli USA hanno sostenuto il KLA nella sua guerra terroristica nella provincia serba del Kosovo.

Ultimatum

Gli USA hanno dato al presidente Milosevic l’ultimatum: richiamare tutte le forze armate e di polizia dal Kosovo o affrontare le devastanti conseguenze.

Intervento convenzionale

La destabilizzazione é arrivata ad un drammatico climax quando la NATO ha lanciato il suo “intervento umanitario ” contro la Jugoslavia, che ha alla fine portato alla sua frammentazione e distruzione.

Rivoluzione colorata

I servizi segreti americani e gli insegnamenti di Gene Sharp hanno strutturato e guidato la Rivoluzione del Bulldozer dell’ottobre 2000, che é stata successivamente riconosciuta come la prima Rivoluzione Colorata.


Oggi i metodi sopraelencati sono stati perfezionati ed organizzati nel seguente ordine:

1. Ultimatum

Gli USA danno un ultimatum esplicito/pubblico o implicito/dietro-le-quinte ad una nazione o un leader presi di mira. Se rifiutano e non si riesce ad organizzare un “golpe di palazzo”, si passa alla fase successiva.

2.Rivoluzione colorata

Questo tentativo di “golpe di strada” mira a spazzare via il governo del Paese-obiettivo attaverso la facciata accuratamente costruita del “potere della gente”, dove i media internazionali vengono imboccati con l’impressione fuorviante che la maggioranza dei cittadini del Paese si stiano ribellando contro il governo. A differenza dell’ultimatum o del golpe convenzionale, é il più economico strumento per il cambio di regime.

3.Guerra non-convenzionale

Il terzo passo può essere suscitato per mezzo del secondo, prima di volgere in una destabilizzazione su vasta scala quando la Rivoluzione Colorata fallisca. Capitalizza alcune delle infrastrutture sociali costruite durante il tentativo di golpe di strada, dopo di che arma i partecipanti e li incoraggia a dedicarsi a terrorismo e guerriglia per rovesciare il governo. Possono venire coinvolti anche mercenari stranieri.

4. Intervento convenzionale

Mentre i due passi precedenti implicano in genere un profondo livello di coinvolgimento sotto copertura, il passo finale intenzionalmente svela le azioni del destabilizzatore esterno dando il via ad una guerra aperta. Questo é il tipo di cambio di regime più costoso, ma é sempre ammantato di grandiosa retorica “umanitaria” e “democratica” per nascondere le proprie vere intenzioni.

A che punto sono?

Diamo uno sguardo ai più notevoli esempi di ogni punto dello schema per il cambio di regime, e vediamo come questi Paesi fino ad ora hanno gestito la Guerra Ibrida condotta contro di loro:

Punti 1-2: Ucraina

L’ultimatum impicito contro il presidente Yanukovich era che lui avrebbe dovuto firmare l’Accordo di Associazione alla UE, e quando ha rimandato tutto all’ultimo minuto, é stata lanciata contro di lui una Rivoluzione Colorata. In un certo modo il terrorismo urbano dell’Euromaidan soddisfa anche i requisiti del punto 3.

Oggi il Paese giace tra rovine e bancarotta, e gli oligarchi (Poroshenko e Kolomoiskyi) valutano se combattere una guerra fratricida tra di loro, al costo di altre vite ucraine.

Punti 1-3 Siria

Il presidente Assad ha rifiutato il passaggio per la Siria di un gasdotto proveniente dal Qatar filo-americano verso il Mediterraneo, preferendo invece la scelta del Gasdotto dell’Amicizia con Iraq e Iran. Come punizione, la Siria é quindi stata trascinata nelle Rivoluzioni Colorate della “Primavera Araba”, diffuse su tutta l’area e guidate dagli USA. Ma quando la gente ha risolutamente preso la parte del proprio governo democraticamente eletto, e le autorità laiche hanno rifiutato di permettere il successo del golpe di strada, una Guerra Non-Convenzionale é stata sferrata contro il Paese.

I più noti terroristi da ogni angolo del pianeta hanno infestato il Paese, massacrando decine di migliaia di innocenti e trasformando intere città in macerie nella loro furia ormai quadriennale.

Punti 1-4 Libia

Muammar Gheddafi ha rifiutato di integrare il suo Paese nell’Unione per il Mediterraneo guidata dalla UE, scegliendo invece di rimanere membro osservatore. Nonostante avesse consegnato le armi di distruzione di massa libiche al precedente ultimatum del 2007, la riluttanza di Gheddafi a procedere nell’integrazione euro-mediterranea ha fatto di lui un uomo segnato.

La Rivoluzione Colorata in stile “Primavera Araba” organizzata dagli USA lo ha successivamente preso come obiettivo nel 2011, e gli eventi nel Paese si sono rapidamente avvitati in una Guerra Non-Convenzionale, quando i terroristi si sono riversati nelle principali città ed hanno iniziato ad uccidere civili e rappresentanti del governo.

La NATO ha deciso di iniziare una campagna di bombardamenti poco dopo, sotto un falso pretesto di “intervento umanitario”, che ha conseguentemente distrutto le infrastrutture fisiche e sociali dello Stato, trasformandolo nello spaventoso campo di battaglia terroristico che é oggi.

Ricordate, le succitate tragedie non sarebbero state possibili, se non ci fosse stata la guerra USA alla Jugoslavia e il “perfezionamento” delle tecniche di cambio di regime che vi sono state applicate per la prima volta. E’ per questo motivo che il ricordo del 24 marzo dovrebbe servire ogni anno come cupo promemoria della letalità della “diplomazia” americana e degli incalcolabili costi nei quali si può incorrere resistendo al volere di Washington.

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Articolo di Andrew Korybko apparso su sputniknews.com il 24/03/2915
Traduzione italiana a cura di Fulvio per SakerItalia.it