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Sono giorni ormai che un generale israeliano, catturato all’interno dell’Iraq, viene interrogato da quelli che si pensa siano istruttori delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane aggregati alle milizie che attualmente lo detengono. Da Veterans Today:

“L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri al Parlamento degli Stati Uniti e Segretario Generale del DESI (Dipartimento Europeo per la Sicurezza e l’Informazione), Dr. Haissam Bou-Said ha confermato che, in base alle informazioni fornite dal Parlamento internazionale degli Stati Uniti e dal Dipartimento Europeo per la Sicurezza e l’Informazione, l’Esercito Popolare Iracheno ha catturato un ufficiale israeliano che risponde al nome di Yussi Elon Shahak. Il grado dell’ufficiale è quello di brigadiere e il suo numero di matricola è Re 34356578765Az231434.”

Anche se le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio sono state diffuse al pubblico, compresa la totale ammissione che l’ISIS e l’agenzia di intelligence israeliana, il Mossad, sono profondamente interconnessi ormai da anni e che istruttori dell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) forniscono informazioni e fungono da centro di comando e controllo per le forze militari dello Stato Islamico, la stampa occidentale ha scelto di censurare completamente questa storia.

Al contrario, il Presidente Obama, che fa parte del “magico triumvirato degli instabili”, che include sia Netanyahu che Erdogan, ha riaccusato il Presidente siriano Assad di fare uso di gas tossici.

Le accuse di Obama, alla luce delle recenti rivelazioni dei nuovi ordinativi di gas Sarin per le forze dell’ISIS e di al-Qaeda/a-Nusra in Siria fatti dal Presidente turco Erdogan, sono un chiaro segno che il Presidente Obama non ha più il controllo delle proprie facoltà mentali e neanche quello delle truppe americane sul terreno.

Nelle scorse due settimane, due diversi bombardamenti americani sulla città di Aleppo hanno danneggiato la centrale elettrica della città e messo fuori uso il sistema di purificazione idrica. Questo costringe una città di 2.5 milioni di abitanti ad usare le acque non trattate del fiume Eufrate, noto per essere fonte di colera.

Dichiarazioni da fonti del Pentagono fanno capire che proprio questo fosse la logica degli attacchi eseguiti da aerei americani partiti dalla base dell’Air Force di Incirlik in Turchia, attacchi definiti “strani” dal Presidente russo Putin. Ci hanno anche riferito che questi attacchi sono stati pianificati ed eseguiti dai comandanti americani sul campo, non più sotto il comando del Presidente Obama e dei Capi dello Stato Maggiore Riunito.

Infatti questa è una situazione che va avanti da anni, una struttura di comando parallela che fa capo ad una cricca di facoltosi estremisti di estrema destra, a sopravvissuti dell’era Bush e all’israeliano Netanyahu. Questa catena di comando parallela, di cui si parla spesso sottovoce al Pentagono, fu istituita dall’ex Vice Presidente americano Dick Cheney che “si impadronì” del Comando Unificato per le Operazioni Speciali (JSOC) e lo mise, incostituzionalmente, sotto la sua personale supervisione. Alcuni al Pentagono pensano che Cheney e l’ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, anche se ormai fuori dal governo da molti anni, siano ancora in grado di dare ordini a truppe americane sparse per il mondo, specialmente in Europa e nel Medio Oriente, unità della Marina comprese.

Ci sono anche forti dubbi sulla sicurezza delle forze nucleari americane, secondo l’editore di Veterans Today Jeff Smith, precedentemente ispettore per l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e consigliere per la sicurezza nucleare presso l’ex Presidente George H.W. Bush. Smith, insieme all’editore di VT, il colonnello in pensione James Hanke, ex capo dell’intelligence del più grosso centro di comando per le armi nucleari americano in Europa al culmine della Guerra Fredda, racconta una storia di profondi intrighi all’interno dei circoli politici e militari americani che ha portato non solo alla perdita di materiale nucleare, ma anche all’uso arbitrario e segreto di armi nucleari tattiche da parte degli Stati Uniti e di altre nazioni.

Particolarmente significativa, tuttavia, è la perfidia americana nella finta guerra allo Stato Islamico. Fin dal primo momento del coinvolgimento russo nella guerra aerea all’ISIS , nella regione la tensione è giunta a livelli mai visti. Nulla di tutto questo ha qualcosa a che fare con le legittime azioni di bombardamento all’ISIS e alle sue organizzazioni sorelle, piuttosto il contrario. Quello che è successo è una lunga storia, portata avanti da Stati Uniti, Turchia e Israele, di uso dei mezzi aerei per sostenere i gruppi terroristici sul territorio, non solo con il supporto diretto dell’aviazione turca e israeliana contro l’Esercito Siriano e le forze dell’Esercito Popolare Curdo (in teoria sostenuto dagli Stati Uniti), ma anche con il rifornimento diretto dei gruppi terroristici.

Questi voli di rifornimento, eseguiti da aerei da trasporto americani, voli che, secondo quanto apertamente ammesso dal Presidente Obama, fanno arrivare missili TOW e Stinger ai gruppi che combattono in Siria, sono invece qualcosa di completamente diverso dalle false affermazioni di Obama.

Questi aerei americani, che partono dalla Turchia e dal Kuwait, riforniscono i “ribelli moderati” con lanci in Siria e in Iraq, per l’Esercito Siriano Libero e ad al-Nusra in Siria e, nella provincia irachena di Anbar, riforniscono le forze dello Stato Islamico che combattono contro il governo iracheno.

L’attuale contingente americano di 3000 uomini che si trova nella provincia di Anbar è visto dalla maggior parte delle fazioni irachene, con l’eccezione del Governo Regionale Curdo di Erbil, come parte integrante di un dispositivo per proteggere le basi dell’ISIS dietro le linee irachene.

Il fattore chiave che ha cambiato tutto è stato il coinvolgimento russo in Siria e, con esso, l’intelligence combinata della nuova “vera coalizione”, con il centro operativo di Bagdad gestito da specialisti del controspionaggio militare iracheni, russi, siriani ed iraniani con il supporto di satelliti, droni e intercettazioni radio russe.

In più la Russia sta incrementando sempre di più il controllo dello spazio aereo siriano, non solo con i SU-30, ma adesso anche dispiegando i caccia da superiorità aerea SU-35, caccia dalle prestazioni superiori a qualunque altro velivolo “in zona”, compresi l’F22 e l’F15.

Quello che è comunque più significativo è il fattore intelligence umana, qualcosa che l’America non ha mai avuto nel Medio Oriente. Al contrario, la ragnatela fatta da migliaia di fonti di informazione sul territorio, che ha portato alla cattura del generale israeliano Shahak, ha anche contribuito all’incredibile successo della campagna di bombardamenti russi in Siria, una campagna che il governo di Bagdad avrebbe potuto conseguire lottando da solo, se non fosse stato ostacolato dal ricatto americano.

Quello che possiamo affermare categoricamente è che l’America è sempre stata pienamente consapevole del profondo coinvolgimento di Israele con l’ISIS, e, fin dal principio, non solo ha sostenuto lo Stato Islamico, ma anche i suoi veri genitori.

C’è stata un’ “inversione di rotta” nei giudizi degli Americani, non solo da parte della gente comune, ma anche all’interno dei circoli militari e di intelligence. Dando per scontato che in queste comunità c’è una profonda spaccatura fra due gruppi, gli Americani leali e quelli comprati, ricattati o mentalmente oppressi dall’osservanza di un qualche fanatismo religioso, non c’è più nessuna struttura di comando, reale o attendibile, alle spalle dell’esercito americano, comprese le 16 agenzie di intelligence e i 300.000 contractors e mercenari, molti dei quali arruolati nello Stato Islamico.

Fra coloro che fanno parte delle comunità per la difesa e la sicurezza americana, tutto questo voler fomentare la guerra contro la Russia è considerato non solo allarmante ma è riconosciuto per quello che è: una messa in scena che fa parte del processo di destabilizzazione portato avanti contro lo stesso governo degli Stati Uniti da quegli elementi estremisti che includono anche una buona parte degli organi di informazione.

L’America bombarda i civili in Siria, distrugge le infrastrutture siriane. La vera coalizione americana ha inscenato la crisi dei rifugiati come parte di una mossa destabilizzatrice più ampia nei confronti dell’Unione Europea, gestita dagli stessi elementi estremisti che odiano gli Stati Uniti allo stesso modo.

L’America è assolutamente complice nell’uso dei gai tossici contro il popolo siriano e il Presidente Obama non può negare la conoscenza dei fatti.

L’America ha recentemente fatto affluire truppe nel Camerun, per difendere questa nazione da forze addestrate, armate e guidate dagli Stati Uniti.

Quanto detto vale anche per l’Africa.

L’America sta lavorando anche per distruggere l’Afghanistan, mantenendovi truppe per assicurarsi il rifornimento mondiale di eroina, controllando anche la ricchezza in materie prime del Paese.

Il jolly è stato la Russia sotto il governo di Putin, un’ispirazione agli elettori canadesi che recentemente si sono liberati di Stephen Harper, un fantoccio degli Americani. La stessa cosa sembra possibile in Europa e nel Regno Unito.

Fino a che questo non accadrà, non ci sarà libera stampa su cui poter fare affidamento, solo le stupidaggini che escono dalla bocca di Obama, un uomo la cui politica interna è stata, per la maggior parte dei casi, lodevole. La prova c’è, il comportamento dell’America è perfidia pura, la politica estera americana è anarchia pura, ogni settimana che passa diventa sempre più malsana, ridicola e illusoria. La gente comincia a capirlo.

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Articolo di Gordon Duff pubblicato su New Eastern Outlook il 23 ottobre 2015
Tradotto da Mario per Sakeritalia.it

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