Presto potrebbe esserci il silenzio. La liberazione di Praga, così come la liberazione di Auschwitz e di Varsavia da parte dell’Armata Rossa saranno dimenticate. Almeno in Europa, e perfino in Europa orientale, dove hanno avuto luogo.

Questo è verso dove tutto sta andando. Forse un giorno i governi dell’Europa dell’est emetteranno nuovi ordini per profanare i cimiteri e le fosse comuni, tutti quei luoghi di riposo dei soldati sovietici che, circa 75 anni fa, hanno dato il loro ultimo sacrificio. Queste tombe un tempo abbracciavano centinaia di migliaia di bambini e giovani sovietici, che contro ogni previsione e con un coraggio inimmaginabile allontanarono le orde Naziste dalle città e dai villaggi sovietici devastati, attraverso i campi e le foreste bruciati, prima verso Varsavia e Praga, poi Budapest e Sofia, e infine, fino al centro di Berlino.

Circa 25 milioni di sovietici persero la vita, combattendo il non plus ultra dell’espansionismo e della barbarie occidentali: la Germania Nazista. L’enorme, giovane, paese Socialista si alzò e salvò quasi da solo il mondo; assicurò la sopravvivenza della nostra razza umana.

Uno dei suoi più grandi capi militari, in effetti un genio militare e un vero eroe, il Maresciallo Ivan Konev, comandò il 1° Fronte ucraino, quello che liberò sia il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia, sia successivamente Praga.

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Per compiacere i suoi padroni della NATO, così come quelli di Washington, un meschino politico di Praga ha rimosso senza tante cerimonie la statua del suo liberatore, insultandolo con una ripugnante derisione del COVID-19.

RT ha riferito il 3 aprile 2020:

“Un monumento al maresciallo sovietico Ivan Konev, che comandò le forze che liberarono Praga dai Nazisti nel 1945, è stato rimosso e deriso perché “non aveva la mascherina” da un politico locale, in quello che la Russia ha condannato come un insulto…”

Si tratta del famoso umorismo nero ceco? No, questo non è Il Buon Soldato Svejk. È sarcasmo oscuro, ingiustificabile, pieno di zelo collaborazionista. In Occidente, è iniziata un’era di insulto a tutto ciò che è sovietico e russo. E alcuni cechi, così come i polacchi, stanno disperatamente cercando di farsi accettare come membri del club d’élite dei paesi che hanno saccheggiato il mondo per secoli.

L’articolo di RT prosegue:

“Non indossava la mascherina. Le regole si applicano a tutti. Si può uscire solo se si ha la bocca e il naso coperti”, ha scherzato su Facebook il sindaco distrettuale Ondrej Kolar, provocando una moltitudine di risposte furiose.

Alcuni commentatori hanno suggerito che il coronavirus aveva “colpito il cervello di Kolar” e gli hanno ricordato che non sarebbe mai nato, né tantomeno diventato sindaco, se le truppe di Konev non avessero liberato la città dai Nazisti. Il monumento in realtà precede Kolar, nato nel 1984, di quattro anni”.

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Non tutto è perduto. La Repubblica Ceca è una nazione complessa. Può essere piena di Neoliberali, oltre che di collaborazionisti di Washington, ma a differenza della Polonia è nota anche per la sua popolazione critica ed estremamente istruita.

Il Partito Comunista di Boemia e Moravia finisce costantemente terzo nelle elezioni del paese. I cechi non hanno mai aderito alla zona euro, mantenendo la loro valuta stabile – corona (koruna). Durante la guerra in Siria, la Repubblica Ceca è stato l’unico paese dell’UE a mantenere aperta e attiva la propria ambasciata a Damasco. È anche noto che diversi politici cechi insistono nel mantenere buoni rapporti con Mosca, nonostante la Repubblica Ceca sia membro sia della NATO che dell’Unione Europea.

Un mio amico, un collega filosofo e artista ceco, Milan Kohout, ha accettato di inviare un commento a questo articolo:

“La demolizione del monumento al maresciallo sovietico Ivan Konev, che comandò le forze che liberarono Praga dai Nazisti nel 1945, è il culmine finale del processo di lavaggio del cervello delle giovani generazioni di cittadini cechi, che nacquero anni e decenni dopo la liberazione di Praga.

Immagino di essere già abbastanza vecchio per capire come anche durante la mia vita i sistemi di governo che sono attualmente al potere, possono completamente distorcere i fatti storici e letteralmente pisciare sulle tombe di tanti giovani soldati sovietici che sono morti per liberare la Cecoslovacchia dalla brutale occupazione dai Nazisti tedeschi.

Di recente, ho vissuto di nuovo per diversi anni a Praga e ho assistito personalmente a questo processo; la presa di potere della destra. Questo processo celebra ora la vittoria cancellando il ricordo della sofferenza dei propri nonni e nonne. Ma spero che sarà solo una vittoria illusoria, di breve durata, superficiale – così tipica del Neoliberismo”.

Dopo aver twittato il link all’articolo di RT, e dopo aver espresso il mio oltraggio, ricevo diverse risposte dalla Repubblica Ceca, quasi tutte riconciliatorie. Una di queste ha riassunto l’umore generale:

“Per favore, non pensate che l’accaduto rifletta l’umore dell’intera Repubblica Ceca, Andre. Una cosa sono l’euro-dittatura e il “protettorato” americano, un’altra è il distretto di Praga 6 e il suo sindaco, che è membro di un partito politico assolutamente insignificante. Una terza cosa è il resto del paese, che vota in modo molto diverso, e non permetterebbe mai a simili idioti di guidare la nazione”.

“Konev tornerà”, hanno scritto altri.

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La situazione politica in Repubblica Ceca è complessa. Ondrej Kolar ha commesso un grosso errore. Cercando di ingraziarsi le forze anti-russe e anti-sovietiche in patria e all’estero, in realtà è riuscito a respingere e oltraggiare i suoi concittadini. Ha suscitato discussioni sulla propaganda, perfino sulla posizione del suo paese sulla scena mondiale.

A molti cechi non piace la dittatura globale di Washington. Molti sono disgustati dall’Unione Europea. Rimuovere la statua del Maresciallo Konev fa sorgere molte domande; alcune brutte, altre estremamente terribili.

Una di queste è: chi c’è dietro eventi così offensivi e contorti?

Inutile dire che i tremendi attacchi propagandistici contro la Russia e l’Unione Sovietica non provengono da Praga. Vengono da Washington, Londra, Berlino e Parigi. E il loro obiettivo è invertire e pervertire la storia ed equiparare l’Unione Sovietica (il paese che ha sconfitto e distrutto il Nazismo e il colonialismo nella sua forma originale), alla Germania Nazista.

Naturalmente, solo l’imperialismo e il colonialismo occidentali possono essere logicamente paragonati al Nazismo.

Ora che il secondo stadio del colonialismo è tornato in circolo, brutalizzando i quattro angoli del mondo, l’Occidente è alla disperata ricerca di screditare il suo nemico più determinato.

Lo scrivente e questa rivista esamineranno, nel prossimo futuro, questo punto di vista, con determinazione e in dettaglio, in quanto è essenziale per la sopravvivenza del nostro pianeta.

La rimozione della statua del Maresciallo Konev è un atto estremamente significativo di vandalismo intellettuale. È anche un insulto per i milioni di sovietici che hanno perso la vita, liberando il mondo dal tremendo male.

I russi sono abituati agli insulti. Per secoli hanno affrontato attacchi, ingiustizie e insulti: perché sono diretti, perché sono diversi, e perché stanno vicini ai loro alleati, perché difendono coloro che hanno perso ogni speranza.

Ciò che i russi non possono sopportare e perdonare, sono le bugie vere e proprie. Come quando qualcuno sputa sulle tombe dei loro eroi. Gli eroi che hanno combattuto per un mondo migliore, lì sono venerati. Il paese è stato costruito sulla loro eredità, poiché è stato costruito sull’eredità di grandi pensatori, poeti e musicisti.

Intuitivamente, quei cechi che ora manifestano indignazione per i propri politici, ne sono consapevoli. Per secoli, gli intellettuali cechi hanno guardato alla Russia come ad un grande fratello slavo.

Il distacco, perfino l’ostilità tra le due nazioni, è qualcosa di innaturale; qualcosa che potrebbe e dovrebbe finire presto. Le bugie e il silenzio dovrebbero finire immediatamente.

Possa questo ulteriore atto ostile servire da catalizzatore del cambiamento. Possa la resistenza innescare un nuovo capitolo di relazioni migliori tra i due paesi slavi.

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Articolo di Andre Vltchek pubblicato su New Eastern Outlook il 7 aprile 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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