Articolo di Marko Marjanović:

doppi_standard_in_JugoslaviaGente di principio: hanno bombardato i serbi di Bosnia per impedire la loro secessione dalla Bosnia, poi hanno bombardato la Serbia per consentire la secessione del Kosovo albanese dalla Serbia

All’inizio di questo mese Obama ha fatto un rimprovero a Putin (da una riunione del G7 svoltasi a 2.000 chilometri di distanza da Mosca) lamentando che in questi tempi non si può più andare in giro a violare la “integrità territoriale” e la “sovranità” di altri Paesi:

“Continua a distruggere l’economia del suo Paese e continua l’isolamento della Russia alla ricerca di un desiderio sbagliato di ricreare i fasti dell’impero sovietico? Oppure riconosce che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrità territoriale e della sovranità di altri Paesi?”

Questa è una dichiarazione un po’ strana, credo, perché è la prova di quanto sia carente il rispetto di Obama per la sovranità degli altri Paesi.

Potreste pensare che sotto Obama l’esercito degli Stati Uniti non abbia occupato l’Iraq e l’Afghanistan e bombardato la Libia (oltre a bombardare un gruppo di altri Paesi con droni anche senza il consenso dei loro governi). Inoltre non c’è quasi nessuno che ha bisogno che gli sia ricordato il fatto che gli USA aiutano la fine di governi e scelgono i loro sostituti all’estero su base regolare – non ultimo lo hanno fatto nella stessa Ucraina.

Né vi è prova di alcun principio di rispetto da parte di Obama, degli Stati Uniti o dell’Occidente per il concetto di “integrità territoriale” degli altri Paesi. Sotto la sua presidenza gli Stati Uniti continuano a fare pressione sui governi stranieri e sulle organizzazioni internazionali per accettare lo smembramento della Serbia orchestrato sotto Clinton e Bush.

L’ipocrisia di Washington e dei suoi partner minori che hanno reciso il Kosovo dalla Serbia, ma rimproverano la Russia per l’integrazione della Crimea, è una cosa che non sfuggirà a molti. Tuttavia, pochi sono a conoscenza della reale entità del cinismo occidentale e della mancanza di principi in materia.

Gli opportunistici ribaltoni occidentali sull’integrità territoriale non sono iniziati con il Kosovo e la Crimea, ma molto prima, e hanno accompagnato l’intera frantumazione della Jugoslavia.

In verde = gli stati che riconoscono il Kosovo come uno stato che non fa parte della Repubblica di Serbia

Nel 1991 la Slovenia e la Croazia, repubbliche della Jugoslavia, dichiararono unilateralmente l’indipendenza dalla Jugoslavia federale. Il governo centrale jugoslavo (guidato dal croato Ante Marković) si oppose, sostenendo che le due repubbliche non avevano seguito la corretta procedura e che il loro tentativo di allontanarsi dalla Federazione era illegale.

In effetti, la Costituzione jugoslava diceva chiaramente che, proprio come i confini delle repubbliche costituenti non potevano essere alterati senza il loro consenso, allo stesso modo i confini della Federazione non potevano essere alterati senza il consenso di tutte le repubbliche che ne facevano parte. Così, mentre la legge in Jugoslavia teoricamente consentiva la secessione di una repubblica costituente, questa secessione richiedeva il consenso di tutte le altre repubbliche, che la Slovenia e la Croazia non avevano ottenuto.

Invece di rispettare l’integrità territoriale e la sovranità della Jugoslavia l’Occidente sostenne l’indipendenza della Slovenia e della Croazia. L’UE offrì sostegno morale e diplomatico per separazione della Slovenia e della Croazia dalla Jugoslavia e la Germania, che era la più animata sulla questione, fornì anche il supporto dei servizi segreti. Tutto questo era cominciato prima ancora che le due repubbliche avessero dichiarato l’indipendenza.

Ufficialmente gli stati occidentali sostenevano che i confini internazionali erano inviolabili e avevano anche confermato questo concetto negli Accordi di Helsinki, ma poi tirarono fuori un contorto motivo per cui la Jugoslavia era una “eccezione” in cui non c’era bisogno di seguire questi principi – l’Unione Europea stabilì che la Jugoslavia era “in processo di disintegrazione” e le regole normali, pertanto, non si applicavano.

L’anno successivo, con l’incoraggiamento e il sostegno occidentale (stavolta principalmente americano, piuttosto che tedesco) anche la Bosnia-Erzegovina dichiarò la propria indipendenza, e fu la terza repubblica costituente iugoslava a farlo.

La Slovenia era omogenea a livello nazionale, ma entro i confini della Croazia e della Bosnia-Erzegovina c’erano grandi popolazioni serbe, che volevano rimanere in Jugoslavia. Rapidamente presero il controllo delle aree in cui vivevano e dichiararono le proprie entità politiche – sperando di poter rimanere una parte di un unico Stato con i serbi della Serbia. L’Occidente non ne volle sapere, ma invece li combatté con le unghie e coi denti.

Secondo gli stati occidentali l’integrità territoriale della Jugoslavia non aveva bisogno di essere rispettata – ergo, il sostegno per l’indipendenza delle sue repubbliche, ma l’integrità territoriale di questi nuovi stati controversi, che erano venuti all’esistenza come soggetti di diritto internazionale solo cinque minuti prima, doveva essere assoluta. La Croazia poteva secedere dalla Jugoslavia, ma i serbi di Croazia non potevano contro-secedere dalla Croazia per rimanere una parte della Jugoslavia. La Bosnia-Erzegovina poteva secedere da Belgrado, ma i serbi di Bosnia-Erzegovina non potevano contro-secedere per rimanere sotto Belgrado.

Sebbene l’UE avesse respinto l’idea che la Slovenia e la Croazia avessero bisogno del consenso delle altre repubbliche jugoslave per separarsi legalmente come richiesto dalla Costituzione dello Stato Federale, aveva insistito sull’idea che i confini di queste repubbliche non potessero essere modificati senza che fosse accolto il loro consenso.

Anche se avevano sostenuto la secessione di Slovenia, Croazia e Bosnia, gli Stati occidentali si opposero in modo militante ai progetti secessionisti dei serbi croati e bosniaci. Li combatterono diplomaticamente, intrapresero un massiccio sforzo di propaganda contro di loro, li condannarono alle Nazioni Unite, istituirono un completo regime di sanzioni contro Belgrado per averli sostenuti, riempirono di armi le forze croate e musulmane bosniache, si installarono nel conflitto come forze di pace un po’ meno che completamente imparziali e infine intervennero direttamente in guerra contro di loro, nella “Operazione Deliberate Force” della NATO.

Il successivo ribaltone occidentale sull’integrità territoriale nella ex Jugoslavia seguì con il Kosovo.

Anche se l’Occidente aveva precedentemente insistito che l’integrità territoriale di quelle che erano state le repubbliche della Jugoslavia era assoluta, ora venne fuori con un motivo (il cattivo comportamento dei serbi) perché questo non si applicava alla Serbia.

Mentre avevano contribuito a prevenire la secessione dei serbi locali dalla Croazia e dalla Bosnia, gli Stati Uniti sostennero l’indipendenza degli albanesi del Kosovo dalla Serbia, ridisegnando così i confini di una ex repubblica costituente jugoslava, cosa che l’Occidente aveva sostenuto che era assolutamente fuori questione negli altri casi.

Naturalmente, mentre gli Stati Uniti sponsorizzavano l’indipendenza del Kosovo, hanno avvertito più volte i serbi del Kosovo (che formano una solida maggioranza nella parte più settentrionale dell’area) contro qualsiasi pensiero di una contro-secessione, al fine di rimanere sotto la Serbia.

Cerchiamo quindi di ricapitolare la posizione occidentale:

• Ha affermato di sostenere la sovranità e l’integrità territoriale degli altri Paesi e l’inviolabilità delle frontiere in Europa

• Tuttavia, questo non si estendeva alla sovranità e all’integrità territoriale della Jugoslavia federale, che poteva essere calpestata a volontà

• Tuttavia, anche se l’integrità territoriale della Jugoslavia federale in sé non valeva nulla, l’integrità territoriale delle sue repubbliche costituenti circa l’indipendenza era sacrosanta

• Anche se l’integrità territoriale delle repubbliche costituenti jugoslave di Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina era sacrosante, l’integrità territoriale della Serbia non lo era

• Anche se sloveni, croati e bosniaci musulmani potevano lasciare la Jugoslavia, i serbi non potevano lasciare la Croazia e la Bosnia

• Anche se i serbi non potevano lasciare la Croazia e la Bosnia, gli albanesi del Kosovo potevano lasciare la Serbia

• Anche se gli albanesi del Kosovo potevano lasciare la Serbia, i serbi del Kosovo non potevano lasciare il Kosovo a conduzione albanese

• Anche se il Kosovo poteva lasciare unilateralmente la Serbia sotto il controllo militare della NATO, la Crimea non poteva lasciare unilateralmente l’Ucraina sotto il controllo militare russo

Che il mondo sia risparmiato dalla fame, dalla peste e dai princìpi occidentali.