Recentemente Marie Krarup, deputata del Partito popolare danese, mi ha contattato per dire che la task force East Stratcom dell’UE mi ha posto in una lista che mi bolla come propagandista filo-russa e mi accusa di diffondere la disinformazione russa.

Quest’organizzazione è stata istituita nel marzo 2015 dal Consiglio d’Europa per attuare un piano d’azione sulla comunicazione strategica per affrontare quello che etichetta come “le continue campagne di disinformazione della Russia”, presumibilmente con l’obiettivo di destabilizzare la democrazia europea. A tal fine, East Stratcom “pubblica due bollettini settimanali pubblici per rimanere aggiornati sulle ultime storie e narrazioni di disinformazione”. Date un’occhiata al sito di East Stratcom.

Questa è stata una notizia scioccante per me. Marie Krarup ha richiesto una consultazione con il ministro degli esteri danese, Anders Samuelsen. Ha scoperto che l’accusa della task force ha violato i miei diritti costituzionali, previsti dalla legge danese, a esercitare la libertà di parola, e ha trovato che questa è una forte prova che l’UE si sita arrogando un privilegio antidemocratico e totalitario di listare commentatori, esperti e giornalisti che criticano le politiche comunitarie e i leader delll’UE.

Il ministro non è d’accordo. Ha dichiarato che Iben Thranholm meritava di stare sulla lista come agente pro-russa e che come tale deve rimanere citata. Ha indicato che sono stata assunta dal Cremlino per destabilizzare l’Europa. Nonostante la consultazione, questa rimane la sua posizione. Nessuna azione è stata presa per modificare l’elenco. Nessun ulteriore commento sul caso è stato offerto nei media.

Le conseguenze possono essere disastrose. Se un conflitto con la Russia si intensificasse, lo stato avrebbe il diritto di imprigionarmi come nemica dello stato. Già ora sono stata bollata come traditrice e antipatriottica. Molti opinion leader e colleghi hanno composto e pubblicato una lettera aperta che critica il ministero. I social media hanno offerto un pieno supporto, ma il mio governo rimane ostinato nella sua accusa che io sono un’agente russa. Questo vuol dire che non sono più protetta dallo stato di cui sono cittadina.

Nell’ultimo paio di anni, ho usato i media russi di lingua inglese come la sezione op-ed di Russia Today e Russia Insider per pubblicare il mio pensiero sul modo in cui l’odio del cristianesimo delle élite occidentali indebolisce e mina la cultura occidentale.

La mia scelta dei media non occidentali come RT come piattaforma non è certamente motivata da alcun pagamento da parte di Putin. No, è radicata nel fatto che, come cristiana cattolica conservatrice, i miei pensieri e punti di vista sono semplicemente sempre più difficili da pubblicare in Europa.

Da anni ormai devo lavorare come giornalista indipendente. Nessun editore assumerà il rischio di assumere una persona aperta e schietta sulla sua fede cristiana, per non parlare di fede cattolica, come me. I cristiani sono socialmente emarginati, derisi, e visti con sospetto se non addirittura come mentalmente disturbati. I pochi cristiani rimasti sono o secolarizzati – compromessi con l’establishment – o hanno fatto voto di silenzio per paura delle truppe d’assalto del politicamente corretto. Non hanno alcun impatto sulla cultura europea. Il loro sale ha perso il suo sapore e non riescono a conservare la società dalla putrefazione.

L’articolo che mi ha fatto finire sulla lista di East Stratcom affronta proprio il modo in cui l’élite abusa degli argomenti della carità cristiana per abbandonare la registrazione dell’identità di chi entrato in un nuovo paese e per adottare una politica coperta di frontiere aperte quando uno tsunami di rifugiati e immigrati si è riversato entro i confini dell’Europa nel 2015. Il loro odio per il cristianesimo non ha certamente impedito loro di abusare degli argomenti della carità cristiana divorziati dal proprio contesto, quando questo fa comodo al loro ordine del giorno.

Permettetemi di citare alcuni passi dell’articolo, intitolato “Una compassione sbagliata rischia di diventare la caduta dell’Europa”.

“L’Europa è come Giuda, che tradisce la sua tradizione cristiana con il bacio traditore della falsa compassione, al fine di cancellare l’ultima traccia di civiltà cristiana in Europa. La vera carità scaturisce sempre da un più alto assoluto morale, da una chiara distinzione tra giusto e sbagliato, bene e male. La falsa carità offre compassione al criminale e non alla vittima. Nessuna carità per la donna vittima di stupro, ma compassione per l’autore, lo stupratore. Tale compassione è una grossolana perversione”.

“Nonostante il loro uso – o piuttosto, abuso – di “amore del prossimo”, i politici sono privi di una base cristiana per distinguere il bene dal male. I nostri politici promuovono le forze del male e abbandonano completamente le loro vittime. Questa è semplicemente un’estensione della politica dell’Occidente in Medio Oriente fin dall’invasione dell’Iraq e dell’Afghanistan. I politici occidentali identificano costantemente il male come bene, e bene come male. Scatenano forze distruttive per operare senza ostacoli e opprimere il bene ovunque l’Occidente entra in scena con la sua guerra militare o economica”.

 “L’odio feroce della classe politica occidentale per il cristianesimo ha derubato l’Europa della sua bussola morale. L’uso di argomenti cristiani per fare la guerra al cristianesimo e alla cultura cristiana è una vile parodia demoniaca. Da un punto di vista spirituale, è chiaro che l’Europa ha fatto una diabolica alleanza con l’islamismo per annientare la sua cristiana civiltà. Questa truffa diabolica indossa un mantello di bontà e umanitarismo, ma in realtà è una manifestazione di decadenza morale e di falso altruismo che minaccia di portare Die Untergang des Abendlandes, la fine dell’Europa cristiana”.

Alla consultazione nella riunione della commissione parlamentare, il ministro ha affermato che il mio articolo contiene menzogne ​​e miti inseriti in una narrazione del Cremlino del declino dell’Occidente, e che le mie argomentazioni non hanno alcun rapporto con la realtà.

Si può essere d’accordo o in disaccordo con questa interpretazione. La questione è se questo fa di me un’agente russa o una nemica dello stato. La task force non offre alcuna prova di un accordo tra il Cremlino e me. Per la buona ragione che un tale contratto non esiste. Si tratta di un’accusa, pura e semplice. Alla consultazione, il ministro si rifiuta di prendere una posizione sulla questione di principio, cioè mettere i partecipanti al dibattito sociale sulla lista. Si limita a respingere le mie affermazioni come bugie.

È altamente rivelatore che la task force si sua avventata su questo articolo e su questo argomento, perché si tratta proprio della distinzione tra la verità e la menzogna, e si sottolinea che l’élite politica ha completamente perso la sua capacità di distinguere tra la verità e la menzogna. Questo abbandono della verità oggi è di gran lunga la più grande minaccia alla pace nel mondo. Non la Russia.

la politica di oggi è del tutto al di là degli irrilevanti paradigmi sinistra/destra e rosso/azzurro. Il vero problema è la verità contro le menzogne, il bene contro il male, il  giusto contro lo sbagliato.

La campagna elettorale americana ha fatto esplodere apertamente questa verità. Non c’è stato quasi alcun dibattito politico vero e proprio, ma ​​sono state rivelate quantità di menzogne mascherate da verità. Nella sua scia, i progettisti dell’unspeak hanno lanciato il fenomeno del “fake news” (notizie false) per riprendere il controllo della narrazione. La task force dell’UE ha anche cercato di raggiungere un monopolio per la versione europea della realtà accettabile. La guerra alla verità infuria dopo l’inaugurazione del presidente Trump, e le presstitute dei media ora intensificano la loro campagna per marchiare Trump come bugiardo.

Che ironia che una lunga epoca di relativismo di valori, durante la quale l’elite politica e gli intellettuali hanno deciso che non esiste una verità, si chiusa bruscamente con una pretesa frenetica che la verità sia tutto ciò che conta. Che immensa ironia che coloro che hanno insegnato ai giovani che non esiste una verità ora si esaltano come oracoli di verità, e poi scagliano accuse di menzogne ​​contro chiunque non stia in linea con la loro versione pragmatica della verità. L’apice della triste ironia è che le generazioni allevate nell’assenza di verità ora reclamano la verità. Hanno perso la fede nel presupposto che i mezzi di comunicazione di cui si fidavano ciecamente stiano dicendo loro la verità.

I media sono stati smascherati alla grande come bugiardi. Eppure i media sostengono che la rivelazione delle loro bugie è una menzogna e che le persone che vogliono la verità stanno mentendo. Coloro che dicono la verità sono accusati come bugiardi, mentre i media sostengono categoricamente di essere loro a dire la verità. Confusi? Il mondo si è spostato dai soliti conflitti nel regno della geopolitica e dell’economia alla guerra morale e spirituale. Il mondo ora è testimone di uno scontro epico tra la verità e la menzogna, la luce e l’oscurità, scontro che è stato mantenuto invisibile per tanto tempo. Una guerra spirituale infuria tra chi sceglie il bene e chi sceglie di chiamare bene il male.

Ma chi è preparato e attrezzato a questa epica battaglia dei nostri giorni? Il relativismo dei valori ha reso molti, se non la maggioranza, completamente privi di terreno solido e di un’idea di base di ciò che è bene e ciò che è male, assolutamente incapaci di riconoscere la verità e di difendersi contro la menzogna. Non hanno imparato i rudimenti del discernimento perché sono cresciuti senza alcun fondamento spirituale e sentore della verità cristiana. Questo è un grosso problema, in quanto è impossibile comprendere il mondo di oggi se uno non ha occhi spirituali con cui vedere.

Nessuno può combattere per la verità, che è spirituale, senza la capacità di riconoscere la verità e di distinguerla dalla menzogna. Senza la comprensione spirituale, nessuno ha le armi per combattere contro il male e la menzogna. La lotta caotica che infuria nel giornalismo e nei social media di oggi è l’espressione visibile di questa guerra spirituale.

Aleksandr Solzhenitsyn ha detto che “la mancanza di Dio è il primo passo per il Gulag”. Quando i politici europei adottano metodi incostituzionali per fare liste di oppositori politici o di persone che pubblicano la verità morale, dichiarano la loro empietà davanti a Dio e all’uomo, e muovono guerra contro il cristianesimo e la cultura cristiana. Quando lo stato e la sua ideologia si mettono al posto di Dio, si scatena l’inferno. La democrazia non offre alcuna garanzia: il collettivismo può esercitare il totalitarismo sotto la bandiera della democrazia. La libertà di parola è ora violata in Europa e ora per i giornalisti non c’è libertà di dire la verità come la vedono.

Nel 1940, George Orwell ha scritto “durante i periodi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario”. Questa è la nostra posizione precisa oggi. I giornalisti devono quindi accettare come un segno distintivo di onore e di coraggio l’essere marchiati come bugiardi e propagandisti filo-russi, perché questa è la più alta prova che stanno dicendo la verità. Devono deve vedere se stessi come combattenti per la libertà e trovare conforto e forza nelle parole di Cristo nel Vangelo: “la verità vi farà liberi”.

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Articolo di  Iben Thranholm pubblicato  su TheSaker.is il 26 Gennaio 2017
Traduzione a cura della Parrocchia Ortodossa di Torino