Mentre si avvicina la ricorrenza dei due mesi dal voto sulla Brexit di giugno, la Gran Bretagna non è ancora vicina all’uscita effettiva dall’Unione europea (UE). L’articolo 50 deve ancora essere attivato, con il Primo Ministro che di recente ha affermato ancora una volta che questo non accadrà fino al 2017, al più presto. Le richieste di un secondo referendum da parte dei burattini dell’establishment continuano ad imperversare, e la campagna di paura da parte dei media mainstream per far credere che il mondo imploderà se la Gran Bretagna lascia davvero l’UE continua a nauseare.

Se la Gran Bretagna farà davvero applicare l’articolo 50 e lascerà l’Unione Europea resta da vedere, e anche se viene avviato il processo, i negoziati richiederanno anni per completarlo (potenzialmente dureranno più della stessa UE, data la sua instabilità). Ma questo articolo non è incentrato sulla questione se la Gran Bretagna lascerà effettivamente l’UE o meno, ma su un movimento che è stato rinvigorito dal voto sulla Brexit: la ricerca di indipendenza scozzese.

Un referendum sull’indipendenza scozzese 2.0?

Dal voto sulla Brexit, il leader del Partito Nazionale Scozzese (SNP) e Primo Ministro della Scozia, Nicola Sturgeon, si è messa in agitazione per un secondo referendum sull’indipendenza scozzese dopo il voto del settembre 2014, che ha visto la fazione contro l’indipendenza (con l’aiuto di una campagna di propaganda della BBC, devo aggiungere) vincere del 55,3% contro il 44,7% dei favorevoli all’indipendenza, con un’affluenza dell’84,6%.

La giustificazione della richiesta di Sturgeon e dell’SNP di un secondo referendum si basa sul fatto che, nonostante il 51,9% delle persone nel Regno Unito nel suo insieme abbia votato per lasciare l’Unione Europea a giugno, il 62% degli Scozzesi ha votato per rimanere nell’UE (con un’affluenza del 67,2% in Scozia). Questo, naturalmente, ha portato molti leader del SNP a sostenere che la Scozia è stata portata fuori dall’UE contro la volontà democratica del popolo scozzese. Anche se non è chiaro se si svolgerà una seconda votazione nell’immediato futuro, non c’è dubbio che la base del movimento per l’indipendenza scozzese rimarrà forte nel futuro.

SNP: Il partito delle contraddizioni

Il principale movimento per l’indipendenza scozzese è guidato dall’SNP, un partito che prende posizioni completamente contraddittorie su numerosi temi. L’SNP è un partito che cerca di fondere il nazionalismo con il regionalismo e l’internazionalismo; che si oppone apparentemente alle armi nucleari ma è a favore dell’adesione alla NATO; e che chiede l’indipendenza dalla Gran Bretagna pur volendo mantenere la Regina d’Inghilterra come capo di stato.

Ma il più grande ossimoro dell’SNP è la sua fervente opposizione ad essere governato da Londra, assieme al suo fervente sostegno all’essere governato da Bruxelles. Questo sostegno zelante dell’UE da parte del SNP è una delle ragioni principali per cui così tanti Scozzesi hanno votato per rimanere nell’UE, al fine di sostenere il partito che dovrebbe rappresentare i loro interessi. Tuttavia, considerando il fatto che l’Unione Europea è un’entità politica antidemocratica controllata da tecnocrati, e che è stata creata da un élite clandestina in collaborazione con la CIA, come verranno rappresentati gli interessi dell’uomo medio scozzese in una tale mostruosità?

Austerità = Morte

L’SNP tenta costantemente di minimizzare quello che l’UE – in coordinamento con l’antidemocratico Fondo Monetario Internazionale – ha fatto a numerosi paesi europei, in particolare alla Grecia. L’austerità paralizzante alla quale è stato costretto il popolo greco da parte della Troika è stata assolutamente catastrofica, portando devastazione e miseria al paese.

La disoccupazione e la disoccupazione giovanile sono incredibilmente alte in Grecia e in numerosi altri paesi dell’Unione Europea, con il numero di persone senza casa che è veramente scioccante. Da quando l’austerità ha iniziato ad essere attuata nel corso del 2010, anche i tassi di depressione e suicidi in Grecia sono saliti alle stelle. Nel 2012, un uomo di 77 anni di nome Dimitris Christoulas era uno dei Greci che non riusciva più a sopportare le misure di austerità attuate, con la sua lettura di suicidio disse [in Inglese]:

Il governo Tsolakoglou [Christoulas si riferiva al governo greco come al governo collaborazionista durante la Seconda Guerra Mondiale] ha annientato tutte le tracce per la mia sopravvivenza, che si basava su una pensione molto dignitosa che mi sono pagato da solo per 35 anni senza alcun aiuto da parte dello Stato. E dal momento che la mia età avanzata non mi permette di reagire in modo dinamico (ma se un compagno greco dovesse prendere un Kalashnikov, sarei proprio dietro di lui), non vedo altra soluzione che questa fine dignitosa alla mia vita, così da non dovermi ritrovare a cercare il mio sostentamento nei bidoni della spazzatura. Credo che i giovani senza futuro un giorno prenderanno le armi, appenderanno i traditori di questo paese a Piazza Syntagma, proprio come gli Italiani hanno fatto con Mussolini nel 1945.

Il modello svizzero

Pochissime persone in Scozia guardano alla Svizzera come modello per una Scozia indipendente, un paese che ha il più alto tenore di vita in Europa e non è membro dell’Unione Europea o della NATO. La politica estera svizzera si basa sulla neutralità e sul non venire coinvolti in guerre imperiali costose e dannose in tutto il mondo. La Costituzione svizzera incorpora anche aspetti della democrazia diretta, sotto forma di un meccanismo costituzionale che stabilisce che se 100.000 cittadini firmano una petizione, ci deve essere un referendum sulla questione.

L’indipendenza dovrebbe significare indipendenza

“L’UE e la NATO sono istituzioni malvagie”, secondo le parole dell’ex Assistente Segretario del Tesoro per la Politica Economica e ex direttore associato del Wall Street Journal, il Dr. Paul Craig Roberts. Perché una Scozia indipendente vorrebbe essere parte di un’entità politica completamente fallita come l’UE, e di un ente militare completamente obsoleto come la NATO? L’indipendenza dovrebbe significare davvero indipendenza, non solo dall’Unione Europea e dalla NATO, ma dai tiranni finanziari che stanno saccheggiando il mondo da secoli.

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Articolo di Steven MacMillan pubblicato su Global Research e New Eastern Outlook il 14 agosto 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it 

[le note in questo formato sono del traduttore]