Un  ricercatore di mia conoscenza, che utilizza una borsa di studio concessa da un think tank occidentale, mi ha fatto una domanda divertente l’altro giorno. “Come puoi essere sicuro che la Open Society Foundations sia coinvolta nei cambi di regime?” Bene, queste domande sono divertenti solo per coloro che sono al di fuori dell’influenza del denaro di George Soros. Ecco l’essenza della politica, purtroppo sbagliata, di una nazione unica e influente.

La Romania è uno dei paesi più interessanti d’Europa, e per molte ragioni. Ma politicamente il paese è un guazzabuglio di politici ambigui con obiettivi ancor più nebulosi. Dire che il popolo romeno sia stato marginalizzato all’interno del sistema UE, non indica minimamente quanto la leadership romena abbia tradito la fiducia pubblica. Ma non è mia intenzione tenere una lezione politica sul governo romeno, i fans di George Soros hanno bisogno della prova di essere stati risucchiati nel Nuovo Ordine Mondiale, e la prova migliore è che la Open Society Foundations si è ritirata [dal Paese, NdR] nel 2014, assieme alla United States Agency for International Development (USAID) e ad altri “investitori” in democrazia appoggiati dalla CIA. Prendetevi un momento per digerire questo fatto.

Cucinarsi la lealtà romena

200 milioni di dollari investiti, missione compiuta, e la missione strategica di George Soros per la Romania è terminata, cotta come una pagnotta di pane casereccio. Il sito web dell’ONG è ancora lì, tenetelo a mente, ma l’ultimo post di notizie sul sito è composto da sole due righe, e parla del fatto che la Romania accetterà migranti a partire dal Luglio 2015 – e questo è tutto. Mentre alcuni membri dell’infrastruttura della Open Society Foundations hanno continuato a lottare per alcuni mesi oltre il termine del 2014, è bastata una mancanza di fondi sostanziosi da parte della Commissione Europea, o di altri collaboratori delle aziende di Soros, e il “movimento” in Romania si è semplicemente spento. O no?

Le ragioni di questo calo di interesse e di sostegno verso i Romeni sono molto semplici, in realtà. Prima di tutto, i recenti interessi di Soros in Romania avevano a che fare solo col popolo Rom, e stranamente con l’immigrazione in Romania a fine 2011 e inizio 2012. Gli studi riguardo alla strana immigrazione e integrazione di Rom devono aver in qualche modo stuzzicato Soros, e i suoi colleghi strateghi, la Open Society e l’Associazione per la Promozione della Salute romena (ARPS) si sono strette le mani per sfornare diversi rapporti (PDF). In secondo luogo, e cosa ancor più importante, il sostegno della Romania alla NATO e alle politiche dell’UE è stato scolpito nella pietra. Per farla breve, la fedeltà della Romania a quei tizi rossi-bianchi-e-Soros è stata cementata, bloccata, e la sua lealtà alla NATO è fuori questione.

Comprarsi la Romania a buon mercato

Quando la NATO si espanse verso est fino al Mar Nero, una volta inculcati a fondo i mistici ideali dell’Occidente, i poteri a Bruxelles, Londra e Washington non ebbero ulteriore bisogno di sostenere grandi spese. C’erano la Georgia, l’Armenia, l’Azerbaigian, in seguito l’Ucraina, da ridurre in spezzatino e stufare, per favorire le mire espansionistiche di un’élite un tempo invisibile. Tutti questi “sforzi democratici”, tutti i riordinamenti geografici, mostrano senza dubbio una marcia in avanti verso la porta di Mosca. Per quanto riguarda la Romania, la marcia si è conclusa sul Mar Nero per adesso, dato che altri “fronti” hanno attirato più attenzione e fondi. Comprarsi la fedeltà romena è stato abbastanza economico in realtà, considerando in particolare che gli Stati Baltici e altri hanno bisogno di ulteriori investimenti. Un giorno mi piacerebbe fare una scala graduata dei veri costi della “democrazia” – sono sicuro che l’Ucraina o qualche altra repubblica ex-Sovietica saranno state molto più costose.

Ciò che il lettore potrebbe trovare più affascinante riguardo agli interessi delle ONG di Soros, sono i summenzionati studi sulle attitudini dei Romeni verso i cosiddetti “cittadini di paesi terzi” (TCN). Questo è un argomento per un altro rapporto, ma mi viene in mente che potrebbe essere stato parte di un piano più grande per usare i migranti come “armi”, come vediamo accadere oggi in tutta Europa. Certo, molto si può comprendere dagli obiettivi di Soros per determinare le opinioni dei Romeni sugli stranieri, ma ho il presentimento che quest’ultimo progetto della Open Society Foundations sia stato una cartina di tornasole per tutta l’Europa. Questo studio potrebbe aver fornito una luce verde per il piano Siria, se veramente ce n’è stato uno. Gli studi della Open Society Foundations sui Rom e sull’immigrazione e l’accoglienza durante questo periodo furono estesi, per non dire altro.

Rivolgersi all’USAID per provare le “donazioni” occidentali è strategico, troviamo che delle cose chiamate “Civil Society Organizations” (CSO) vengono spesso utilizzate per determinare quanto è sostenibile una società. Nel 2012 l’USAID ha pubblicato qualcosa noto come 2012 Civil Society Organization Sustainability Index. Andandolo ad analizzare in dettaglio, l’USAID misura le ONG locali per determinare quanto siano “in salute” le infrastrutture di una società, per determinare quanto è “sostenibile” un popolo. E qui c’è la prova schiacciante che la Open Society e Soros non si curano affatto di aiutare un popolo in crisi. Il rapporto tra i paesi “sostenibili” dell’Europa orientale, e l’impegno di Soros o dell’USAID si è invertito. Esatto, oggi gli “investimenti” di Soros e altre ONG associate vanno soprattutto a nazioni con importanza geografica e strategica, e non alle nazioni e ai popoli in cerca di aiuto. Per farla breve, la Romania e gli altri paesi rimangono al palo una volta raggiunti gli “obiettivi”. L’Estonia, per esempio, ha il punteggio “CSO” più alto di qualsiasi altra nazione sulla lista dell’USAID, e lì la Open Society Foundations è fiorente. Il lettore attento si starà chiedendo “Come è possibile?” Il fatto che l’Estonia confini con la Russia è una delle risposte. L’Estonia è una di quelle ex repubbliche Sovietiche che, in parte, si sono schierate con i Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ecco la mia prova del fatto che il “contenimento della Russia” si sia spostato oltre la Romania.

Gli investimenti della Open Society Foundations in Lettonia e altri paesi “sostenibili” corrispondono dal punto di vista geo-strategico alla grande importanza di ogni paese, e questo può essere dimostrato. Le eccezioni sono i paesi come la Georgia, dove il cambio di regime sostenuto dall’Occidente ha lasciato tensioni civili irrisolte, o dove i nuovi strumenti “democratici” del potere non sono ancora completamente al loro posto. La gente in Georgia o Armenia, per esempio, non è stata ancora completamente convinta che l’America sia buona e la Russia sia cattiva. Per la Romania e diversi altri paesi che adesso sono in modalità “cotta”, gli investimenti di Soros e di altre ONG si sono ora spostati verso un’ultima fase. I primi investimenti della Open Society Foundations hanno formato metastasi in nuove organizzazioni come la Romanian-American Foundations, che sembra anch’essa senza fondi. Sembra che il rapporto pubblicato nel 2014 da questa istituzione risalga all’incirca al periodo in cui Soros ha ritirato tutti i suoi soldi dalla Romania, anche se pare che continuino le donazioni da parte di altri donatori per opere come i tentativi di innovazione commerciale del RICAP. Le tracce di queste opere portano ad una più grande rete di ONG catalogate in un’entità nota come European Foundation Centre – una sorta di stanza di compensazione per “democratizzazioni” europee e americane tramite donazioni e altri meccanismi. La rete mondiale di ONG sostenute da USA, Regno Unito ed UE è permeata da membri dell’attuale o passata leadership della Open Society Foundations.

Un lavoro più recente, apparentemente incentrato sui rifugiati siriani schiavizzati in Libano, è stato appena pubblicato da un’altra agenzia, chiamata “Freedom Fund”, alla cui testa c’era il Presidente del Consulente Fiscale di George Soros, Michael Anderson. I nomi, i luoghi e le persone in queste reti fanno tutti capo ad “investimenti” in capitale umano e reale, e a cambiamenti sociali e politici. L’USAID (PDF) ha “promosso” la Romania per via dei suoi tentativi di riorganizzazione nel 2008, e con tutti i tentativi terminati nel 2012, mi è chiaro che nel paese il povero rimarrà povero. Un altro beneficio degli aiuti dell’USAID è che ora la Romania ha il tasso di aborti più alto d’Europa, grazie ai 35 milioni di dollari che il popolo americano ha speso tra il 1990 e il 2004 per un programma di salute riproduttiva in quel paese. Dati così magnifici riguardo ai contributi occidentali nei confronti dell’Europa orientale abbondando, ve lo assicuro.

L’Impero Soros

Quello che è cominciato ben prima della caduta dell’Unione Sovietica non è stato un movimento per liberare i popoli dell’Europa orientale dal comunismo. La caduta del Muro di Berlino ha segnato l’inizio di un nuovo tipo di autoritarismo, e le fondazioni di Soros hanno avuto un ruolo vitale nel far crescere società fatte su misura, adatte a nuovi progetti commerciali. La Romania è un buon esempio di come le proteste e la speranza popolari abbiano incontrato strategie da banchiere della vecchia scuola. Acquisizione del bersaglio, investimento, maturazione degli interessi, e poi raccolta dei dividendi, questo è tutto quello che l’America e le libertà occidentali hanno fatto per i Romeni. I “dividendi”, nel caso dell’investimento Soros-USA, sono una roccaforte sicura della NATO (o almeno così pensano), e una società comandata da “agenti” in incognito dell’egemonia occidentale. Una volta ottimizzato il capitale umano e la proprietà reale, gli investitori faranno cassa su innovazione ecc. Ma il Romeno comune non otterrà niente, come al solito.

I motivi per cui la promessa di Soros alla Romania non sia ancora stata mantenuta sarà presto nei libri di storia, immagino. Le motivazioni di Soros e il suo atteggiamento verso gli Europei dell’est sono stati resi chiari fin dal 1994, in un articolo del premiato scrittore finanziario Michael Lewis, pubblicato su New Republic. Inquadrando l’atteggiamento di Soros verso i poveri in luoghi come Timișoara, il miliardario dei fondi speculativi è stato così citato:

“Scrivi solo che l’ex Impero Sovietico ora si chiama Impero Soros”.

Leggete l’articolo di Lewis, e la storia di una dozzina di ex repubbliche Sovietiche diventerà più chiara. Per un prezzo molto basso la fiducia e la speranza di ogni popolo sono e sono state usate come una qualsiasi risorsa naturale non rinnovabile. Continuate a leggere e scoprirete della pietosa macchinazione che Soros e altri hanno organizzato contro i Moldavi, o altri popoli impoveriti. Ma mentre la descrizione di George Soros fatta da Lewis nel 1994 tende al “genio della finanza fattosi da sé”, le prove suggeriscono che il Quantum Fund di Soros, e altri suoi successi, siano stati modellati da un gruppo più grande e potente. Sto divagando però; questa storia riguarda il progresso romeno.

Gli investimenti in Romania hanno ripagato alla grande per un po’, ma non i Romeni. Nel 2008, prima del grande disastro, l’economia veniva considerata come una delle “tigri” di tutta Europa. La crescita economica nel paese dal 2000 al 2009 era tre volte più alta della media dell’UE. La capitale, Bucarest, era sulla strada per diventare un faro dell’industrialismo dell’Europa dell’est, o almeno così dicevano i giornali. Visitandola oggi, il turista di passaggio non noterebbe la differenza tra la vecchia e la nuova Bucarest. Le buche sulle strade potrebbero ancora inghiottire un intero autobus. Un tempo città bellissima come Parigi, Bucarest mostra pochi segni dei 170 miliardi di dollari investiti qui da enti stranieri. C’è un motivo anche per questo.

Soros è stato uno dei primi ad investire nella democratizzazione della Romania. Ma l’assistenza tecnica e finanziaria è fluita anche dagli USA, dall’Unione Europea e da altre nazioni industrializzate, e da istituzioni finanziarie internazionali che includevano: il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (IBRD), la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) e la United States Agency for International Development (USAID). Inoltre, gli investimenti stranieri diretti ammontavano a miliardi di dollari. Ecco da dove arriva la ricompensa degli investimenti di Soros.

Per semplificare, i profitti, gli interessi e le rendite geopolitiche derivanti da questi investimenti non sono rimasti in Romania. Soros e gli altri, specialmente i banchieri, si sono presi le loro percentuali e i loro investimenti principali quando hanno deciso che il “prestito” di democrazia aveva dato i suoi frutti. Guardate le istituzioni che ho elencato, non ci sono filantropi o santi nella lista, tutti vivono per fare soldi o per organizzare cambi di regime (si vedano l’USAID e l’EBRD). Osservando solo una di queste, l’FMI, vediamo un ente che è il punto di riferimento per i banchieri del mondo che vogliono prendersi la loro fetta di “democrazia”.

Debito garantito

La complessità di FMI, Banca Mondiale e altri sistemi mi impedisce in questo luogo di spiegare a fondo la loro parte. Ma mostrare quanto gli amici banchieri di Soros influenzino il gioco è piuttosto facile. L’FMI ottiene denaro da prestare a nazioni come la Romania dai suoi paesi membri, questo lo sanno quasi tutti. Ma gli intricati mezzi attraverso i quali vengono erogati nuovi crediti e fondi son molto più complessi da esporre. La crisi finanziaria del 2008, e un qualcosa chiamato New Arrangements to Borrow (NAB) possono aiutare ad illustrare come la ricchezza della Romania è defluita, piuttosto che rimanere nel paese. Essenzialmente, riserve bancarie di diversi paesi prestano denaro all’FMI, che a sua volta lo presta alla Romania (il nostro caso). Quello che la maggior parte delle persone non sa è che le banche private di Stati Uniti, Giappone, Cina, Regno Unito e altri paesi membri dell’FMI in teoria vengono indennizzate dallo stesso FMI per le perdite derivanti da questo tipo di investimenti. Ecco una citazione dell’accordo NAB del 2009:

“Come parte degli sforzi per superare la crisi finanziaria globale, nell’Aprile 2009 il Gruppo delle Venti economie di mercato industrializzate ed emergenti (il G20) ha accettato di aumentare le risorse a disposizione dell’FMI fino a 500 miliardi di dollari (il che raddoppierebbe le risorse totali per i prestiti di circa 250 miliardi di dollari) per sostenere la crescita nei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo”.

Anche se l’interesse pagato all’FMI non va a banchieri privati, l’FMI serve da garante degli interessi privati e societari. Il bailout greco è un buon esempio di come il pensiero bancario domini. Tra il 2010 e il 2014 l’FMI ha incassato oltre 2,5 miliardi di dollari derivanti dagli interessi sui prestiti alla Grecia. Gli interessi da tutti i prestiti in essere tornano al fondo, e copriranno perfino un default greco, questo è garantito.

La più grande garanzia per i banchieri e gli investitori come Soros è più complessa, e anche più subdola. Immaginate tutti gli investitori greci scoperti perché l’FMI ha erogato alla Grecia prestiti a basso costo, e per via delle regole che hanno stabilito. La Grecia (o la Romania) che si assume obblighi finanziari verso altri creditori è la parte più grande che fanno l’FMI e la Banca Mondiale. Immaginatevi di investire in una merce o un affare connesso al governo o al sistema bancario greco, il denaro dell’FMI vi verrebbe in aiuto per garantirvi di venire pagati, giusto? E state tranquilli, Soros e gli interessi più grandi come gli istituti bancari dei Rothschild, fanno soldi con ogni debito estinto delle compagnie in Romania e altrove. Da parte dei Rothschild, solo nel 2011-12 la famiglia di banchieri ha fornito assistenza per fusioni, acquisizioni e altri investimenti in Grecia per la somma di più di 6 miliardi di dollari (PWC). Per saperne di più, cercate di capire su cosa si basa il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF).

Immaginate tutti gli affari, tutto il credito, tutti i profitti che ritornano agli investitori in ogni nazione. Immaginate ora come le strade della Romania siano ancora in rovina. La “percentuale” non è qualcosa di guadagnato o conquistato, è qualcosa ricavato da coloro che prestano il denaro. Gli affari all’interno della Romania, i fondi e i finanziamenti provenienti dall’estero creano profitto a quelli come George Soros, ai Rockefeller e ai Rothschild. La verità incontrovertibile è che nessuno nel mondo occidentale è libero dal debito. Soros e quelli del suo stampo lo garantiscono con un conveniente sussidio a cittadini speranzosi.

Una speranza esiste, comunque. Apparentemente, anche nonostante il lavaggio del cervello senza freni ad opera dell’Occidente, i giovani pensano che la vita fosse migliore all’epoca del comunismo… È giunto il momento che la Romania agisca nel proprio interesse e non come pedina dei Tedeschi o degli Americani. La Romania si è laureata alla scuola della NATO per stati vassalli, forse ora il paese ha bisogno di un dottorato di ricerca in vera libertà?

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Articolo di Phil Butler apparso su New Eastern Outlook il 28 Aprile 2016
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it

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