Introduzione: in primo luogo, molti amici mi hanno recentemente suggerito di intervistare il Professore Seyed Mohammad Marandi [in inglese]; poi, ho letto questo interessantissimo articolo su Moon of Alabama [in inglese] e ho deciso di chiedere al Professor Marandi di condividere le sue idee sull’attuale situazione in Iran, Golfo Persico e nel resto del Medio Oriente. Lui ha gentilmente accettato di rispondere alle mie domande nonostante i suoi frenetici e fitti impegni. Sono molto grato al Professor Marandi per il suo tempo e le sue risposte. Principalmente, il Professor Marandi sfata la sciocca opinione che Russia e Israele siano alleati e che lavorino insieme. Sfata anche l’altra bufala su alcune importanti differenze che Russia e Iran hanno sulla Siria.
Il Professor Marandi, che attualmente risiede in Iran, è collegato e informato in maniera eccellente, quindi spero che con questa intervista alcune delle voci più bizzarre, che sono recentemente circolate, vengano alla fine viste per ciò che sono: totalmente e completamente insensate. Godetevi l’intervista!

Il Saker

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Saker: Si dice spesso che c’è un “asse della resistenza” che comprende la Siria, Hezbollah, Iran, Russia e Cina. Qualche volta vengono aggiunte alla lista il Venezuela, Cuba e la Corea del Nord. Lei crede che ci sia questo “asse della resistenza” e, se sì, come descriverebbe la natura di questa alleanza informale? Pensa che questa alleanza informale possa anche svilupparsi in una alleanza formale di tipo politico o militare o in un trattato di sicurezza reciproca?

Professor Marandi: Credo senz’altro che esista un Asse della Resistenza che attualmente include Iran, Siria, Iraq, Gaza, Libano, parte dell’Afghanistan e lo Yemen. Non penso che possiamo includere la Corea del Nord in alcun modo. Sono convinto che la Russia potrebbe essere considerata in una certa misura allineata o associata a questa resistenza, ma questo non è qualcosa di cui molti possano sentire la necessità di riconoscere. A certi livelli, c’è molta sovrapposizione tra la politica russa e cinese e la politica dei paesi e dei movimenti di questa regione che sono associati all’Asse della Resistenza. La stessa cosa è vera per paesi come Venezuela, Bolivia e Cuba, che io non considero affatto essere simili alla Corea del Nord. Proprio come in quasi qualsiasi altro posto, la politica degli Stati Uniti nella penisola coreana è orribile, egemonica e cattiva, ma la natura del governo della Corea del Nord è fondamentalmente diversa da quella del Venezuela e di Cuba, piaccia o meno agli americani e agli europei riconoscere che è così. Altri possono dare un’interpretazione dell’Asse della Resistenza per includere o escludere certi paesi, ma è piuttosto chiaro che Iran e Russia hanno obiettivi politici simili quando si parla di certi argomenti chiave. Tuttavia, la Russia ha una relazione stretta con il regime di Israele, che invece l’Iran considera come uno stato di segregazione razziale, quasi identico a quello dell’apartheid del Sud Africa. O per esempio la posizione del governo siriano su Israele è differente da quella iraniana. La posizione ufficiale della Siria è che la Cisgiordania e la striscia di Gaza debbano essere restituite ai palestinesi, come stabilito dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e che le Alture del Golan debbano essere restituite al popolo siriano, che è una richiesta legittima. La posizione iraniana è invece diversa: l’Iran crede fermamente che Israele sia un regime coloniale e di segregazione razziale, e che è moralmente inaccettabile che esista nella sua forma attuale. Quindi, almeno ufficialmente, ci sono differenze sostanziali. Quindi le persone possono interpretare l’Asse della Resistenza in modi diversi. È importante tenere in mente che Siria, Iran, Turchia e Qatar si stanno anch’essi avvicinando, in parte grazie all’ostilità di Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi attraverso i Fratelli Musulmani. Ciò che è importante è che ci sia un consenso crescente nella regione su questi argomenti-chiave, e su quali siano i problemi più importanti; penso che col passare del tempo questa blanda alleanza di paesi e movimenti stia diventando più influente e potente. Non posso dire se ci sarà in un breve o prevedibile futuro un trattato di sicurezza reciproca formale o aperto o un’alleanza militare creata da uno di questi paesi, e io non la vedo come una necessità. Ma penso che questa convergenza di idee sia molto importante e che i legami formali e informali che esistono tra questi paesi siano per molti versi più importanti e più significativi delle alleanze militari o politiche, o dei trattati di sicurezza.

Saker: Negli ultimi mesi un certo numero di osservatori ha dichiarato che la Russia e Israele stanno lavorando mano nella mano; alcuni sono andati oltre e hanno detto che Putin è fondamentalmente una pedina di Netanyahu e che la Russia è fedele a Israele e agli interessi sionisti. È d’accordo con queste dichiarazioni? Come il governo iraniano vede i contatti russi con Israele, li preoccupa o è convinto che tali contatti possano essere proficui per il futuro della regione?

Professor Marandi: È una sciocchezza. I regimi americani e israeliani sono culturalmente e ideologicamente legati l’un l’altro, premesso che gli americani hanno un’antipatia profonda per la Russia. Ecco perché i russi hanno una posizione molto differente sulla Siria rispetto a quella americana e israeliana. Gli israeliani insieme agli Stati Uniti, l’Unione Europea, i sauditi e qualcuno dei paesi limitrofi della Siria, hanno sostenuto l’ISIS, Al Qaeda e altre entità di estremisti, e hanno tentato di fare a pezzi la Siria. Come spiegato prima, la visione russa di Israele è differente da quella iraniana. In Israele ci sono molti immigrati russo-ebrei che costituiscono una parte importante dei coloni in Palestina e che vengono utilizzati per sottomettere ulteriormente il popolo palestinese e per la pulizia etnica. Parlando in generale, gli interessi russi sono in netto contrasto con quelle degli Stati Uniti, il più forte alleato di Israele. In più, la stretta relazione tra Russia e Siria risale ai tempi della Guerra Fredda, e la pressione costante da parte degli Stati Uniti sulla Cina e la Russia ha anche agito come forte catalizzatore per accelerare la loro convergenza reciproca, così come con l’Iran sulle questioni chiave. I cinesi e i russi sanno piuttosto bene che gli Stati Uniti, l’Europa e i paesi della regione hanno ampiamente utilizzato gli estremisti in Siria per sabotare lo Stato, e che quelle forze potrebbero essere successivamente utilizzate per minare la sicurezza in Asia Centrale, Russia e Cina. Molti russi, cinesi e centroasiatici sono stati addestrati per combattere in Siria, e questa è la minaccia maggiore alla propria sicurezza collettiva. Gli Stati Uniti potrebbero usare questi o altri estremisti nel tentativo di impedire il successo potenziale della Nuova Via della Seta o degli altri piani di integrazione asiatica. Quindi, c’è un netto e crescente conflitto tra i russi e gli americani.

Il regime israeliano dice costantemente ai russi e ai cinesi di essere la via di accesso per Washington e che se mantengono forti legami con Israele, gli israeliani li possono aiutare a risolvere i loro problemi con gli Stati Uniti. Io non penso che ci sia molta verità in questo perché questo conflitto crescente riguarda il destino della dominazione globale degli Stati Uniti e non c’è nulla che Israele può fare per cambiarlo. Tuttavia, questo argomento è stato utilizzato come un incentivo per i russi e i cinesi per mantenere delle migliori relazioni con il regime israeliano.

In ogni caso, la Russia non deve avere la stessa opinione di Iran, Siria, Hezbollah, Libano, Iraq e Yemen. Esistono delle differenze ma esiste anche una forte relazione. Tutti questi paesi riconoscono che, se gli americani sono in grado di minare qualcuno di loro, che sia Siria, Iran, Siria o Cina, allora questo può solo incoraggiare gli Stati Uniti a essere più aggressivi verso gli altri paesi che sono di impedimento agli obiettivi di politica estera americana o che esistono come nemici regionali nella regione o nel mondo. Quindi, anche se le loro strutture politiche sono diverse, anche se le politiche estere sono differenti, le esistenti similitudini sono piuttosto impressionati come lo sono le minacce comuni. Ripeto: questa coalizione è in larga misura il risultato della politica estera americana e occidentale, che ha una forte connotazione di eurocentrismo, tribalismo e razzismo.

Non solo questa pressione ha portato all’avvicinamento di questi paesi e di questi movimenti, ma ha anche creato una più profonda comprensione reciproca. Oggi i russi comprendono l’Iran meglio di 5 anni fa, in parte grazie alla loro cooperazione in Siria. Questa maggiore comprensione rafforza la relazione e aiuta a superare molti dei fraintendimenti o miti che possono esistere l’uno verso l’altro, a causa delle narrazioni eurocentriche o dell’orientalismo.

Quindi: l’Iran non è preoccupato della relazione russo-israeliana. Ovviamente, in un mondo ideale l’Iran vorrebbe una rottura delle relazioni tra la Russia e il regime israeliano per la sua natura di segregazione razziale. Ma la realtà è la realtà, e la relazioni tra Iran e Russia sono molto buone e sono sicuro che, a volte, gli iraniani mandano certi avvertimenti a Israele tramite i russi.

Saker: Com’è vista la Russia in Iran? La maggior parte degli iraniani sono ancora sospettosi sulla Russia o vedono nella Russia un partner praticabile e onesto? Quali sono le principali riserve/preoccupazioni degli iraniani patriottici quando pensano alla Russia?

Professor Marandi: Storicamente gli iraniani hanno avuto seri problemi con i russi. I russi e l’Unione Sovietica hanno interferito ampiamente negli affari interni iraniani e ne hanno minato la sovranità. Ma dal crollo dell’Unione Sovietica l’immagine della Russia è cambiata. Soprattutto da quando la Russia ha cominciato a combattere a fianco dell’Iran in Siria nel 2015, la sua reputazione è migliorata in maniera significativa. Se osserviamo i sondaggi, l’immagine della Russia è piuttosto buona se paragonata a quella dei paesi occidentali.

I governi occidentali possiedono o finanziano dozzine di agenzie di informazione in lingua persiana. Queste agenzie, tra cui VOA e BBC Persian, fanno continuamente propaganda anti-Russia. Ovviamente hanno un impatto, e questo si abbina con le storiche preoccupazioni iraniane sulla Russia ma, malgrado tutto questo, l’immagine della Russia è relativamente positiva e questo la dice lunga.

Saker: Che ne pensa della Turchia? L’Iran e la Turchia hanno avuto una relazione complessa in passato, eppure, nel caso della guerra anglo-sionista contro la Siria, i due stati hanno lavorato insieme (e con la Russia): questo significa che la Turchia è vista come un partner fattibile e onesto in Iran?

Professor Marandi: La relazione tra Iran e il governo turco è complicata, soprattutto a causa dei costanti cambiamenti politici che si sono avuti in Turchia negli ultimi anni. Questo ha reso il governo inaffidabile agli occhi di tanti. Detto questo, la Turchia è molto diversa dai regimi a influenza wahhabita della penisola arabica. La tradizione islamica della Turchia ha sorprendenti similitudini con la cultura islamica dell’Iran e, grazie alla forte tradizione del Sufismo, la Turchia è molto più vicina all’Iran che, per esempio, all’Arabia Saudita wahhabita.

La minaccia globale wahhabita è cresciuta nella regione a causa del sostegno finanziario saudita, oltre a quello di altri paesi della regione del Golfo Persico. La società turca è stata più resistente, anche se, dal conflitto militare in Siria e a causa di ingenti finanziamenti provenienti dal Golfo Persico, c’è stata una crescente preoccupazione per la crescita del settarismo in Turchia, in maniera non dissimile a quanto accaduto in Pakistan negli anni ’80.

Per ironia della sorte, prima del conflitto in Siria il presidente Erdogan ha avuto una più stretta relazione con il presidente Assad, rispetto a quella con gli iraniani. Loro e le famiglie passavano le vacanze insieme.

In ogni caso, la Turchia ha una relazione economica, politica e culturale molto forte con l’Iran; alcuni dei crescenti sentimenti anti-Shia e takhiri che erano in aumento in Turchia sono stati bloccati rispetto al sostengo dei sauditi e degli Emirati per il tentato colpo di stato in Turchia. Successivamente, il loro aperto antagonismo verso i Fratelli Musulmani e il Qatar, il sostegno al colpo di stato in Egitto, la loro politica in Sudan in Libia e, ovviamente, l’assassinio di Jamal Kashoggi, tutto questo ha avuto un impatto positivo sulle relazioni turco-iraniane. Conseguentemente, la Turchia si è allontanata molto dagli antagonisti regionali dell’Iran, mentre il sostegno turco alla causa palestinese è un altro elemento che avvicina Iran e Turchia. Anche il sostegno americano ai terroristi del PKK in Siria ha fatto irritare i turchi, aggiungendo spinta alla convergenza turco-iraniana. Anche la politica turca verso la Siria si sta evolvendo, sebbene sia impossibile per il governo fare un cambiamento radicale, a causa di anni di tentativi di cambi di regime.

Saker: Parlando dell’Iraq, come definirebbe l’“equilibrio di influenza” dell’Iran e degli USA in Iraq? Dovremmo considerare il governo iracheno alleato dell’Iran, alleato degli Stati Uniti o indipendente? Se l’Impero attacca l’Iran, che cosa succederebbe in Iraq?

Professor Marandi: La relazione tra Iraq e Iran è significativamente più importante della relazione tra Iraq e Stati Uniti. Iran e Iraq sono alleati ma questa alleanza non è in contraddizione con il principio di indipendenza dell’Iraq. La politica regionale irachena non è identica a quella iraniana, ma i due paesi hanno interessi molto simili, una relazione molto stretta, molti leader iracheni hanno vissuto per anni in Iran e la massa della popolazione irachena vive vicino ai confini comuni lunghi più di 1.200 km. Quindi, commercio, pellegrinaggi e turismo sono importanti per entrambi i paesi. Le similitudini religiose e i luoghi santi che ci sono in Iran e Iraq sono un enorme incentivo per l’interazione tra i due paesi. Ci sono molti studenti iracheni che studiano in Iran e molti iraniani che lavorano in Iraq. Il fatto che gli iraniani abbiano fatto molti sacrifici quando combattevano l’ISIS in Iraq e molti iracheni siano stati martirizzati nella guerra contro l’ISIS e Al Qaeda è una forte indicazione di come stiano le cose malgrado la pressione degli Stati Uniti.

Il pellegrinaggio di Arba’een, che si svolge ogni hanno quando milioni di iraniani e iracheni se mettono in cammino verso Karbala, fianco a fianco, con decine di migliaia di volontari iracheni e iraniani che aiutano i pellegrini lungo il loro percorso, è, io credo, un ulteriore segno di una stretta relazione.

Mentre la presenza americana in Iraq continua ad essere egemonica, l’Iran non ha cercato di impedire all’Iraq di avere delle normali relazioni con altri paesi. Ma gli Stati Uniti continuano a cercare il controllo sull’Iraq attraverso la più grande ambasciata al mondo, la presenza militare e la loro  influenza sulla burocrazia. Gli Stati Uniti continuano ad avere molto da dire su come viene spesa la ricchezza petrolifera del paese.

Tuttavia, nonostante il comportamento coloniale degli Stati Uniti, il suo continuo furto della ricchezza petrolifera dell’Iraq e il suo comportamento criminale, gli iracheni sono stati capaci di affermare una grande indipendenza. Alla lunga, questo continuato comportamento americano non farà altro che creare ulteriore risentimento tra gli iracheni. L’Impero raramente prende in considerazione queste realtà, loro cercano di accumulare influenza e ricchezza attraverso la forza bruta; sul lungo termine, però, crea rabbia e ostilità profonde, che, a un certo punto, costituiranno un grande problema all’Impero, specialmente dato che questa rabbia e questa conflittualità stanno crescendo in tutta la regione, se non in tutto il mondo.

È altamente improbabile che il regime di Washington attacchi l’Iran, e se lo farà, provocherà una guerra nella regione, che porterà direttamente gli Stati Uniti fuori da Iraq, Afghanistan, Libano e Siria. L’Arabia Saudita e gli Emirati crollerebbero rapidamente e il prezzo del petrolio e del gas naturale schizzerebbe alle stelle, creando un crollo economico mondiale, mentre milioni di persone affluirebbero in Europa.

Saker: Si sente spesso dire che la Russia e l’Iran hanno in Siria obbiettivi fondamentalmente diversi, e che regolarmente si accendono discussioni fra essi a causa di queste divergenze. È vero? Secondo lei, in cosa differiscono gli obiettivi in Siria di Russia e Iran?

Professor Marandi: Le notizie che talvolta sentiamo sulle forti tensioni in Siria fra Russia e Iran sono spesso sciocchezze. Ci sono chiare ragioni che spingono certa gente ad esagerare piccoli incidenti o ad inventarli del tutto, ma la relazione fra i due paesi è alquanto buona. L’Iran non vuole avere nessuna base militare in Siria, mentre la Russia ritiene necessario conservare la sua presenza militare in quel paese attraverso accordi a lungo termine.

Ma in definitiva, all’Iran piacerebbe aiutare la Siria ad acquisire la capacità militare necessaria a riconquistare le Alture del Golan. L’Iran non intende iniziare nessun conflitto con il regime israeliano in Palestina. Questo non è un obiettivo in Libano e neanche in Siria. In parallelo al Libano, in cui l’Iran sostiene gli Hezbollah per riconquistare la sovranità e scacciare gli aggressori ed occupanti israeliani, gli iraniani perseguono gli stessi scopi in Siria, vogliono sostenere i siriani per aiutarli a ripristinare la loro completa sovranità. Io non credo che le Alture del Golan siano una priorità per i russi.

Saker: Per un certo tempo, l’Iran ha permesso alle Forze Aerospaziali Russe l’uso di un aeroporto militare. Ho sentito voci secondo le quali l’IRGC era favorevole, mentre le forze armate regolari si opponevano. Pensa che vi siano tali differenze fra l’IRGC e le forze armate regolari e pensa che l’Iran potrà un giorno concedere ai militari russi una presenza permanente in Iran?

Professor Marandi: Quello è un mito, ai russi non è stato chiesto di andarsene. Non ci sono differenze fra l’IRGC e qualsiasi altra parte delle forze armate. Questa decisione è stata presa dal Presidente e dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e tutti i gradi più alti dei militari sono stati coinvolti nella discussione. In verità, la base aerea non appartiene alle Guardie, appartiene all’aviazione, e ne è stata usata una parte dai bombardieri strategici russi nel loro volo verso la Siria per bombardare gli estremisti. Questa cooperazione è terminata quando i russi sono riusciti a stazionare in Siria un numero adeguato di aerei, perché i voli attraverso l’Iran erano lunghi e costosi, mentre la campagna aerea lanciata dalle basi in Siria era molto meno costosa e molto più efficace. L’Iran era molto aperto riguardo la sua relazione con i russi, ed ha permesso apertamente il sorvolo del suo spazio aereo ai missili russi. C’erano alcuni che si opponevano alla presenza russa nella base aerea, un piccolo segmento della società iraniana, favorevole all’Occidente e all’America, si è lamentato di ciò sui loro media, ma essi non hanno avuto assolutamente nessun ruolo sulla decisione presa. Secondo i sondaggi, una schiacciante maggioranza degli iraniani sostiene le attività del loro paese, in Siria ed il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non ha avuto nessuna pressione sulla decisione presa. Tuttavia, l’Iran non ha piani sullo stabilire permanenti basi di altre nazioni sul proprio territorio e questo è scritto nella costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran. La rivoluzione in Iran ha riguardato l’indipendenza, la dignità, la sovranità e i valori locali, e rimuovere l’influenza della egemonia americana sull’Iran è stato a tutti gli effetti una parte di ciò. Gli iraniani non daranno in futuro nessuna base a qualsiasi potenza straniera, e né i russi né i cinesi hanno mai fatto richieste in tal senso. Riguardo le politiche regionali dell’Iran, non c’è alcuna differenza fra l’IRGC ed il resto dei militari, entrambi hanno partecipato al raggiungimento di una decisione quando fu permesso ai missili russi di sorvolare il territorio iraniano ed entrambi sono stati parte del processo per permettere l’uso dello spazio aereo iraniano agli aerei russi. I bombardieri russi stavano fornendo sostegno alle truppe iraniane e ai gruppi filo-iraniani presenti sul terreno.

Saker: Sia l’ayatollah Ali Khamenei che Hassan Nasrallah, il Segretario Generale degli Hezbollah, hanno fatto menzione molte volte che il regime Sionista-Apartheid nella Palestina occupata ha i giorni contati. Si sente d’accordo con il loro punto di vista e, se sì, come si immagina possa avvenire un tale cambio di regime? Quale soluzione crede più realistica, quella Uno Stato o quella Due Stati?

Professor Marandi: Io non credo che la soluzione Due Stati sia possibile perché il regime israeliano ha colonizzato troppo del West Bank. Mediante atti di egoismo e di sciocco guadagno a breve termine, il regime si è danneggiato enormemente.. Come risultato della colonizzazione del West Bank, perfino le élite ed i diplomatici dell’Europa, che riconoscono privatamente le politiche di segregazione portate avanti dal regime israeliano e che parlano sempre di una speranza per la soluzione Due Stati, ammettono che la soluzione Due Stati è morta. Tutti i palestinesi sono trattati da subumani, sia che risiedano nel West Bank o no. Essi sono una nazione sottomessa sia che siano cittadini israeliani o meno. Ma non c’è più nessuna speranza di libertà per i residenti nel West Bank, abbiamo anche previsto che gli israeliani non cederanno mai volontariamente il West Bank. Questa è la più importante sfida che in futuro affronterà il regime. Colonizzando il West Bank e nonostante la narrativa ufficiale dei media e dei governi occidentali , Israele è visto sempre di più dalla comunità internazionale come il regime di segregazione che è. Si sta delegittimando agli occhi di molte persone.

In aggiunta a ciò, non può più comportarsi con impunità. La guerra in Libano del 2006, in cui le forze armate israeliane sono state sconfitte dagli Hezbollah, è stata un punto di svolta. Prima di essa, gli israeliani si erano creati la fama di invincibilità. Ma adesso, perfino a Gaza essi non riescono a raggiungere i loro obiettivi quando attaccano periodicamente il territorio e i suoi abitanti. Gli israeliani sono oggi contenibili più facilmente, specie da quando il governo siriano è stato capace di ripristinare l’ordine ed espellere ISIS e Al Qaeda dalle aree contigue alle forze israeliane nelle Alture del Golan occupate, nonostante il sostegno di Israele agli estremisti. Gli israeliani sono arginati regionalmente e visti all’interno come un regime di segregazione razziale. I suoi alleati regionali sono anche loro in declino, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono le uniche nazioni che possono essere considerate alleati effettivi, ma stanno affrontando un declino potenzialmente terminale. Quindi, regionalmente, il regime sta diventando sempre più isolato ed io non credo che, in tali circostanze, il regime israeliano possa durare a lungo. Proprio come il regime di segregazione razziale in Sud Africa è collassato sotto il peso della propria esistenza immorale, il regime israeliano non durerà. Non ci sarà nessuna soluzione a Due Stati, la sola soluzione, realistica e morale, è quella di una Palestina unita in cui siano ripristinati i diritti della popolazione indigena, sia essa Palestinese, Ebrea o Cristiana o chiunque altro sia indigeno in quella terra.

Saker: L’Iran è una Repubblica Islamica. È in gran parte sciita. Alcuni osservatori lo accusano di voler esportare in altre nazioni il suo modello politico. Che ne pensa di queste accuse? Gli studiosi islamici in Iran credono che il modello della Repubblica Islamica Iraniana possa essere esportato in altre nazioni, incluse quelle sunnite?

Professor Marandi: Io non credo che ci sia alcuna validità in queste accuse. L’Iran ha una relazione eccellente con l’Iraq ma non gli ha imposto il suo modello. In verità, l’Iran lo ha aiutato a stendere la sua Costituzione attuale. Lo stesso vale per il Libano e lo Yemen. L’Iran è accusato di continuo dai suoi antagonisti, ma nei più inconsistenti dei modi. Alcuni affermano che l’Iran ha paura di esportare il suo modello perché teme i rivali. L’Iran è stato spesso attaccato da tutti i lati usando spesso argomentazioni auto-contradditorie. Da una parte, il cosiddetto regime è, secondo quel che si dice, immensamente impopolare, è corrotto, sta cadendo a pezzi, è incapace di buongoverno. Dall’altra parte, l’Iran è una crescente minaccia alla regione, perfino al mondo. Ciò è paradossale, come può l’Iran, da una parte, essere incompetente e collassante e, dall’altra, una crescente minaccia mondiale? Ciò, semplicemente, non ha senso. Ad ogni modo, io non ho visto nessuna evidenza che l’Iran abbia cercato di imporre il proprio modello ad altre nazioni o ad altri movimenti ad esso vicini. Se non fosse stato per il sostegno iraniano, ISIS e Al Qaeda avrebbero sopraffatto la Siria, con il suo governo laico e la sua Costituzione secolare. Gli iraniani hanno creduto fermamente che le forze terroristiche, sostenute dai controspionaggi occidentali e dai regimi regionali, fossero il peggior scenario per la gente siriana. Hanno imposto il loro modello?

Saker: La ringrazio per tutte le sue risposte!

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 Intervista a Mohammad Marandi pubblicata su The Saker il 21 agosto 2019
Traduzione in italiano di Elvia Politi e Fabio_San per SakerItalia

[le note in questo formato sono dei traduttori]

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