Ricordate l’invasione statunitense di Grenada del 1983, nota come “Operazione Urgent Fury”?

Tutto iniziò il 23 ottobre 1983, quando due camion bomba fecero esplodere gli edifici che ospitavano la “Forza multinazionale in Libano” statunitense e francese. L’attacco causò 307 morti, tra cui 241 militari statunitensi e 58 francesi. In seguito agli attentati i diplomatici statunitensi s’impegnarono nel solito frenetico sventolio di bandiere e nella promessa di non cedere mai e poi mai al terrorismo. Il problema più grande per gli Stati Uniti era che non avevano modo di reagire in maniera da soddisfare il desiderio di sangue degli sbandieratori. Far saltare in aria edifici a caso in Libano aveva avuto un impatto minimo, mentre la promessa di rimanere per tutto il tempo necessario era un’ovvia operazione di pubbliche relazioni: fu chiaro a tutti che il momento di fare le valigie e andarsene era arrivato.

Naturalmente questo fu molto umiliante per l’aspirante “nazione indispensabile” cum “città sulla Collina”…

Così Reagan, con il suo innegabile genio per le pubbliche relazioni e l’ottica, ordinò l’invasione di Grenada appena due giorni dopo i bombardamenti di Beirut.

Perché Grenada?

Beh, per prima cosa era praticamente indifesa (per lo più da ingegneri cubani e gente del posto con armi di piccolo calibro) e davvero minuscola (così minuscola, in effetti, che la stragrande maggioranza degli americani non aveva idea di dove si trovasse o del perché ci fosse improvvisamente un bisogno urgente di invaderla).

In secondo luogo era molto vicina agli Stati Uniti, quindi tutti potevano avere una fetta della torta, compresi il 1° e il 2° Battaglione del 75° Reggimento Ranger dell’esercito statunitense, l’82° Aviotrasportata e la Forza di Dispiegamento Rapido dell’esercito, i Marines statunitensi, la Delta Force dell’esercito, i Navy SEAL e forze ausiliarie, per un totale di 7.600 uomini. In termini di hardware, gli Stati Uniti portarono [in inglese] 7.300 truppe, 4 carri armati, 1 LHA (USS Saipan LHA-2), 1 portaerei, 3 cacciatorpediniere, 2 fregate, 1 nave per le munizioni e persino 27 F-14A Tomcat.

Tutto questo contro qualche centinaio di operai edili armati solo di armi leggere!

Non entrerò nei dettagli, ma diciamo che questa invasione è stata una delle operazioni peggiori e più mal eseguite nella storia della guerra: una forza statunitense davvero ENORME è stata portata a colpire una piccola nazione insulare fondamentalmente indifesa, al solo scopo di ridurre la visibilità del disastro in Libano. Ma non c’è da preoccuparsi, il Pentagono ha consegnato più medaglie del numero dei partecipanti, mentre alcune forze speciali statunitensi che volevano sporgere denuncia contro i piloti degli elicotteri per codardia (abbandonarono le SOF [le Forze Speciali] su una pista a causa del fuoco di armi leggere) furono “sconsigliate” dall’idea.

In conclusione, dopo l’epico disastro di Beirut, gli Stati Uniti volevano una guerra facile e veloce per ripristinare il “prestigio” delle forze armate statunitensi, per poi ritrovarsi con un altro disastro epico, ma almeno nel caso di Grenada era semplicemente impossibile fallire, per quanto inetta e incompetente fosse l’intera invasione.

Ora facciamo un salto in avanti di quarant’anni e guardiamo alla situazione attuale.

Innanzitutto c’è l’abissale fallimento degli Stati Uniti in Afghanistan, ma anche in Iraq, Siria, Libano, Libia e Arabia Saudita. Poi c’è l’umiliante bombardamento iraniano delle basi del CENTCOM che “questi colori non scappano”, hanno dovuto subire senza poter fare *qualcosa* per salvare la faccia. E poi sono dovuti scappare 🙂

E ora si sta preparando un disastro in Ucraina, che farà sembrare persino la caduta di Kabul un grande successo in confronto al fallimento completo di tutti gli sforzi della NATO causati dalla Russia (ricordate: la Russia ha impiegato meno di un mese per distruggere sostanzialmente la prima iterazione dell’esercito “ucraino” e altri sei mesi per portare le forze NATO a un punto morto).

Ora provate a immaginare di essere un neocon pieno di odio che siede alla Casa Bianca, e di voler disperatamente cambiare l’ottica dell’Amministrazione Brandon.

Non sarebbe bello trovare un’altra “Grenada” da qualche parte?

Inoltre, non sarebbe bello togliere il sorriso dalla faccia di Putin?

Ancora meglio: che ne dite di rendere Putin davvero impopolare in Russia facendolo apparire debole, indeciso o forse addirittura un agente dell’Occidente?

Ritengo che gli Stati Uniti abbiano più o meno chiuso con il Medio Oriente. Il Venezuela è un’opzione, ma senza alcuna strategia di uscita immaginabile sarebbe il proverbiale “entrata facile, senza via d’uscita” che gli Stati Uniti hanno adottato in Afghanistan e in Iraq e potrebbe, potenzialmente, anche succedere in Colombia.

Ricordo che durante il feroce bombardamento del popolo serbo da parte di Stati Uniti/NATO/Unione Europea, Strobe Talbott non ha nascosto che questa “esecuzione della Serbia” era un “messaggio” inviato alla Russia: vedi cosa possiamo fare al tuo alleato? Se non ti comporti bene, sarai il prossimo.

Dopo Kabul, le minacce alla Russia sembrano divertenti. Ma che dire della Serbia?.

Allora ecco i motivi per cui la Serbia potrebbe essere attaccata (di nuovo):

  • Come Grenada, la Serbia è completamente circondata dall’Egemonia.
  • I serbi (e mi riferisco al popolo, non ai suoi leader) sono probabilmente i più filo-russi e persino filo-Putin del pianeta.
  • L’Egemonia può costantemente impegnarsi in provocazioni (ad esempio in Bosnia o in Kosovo) per umiliare il popolo serbo più e più volte e provocarlo ad agire per poi ottenere un pretesto per colpire (ad esempio, Ursula von der Lugen ha già minacciato direttamente la Serbia).
  • Sebbene l’esercito serbo sia molto più capace delle minuscole forze di sicurezza grenadine, rispetto alla NATO non è all’altezza, soprattutto se, come l’ultima volta, l’Egemonia sceglierà di usare missili e bombe e non metterà “stivali sul terreno”.
  • In Russia i serbi sono spesso percepiti come gli unici veri amici della Russia.
  • La Russia non ha ancora i mezzi per proteggere la Serbia, anche se questo potrebbe cambiare in futuro (ne parlo più avanti), quindi ora è il momento di agire.
  • La Serbia è un paese ortodosso, e la nazione serba è composta da gente che né i latini né gli ottomani hanno potuto costringere a convertirsi al cristianesimo latino o all’Islam. Solo per questo sono odiati dalle élite occidentali (per non parlare dei croati e dei musulmani bosniaci).
  • Anche se questo è raramente ammesso in Occidente, a fronte di una correlazione di forze assolutamente terribile, i serbi hanno sostanzialmente combattuto contro gli Stati Uniti e la NATO per ottenere un pareggio in Bosnia, e non sono ancora disposti a rinunciare al Kosovo (sto parlando della gente qui, non dei politici serbi).

Ci sono molte altre ragioni che potrei elencare, ma credo che l’immagine sia chiara.

“Vladimir, salva la Serbia!”.

Vorrei anche notare che non vedo gli Stati Uniti e la NATO invadere la Serbia, sarebbe troppo complicato e richiederebbe un numero di forze statunitensi e della NATO ancora maggiore di quello attualmente dispiegato in Europa.

Inoltre la quinta colonna in Serbia e in Montenegro è così potente che non c’è assolutamente bisogno di invadere una di queste due presunte nazioni (in realtà sono una sola, ovviamente!).

Al contrario, il rischio maggiore è che gli Stati Uniti decidano di fare con la Serbia quello che l’entità sionista (alias “Israele”) sta facendo in Siria: Io li chiamo “attacchi psicoterapeutici”.

Gli attacchi psicoterapeutici non sono progettati per ottenere alcun successo militare tangibile. Gli israeliani bombardano la Siria da ANNI, e tutti questi attacchi hanno avuto esattamente *zero* impatto militare: le autorità siriane, sostenute da Russia, Iran e Hezbollah, rimangono saldamente in controllo della situazione. Ma questo fa sentire bene i suprematisti ebrei per la loro presunta superiorità razziale, e alimenta le loro illusioni sul fatto che le loro forze armate siano formidabili come sempre (diamine, volano anche con gli F-35! cosa potrebbe mai andare storto?).

Ed ecco il fattore chiave da considerare: così come agli israeliani non viene mai detto che gli attacchi contro la Siria sono, nella migliore delle ipotesi, inutili, allo stesso modo la macchina propagandistica statunitense nasconde alla popolazione degli Stati Uniti la portata della sconfitta americana a Grenada. Hollywood si è persino assicurata di vendere [in inglese] la versione eroica di questa vergognosa invasione 🙂

In altre parole, se gli Stati Uniti/NATO dovessero colpire la Serbia, non avrebbero bisogno di ottenere alcun risultato militare tangibile. Un attacco del genere servirebbe solo per le pubbliche relazioni e come distrazione per l’opinione pubblica dal disastro in Ucraina.

C’è poi l’argomento che il tempo sta per scadere per l’Impero AngloSionista: non appena la NATO sarà sconfitta in Ucraina ci si può aspettare una grande crisi politica per la NATO e per l’Unione Europea, e il famigerato [in inglese]Camp Bondsteel” in Kosovo sarà minacciato (se interessati, potete consultare il mio articolo [in italiano]Il Kosovo verrà liberato” che ho scritto nel 2017). Quando la NATO avrà esaurito le scorte militari e l’intera Unione Europea sarà sprofondata in una grave crisi economica e politica, la Russia avrà i mezzi per fornire un sostegno molto concreto alla Serbia (ammesso che a quel punto la Serbia sia gestita da veri sovranisti).

È ovvio che i piani [su RT, visibile con la VPN o usando OpenDns, in inglese] della NATO di invadere la Crimea l’anno prossimo dovranno essere accantonati e rapidamente dimenticati. Idem per la prevista [in inglese] “Operazione Tempesta”, ma questa volta contro il Donbass (non credetemi sulla parola, vedete qui [in inglese]). Queste navi sono ormai salpate.

[Nota a margine: il fatto che i nazisti ucraini siano stati così ispirati dai nazisti croati non è, ovviamente, una coincidenza. Entrambe le nazioni sono una creazione del Vaticano e seguono l’ideologia comune a Pavelic e Bandera e, se vogliamo, a Pilsudski, Franco o Mussolini]..

Vedremo quindi un’altra “Grenada” contro il popolo serbo? Se con questo intendiamo un’invasione su larga scala, allora no. Ma gli “attacchi psicoterapeutici” in stile israeliano sono un rischio molto concreto in Bosnia e Serbia (compreso, ovviamente, il Kosovo).

Direi che finché la NATO e l’Unione Europea esisteranno, il popolo serbo vivrà con una pistola puntata alla testa. In realtà NESSUNA nazione veramente sovrana sul nostro pianeta è al sicuro finché alla NATO e all’Impero AngloSionista non saranno tolti i denti. Una volta che l’Europa occidentale sarà denazificata e smilitarizzata, insieme a ciò che resta del Banderastan, allora la pace e la sicurezza (che è *sempre* collettiva!) torneranno in Europa e in Serbia. E allora la Bosnia e il Kosovo saranno liberati...

The Saker.

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Articolo di The Saker pubblicato su The Saker il 29 novembre 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore] 

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