Ci sono poche persone al mondo più odiose del presidente francese Emmanuel Macron dopo come si è comportato questa settimana. Sono sicuro che sono peggiori i molestatori di bambini ma, in quanto uomo cruciale per il futuro di centinaia di milioni di persone, la decisione di Macron di mandare l’esercito francese a sedare le proteste dei Gilet Gialli con munizioni vere, è semplicemente vile.

Macron si è rivelato proprio come il simbolo di ciò che anima l’elite globalista che lui rappresenta.

Disprezzo.

Il disprezzo che ha per le persone di cui è leader, è evidente. E’ evidente come il suo disprezzo per gli Inglesi che hanno votato per la Brexit. Per lui l’Unione Europea è tutto, l’Unione Europea è inevitabile e, quando si trova a dover scegliere se servire la Francia o la UE, lui sceglie sempre l’Unione Europea.

Questo è ciò che lo ha portato alla sua disastrosa decisione di schierare nelle strade l’esercito francese, per la prima volta dal 1948, con l’ordine di sparare sui manifestanti.

E questo disprezzo è così totale che Macron non riesce a capire che cosa potrebbe succedere se anche uno solo di quegli uomini andasse oltre e lo prendesse alla lettera. Per fortuna, non è successo.

Ma se lo facesse, avrebbe perso completamente il controllo del suo paese, se non è già così.

Le stime del XIX Atto dei Gilet Gialli di questo weekend [il 23 marzo scorso] erano superiori a 125.000 persone in tutta la Francia. Che così tante persone siano scese in strada rischiando di di farsi sparare addosso è un qualcosa che non si può trascurare con un cenno della mano.

E’ qualcosa che come leader devi prendere molto seriamente.

Perché la vera paura di Macron non è una dimostrazione violenta che culmini con spari e vittime tra i manifestanti. No, la vera paura sono le proteste pacifiche.

Perché, che cosa succede, Mr Macron, se dei soldati che tu hai schierato per sopprimere la partecipazione a queste dimostrazioni vedono in prima persona quanto la violenza di cui si è parlato è stata gonfiata?

O peggio, se la mancanza di tale violenza conferma i loro sospetti che questa sia stata commessa da agenti provocatori che ora non si sono presentati perché non sono più sufficienti i 25 euro all’ora con cui sono stati pagati per seminare il malcontento?

Vedranno esattamente cosa Macron non vuole che loro vedano: persone arrabbiate, scoraggiate, disperate che esprimono le loro legittime lamentele nell’unico modo che conoscono.

Se prima di questo weekend Macron non cercava la guerra civile, la cerca ora.

Perché una rivolta contro un governo corrotto e indifferente fatta da alcune persone è una cosa. Parte con i più arrabbiati ma si può diffondere nel tempo solo se il governo non le ascolta.

Le reazioni di Macron hanno solo peggiorato le cose sempre di più.

Così, se sono state le persone a dare il via a questa battaglia per il futuro della Francia, sarà l’esercito che la terminerà. E guai a Macron e all’elite politica francese se l’esercito sul campo si schiera con le persone contro cui sono stati mandati a sparare.

Non c’è nulla di più vigliacco di una democrazia apparentemente liberale e tollerante, che manda l’esercito a ristabilire l’ordine e comanda di usare la violenza contro la propria gente per il fatto di essere scesa nelle strade. E’ semplicemente l’ordine di un dittatore da quattro soldi frustrato e inadeguato.

Una leadership prudente si ha quando si possiedono armi e si sa quando e come usarle. Le immagini che arrivano dalla Francia sono state orribili, e non migliori di quelle viste nel 2017 nella repressione in Catalogna durante il referendum per l’indipendenza da parte di Mariano Rajoy.

Quella risposta gli è costata il posto. Presto sarà così per Macron, ora che ha superato quella linea.

Macron è comandato dai suoi finanziatori tra la gente di Davos, per prendere il controllo sulla Francia. Non sarà rimosso dal suo incarico fino a quando si comporterà come desiderano. Sarebbe già dovuto essere sostituito con qualcuno di più accettabile per disinnescare la situazione.

C’è solo un problema: non c’è nessun altro.

Il livello di gradimento di Macron è bassissimo. Secondo i sondaggi, sta dietro il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, che in maggio manderà più deputati al Parlamento europeo rispetto al suo En Marche.

Nelle elezioni del 2017 è già stato un candidato “truffa”, in abito da riformatore globalista. E ora che lui è il punto focale della rabbia dei Gilet Gialli, a questo punto nulla meno di una violenta soppressione della loro ribellione salverà Macron.

Perché lo sanno e sanno che lui li odia.

Ma una violenta repressione è solo vincere una battaglia per perdere la guerra.

Con l’Unione Europea bloccata in un combattimento mortale con la Brexit, e con l’Italia che supera i limiti al Consiglio Europeo, qui non c’è spazio di manovra.

Quindi, si va avanti finché si può. A quel punto la legittimità di Macron svanirà e ci saranno cambiamenti politici. Ma i globalisti dietro Macron e i circoli politici francesi lo rimanderanno il più a lungo possibile.

Ecco perché la mancanza di violenza di questo weekend durante il XIX Atto è stato così importante. E’ stato chiamato il bluff Macron. E questo significa che ci stiamo avvicinando alla fine della sua storia e non lo potrebbe meritare una persona più sleale.

Tu, Merkel, preparati.

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Articolo di Tom Luongo pubblicato su Russia Insider il 30 marzo 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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