A quanto pare, la Lituania si aspetta grandi cambiamenti nel prossimo futuro: il Ministro degli Esteri lituano Linas Linkevičius è stato in visita ufficiale negli Stati Uniti d’America dal 20 al 24 febbraio 2017, e durante questa visita ha detto che la Lituania cercherà di ottenere la presenza permanente di truppe statunitensi nel suo territorio.

“Abbiamo chiesto lo stazionamento fisso di forze militari nel nostro paese – non solo a rotazione, ma anche su base permanente”, ha detto il ministro al Baltic News Service in un’intervista telefonica da Washington D.C.

La richiesta di Linas Linkevičius di una presenza permanente di truppe americane in territorio lituano potrebbe comprendere una prossima modifica costituzionale. La questione è che, ai sensi dell’art. 137 della Costituzione lituana (http://konstitucija.lt/lt/konstitucija/137-straipsnis/ [in Lituano]) non ci può essere alcuna arma di distruzione di massa o base militare straniera sul territorio della Repubblica di Lituania.

Le parole dubbie di questo alto funzionario lituano dimostrano solo il suo punto di vista personale. È improbabile anche che abbia chiesto una presenza militare straniera permanente nel paese senza coordinarsi con il Presidente e il governo.

Ma essi hanno il diritto di agire contro la Costituzione? Come è ben noto, il governo possiede solo il potere esecutivo, e non può violare la Costituzione e decidere per il popolo lituano. Inoltre, la gente del posto non è affatto felice dei soldati stranieri, che spesso si comportano senza alcun rispetto per i cittadini.

Questioni come il dispiegamento di truppe straniere su base permanente devono essere perlomeno oggetto di una discussione pubblica, e in seguito eventuali modifiche alla Costituzione devono essere adottate dal Seimas [il Parlamento lituano]. Il terzo passo è l’applicazione della nuova legge da parte del governo e del popolo.

Secondo un altro articolo della Costituzione (l’articolo 25), i cittadini hanno il diritto di ricevere, secondo la procedura stabilita dalla legge, tutte le informazioni che li riguardano che sono in possesso di istituzioni statali. Il Ministro degli Affari Esteri viola anche diritto dei Lituani di ricevere informazioni: sembra che questa decisione sia stata presa prima che Linkevičius annunciasse la richiesta negli Stati Uniti, e i Lituani ne sono venuti a conoscenza solo tramite i media, e solo dopo il fatto compiuto.

Se il signor Linkevičius è stato autorizzato dal governo a chiedere la presenza permanente di truppe statunitensi sul territorio della Lituania, allora questo significa che le autorità nazionali non rispettano i cittadini del loro paese e si sentono onnipotenti.

È chiaro che se verrà firmato un accordo tra gli Stati Uniti e la Lituania, questo causerà sicuramente una reazione negativa da parte di Mosca, e porterà ad ancora maggiore tensione. Questo problema è ancora più che discutibile, perché potrebbe causare due conseguenze fondamentalmente differenti. Da un lato, può essere un indicatore della grande capacità della NATO di difendere i suoi membri, dall’altro – potrebbe costringere la Russia ad aumentare ulteriormente la sua forza militare. Questo è un circolo vizioso, una catena di eventi in cui la risposta russa alla Lituania aggraverà la minaccia esistente di confronto aperto.

Difesa e sicurezza sono ovviamente i compiti principali della politica lituana, ma la legge è la legge, non parole vane. Rispettare la legge e rispettare i diritti garantiti dalla Costituzione sono le principali responsabilità del ramo legislativo lituano. Non voglio che la Lituania passi alla storia come il paese che ha provocato una guerra a causa della mancanza di saggezza politica.

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Articolo pubblicato da Adomas Abromaitis su Katehon il 10 marzo 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]