La prima cosa da dire è che non abbiamo modo di sapere cosa sia realmente accaduto. Per lo meno, ci sono due possibili ipotesi che potrebbero spiegare cos’è successo:

1) una provocazione statunitense: è abbastanza probabile che qualcuno della catena di comando USA abbia deciso che l’Iran dovesse essere messo sotto pressione, e che far volare droni statunitensi proprio accanto al, o anche semplicemente dentro il, confine internazionale dell’Iran sarebbe un grande modo di mostrargli che gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare. Se questo è il caso, questo è stato un semi-successo (gli iraniani hanno dovuto accendere i loro radar e attaccare il drone, cosa molto buona per la raccolta di informazioni dell’intelligence USA) e un semi-fallimento (dal momento che gli iraniani non sono rimasti chiaramente impressionati dalla dimostrazione di risolutezza degli Stati Uniti).

2) una provocazione iraniana: sì, questa è una possibilità teorica che non si può rifiutare prima facie: secondo questo scenario sono stati proprio gli iraniani a far esplodere le due petroliere la settimana scorsa, e hanno deliberatamente abbattuto i droni statunitensi sulle acque internazionali. L’obiettivo? Semplice: mostrare che gli iraniani sono disposti e pronti ad un’escalation e che sono sicuri che prevarranno.

Ora, nel mondo reale, ci sono molte più opzioni, inclusi persino i mix di varie opzioni. Ciò che conta ora non è questo, tanto quanto la reazione di Trump:

…. proporzionato all’abbattimento di un drone senza equipaggio. Non ho fretta, i nostri militari sono pronti, freschi e pronti ad andare, di gran lunga i migliori al mondo. Le sanzioni mordono e altre ne sono state aggiunte ieri sera. L’Iran non potrà MAI avere armi nucleari, non contro gli Stati Uniti, e non contro il MONDO! —– …. Lunedì hanno abbattuto un drone senza equipaggio che volava in Acque Internazionali. Siamo stati pronti per vendicarci la scorsa notte su 3 luoghi diversi, quando ho chiesto, quanti iraniani moriranno. 150 persone, signore, è stata la risposta di un generale. 10 minuti prima dell’attacco l’ho fermato, non…

 

Ora, che si sia trattata di una provocazione americana o iraniana – la reazione di Trump è stata l’unica giusta. Perché? Perché i rischi impliciti di qualsiasi “attacco americano più che simbolico” sarebbero così grandi da annullare qualsiasi motivazione per un tale attacco, in primo luogo. Pensateci: possiamo essere molto fiduciosi che le installazioni militari iraniane lungo il Golfo Persico e il confine meridionale dell’Iran sono altamente ridondanti, e che non importa quanto successo avrà qualche limitato attacco missilistico USA, le effettive capacità militari dell’Iran non ne verrebbero scalfite. L’unico modo che hanno gli Stati Uniti per degradare efficacemente le capacità iraniane sarebbe eseguire un attacco prolungato, di più giorni, sull’intera periferia meridionale dell’Iran. In altre parole, una guerra *reale*. Qualsiasi cosa di breve durata sarebbe semplicemente priva di significato. Le conseguenze di un tale attacco, tuttavia, sarebbero, usando le parole di Putin, “catastrofiche” per l’intera regione.

Se questa è stata una provocazione iraniana, allora è stata progettata per far capire all’Impero che anche l’Iran è “carico e pronto a rockeggiare”. Ma se questo è il caso, non c’è alcuna possibilità che un attacco limitato possa ottenere qualche risultato. In effetti, qualsiasi attacco simbolico degli Stati Uniti per gli iraniani significherebbe solo che gli USA hanno paura e che tutto il tintinnar di sciabole americano è totalmente inutile.

Non ho detto una cosa del genere per molti mesi, ma in questo caso posso solo ammettere che Trump ha fatto la cosa giusta. Nessun attacco limitato ha senso, anche se ipotizziamo che l’Impero abbia preso la decisione di attaccare l’Iran e stia solo aspettando il momento perfetto. Perché? Poiché più a lungo gli iraniani sentono che un attacco è possibile, più tempo, energia e denaro devono spendere rimanendo in allerta molto alta.

La teoria di base dell’attacco e della difesa afferma chiaramente che la parte attaccante può ottenere un vantaggio maggiore se riesce a lasciare l’altra parte all’oscuro dei suoi piani, e se i costi dell’essere pronti per un attacco a sorpresa sono inferiori ai costi dell’essere in allerta (chi è interessato al ruolo e all’importanza dell’attacco a sorpresa nella teoria della deterrenza può leggere l’eccellente libro di Richard Betts “Attacco a Sorpresa: Lezioni per la Pianificazione della Difesa[in inglese]).

Quanto è vera questa storia di Trump che cancella un attacco americano all’ultimo minuto? È impossibile saperlo, ma mi sembra che sia certo che i pazzi Neoconservatori attorno a Trump volessero l’attacco. Ma è anche plausibile (se non del tutto certo) che almeno due gruppi avrebbero potuto opporsi ad un tale attacco:

1) I pianificatori del CENTCOM e/o del Pentagono.

2) I pianificatori della campagna per la rielezione di Trump.

I primi avrebbero esercitato pressioni contro tale attacco semplicemente per i solidi motivi militari sopra menzionati. Per quanto riguarda il secondo gruppo, probabilmente hanno deciso (correttamente) che se Trump avesse iniziato una guerra con l’Iran per la quale nessuno ha una “strategia di uscita” – questo avrebbe potuto provocare un enorme contraccolpo per l’intera regione, e distruggere le possibilità di rielezione di Trump.

In questo caso, se Trump ha ascoltato entrambi i gruppi o semplicemente seguito il suo istinto, sembra probabile che Trump (forse un “Trump collettivo”) abbia detto “no, non lo autorizzo”. Se è così, merita la nostra sincera lode e gratitudine (indipendentemente delle sue azioni e inazioni passate).

In conclusione, voglio mostrare il tipo di propaganda bellica incredibilmente stupida, incredibilmente ignorante e criminalmente irresponsabile che i cosiddetti media “conservatori” media statunitensi stanno diffondendo. Date un’occhiata a questo:

La logorrea sventolabandiere di Hannity è esattamente il tipo di assurdità totale che prima o poi si tradurrà in un grave disastro militare, seguito da un collasso dell’Impero stesso (per una descrizione dettagliata di come questo accadrà, per favore leggete il superbo libro di John Michael Greer “L’Ultimo Barlume del Crepuscolo[in inglese]). L’incredibile numero di cose controcorrente e chiaramente stupide che Hannity riesce ad infilare in poco meno di 7 minuti è, di per sé, un’impresa notevole.

Sì, è un giorno triste quando ci si deve rallegrare che il Presidente degli Stati Uniti sia appena meno stupido e meno ignorante di uno dei grandi esperti della scatola per idioti americana, ma questi sono tempi veramente tragici ed estremamente pericolosi. E in questi momenti, dobbiamo essere grati per qualsiasi cosa, non importa quanto piccola, che respinga l’inevitabile guerra nel Medio Oriente (o anche nel mondo).

Detto questo, cosa ci aspetta?

I luoghi degli attacchi alle petroliere.

La mia ipotesi personale e quasi infondata è che l’attacco alle due petroliere era probabilmente un’operazione israeliana sotto falsa bandiera, che non è riuscita a raggiungere i risultati attesi. Si noti che l’attacco non ha avuto luogo all’interno dello Stretto di Hormuz, ma a sud di esso, in acque relativamente più aperte, un sottomarino israeliano o una nave di superficie specializzata aveva meno possibilità di essere individuati dagli iraniani e una migliore possibilità di fuga (come esempio, date un’occhiata alla seconda mappa mostrata più sotto, e scoprite di persona come il Golfo di Oman scenda rapidamente di profondità).

Quando questo attacco non è riuscito ad ottenere l’effetto desiderato, gli israeliani e i loro agenti Neoconservatori hanno deciso di impegnarsi in un’altra provocazione, questa volta utilizzando un drone statunitense. Trovo probabile che in termini di posizione, il drone volasse all’interno dello spazio aereo iraniano, ma probabilmente ancora sull’acqua, permettendo all’Impero di fare i suoi soliti (creati dalla CIA) proclami di “negabilità plausibile” in caso di abbattimento.

Quando gli iraniani hanno abbattuto il drone americano, un sacco di persone negli USA probabilmente volevano scoprire esattamente dove stesse volando al momento dell’intercettazione, e dato che gli iraniani hanno probabilmente molti dati radar e sistemi per la guerra elettronica per dimostrare che il drone si trovava all’interno dello spazio aereo iraniano, l’unica azione sicura sarebbe stata quella di esprimere tutte le forme di protesta, ma non di intraprendere un’azione unilaterale (e quindi illegale).

È degno di nota anche il fatto che gli Stati Uniti abbiano chiesto che il caso delle due petroliere e l’abbattimento del drone siano discusse al Consiglio di Sicurezza dell’ONU [in inglese]. Considerando che Russia e Cina metteranno il veto su qualsiasi risoluzione che condanni l’Iran, anche questa sembra essere una mossa per trovare un pretesto per non andare in guerra.

Naturalmente, questa potrebbe anche essere un’operazione psicologica strategica destinata a cullare gli iraniani in un falso senso di sicurezza. Se questo è il piano, fallirà: gli iraniani hanno vissuto con un bersaglio Anglo-Sionista dipinto sulle loro fronti fin dal 1979, e sono abituati a vivere sotto costante minaccia di guerra.

In conclusione, attualmente sono leggermente ottimista (48-52%) sul fatto che gli Stati Uniti non attaccheranno l’Iran a breve termine.

A lungo termine, tuttavia, ritengo che un attacco Anglo-Sionista sia quasi certo.

Il Saker

PS: ecco una mappa topografica piuttosto dettagliata dello Stretto di Hormuz.

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Pubblicato su The Saker.is il 21 giugno 2019.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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