Un continente che ha dato il via a due guerre mondiali con un centinaio di milioni di morti sembra incredibilmente immemore  riguardo al pericolo di una conflagrazione.

 

Il maggior rafforzamento della NATO dai tempi della Guerra Fredda è stato accolto con favore dalle autorità in Polonia e dall’approvazione dei media occidentali di questa settimana, ma la mancanza di preoccupazione nell’opinione pubblica occidentale fa pensare a un’amnesia collettiva riguardo all’orrendo passato del continente.

Fino a 4.000 soldati degli Stati Uniti, accompagnati da centinaia di carri armati Abrams e veicoli blindati Bradley sono entrati in Polonia, dopo essere sbarcati in Germania la settimana scorsa.

Non è l’ultima delle escalation militari da quando gli USA hanno lanciato l’Operazione Atlantic Resolve con i partner della NATO ad Aprile 2014. Quest’operazione sarebbe una conseguenza del conflitto in Ucraina, per il quale Washington e i suoi alleati danno la colpa all’interferenza russa.

Il comandate statunitense, Colonnello Christopher Norrie questa settimana ha dichiarato [in inglese]: “Lo scopo principale della nostra missione è la deterrenza e la prevenzione di minacce.”

 

 

Quest’idea è stata ripresa dal ministro della Difesa polacco, che ha affermato [in inglese] che questo rafforzamento militare avrebbe contrastato la supposta interferenza russa in Europa.

Il potere di veto della Russia nell’Europa Centrale, in Polonia, è finite una volta per tutte,” ha detto Macierewics, che è stato un ardente sostenitore dell’espansione della NATO in quella regione.

Dopo nove mesi di manovre in Polonia, le truppe americane effettueranno rotazioni negli Stati Baltici della Lituania, Estonia e Lettonia, oltre che in Bulgaria e Romania.

Le affermazioni di “deterrenza” e di “difesa” riguardo all’escalation militare condotta dagli Americani ai confini russi, pronunciate da funzionari governativi di Washington ed europei, vengono amplificate senza essere messe in dubbio dai media occidentali.

I politici polacchi e baltici sembrano alimentare la paranoia nei confronti della Russia, per timore di una invasione revanscista in stile sovietico, nonostante le ripetute dichiarazioni di Mosca di non nutrire propositi aggressivi nei confronti dei propri vicini.

 

L’intercettazione telefonica riguardante l’Ucraina della diplomatica Assistente Segretario del Dipartimento  di Stato USA, Victoria Nuland –  – The Guardian, UK. [ “sarebbe magnifico mettere a posto questa cosa e farsi aiutare dall’ONU a metterla a posto; e capisci, la UE si fotta.”]

Il conflitto in Ucraina, e precedentemente in Georgia nel 2008, può con buona ragione essere attribuito alle interferenze degli USA e degli Europei negli affari interni di questi paesi. Incolpare di questi conflitti la sola Russia è a dir poco fuori luogo. Eppure questa dubbia premessa è utilizzata per “giustificare” l’escalation delle forze NATO lungo l’intero fianco occidentale della Russia.

Washington, l’Europa, e la NATO hanno aggravato la scissione nei rapporti con la Russia respingendo il dialogo, schiaffeggiandola con ripetute sanzioni economiche e diplomatiche, accusando la Russia di cyber-attacchi ai sistemi elettorali, demonizzando [in inglese] i leader russi come “assassini e criminali di guerra.

Senza alcuna prova, è diventato un esercizio di fede tra i funzionari occidentali e i media, che la Russia sotto il presidente Vladimir Putin abbia orchestrato un piano malvagio per distruggere le relazioni atlantiche, spezzare la NATO e disintegrare l’Unione Europea.

Questa settimana, il Generale James Mattis, nominato Segretario alla Difesa nella nuova amministrazione Trump, nel corso della sua audizione di conferma al Congresso, ha detto [in inglese] che la Russia è la più grande minaccia all’ordine mondiale stabilito dagli USA dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Il presidente USA entrante, Donald Trump, però non sembra condividere quest’idea antagonista riguardo alla Russia. Recentemente, ha lasciato intendere [in inglese] che sarebbe pronto a rimuovere le sanzioni USA contro Mosca,e che sia pronto ad incontrare Putin per colloqui.

Trump è certamente una boccata d’aria fresca in confronto alla mentalità fetida e stantia che, fino ad oggi, è stata dominante a Washington, e di conseguenza tra i suoi subordinati europei, di trattare la Russia come un nemico.

Sebbene l’impegno di schierare più truppe americane in Europa sia stato preso dall’amministrazione Obama, ci si chiede se certe sezioni dell’establishment USA non stiano facendo pressioni per politiche provocatorie che ostacolino tutti i tentativi di allentare la tensione sotto la nuova amministrazione Trump.

Mosca ha condannato [in inglese] il rafforzamento militare statunitense come una “minaccia alla nostra sicurezza.” Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato: “Queste azioni minacciano i nostri interessi, la nostra sicurezza. Specialmente per ciò che riguarda una terza parte che rafforza la propria presenza militare in prossimità dei nostri confini.”

Con argomenti convincenti, Peskov ha aggiunto: “Qualunque paese potrebbe, anzi sicuramente interpreterebbe negativamente un rafforzamento militare ai propri confini. Ed è esattamente in questo modo che noi lo interpretiamo, fossero mille o diecimila soldati, è lo stesso.

L’invito [in inglese] di Mosca all’amministrazione Trump di partecipare ai prossimi colloqui di pace sulla Siria che si terranno ad Astana, capitale del Kazakistan, il 23 gennaio – tre giorni dopo l’insediamento di Trump – è un segno che la Russia mantiene aperta la possibilità di normalizzare i rapporti con gli USA – nonostante la provocazione dell’escalation militare ai propri confini.

Sembra bizzarro che le proteste russe contro l’incessante consolidamento delle forze armate USA alla soglia di casa – tra cui nuovi sistemi missilistici in Romania e Polonia – vengano considerate con apparente sufficienza in Occidente, se non con cinica trascuratezza, e le si ritengano esagerate.

Il movimento di questa settimana di truppe americane e di carrarmati dalla Germania in Polonia, è stato raccontato dai media occidentali come una sorta di atto cavalleresco di protezione degli Americani verso i propri alleati.

L’Europa sembra dormire di fronte al pericolo posto da simili atteggiamenti militaristici tra forze armate che posseggono armi nucleari. Un continente che ha scatenato due guerre mondiali con un centinaio di milioni di morti sembra incredibilmente immemore rispetto al pericolo di una conflagrazione.

Una misura di questa apparente amnesia collettiva si può ricavare dalla scomparsa dell’anziana cronista inglese Clare Hollingworth, morta questa settimana all’età di 105 anni. Hollingworth pubblicò lo “scoop del secolo” nel 1939 quando lei per prima raccontò [in inglese] l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista, che in seguito portò alla Seconda Guerra Mondiale. Il titolo originale del suo articolo nel Daily Telegraph del 29 agosto del 1939 era: “1,000 tanks massed on Polish frontier.[1.000 carrarmati ammassati alla frontiera polacca].

Nei tributi [in inglese] dei media alla giornalista defunta, era assente ogni riferimento agli eventi odierni. La stessa settimana in cui è mancata Clare Hollingworth, dei carrarmati vanno in Polonia dalla frontiera tedesca, stavolta condotti da soldati americani. Ma i media occidentali non hanno colto quest’analogia.

 

Cosa sta tentando di fare Obama, iniziare la Terza Guerra Mondiale nel giro di due settimane?

Nell’apparente isolamento che ignora gli eventi che hanno scatenato la Seconda Guerra Mondiale circa 78 anni fa, ci viene detto dai media occidentali che i carrarmati sono “in missione di deterrenza e prevenzione di minacce.”

La propaganda nazista diffondeva le stesse false affermazioni di agire per difesa, nel momento in cui la Wehrmacht lanciava i suoi mezzi corazzati contro gli stati europei vicini.

La Russia vede evidentemente la militarizzazione dell’Europa ad opera della NATO a guida USA per quello che è: una minaccia alla stabilità e una provocazione diretta alla guerra totale.

Come mai l’opinione pubblica occidentale non sembra consapevole del crescente pericolo? Perché la stessa opinione pubblica sembra accettare la narrativa ufficiale di “agire per difesa,” quando in realtà è ovvio che si “agisce all’attacco”?

Forse possiamo dedurre che questa mancanza di pensiero critico sia dovuta all’inculcamento sistematico e all’indottrinamento praticato dai governi occidentali, dai mass media servi, dai think tank finanziati dalle grosse corporation, e da tutti quelli che hanno interessi nell’esasperazione delle tensioni con la Russia.

L’inculcamento e l’indottrinamento in Occidente? L’incredulità nei confronti di quest’affermazione è semplicemente la prova di quanto sia efficace la “gestione della percezione” che vi è stata orchestrata.

Dopo tutto, gli hacker russi hanno fatto eleggere Donald Trump negli USA, giusto? E le truppe russe dislocate sul proprio territorio minacciano l’Europa, mentre truppe americane che si ammassano ai confine della Russia, a migliaia di chilometri dal proprio territorio stanno  “mantenendo la pace“?

C’è una parola per definire un tale pensiero: “amnesia.”

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Articolo di Finian Cunningham pubblicato su Veterans News Now il 15/01/2017

Traduzione in italiano a cura di Mario B. per Sakeritalia.it

[le note in questo formato sono del traduttore]