Prima di scrivere qualsiasi altra cosa, devo chiedervi di non trasformare questo articolo in un’altra roba del tipo “non è Macedonia, è FRYOM”. Questa faida sul nome dovrebbe essere l’ultima delle vostre preoccupazioni, sia che siate greci o macedoni. Perciò diamoci tutti una calmata. Io sono abituato ad usare il nome Macedonia e non ho un’opinione personale sull’argomento.

Balkan-States-300x148Ad oggi, la maggior parte delle persone di qui hanno sentito degli scontri in Macedonia, iniziati la sera dell’8 maggio.

È cominciato con resoconti sull’avvistamento di gruppi armati sconosciuti, di una cinquantina di persone, attorno a Kumanovo. Poco dopo, l’agenzia macedone INA riportava che nell’area fossero già presenti forze di polizia.

Lo scambio di colpi è continuato per tutta la notte e per l’intero 9 maggio. Fucili d’assalto e di precisione, granate sono fra le armi usate dai suddetti gruppi armati. Nella notte successiva le cose si sono un po’ calmate, per riprendere ancora durante il giorno 10. Mentre sto scrivendo, la sera del 10 maggio, stanno ancora arrivando rapporti, spesso in conflitto fra loro. Prima un rapporto dice che la polizia ha avuto la meglio sugli attaccanti, poi altri rapporti parlano dei combattimenti che continuano. Perciò prendo il tutto con un granello di sale.

I responsabili sono ancora un “gruppo sconosciuto”, secondo la maggior parte dei rapporti. Altri indicano l’UCK (KLA), alcuni dicono che è la Guardia della Repubblica Ilirida, altri ancora l’Esercito di Liberazione Nazionale. Chi parla di un gruppo albanese proveniente dal Kosovo, chi dice che provengono dalla Serbia…

Mentre le testate della regione sono molto riluttanti a dire chi siano i responsabili, gli albanesi a Vienna sono molto meno timidi, si sono radunati di fronte all’ambasciata della Macedonia ed hanno scandito “UCK, UCK”, oltre ad altri slogan… come si può vedere qui , qui e qui:

si noti la sempre presente bandiera americana

si noti la sempre presente bandiera americana

Ma lasciatemi puntualizzare una cosa: indipendentemente da quale, o da quali, di questi gruppi sia il responsabile, senza un “OK” dato dagli americani nessun gruppo armato albanese alzerebbe un dito. Questa è una cosa cruciale. Essi non hanno mai agito né mai agiranno indipendente dal comando statunitense.

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Sputnik parla di 8 poliziotti e 14 banditi uccisi, e quasi 40 feriti negli scontri. Queste cifre sono riportate anche da altre testate della regione.

Adesso guardiamo ai dettagli di quello che è successo in Macedonia prima di allargare lo sguardo a cogliere una vista maggiore e guardare lo sfondo di questi eventi.

Maggiori dettagli si possono trovare su un sito web, aggiornati ogni ora (dal 10 maggio).

Tradurrò alcuni punti di quel lungo articolo.

Secondo i media macedoni, elicotteri e droni sono sopra la zona di conflitto.

12:15 – Continua l’opera di pulizia dell’area, si sono uditi spari di cecchini.

13:35 – il totale dei morti accertati sale ad otto poliziotti, i feriti a più di trenta.
A Kumanovo, fin dal mattino si sono sentiti sporadici scontri a fuoco; alcune case sono bruciate; feriti quattro poliziotti. Il numero di poliziotti uccisi è salito ad otto. Un giorno di lutto nazionale è stato proclamato in Macedonia.

14:18 – la televisione regionale N1 riporta che i terroristi arrestati oggi sono stati portati davanti al giudice investigativo.

14:25 – Un politico albanese dice che “è arrivato il momento per la unificazione degli albanesi”.
Il politico albanese Koco Danaj, leader della Lista per l’Albania naturale (Grande Albania), afferma che l’attuale governo è il responsabile della “guerra a Kumanovo”, un insediamento abitato da albanesi; ritiene che sia arrivato il momento per la unificazione degli albanesi.

14:43 – La polizia distrugge un’auto bomba in un accampamento provvisorio.
La polizia macedone, durante una azione di antiterrorismo a Kumanovo, ha distrutto un’auto bomba piena di esplosivi, lo riportano i media macedoni citando fonti dei servizi di sicurezza.

15:45 – Kotevskiin: i terroristi arrestati provengono dal Kosovo.
Ivo Kotevski, portavoce del ministro dell’Interno macedone, conferma che il piano del gruppo di terroristi armati era quello di un attacco a numerosi obiettivi governativi e civili, come ammesso da alcuni degli individui arrestati.
Il portale Macedonia riporta che il portavoce ha confermato che l’azione della polizia ha sgominato uno dei più pericolosi gruppi terroristici dei Balcani.

17:51 – Identificati i leader dei terroristi

Durante una conferenza stampa il portavoce del Ministero dell’Interno Ivo Kotevski ha affermato che l’intervento di polizia iniziato sabato mattina è concluso; un gruppo terrorista che comprendeva più di 40 persone è stato eliminato e neutralizzato.

I leader di questo gruppo erano, ha riferito, il conosciuto Muhammad Krasniqi chiamato “Comandante di Malisheva”, Mirsad Ndrecaj “Comandante della Nato”, Sami Uksini “Comandante Sokoli”, Beg Rizaj alias “Comandante Begu” e Dene Shehu alias “Juniku”.

Kotevski ha affermato che sono albanesi del Kosovo, implicati nella formazione di numerosi gruppi terroristi e estremisti nella regione, riconosciuti come fondatori di strutture paramilitari

19:19 – I leader dei terroristi erano le guardie del corpo di Ahmeti e Haradinaj

I leader del gruppo terrorista neutralizzato Dene Shehu e Beg Rizaj erano guardie del corpo dei leader del partito al potere Unione Democratica per l’Integrazione [NdT: nell’originale “Democratic Union for Integration”] Ali Ahmeti e dell’imputato al Tribunale Internazionale dell’Aia Ramush Haradinaj, riportano i media macedoni.

I media albanesi riferiscono che Shehu, come membro del KLA [UCK, NdT] ha preso parte ai combattimenti in Kosovo nel 1999 e in Macedonia nel 2001, per poi diventare guardia del corpo di Ahmeti e essere spesso visto con altri rappresentanti del partito.

Beg Rizaj era un membro del KLA nella zona di Dukađinina in Kosovo, governata da Ramush Haradinaj; dopo la guerra è diventato guardia del corpo di Haradinaj.

Alcuni filmati dalla zona (9-10 maggio): 0′:49” 0′:32”0′:36”2′:31”

Nel mentre, questo sta circolando nei social media e in alcuni siti di informazione:

“Ci è stato recapitato questo comunicato inviato dal comandante Hamdi Ndrecaj, conosciuto come Pantera, che dichiara”:

“APPELLO: Repubblica Guerrigliera di Ilirida

Alla luce delle crescenti tensioni del mostruoso stato fascista della FYROM, sollecito tutti i camerati e gli albanesi che servono negli apparati statali degli slavo-macedoni a togliere le uniformi di questo Paese e le uniformi fasciste della polizia slavo-macedone e che il sangue dei nostri figli lavi le strade dei nostri territori etnicamente occupati.

Così vi chiediamo un’ultima volta di riprendere il giusto cammino, quello che porta la felicità (la speranza) per il popolo albanese e di non far parte del mostruoso apparato statale. Siamo obbligati a dirvi che non vogliamo uccidere nessun fratello in nessun modo, anche se questo è quello che qualcuno vuole.

Se non volete accompagnarci in questa giusta causa, allora vi preghiamo di capire i nostri metodi, la rivoluzione inizierà presto ed ecco il motivo di questo nostro ultimo appello, perché chiunque indossi l’uniforme dell’esercito slavo-macedone e le sue armi sarà trattato come tale (poliziotto, militare)

Guardia della Repubblica di Ilirida, GRI”

Un altro fatto interessante: circa 70.000 rifugiati albanesi hanno già attraversato il confine con la Serbia scappando dal conflitto; dico “interessante” perché erano equidistanti dal Kosovo e avrebbero ugualmente potuto scegliere la madrepatria Albania. Hanno evidentemente considerato la Serbia quale “migliore opzione”.

Inoltre un appello dei terroristi dell’UCK (KLA in Occidente) è apparso su un sito albanese:

“Questo scenario è diretto contro la popolazione Albanese, un’intimidatoria introduzione alla pulizia etnica degli albanesi e all’espulsione di questi dalle loro case. Invitiamo le formazioni barbare a ritirarsi da Kumanovo e a lasciare soli i pacifici cittadini. Gli albanesi sono abituati a questo scenario di barbarie serbo-slave”, viene affermato in un comunicato del KLA di questa mattina come riportato dai media albanesi.

“Il fallimento nell’applicazione delle risoluzioni degli accordi di Ohrid del 2001 ha costretto gli albanesi a difendersi da soli. Esprimiamo le condoglianze alle famiglie degli albanesi che sono stati uccisi e contemporaneamente chiediamo cautela perché dobbiamo essere pronti a tutti gli scenari preparati dagli occupanti slavi.”, conclude il comunicato.

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Nel frattempo la “Guardia della Repubblica di Ilirida” e la NLA hanno emesso un nuovo comunicato, come è stato riportato da diverse testate albanesi/macedoni e serbe:

Nel proclama pubblicato dalla “Guardia” tutti i territori albanesi e la comunità internazionale sono state informate che ogni gruppo albanese e le unità militari della National Liberation Army iniziano ad agire come corpo unico per l’insediamento della Repubblica di Ilirida.

il comandante Hamdi Ndrecaj

il comandante Hamdi Ndrecaj

Questo gruppo ha richiesto alla comunità internazionale di costringere la Macedonia e le sue forze armate a smettere di usare elicotteri militari contro l’NLA (questo non riuscirei a capirlo neanche se ci provassi).

“Altrimenti saremo costretti a prendere provvedimenti adeguati, che sono in palese violazione delle convenzioni internazionali sulla guerra” ha dichiarato l’NLA

Gli Albanesi hanno affermato che il loro scopo è la creazione di una cosiddetta repubblica dell’ILIRIDA

“Se il governo macedone, creazione posticcia, continua nella sua azione repressiva con il proprio apparato statuale, siamo pronti a fare a pezzi, se necessario, non solo la Macedonia ma tutta l’area dei Balcani abitata dagli Albanesi, dato che la situazione internazionale non ci lascia altre possibilità”, ha affermato in una dichiarazione firmata il comandante Hamdi Ndrecaj.

Il 9 maggio, per precauzione, sono state inviate nelle regioni confinanti con la Macedonia le forze speciali della polizia serba della Gendarmeria e le unità anti-terrorismo del PTJ.

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Ora, altre notizie interessanti. Ieri, il 9 di maggio è comparsa questa notizia sulla Pravda e sul Kurir:

“Un cittadino tedesco è stato arrestato al posto di confine di Batrovci quando la polizia ha ritrovato, sulla sua auto Passat, 10 scatole da cento detonatori per esplosivi”.

Batrovci  è un posto di frontiera tra Serbia e Croazia e l’uomo stava entrando in Serbia. Su questo episodio non ci sono aggiornamenti.

Quindi, ora che sappiamo cosa sta succedendo in Macedonia, tornerei a degli eventi precedenti ivi accaduti, per metterli nel loro contesto. Questo naturalmente non è un episodio isolato, proprio come non è spontanea la “rivoluzione colorata” che sta avendo luogo in questo momento.

Tutti i leader albanesi menzionati in questi resoconti hanno avuto contatti con il KLA. Alcuni di essi sono collegati ad episodi del conflitto del 2001 in Macedonia e nella Serbia meridionale, o della guerra del ’98/’99 in Kosovo, o in qualche altro successivo attacco.

KLA è, ovviamente, un altro figlio bastardo dell’Impero Americano. Ed ha, proprio come gli altri suoi figli, diversi nomi e sottogruppi. (Vale a dire Al-Qaeda, ISIS, FSA, Boko Haram e così via …). Sicché abbiamo KLA (UCK), alcune Guardie della cosiddetta Repubblica di Ilirida, e di un fumoso Esercito di Liberazione. Tutti, infatti, sono la stessa cosa, con gli stessi dirigenti, gli stessi obiettivi e un solo committente principale: gli Stati Uniti.

People walk near a statue of former U.S. President George W. Bush unveiled in the centre of the town of Fushe Kruje

Passanti nei pressi della statua dell’ ex-presidente George W. Bush, presentata nel centro della città di Fushe Kruie

Per gli USA, essi sono il loro “asso nella manica” nei Balcani. L’America mantiene tutta la zona in uno stato di conflitto ibernato. Con uno schiocco di dita, si può scatenare una nuova guerra. Bosnia, Serbia meridionale/Kosovo e Metohija, Macedonia, Montenegro … qualsiasi area, pensate ad un posto ed essi sono pronti a farlo esplodere.

Ora, in questo possibile nuovo conflitto in Macedonia, con una forte possibilità di diffondersi in Serbia se necessario, vi sono grosso modo, tre “lati”: albanese, serbo e macedone. Nessuno dei tre può “vincere”, ci possono essere solo dei perdenti. Stiamo percorrendo la via che gli Stati Uniti hanno messo di fronte a noi, e stiamo sperando di non calpestare una mina. O, se la calpestiamo, speriamo che sia la più piccola possibile.

Già pervengono gli appelli dalla “comunità internazionale” per dire che la violenza deve finire. Atto nobile, ma è solo una vergogna che questi appelli siano rivolti all’indirizzo sbagliato. La UE dovrebbe rivolgersi a Washington, se sono veramente sinceri nel voler fermare il conflitto.

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Quindi, tale conflitto è completamente esterno ai governi dei Paesi della regione. Ogni Paese coinvolto ha un governo fantoccio in carica, e la “squadra allegra” che ha ripreso recentemente a sparare, lavora per lo stesso capoccia, come del resto i rispettivi governi. In altre parole, il conflitto crescerà a seconda di quanto gli USA vogliono che cresca.
C’è da chiedersi se l’obiettivo sia semplicemente quello di impedire la costruzione del nuovo gasdotto Turk Stream. O se sia diretto a destabilizzare la regione e ad avvertire tutte le parti coinvolte. Che la Macedonia non si sogni di attuare progetti senza la benedizione dell’Impero e che la Serbia la smetta di collaborare con la Russia? O per far capire ai Greci che la loro stagione turistica può impantanarsi se scoppia una guerra al loro confine. Chi avrebbe il coraggio volare là? Nessuno vuole un altro MH17. Si tratta forse di una “Ucraina di riserva” se la battaglia dovesse rallentare troppo? O è solo il modo dell’Impero per augurare “Felice Giorno della Vittoria”?

O l’intero affare è solo una serie di falsi attacchi organizzati dal governo attuale? Si tratta di una teoria popolare in Macedonia, propugnata in gran parte dall’opposizione. L’unico problema è che nessuno dei macedoni controlla l’UCK, gli Stati Uniti invece sì. E gli USA hanno già scelto il loro nuovo governo, e non è quello attuale.

Ora non confondiamo quanto sopra con una sorta di dichiarazione di sostegno all’attuale governo della FRYOM. A detta di tutti, Gruevski è molto corrotto e con le mani in pasta in un sacco di affari/scandali, un pessimo carattere per dirigere qualsiasi governo. Ma proprio come il conflitto armato non avrà nessun vincitore, lo stesso si può dire per la lotta politica in corso. Abbiamo una serie di tirapiedi che cerca di sostituire un’altra serie di tirapiedi. Un burattino corrotto dell’Occidente, Gruevski, rimpiazzato da Zaev, viscido fantoccio dell’Occidente. Il nuovo uomo di paglia potrebbe anche essere peggiore. Perché? Il buon senso ci dice che se gli USA stanno usando i team d’assalto della CIA per installare un nuovo fantoccio al posto del loro vecchio burattino, allora vuol dire che si aspettano che il nuovo fantoccio sia ancora più servile e obbediente. Gli USA sicuramente contano di avere qualcosa da guadagnare con l’installazione di un nuovo giocattolo politico in zona. Per il comune cittadino di Macedonia, però, non c’è nulla da guadagnare da questo “cambiamento”. Per un esempio, si veda l’ Ucraina: chi vi piacerebbe avere come capo del governo, Poroshenko, Turcinov o Yatsenuk?  Scelte spaventose, no!?

Basta ascoltare Zaev parlare e sentirete quanto vuote siano le sue parole. Stesso fregnacce di quando Poroshenko prometteva prosperità alle masse ucraine. Ma alle parole vuote va aggiunto il massiccio sostegno da parte dei media di proprietà occidentale e, voilà, ecco un vincitore. Non solo, ma vi saranno le solite pecore in strada che si incornano a vicenda, in lotta per “il loro campione”.

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Quindi, sarà bene “sintonizzare le vostre antenne” per quando riceverete la copertura di questa crisi dai media occidentali. Il “tono” dei media può dire molto circa la posizione assunta dal Dipartimento di Stato sugli avvenimenti. Anche se i media non ne faranno certo menzione.

Quando si vedono, un’ora dopo l’abbattimento dell’MH17, i titoli dei giornali che dicono “IL MISSILE DI PUTIN!!” non bisogna di certo aspettare le dichiarazioni ufficiali dei governi NATO. Quando la CNN comincia a fare servizi “sull’uso eccessivo della forza contro pacifici cittadini, amanti della libertà e ammiratori della democrazia”, allora, mia cara Macedonia, per te comincia un brutto periodo. E se vedete un titolo come questo:

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allora siete davvero fregati.

I mezzi di informazione albanesi, come “Koha Ditore” hanno già incominciato  ad usare con Gruevsky la “carta Milosevic”, proprio come fecero quando usarono la “carta Hitler” contro di lui, cosa in sé stupida in quanto Hitler era un fautore del progetto della grande Albania. Proprio adesso c’è una simile prova di forza da parte del KLA (ne parlerò più avanti in questo post), circa 50 uomini armati che hanno occupato un posto di frontiera nel villaggio di Gosice. Questa volta non ci sono state vittime, a parte alcuni poliziotti malmenati. In molti hanno ritenuto questo fatto una provocazione, accusando l’attuale governo dell’attacco,  allo scopo di allontanare l’attenzione e istigare malumori reciproci fra macedoni e albanesi. Si sarebbero odiati a vicenda invece di coalizzarsi contro il governo. Devo ammettere che ha tutte la caratteristiche di una operazione “sotto falsa bandiera”, o magari è stata una “doppia sotto falsa bandiera”, fatta dagli accusatori, in modo da poter  accusare gli accusati  (molti di voi penseranno adesso alla faccia di Keanu Reeves e a tutte le possibili scritte, ma rimaniamo seri per un momento). Comunque sia andata, tutto questo serve a “provare che è stata tutta una messa in scena”.

E ora la cosa si fa interessante. Adesso l’opposizione incolpa l’attuale governo di tutte le azioni delle formazioni armate!

Sembra proprio che i buoni, vecchi nipotini dello Zio Sam abbiano preso appunti  mentre guardavano l’azione degli “uomini in verde ben educati” in Crimea impegnati a diffondere disinformazione, confusione e informazioni contraddittorie per paralizzare ogni tentativo di reazione, mentre il lavoro vero veniva fatto sul terreno. Così, tutto questo dire “è solo una finzione” serve in qualche modo da anestesia, “che nessuno si allarmi, è solo l’attuale governo che cerca in tutti i modi di rimanere al potere”. Lo stesso mantra è ripetuto anche da alcuni mezzi di informazione serbi: “non c’è nessun bisogno di mettere in sicurezza il confine, questa è una mossa del governo”. E’ tutto destinato a calmarsi una volta che scandali e intrighi siano stati dimenticati. Ma se guardate chi sono i più accesi sostenitori del mantra “non è successo nulla”, andando a ritroso, troverete la CIA e anche le associazioni finanziate da Soros.

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Adesso fate un passo indietro e guardate a chi conduce lo spettacolo qui. Abbiamo il KLA gestito esclusivamente dagli USA, i mass media controllati dagli USA, le Organizzazioni Non Governative USAID, NED, Freedom House, Open Society Foundation… sempre della stessa parrocchia. E poi abbiamo le due parti che “lottano per il potere”, entrambe marionette degli USA, insieme agli attuali governi della regione, Serbia e Albania.

Qui si gioca veramente sporco e potrebbe essere veramente una messa in scena, ma NON orchestrata da una delle parti che cerca di prendere il potere in Macedonia, ma dagli Stati Uniti.

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Queste tensioni ci sono state, ininterrotte, per gli ultimi 15 e più anni e ogni mese o giù di lì c’è stato un piccolo incidente, solo proprio per tenere in vita il progetto del “conflitto congelato”.

Per quanto riguarda le origini del KLA, i suoi capi, i suoi legami con gli USA e la NATO, sono stati scritti molti articoli in proposito. Senza sforzarvi troppo potrete trovare tutte le informazioni che volete in rete. Mi concentrerò così solo sugli ultimi incidenti collegati a quest’ultimo.

Come riportato dal quotidiano KM Novine il mese scorso:

“Il KLA negozia a Bruxelles, uccide in Macedonia”.

“La polizia macedone ha riferito che circa quaranta uomini bene armati e camuffati con insegne del gruppo terrorista KLA, nella notte tra lunedì e martedì, hanno preso d’assalto il posto di frontiera di Gošince al confine tra Macedonia e Kosovo-Methoija. Poi hanno legato e picchiato i poliziotti mentre riprendevano il tutto con la videocamera.

“Hanno catturato quattro poliziotti” ha dichiarato il portavoce del Ministero dell’Interno Ivo Kotevski.

Attraverso un interprete che parlava male il macedone, il leader del gruppo si è rivolto ai poliziotti con queste parole: “Noi siamo il KLA, ne Ahmeti né Gruevski sono in grado di salvarvi. Vogliamo il nostro Paese e nessuna trattative con Ohrid”. Ha riportato Kotevski.

Secondo i primi rapporti e le informazioni operative, un gruppo terroristico è giunto in Macedonia dal Kosovo.

Tuttavia subito dopo, sono seguiti gli attacchi dei partiti filo-occidentali, di diverse ONG e dei membri della formazione separatista illegale paramilitare Shqiptar che affermano di volere la pace. Lo stesso vocabolario che hanno utilizzato per nascondere le loro reali intenzioni, prima dell’inizio dei massicci attacchi terroristici contro la polizia serba, i civili e i militari. Così ha fatto un ex-membro del cosiddetto “Esercito di liberazione nazionale” (NLA) Abedin Zimberi, che vive nella regione di Lipkovski, quando ha detto: “In questa zona non ci sono persone armate.”  annunciandolo a Radio Europa Libera in lingua macedone.

In ogni caso, il valico di confine di Gošince si trova poco sopra Kumanovo, al confine con il Kosovo e si trova nelle immediate vicinanze del valico di Tanusevci, e queste sono le due località attaccate per prime nel 2001, quando i membri del KLA nella zona l’avevano dichiarata territorio libero.
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RT ne ha dato solo una breve menzione nella sua rubrica News Line come attesta questa schermata.

UCK/KLA si è attribuito la responsabilità di numerosi attacchi, avvenuti nel dicembre del 2014, contro stazioni di polizia ed edifici pubblici.

Per i lettori della ex Yugoslavia (l’immagine ha il testo in serbo), una breve cronologia del conflitto in Macedonia.

Questo corso degli eventi è stato previsto esattamente fin dall’inizio del 2015, per esempio da Politika, una delle più vecchie testate della regione con la sua prima edizione del gennaio 1904, con un editoriale di Misha Djurkovich intitolato “La destabilizzazione della Macedonia” del 13 febbraio 2015.

“Zaev, con una nuova squadra di collaboratori, scelse metodi differenti per lottare contro Gruevski. Rifiutarono le elezioni parlamentari e presidenziali dell’anno scorso e a tutt’oggi i membri del partito stanno boicottando il Parlamento. Sono passati soprattutto ai metodi di lotta extraparlamentari e all’incoraggiamento delle proteste civili. L’anno scorso in Macedonia, invece di dibattiti politici, ci furono diversi episodi di proteste sociali e politiche.”

“L’SDSM cominciò ad annunciare la bomba mediatica quattro mesi fa. Mentre il pubblico stava aspettando, Zaev, portando con sè alcuni documenti, andò di nascosto ad incontrare il Primo Ministro e lo ricattò chiedendogli di formare un  governo provvisorio e di indire nuove elezioni. Due settimane fa Gruelski rese pubblico questo fatto. La rete televisiva Sitel trasmise un  filmato dove si vede Zaev asserire di aver ricevuto il materiale compromettente da membri dei servizi segreti di un certo  stato “non confinante”. In seguito a questo, la polizia arrestò Zoran Verushevski, ex capo dei servizi macedoni, sua moglie e un’altra persona di Strumica. Nei loro confronti, compreso Zaev, a cui venne ritirato il passaporto, iniziò un procedimento per minaccia all’ordine costituzionale e all’autorità costituita. Presso l’opinione pubblica questo fatto fu aggravato dalla storia del “colpo di stato” preparato con l’aiuto di potenze straniere”.

“Il caso ha ricevuto una più vasta eco a livello internazionale. Le ambasciate occidentali e gli alti funzionari dell’EU hanno reagito in maniera molto brusca, chiedendo di poter fare da mediatori in questo processo. D’altro canto il Ministro degli Esteri russo è stato molto chiaro nel parlare di un colpo di stato, cercando di “mantenere la stabilità in una nazione amica” e facendo notare che la destabilizzazione può essere iniziata anche da “tensioni etniche”. In Macedonia si ritiene che in primavera ci possa essere un risveglio di attività nei gruppi di estremisti albanesi, dovuto al sogno della “Albania naturale” e ai richiami dell’ISIL”.

“Le analisi geopolitiche indicano che, con il nuovo progetto russo del Turk Stream, la Macedonia è diventata un’importante via di transito. Gruevski è testardo e rifiuta tutte le proposte per cambiare nome allo stato e, come Orban, è assai interessato alla cooperazione con i partner dell’est e non teme di scontentare le nazioni e le istituzioni occidentali. Molti analisti locali pensano che questo sia il retroscena degli attuali tentativi di destabilizzare la Macedonia. L’opposizione afferma invece che questa è solo una scusa per imporre metodi autoritari”.

E, giusto per divertirci e fare un po’ di ironia, voglio riportare il secondo commento in coda all’articolo di Politika, postato sotto lo pseudonimo di  “Serbo di Macedonia”:

“Leggo attentamente ogni parola. Conosco la situazione della Repubblica di Macedonia molto meglio dell’autore dell’articolo. Per me, l’asserzione dell’autore sul fatto che questo porterà alla destabilizzazione della Macedonia e dell’area circostante è un anacronismo COMPLETO. Inoltre non è corretto ritenere, come fa qualcuno, che la situazione sia pericolosa, e che il fattore albanese sia il più pericoloso”.

Nessuna destabilizzazione, ma guarda un po’!

il 4 Novembre 2014, sulla Voce della Russia (ora Sputnik news), Ratko Paic scrive:

“Anche la Guardia della Repubblica di Ilirida in Macedonia è controllata a distanza?”

“E, mentre in quei momenti la teatralità della situazione sembrava a qualcuno solo uno spettacolo ben congegnato, con attori il cui scopo era solo quello di intrattenere il pubblico e nulla più, gli eventi successivi hanno mostrato come il problema sia più radicato e come sia probabile che la “commedia” sia in più atti, e probabilmente non a lieto fine. Di fatto, alcuni giorni fa, si è fatto un passo avanti, o se preferite, alcuni passi avanti, quando l’autoproclamata “Repubblica di Ilirida” si è dotata di una sua Guardia, che dovrebbe pattugliare tutte le zone della Macedonia ad etnia albanese, fino a che non “sia stato risolto la status finale del territorio”. La proclamazione di questa repubblica è stata fatta da un uomo che si è autodefinito generale e da tutto questo si può concludere che qualcuno sta facendo di tutto  per far avverare lo slogan dei moti di protesta di questa estate, “Skopje è il cuore dell’Albania”.

Un altro fatto che ci fa pensare che tutto questo sia stato premeditato e che il conflitto sia programmato per la primavera è questo:

l’improvviso esodo della popolazione albanese, sopratutto dal Kosovo, all’interno dell’EU, se ne parlava a febbraio qui e qui.

Durante le interviste, la gente forniva varie ragioni sui motivi che la porta a richiedere asilo altrove. La situazione economica è pessima, la disoccupazione endemica, perenni guerre di mafia, posti insicuri per crescere dei figli, crescenti reclutamenti ISIS e così via… Ma significativamente alcuni hanno dato questa risposta: paura di un nuovo conflitto nella regione.

Da novembre alla fine di febbraio diversi articoli in molti media differenti hanno parlato di un “massiccio esodo albanese”. Ora andrebbe tenuto presente che tutte le “nazionalità” vivono egualmente male nella regione. I serbi ed i macedoni sono nella stessa difficile situazione a prescindere dal loro vivere in Serbia, Kosovo o Macedonia, e comunque in questo “grande esodo”  gli albanesi rappresentano una schiacciante percentuale del 95%. La prima reazione dei macedoni e serbi è stata: “sanno qualcosa che noi non sappiamo”, “la guerra inizierà questa primavera”.

Come avrebbero potuto saperlo? Beh, quando i membri dei gruppi armati estremisti hanno ricevuto i loro ordini di marcia, la notizia si è presto diffusa nella, molto piccola, comunità; e perché avrebbero scelto il pieno inverno per avventurarsi in questa rischiosa impresa? Un suggerimento: era urgente scappare!

Se i Novorussi avessero ricevuto dal Dipartimento di Stato l’avviso che una guerra sarebbe presto scoppiata nella loro regione, avrebbero probabilmente cercato di allontanare alcuni dei loro famigliari, in Russia o altrove, anche prima che le sparatorie fossero iniziate.

Un articolo sull’esodo è apparso il 4 marzo 2015 sul sito fakti.org, in cui la prima fotografia è stata scattata alla stazione degli autobus a Pristina.

“L’Occidente e le autorità di Pristina hanno causato l’esodo.”

“Questo fenomeno ha in qualche modo spaventato molti ma certamente la maggior parte della popolazione è confusa e disorientata: per queste ragioni, dopo aver osservato gli sviluppi in Kosovo e Metohija per diversi anni ho voluto esporre le mie opinioni e idee.”

“Analizzando il fenomeno dobbiamo innanzitutto considerare che gli albanesi compongono una nazione assai propensa all’emigrazione, se così si può dire. Le più comuni ragioni sono di natura economica ma allo stesso tempo c’è anche un elemento che spinge continuamente alla rivendicazione di nuovi territori. Questo ultimo esodo non è quindi un fenomeno particolare. Comunque, l’elemento peculiare dell’attuale esodo di massa è dato dalle condizioni specifiche in cui avviene e dall’estrema intensità in un periodo di tempo molto breve.”

Questo fenomeno porta indubbiamente alla conclusione che in questo caso siamo di fronte ad un  processo di emigrazione molto ben organizzato.

L’organizzazione stessa di un tale esodo, vista dall’esterno, porta con sé una domanda: come è possibile stimolare un così gran numero di partenze in una intera nazione? Anche in questo caso, non c’è nulla di straordinario per quel che concerne gli albanesi, specialmente quando devono raggiungere un traguardo nazionale.

Considerazioni conclusive o come sopravvivere al peggio

Quando si parla di queste migrazioni con la gente di qui, si possono sentire cose del genere: “Allora si comincia!”, “Cosa ne pensi, in primavera?”, “Primavera o estate!”.

“Hai sentito del nuovo Turk Stream che vogliono costruire?”, “Si, andrà a finire male, gli americani non lo faranno mai passare di qua”.

Ed anche prima, all’inizio della crisi in Ucraina, quando l’Impero si è finalmente tolto la maschera ed è andato direttamente contro la Russia, la gente di qui lo sapeva: “Se i Russi continuano a vincere così, toccherà poi ai Balcani”, “Sì, è di nuovo il nostro turno”.

E, naturalmente, tutti facevano il tifo per la Russia. Perché se la Russia non vince adesso, non avremo neanche un barlume di speranza.  Se lo fanno, c’è comunque speranza, anche se questo vuol dire che la NATO darà inizio ad un’altra guerra nei Balcani. Il fatto stesso che stiano destabilizzando la Macedonia, la Serbia o la Grecia vuol dire che siamo ancora “vivi”, vuol dire che hanno ancora qualcosa da “rompere”. Sarei molto più preoccupato se qui fosse tutto tranquillo, vorrebbe dire che siamo oltre il punto di non ritorno, che qui non ci sono più popoli liberi. E per i miei fratelli e sorelle in Macedonia e in tutta la regione: dobbiamo solo sopravvivere al peggio.

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Articolo di “S.P.” apparso su TheSaker.is l’11 maggio 2015


Traduzione in italiano a cura di Fabio_San, EmmE, Mario, Elved, Mario B., Voltaire1964 per SakerItalia.it