Il populismo sta gradualmente diventando la principale tendenza politica di quest’anno. Secondo i sondaggi in Francia, Marine Le Pen è costantemente in testa. Secondo l’IFOP, l’IPSOS e Opinion Way, la leader del Fronte Nazionale vincerà il primo turno delle elezioni presidenziali. Nella vicina Germania, le quotazioni del partito Alternativa per la Germania continuano a crescere. Secondo le indagini INSA, il partito potrebbe ottenere il 15% nelle elezioni parlamentari il prossimo autunno. Si tratta di un buon risultato per il relativamente giovane partito. Allo stesso tempo, secondo i sondaggi, Geert Wilders, il capo della Destra Euroscettica e del Partito per la Libertà olandese, ha conquistato i cuori e le menti degli elettori. 150 membri del Parlamento saranno eletti alla camera bassa del parlamento olandese molto presto, il 15 marzo. Questa camera ha l’influenza maggiore, perché è responsabile per lo sviluppo e l’approvazione dei progetti di legge e delle eventuali modifiche alla Costituzione.

Secondo gli ultimi sondaggi, il Partito per la Libertà di Wilders potrebbe ottenere il primo posto, lasciandosi alle spalle il partito al governo di Rutte, il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (che ora è al 16%), alle prossime elezioni parlamentari (potrebbe ottenere più di 30 seggi al Parlamento nazionale, visto che il 18% degli Olandesi voterà per esso).

Il Liberaldemocratico Mark Rutte, l’attuale primo ministro, ha già compreso la fragilità della sua posizione e ha iniziato a creare alleanze con altri partiti per impedire la vittoria di Wilders.

Wilders, il cosiddetto “Trump olandese”, sostiene la “de-islamizzazione” del paese, e vuole vietare l’immigrazione dai paesi Islamici. Egli ritiene necessario chiudere le moschee nei Paesi Bassi, pensa che la politica migratoria dell’UE sia “suicida” per l’Europa e che la politica delle “frontiere aperte” stia prosciugando il paese. Il suo atteggiamento verso l’Unione Europea è estremamente negativo. Inoltre, Wilders partecipa alla fazione di Destra degli europarlamentari Euroscettici, il gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà, che è stato istituito il 16 giugno 2015 da Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Le attuali elezioni olandesi sono degne di nota per lo stato d’animo critico della maggioranza dei partiti (sia di Destra che di Sinistra) in relazione alla politica migratoria dell’UE. Molti analisti lo definiscono una sorta di “effetto Trump” nello spazio politico europeo.

Anche il difensore dell’UE, il Liberaldemocratico e Primo Ministro Mark Rutte, è stato costretto a ricorrere alla critica della migrazione al fine di non perdere voti. Ha parlato dell’”incapacità dei migranti di adattarsi ai valori europei” e ha detto che i migranti devono comportarsi correttamente, o andarsene. Questi toni duri nel programma di Rutte dimostrano che la politica anti-immigrazione è molto popolare nei Paesi Bassi. Questo utilizzo da parte dei Liberali degli stessi discorsi anti-immigrazione è simile a quello che sta accadendo in Francia: Fillon sta riproducendo pedissequamente l’agenda anti-immigrazione di Marine Le Pen.

Sia le forze di Sinistra francesi che quelle olandesi stanno perdendo voti e, secondo i sondaggi, durante le elezioni saranno fuori dalla lotta politica. La classe operaia preferisce il Partito del Lavoro di Centrosinistra (che è in coalizione con Rutte), i Populisti (il Partito per la Libertà) o i Conservatori Liberali (Appello Cristiano Democratico).

I risultati delle elezioni in Olanda saranno molto importanti per l’intera zona Euro, perché questo paese, durante tutta la storia dell’Unione Europea, ha svolto un ruolo importante in qualità di garante della stabilità e dell’equilibrio in Europa. Se il Partito per la Libertà vincerà, cosa che secondo i sondaggi è probabile che accada, questo sarà l’inizio di una nuova Europa.

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Articolo di Darija Platonova pubblicato su Katehon il 24 febbraio 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.