Come notato da numerosi cronisti del Medio Oriente, la situazione in Yemen rimane molto grave. Il paese è stato devastato dal conflitto tra gli Houthi e le truppe del deposto presidente Mansur Hadi, che a loro volta sono appoggiate pesantemente dalle forze aeree della cosiddetta coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita.

I bombardamenti aerei in corso provocano vittime tra i civili, riducono quartieri in rovina, e distruggono le infrastrutture del paese. Precedentemente, in questo mese almeno tre persone sono state uccise in un attacco aereo all’ospedale dei Medici Senza Frontiere nel governatorato di Saada. Gli ospedali stanno chiudendo le loro porte, incapaci di continuare ad operare in queste condizioni.

Questa non è la prima struttura medica a essere bombardata in Yemen – la cosiddetta coalizione araba ha distrutto anche il Centro per la cura e riabilitazione dei ciechi nella capitale dello Yemen, Sana’a. Inoltre, l’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha riferito di come la coalizione stesse usando bombe a grappolo per distruggere certe strutture a Sana’a già in Gennaio.

Occorre sapere che un enorme rivolta popolare iniziò in Yemen nel 2011 come diretta conseguenza della cosiddetta Primavera araba, orchestrata dagli USA e dai loro alleati. Nel 2014, milizie tribali, oggi conosciute come Houthi, iniziarono a combattere le forze governative e riuscirono conseguentemente a catturare una significante parte del paese grazie al massiccio sostegno dalla popolazione. Nel Marzo 2015, l’Arabia Saudita lanciò i suoi primi attacchi aerei contro gli Houthi, attacchi che furono, secondo varie organizzazioni per i diritti umani, malamente coordinati e che causarono enormi perdite civili. Preoccupato dalla grave situazione, l’Alto Commissario per i diritti umani del ONU, Zeid Ra’ad al Hussein, dichiarò in dicembre alla riunione del Consiglio di Sicurezza ONU che era la cosiddetta coalizione araba ad essere responsabile per la maggioranza degli attacchi in Yemen contro aree residenziali ed obbiettivi civili. Secondo la Reutres, l’Alto Commissario ONU dichiarò che:

… si è osservato con estrema preoccupazione un pesante bombardamento sia dal suolo che dal cielo in aeree dello Yemen con un alta concentrazione di civili e la distruzione di infrastrutture civili, come ospedali e scuole.

E’ curioso notare come nel perseguimento dei propri obbiettivi criminali in Yemen, l’Arabia saudita abbia usato armi acquistate dal Regno Unito nel 2012. Inoltre, continua a rifornire il proprio arsenale con armi di provenienza britannica. Per questa ragione, alla fine dello scorso anno, influenti diplomatici e avvocati britannici avvisarono David Cameron che stava correndo il rischio di dover comparire davanti ad un tribunale internazionale per crimini di guerra, a causa dell’uso estensivo contro obbiettivi civili delle armi fornite dal suo governo all’Arabia Saudita.

Secondo il The Independent:

Consulenti di Philip Hammond, il Ministro degli Esteri, hanno intensificato gli avvertimenti legali riguardo al fatto che la vendita ai sauditi di missili speciali, utilizzati per nove mesi di quasi ininterrotti bombardamenti nello Yemen occidentale contro i ribelli Houthi, potrebbe infrangere le leggi umanitarie internazionali …

… migliaia di civili yemeniti sono stati uccisi, mentre sono state colpite scuole, ospedali e infrastrutture non militari. La scarsità di carburante e generi alimentari, secondo le Nazioni unite, ha portato alle soglie della carestia molte regioni del paese.

Amnesty International, Human Rights Watch (HRW) e altre ONG, dichiarano che non c’è alcun dubbio che le armi vendute dal Regno Unito e dagli Stati Uniti abbiano colpito obbiettivi civili in Yemen. Un importante consulente legale del Ufficio Esteri e Commonwealth (FCO) ha raccontato al The Independent: “Il Segretario per gli Esteri ha riconosciuto che alcune armi fornite dal Regno unito sono state usate dai sauditi nello Yemen. Le nostre rassicurazioni che tali vendite siano in linea con il trattato internazionali di regolazione delle armi sono corrette? La risposta non è, purtroppo, del tutto chiara.”

Di nuovo, il The Guardian osserva che Safeworld e Amnesty hanno pubblicato l’opinione legale del professor Philippe Sands QC e di numerosi altri avvocati, secondo cui la vendita di armi britanniche all’Arabia Saudita, alla luce del suo intervento militare e bombardamento dello Yemen, viola le leggi nazionali, europee e internazionali. Gli avvocati hanno sottolineato come in un periodo di 9 mesi prima del Luglio 2015 il Regno Unito abbia fornito razzi e bombe per un valore complessivo di 9 milioni di sterline, numero che, nei successivi tre mesi, ha raggiunto l’incredibile cifra di un miliardo di sterline. Inoltre, ci sono chiare prove che queste armi siano state usate contro ospedali, scuole, mercati, magazzini, porti e campi profughi, trasformando lo Yemen in un incubo. L’organizzazione per i diritti umani Saferworld è convinta che ci sia una relazione diretta tra la crescita nella vendita di munizioni e l’aumento nei bombardamenti in Yemen.

Molti osservatori britannici, inclusi quelli del The Guardian, hanno fatto notare che giorni dopo le dichiarazioni di David Cameron riguardo il suo tentativo di “dare via ad un processo politico in Yemen” e i suoi commenti sul fatto che “non ci può essere una soluzione militare in Yemen”, i dati rilasciati dal governo hanno mostrato che ufficiali britannici avessero approvato la vendita di bombe all’Arabia Saudita per il valore di milioni di sterline.

Nelle presenti circostanze, l’unica domanda che viene spontaneo porsi è la seguente: continueranno le organizzazioni per i diritti umani e la comunità internazionale, cioé tutti coloro che hanno fallito nel dire un decisivo “NO” all’intervento occidentale in Iraq, Siria, Afghanistan, che servì solo ai venditori di armi, ad assistere in silenzio alla distruzione dello Yemen? Quanti yemeniti dovremo veder morire prima di iniziare a risolvere il conflitto in un contesto internazionale? Quante vite sarebbero risparmiate? Porteremo mai davanti alla giustizia i responsabili di tali massacri? Oppure preferiamo lasciare che i politici, della risma di Cameron, continuino a parlare di pace mentre vendono impunemente dietro alle nostre spalle enormi quantità di armi?


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Articolo di Martin Berger pubblicato da Land Destroyer il 23 gennaio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Gregorio Ventura
per Sakeritalia.it