L’Intervento militare russo che non c’è

L’Intervento militare russo che non c’è

Il mio recente articolo su di un possibile intervento militare russo nel conflitto siriano ha suscitato, oltre ad una maggioranza di reazioni razionali, alcuni commenti rabbiosi e frustrati da gente apparentemente disgustata dal rifiuto russo di farsi coinvolgere militarmente in Novorussia e Siria. Visto che queste proteste indignate trovano riscontro anche su altri blog e siti teoricamente pro russi, penso che valga la pena occuparsi della sostanza di queste critiche una volta di più. Allora, iniziamo delle basi:

Le finalità istituzionali delle Forze Armate Russe.

La Legge Ferderale N61-F3 “Sulla Difesa”, sezione IV, articolo 10, comma 2, afferma chiaramente che la missione delle Forze Armate Russe consiste nel “respingere le aggressioni portate alla Federazione Russa, e svolgere compiti correlati ai trattati internazionali sottoscritti dalla Federazione Russa”. e’ tutto. Difendere il territorio della Russia e adempiere agli impegni contratti con i trattati internazionali ratificati. Queste sono le uniche funzioni della Forze Armate Russe.

La Costituzione Russa, titolo IV, articolo 80, comma 2 afferma chiaramente che “il Presidente della Federazione Russa è il garante della Costituzione della Federazione Russa, dei diritti e della libertà dell’uomo e del cittadino. Secondo i limiti stabiliti dalla Costituzione della Federazione Russa adotta le misure per proteggere la sovranità della Federazione Russa, la sua indipendenza e la sua integrità territoriale, per assicurare il funzionamento coordinato e la corretta interazione di tutti i settori del potere statale”.

Ebbene, questo potrebbe far girare la testa a un Americano che è abituato ad una guerra nuova ogni anni, ma la Federazione Russa non ha alcun desiderio di diventare una copia speculare degli Stati Uniti facendosi coinvolgere in continue operazioni militari all’estero. Non solo, ma le leggi della Federazione Russa lo proibiscono specificamente.

La Russia non è il poliziotto del mondo, non ha una rete globale di 700 – 1.000 basi (a seconda della vostra definizione di “base”) ma bensì un esercito specificamente concepito per operare entro 1.000 chilometri (se non meno) dal confine russo, e il suo Presidente non ha il mandato legale per utilizzare le forze armate russe con l’intento di risolvere le crisi estere.

Il mandato politico del Presidente Russo

Il reale potere di Putin non è scritto in alcuna legge russa. Il suo vero potere risiede nel fatto che ha il sostegno della stragrande maggioranza del popolo russo. Come ha ottenuto questa incredibile popolarità? Non finanziando una campagna propagandistica di milioni di dollari, o facendo vuote promesse. La popolarità di Putin è semplicemente la diretta conseguenza del fatto che le azioni di Putin assecondano la volontà ed i desideri del popolo russo.

Di nuovo: per un Americano, che ha assistito allo spettacolo di ogni singolo Presidente che tradiva brutalmente tutte le promesse e che è abituato ad avere alla Casa Bianca qualcuno sostenuto solo da una minoranza di Americani, questo potrebbe essere disorientante, ma in Russia il Presidente riscuote davvero il sostegno della gente.

E, di fatto, sondaggio dopo sondaggio, la maggioranza del popolo russo (67%) si è sempre opposta ad un intervento militare diretto nel Donbass.  Questo è un fatto che gli “iper-patrioti” ignorano in malafede, ma in ogni caso è un fatto. Ora, se la maggioranza dei Russi è contraria ad un intervento militare diretto in Novorussia, che percentuale credete approvi un intervento militare in Siria?

A rischio di sembrare ripetitivo ricordo che Putin è stato eletto dal popolo russo per difendere i suoi interessi. Non è stato eletto dal popolo della Novorussia o della Siria. In realtà la Russia non ha assolutamente alcun obbligo, nemmeno morale, di aiutare nessuno. Quelli provano disgusto per il mancato intervento russo sembrano assumere che la Russa “debba” o “sia tenuta” a “fare qualcosa” semplicemente perché avrebbe i mezzi per farlo. Questo è falso. Anche se la Russia avesse la possibilità di intervenire con successo in Novorussia (ce l’ha) o in Siria (non ce l’ha) questo non significa automaticamente che deve procedere in questa direzione.

Si la Russia ha fornito sostegno alla Novorussia ed alla Siria, ma non perché fosse gli “dovesse” qualcosa, ma perché ha deciso di aiutare. Questo aiuto, in ogni caso, non significa che l’impegno russo sia senza fondo che che Putin “debba” inviare soldati russi sul campo, qualora ciò fosse necessario.

Oltre tutto, quando è stata l’ultima volta che qualche paese ha mandato i propri soldati ad aiutare la Russia e, se necessario, a morire per lei?

In quali circostanze il soldato russo è pronto a morire in battaglia

Ho tre figli e posso facilmente immaginare cosa proverebbero i genitori di un ragazzo, poniamo, di Tula o di Pskov se il loro figlio morisse in combattimento in Siria. Questo è il testo del giuramento prestato da ogni soldato russo:

Io [nome completo] giuro solennemente fedeltà alla Patria – la Federazione Russa. Io giuro di osservare fedelmente la Costituzione della Federazione Russa, di adempiere scrupolosamente alle prescrizione delle norme militari, agli ordini dei miei comandanti e dei miei superiori. Io giuro di adempiere con onore ai miei doveri militari, di difendere con coraggio la libertà, l’indipendenza e l’ordine costituzionale della Russia, il popolo e la Patria.

Non ci sono accenni alla Siria o ad ogni altro paese qui, vero?

Quando l’Unione Sovietica invase l’Afganistan i propagandisti sovietici proposero il simpatico concetto di “интернациональный долг”, “dovere internazionale”. L’idea derivava dal concetto marxista di “internazionalismo proletario”. E’ vero che la Costituzione Sovietica (agli articoli 28 e 30) includeva il seguente inciso:

” la politica estera dell’Unione Sovietica mira a rafforzare le posizioni del socialismo mondiale, sostenendo la lotta dei popoli per la liberazione nazionale e il progresso sociale […] essendo l’Unione Sovietica parte del sistema socialista mondiale, la comunità socialista che sviluppa e rafforza l’amicizia e la cooperazione in spirito di cameratesca mutua assistenza con gli altri paesi socialisti sulla base dell’internazionalismo socialista.” 

Probabilmente ci sono ancora nostalgici dei “bei giorni andati” quando l’Unione Sovietica era coinvolta in conflitti in Asia, Africa e America Latina, ma io non sono assolutamente uno di loro. E non lo è neanche la grande maggioranza dei Russi che ricordano con precisione il prezzo pagato in sangue per un simile controsenso ideologico.

Di nuovo: per una persona che vive negli Stati Uniti, dove è normale vedere “associazioni” di “Veterani delle Guerre all’Estero” (come se gli Stati Uniti ne avessero avuta una in casa, a memoria d’uomo!) ovunque nel paese e dove chiunque conosce almeno un parente, un amico o un vicino che ha perso un famigliare in Afganistan, Iraq, o altrove, questo può sembrare ridicolo. Ma per un Russo non solo non lo è, ma è anche letteralmente una questione intoccabile. Perché? Perché significa che il proprio figlio e la propria figlia possono essere esposti al pericolo esclusivamente quando il paese è sotto attacco.

Questo è anche il motivo per cui gli uomini   della sesta compagnia a Ulus Kert furono disposti a morire: perché stavano combattendo per la Madrepatria, non per la retta del college, non per evitare la galera o disoccupazione e non perché pensavano che fosse un modo per girare il mondo e uccidere gente con la pelle marroncina.

Le insidie degli interventi militari “limitati”

Chiedetevi: come finiscono di solito le guerre? Per essere più precisi: quante guerre vi ricordate in cui le parti abbiano concordato di smetterla e abbiano concluso qualche tipo di trattato di pace? Di fatto, la maggior parte delle guerre finisce con la vittoria di uno e la sconfitta dell’altro. E questo in sostanza significa che se la parte più forte non ha i mezzi per sconfiggere completamente la parte più debole la guerra continua. L’esempio perfetto di questo genere di conflitti è stata la guerra in Afganistan, in cui i Sovietici hanno invaso con facilità il paese ed hanno sconfitto i “combattenti per la libertà” [che più tardi sono saliti all’onore delle cronache come “al Quaeda” con la licenza della CIA statunitense] ma non sono stati capaci di ricacciarli in Pakistan e Iran. Così le forze anti sovietiche, sebbene “più deboli” sono riuscite a sottrarre ai Sovietici la “vittoria” semplicemente sopravvivendo e addirittura opponendo una fortunata resistenza in alcune località (come la valle del Panjshir).

Questa è una mappa approssimativa del territorio controllato da Daesh:

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Come potere vedere dalla mappa, Daesh attualmente è attivo sia in Siria che in Iraq e sappiamo anche che hanno effettuato incursioni in Libano ed Egitto. Possiamo essere certi del fatto che Daesh potrebbe, se necessario, spostarsi in Arabia Saudita. Sotto ogni aspetto il territorio attualmente controllato da Daesh, o più precisamente, il territorio su cui Daesh può operare, è vasto. E dunque in questo contesto, in cosa potrebbe consistere una “vittoria”? Sradicare Daesh dall’intero Medio Oriente, naturalmente. Abbiamo già visto cosa è successo quando i Siriani hanno sostanzialmente sconfitto Daesh sul piano militare: Daesh si è ritirato in Iraq, fine della storia. Questa mossa si è dimostrata sufficiente a precludere la vittoria ai Siriani.

Ma Daesh può essere sconfitto? Senz’altro. Ma solo se l’impero Anglosionista fermasse la sua crociata anti shiita e consentisse ad Iran, Siria, Hezbollah e Iraq di spazzare via questi lunatici Takfiri. Ma visto che questo è assolutamente inaccettabile per gli Anglosionisti, la guerra continuerà. E in questo contesto la Russia dovrebbe entrare nel conflitto? Pazzia!

Qualsiasi impegno russo, oltre al fatto di essere fondato su di una dubbia legittimità sotto l’aspetto legale ed essere molto pericoloso politicamente per Putin, dovrebbe essere o pieno di riserve o aperto ad ogni possibile sviluppo. Nel primo caso sarebbe inutile, nel secondo estremamente pericoloso.

… E mandare solo l’aviazione?

Diversamente da quanto scritto da alcuni commentatori mandare 6 MiG 31 potrebbe modificare la bilancia delle forze in campo: sei MiG 31 significherebbero, 2 in pattugliamento in assetto da combattimento, 2 pronti al decollo e 2 in manutenzione di routine. Due MiG 31 in aria basterebbero a monitorare lo spazio aereo siriano e a difenderlo da eventuali intrusi (potete pensare ai MiG 31 come a dei “piccoli AWACS” visto che sono dotati di un avanzato radar AESA e di armi in grado di tracciare dieci obiettivi simultaneamente ingaggiandone quattro in un raggio molto ampio (fino a 200 km). Il problema con tutto questo software raffinatissimo è che non serve a nulla contro Daesh, che non ha aviazione. 

C’è chi ha suggerito che i MiG 31 potrebbero essere usati per proteggere la Siria contro un attacco statunitense con missili da crociera. Mentre è vero che il MiG 31 è in grado di ingaggiare missili da crociera a bassa quota, il problema è che ciascun MiG 31 può portare solo da 4 a 5 missili aria aria. Così una pattuglia di due MiG 31 potrebbe ingaggiare al più solo 12 missili da crociera, a meno di non inseguirli uno ad uno per abbatterli usando il loro cannone da 23 millimetri. Visto che un attacco statunitense alla Siria impiegherebbe molti più missili, c’è ben poco che i MiG 31 possano fare. Una difesa molto più efficace sarebbe quella dotata di S 300, e questo è il motivo per cui gli Stati Uniti ed Israele si sono opposti con tanta forza alla consegna di S 300 alla Siria.

Altri hanno suggerito che la Russia potrebbe mandare MiG 29. Pessima idea. Il MiG 29 è un caccia formidabile nei confronti ravvicinati, ma ha delle carenze nel supporto aereo ravvicinato. Se la missione è il supporto delle operazioni di combattimento siriane, allora il SU 24, o piuttosto il SU 25, sarebbero molto più adatti. Ma per quanto ne so, nessun rapporto ha parlato di queste macchine.

Come si può aiutare la Siria

Prima di tutto, vorrei ricordare a tutti che la Russia ha già, in assoluta solitudine, fermato un attacco statunitense contro la Siria mandando, da un lato, una squadra navale davanti alle coste siriane (e con essa fornendo ai Siriani una visione completa dello spazio aereo sulla Siria e nelle vicinanze) e suggerendo acutamente, dall’altro che la Siria si sbarazzasse delle sue armi chimiche (completamente inutili): tutto questo viene ovviamente chiamato da qualcuno “tradimento” e “disarmo” della Siria. La Russia può aiutare ancora la Siria inviando materiale militare, consiglieri, condividendo informazioni e, cosa più importante, fornendo copertura politica.

Nel caso le forze armate siriane patissero veramente un rovescio militare e nel caso il governo dovesse essere minacciato, Hezbollah sarà la prima ad intervenire (come ha già fatto), seguita dall’Iran (come, secondo alcune indiscrezioni, ha già fatto a sua volta). Con gli stivali di Hezbollah e dell’Iran sul campo (i secondi presumibilmente con uniformi di Hezbollah) non c’è bisogno di forse russe. Almeno non di forze militari “regolari”.

E’ possibile, ed addirittura probabile, che i Russi potrebbero mandare unità sotto copertura in Siria (o che l’abbiano già fatto). Stiamo parlando delle squadre speciali GRU e SVR, per lo più nei panni di “consiglieri” o di mercenari e addirittura di personale che fornisce “assistenza tecnica”. In ogni caso le forze siriane sono molto efficienti sotto ogni profilo e non dobbiamo necessariamente presumere che necessitino di speciali competenze esterne. E nella misura in cui assistenza esterna fosse necessaria, Hezbollah sarebbe probabilmente molto più adatto al compito delle unità russe.

Per quanto ne so, i Siriani mancano di alcuni tipi di equipaggiamento moderno, specialmente elettronica e ottica moderne. Sono certo che la Russia potrà colmare queste lacune, se necessario attraverso l’Iran. Infine, dal momento che questa guerra va avanti già da tanto tempo, sono sicuro che l’esercito Siriano abbia difficoltà con i ricambi e con le riparazioni. Di nuovo, qui può supplire l’Iran, se serve con l’aiuto russo.

Conclusioni

Per i Russi intervenire direttamente in Siria sarebbe illegale, impossibile politicamente e in pratica inefficace. La Russia gioca molto meglio il proprio ruolo dall’esterno, nella catena di sostegno Hezbollah-Iran-Russia alla Siria.

Per tutte le fanfare della propaganda Anglosionista che parlano di “orso russo risorgente” che intende invadere l’Europa e per tutti quegli pseudo amici della Russia che fanno domande da matricole su interventi russi di qua e di là: la Russia non ha nessunissimo obbligo di intervenire in nessun posto. L’esempio degli Stati Uniti ha già mostrato quanto sia costoso e usurante per un paese dichiararsi poliziotto del mondo e usare la forza militare per tentare di risolvere ciascuna delle crisi mondiali. La Russia non è gli Stati Uniti e non è nemmeno un “anti Stati Uniti”. E, a mio parere, ciò è un bene per tutti.

The Saker

 *****

Articolo di Saker apparso su TheSaker.is il 02/09/2015

Traduzione in italiano a cura di Marco Bordoni per Sakeritalia.it

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Marco Bordoni

Marco Bordoni

11 Comments

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    dario barone settembre 07, 2015

    Io ero tra quelli che, stufi di assistere all’ennesimo massacro di una nazione martoriata (direttamente o indirettamente) da paesi Nato, nell’intervento russo (e magari anche cinese) ci speravano, ma ho la massima stima nella classe dirigente politica e militare russa, per cui se hanno deciso di non intervenire direttamente in questo momento ritengo che avranno le loro a noi sconosciute ma valide ragioni. Detto questo non dobbiamo prenderci in giro, le ragioni sono d’opportunita’ politica e militare non certo la costituzione che non ha mai fermato nessun paese (compresa la pacifica Italia) dall’intraprendere missioni militari all’estero se la difesa degli interessi della nazione (nel caso russo) o la sudditanza a paesi esteri (nel caso dell’Italia) lo richiede, anche se certamente non con la frequenza degli Usa. Per capirci, possiamo dire che non sono state trovate prove di truppe russe in Ucraina ma che non ci siano, viste le mazzate rifilate dai minatori ad un esercito gestito da militari professionisti stranieri, e’ un altra cosa, e aggiungerei che se fossero presenti, avrebbero diritto d’esserci dato che con un colpo di stato anche la forma esteriore della democrazia e’ cessata d’esistere. Per quanto riguarda il soldato russo, ritengo che vista la ferrea disciplina e anche la diffusa consapevolezza che la loro nazione e’ minacciata dall’esterno, dinanzi a degli ordini non si mettono a discutere sulla legittimità o meno degli interventi; del resto di recente sono state secretate in russia le morti dei militari nei periodi di pace e questa e’ una conferma su come stanno attualmente le cose.

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    samo79 settembre 08, 2015

    Potrà apparire strano ma da Comunista ho sempre avuto alta stima e fiducia nei confronti dell’attuale classe dirigente della Federazione Russa, in particolare nei riguardi della sua politica estera che ritengo eccellente sotto tutti i punti di vista, Donbass compreso.
    Tuttavia, e da quando sono qui è raro che ciò accada in questo testo non ho trovato alcun punto con cui poter concordare !

    Se si vuole sostenere che la Russia non abbia le forze per un intervento diretto in Siria o che non ci si voglia imbarcare in un pantano potenzialmente pericoloso beh allora potrei anche essere daccordo … ma se si vuole giustificare l’inazione sotto l’ombrello di un pezzo di carta, di una Costituzione o di un giuramente militare beh allora non ci siamo proprio .. ma quando mai una Costituzione è mai stata un freno quando in gioco ci sono implicazioni politico-militari cosi importanti ?

    Tra le altre cose, tanto per ricordare quella vigente non è certo un documento scaturito da una volontà popolare, quella vigente è la Costituzione di Yeltlin, si quella venuta fuori dal bombardamento del Soviet Supremo nel 1993 ! …

    Una Costituzione imposta con la forza, oggi accettata ma nei fatti al tempo assolutamente discutibile sul piano legale dato che, tra le altre cose era in palese contrasto con svariati articoli della Costituzione precedente (valida al momento dei fatti)
    Ad esempio all’articolo 121[6] essa dichiarava:

    « I poteri del Presidente della Federazione Russa non possono essere usati per cambiare l’organizzazione nazionale e statale della Federazione Russa, per dissolvere o interferire con le funzioni di tutti gli organi elettivi del potere statale. In questo caso,i suoi poteri cessano immediatamente. »

    Per l’appunto quindi, i pezzi di carta, ivi incluse le Costituzioni non fanno altro che riflettere i rapporti di forza reali vigenti all’interno di una Nazione, al tempo purtoppo totalmente a favore delle forze oligarchiche filo occidentali in contrapposizione alle forze Patriottiche facenti riferimento ai Comunisti,
    Oggi però, al contrario di allora siamo in una fase diversa, una fase in cui una parte delle forze patriottiche (quella che oggi fa riferimento a Putin) ha ripreso le redini del paese e se solo volesse avrebbe tutta la legittimità anche popolare per attuare nuove modifiche a livello costituzionale

    Ma tornando al punto, è ovvio che nessuno pensa che la Russia debba svolgere il ruolo di “poliziotto del mondo” o intervenire ovunque, nessuno lo mai sostenuto, nessuno degli amici della Russia lo vuole e non è certo questo che la Russia dovrebbe fare, farlo significherebbe usare la forza per imporre una propria egemonia imperialista verso l’esterno (quello che appunto fa l’occidente) … ma di questo si tratta ?

    No, non si tratta di questo, si tratterebbe invece di aiutare un paese alleato colpito da un aggressione estera, non si chiede di andare in Siria per imporre ai siriani una propria visione del mondo, al contrario si tratterebbe di aiutare un governo amico e che oggi si trova in grosse difficoltà !

    La tenuta della Siria è anche e sopratutto nell’interesse della Russia, o pensate forse che gli anglosionisti vogliano la Siria solo per le bellezze di Damasco ?
    Dopo la Siria stiamone certi verrà la Bielorussia e dopo la Bielorussia quale pensate sarà il prossimo obbiettivo ?

    L’URSS intervenne in Afganistan ?
    Certo e fece benissimo a farlo, era forse sbagliato andare a difendere un paese socialista aggredito da fanatici sponsorizzati dall’estero ?

    Le cose poi sono andate come tutti sappiamo, molto male … ma questo in linea teorica non modifica di una virgola la giustezza di un principio, se poi per motivazioni politiche contingenti (o di forze disponibili) si voglia interpretare questo principio sotto altre forme, di aiuto militare diretto/indiretto in qualsiasi modalità oppure tramite “semplice” sostegno politico sarà sicuramente materia di discussione, l’importante è il risultato.

    Il metodo politico diplomatico naturalmente è sempre la via migliore da seguire (meno morti ci sono meglio è) ma se la via diplomatica fallirà allora credo che non ci sia altra via che lo strumento militare (anche fosse solo ridotto al minimo indispensabile), per difendere un alleato e in prospettiva anche e sopratutto per difendere se stessi …

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      dario barone settembre 09, 2015

      Concordo su tutto.

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    Chiara settembre 08, 2015

    “L’Intervento militare russo che non c’è” (The saker is)
    .
    E invece l’intervento militare russo in Syria c’è. In sordina, sotto la copertura di aiuti umanitari, ma c’è. e fa benissimo a esserci. Perchè ? Per due motivi: 1° Assad è ancora il legittimo, seppur sgradito agli Usa, Capo di Stato della Syria e quindi, se lo vuole, può chiedere ai Russi di intervenire nel territorio che governa; d’altra parte i Russi, se vogliono intervenire, a chi dovrebbero chiedere il permesso se non ad Assad ? 2° La Russia, fin dal 1971, ha una base logistica nella città siriana di Tartus e mi sembra perfettamente legale l’invio di truppe a difesa delle proprie strutture e dei propri interessi: alcune fonti sostengono addirittura che, nella base, sono in corso ristrutturazioni ed ampliamenti.
    .
    ” Le truppe russe in Siria – Venerdì, 04 Settembre 2015 – Che ci siano, si dice da tempo. Ora un filmato diffuso da una tv siriana sembra provare che la Russia abbia mandato un contingente in supporto di Assad. Presto, però, Mosca potrebbe fare le cose più in grande e alla luce del sole.
    Il video mandato in onda dall’emittente ufficiale della National defense force siriana potrebbe essere un’involontaria testimonianza della presenza di soldati russi al fianco delle forze governative di Damasco. Durante una sequenza di combattimenti viene mostrato un veicolo blindato che spara dall’alto di una collina nei pressi di Latakia. Il mezzo sarebbe un BTR-82, in dotazione all’esercito russo. Inoltre nel filmato si sentono alcune voci in russo dare comandi al personale all’interno del BTR. … ” Continua su: http://www.eastonline.eu/it/opinioni/montagne-russe/le-truppe-russe-in-
    .
    Lo stesso Putin, 4 giorni fa a Vladivostock, non ha smentito la presenza di militari in Syria. Del resto il web è pieno di filmati e foto che ne testimoniano la presenza del tutto legittima per i motivi che ho spiegato sopra: ” Vladimir Putin definisce prematuro parlare di coinvolgimento russo contro l’Isis e propone una nuova coalizione internazionale contro il terrorismo. Ma non smentisce il video che mostra militari russi in Siria…” Da: notiziarioestero.com/2015/09/04/russia-putin-non-smentisce-presenza-militare-in-siria-e-annuncia-altre-opzioni/
    .
    Concludo con una notizia che rimarca ulteriormente la politica ‘schiavista’ di Mr Obama con i suoi ‘alleati’. Qualche giorno fa il Cremlino ha chiesto al Governo greco il permesso di attraversare il suo spazio aereo fino al 24 settembre per portare aiuti ed attrezzature in Syria. La Grecia ha concesso tale permesso, ma ha ricevuto una nota ufficiale dal Governo Usa affinchè chiuda immediatamente lo spazio aereo ai velivoli russi. La Grecia non sa che pesci pigliare e sta tergiversando per guadagnare tempo. Il senatore russo Jabbarov ha espresso così il suo disappunto: ” Questa è una mossa stupida se sarà supportata dalla Grecia, è una mossa ostile nei confronti della Russia”. Vedremo in seguito se la Grecia si stenderà a tappeto per farsi calpestare dal padrone Obama o se difenderà le ultime briciole di sovranità che le sono rimaste… “Η Μόσχα προειδοποιεί Αθήνα: “Εχθρική ενέργεια αν κλείσετε τον εναέριο χώρο σας στα αεροσκάφη μας”: http://www.defencenet.gr

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      Chiara settembre 08, 2015

      – Addendum al mio commento precedente – Sul divieto Usa di far usare lo spazio aereo della Grecia ai velivoli russi.. “..Vedremo in seguito se la Grecia si stenderà a tappeto per farsi calpestare dal padrone Obama o se difenderà le ultime briciole di sovranità che le sono rimaste..”
      .
      Sembra che i ‘pollitici’ greci abbiano convocato una riunione per decidere se revocare, o meno, l’uso dello spazio aereo alla Russia a causa del disappunto manifestato dagli Usa. E sembra che, questa volta, il Cremlino abbia perso la pazienza con i burattini Ue: ” Secondo una dichiarazione del portavoce del governo ellenico Costantino Koutra, pubblicata su Reuters greca, non è più necessaria l’autorizzazione di accesso allo spazio aereo nazionale perché gli aerei russi che trasportano aiuti umanitari alla Siria utilizzeranno un’altra rotta a est…” Articolo ” «Δεν τίθεται πλέον θέμα χρήσης του ελληνικού εναέριου χώρου από ρωσικά αεροσκάφη»… Δηλαδή ” su: www. hellasforce.com
      .
      Si presume che l’altra rotta attraversi il M. Caspio, l’Iran e quasi 200 km di Iraq in mano all’Isis (Mosul ed Erbil), ma non credo che l’ Isis sia uno stato riconosciuto dal’Onu con il potere di chiudere il suo spazio aereo…. 😉 La rotta è un po’ più lunga, ma l’importante è arrivare a destinazione. Ps – Anche la Bulgaria, costretta mesi fa dagli Usa a negare il passaggio del gasdotto South Stream, ha seguito gli ‘amorevoli’ consigli della Casa Bianca sulla chiusura del loro spazio aereo ai Russi. Un saluto a Samo79 e a Salvatore Penzone 🙂

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        dario barone settembre 09, 2015

        Hai ragione, inoltre la Russia si trova ad un bivio, non puo’ proseguire con l’aiuto indiretto ( o diretto ma in quantita’ non rilevante) perche’ ormai hassad controlla solo un terzo del territorio siriano ed ha perso in questi giorni anche l’ultimo campo petrolifero che controllava, e quindi se non ci sara’ un impegno militare diretto ed anche “importante” si puo’ prevedere che il legittimo governo attuale siriano non durera’ a lungo (il paese si e’ spopolato, le infrastrutture sono distrutte e mancano anche le risorse economiche per sostenere ulteriori combattimenti), ma se i russi intervengono rischiano di scontrarsi con i paesi Nato, eventualita’ sottolineata in questi giorni dalla dichiarazione francese di voler mandare aerei nello spazio aereo siriano e dalle truppe e aviazione turche che si sono spinte per adesso in iraq. Se avvenisse uno scontro diretto tra russia e qualche paese nato o alleato degli usa in quella regione, nessuno puo’ ragionevolmente escludere che non ci sarebbe una escalation del conflitto con conseguenze terrificanti, ma anche se il conflitto non portasse allo scontro nucleare lo scenario con armi convenzionali non sarebbe semplice per la Russia che ha iniziato da poco il rinnovamento del suo apparato bellico che portera’ ad un rinnovamento del 70% del suo apparato militare solo ( da loro dichiarazione e quindi potrebbe essere ottimistica) nel 2020.

  4. Avatar
    samo79 settembre 08, 2015

    Per l’appunto brava Chiara 😉
    Per quanto riguarda la Grecia, hanno già dato prova di non essere nemmeno in grado di badare ai propri interessi nazionali figuriamoci se saranno in grado di opporsi a questo
    Certamente si piegheranno alle richieste dell’impero yankee, come del resto hanno sempre fatto …

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    Salvatore Penzone settembre 08, 2015

    L’intento di coinvolgere la Russia in una guerra destabilizzando la principale porta di accesso ai suoi confini rappresentata dall’Ucraina non ha dato i risultati che speravano. Il regime di Kiev ha trovato la forte resistenza della gente del Donbass, e le trappole escogitate dalla NATO sono state finora agevolmente disinnescate. Per gli stranamore che sono dietro la strategia del caos, la situazione siriana offre più elementi da orchestrare per costringere la Russia a uno scontro diretto, e qui la Russia è troppo coinvolta perché ne resti fuori. Come ebbe a dire Putin: marciare su Damasco è come marciare su Mosca. Abbandonare la Siria avrebbe come conseguenza quella di abbandonare l’Iran e indebolire drammaticamente il fronte di resistenza mediorientale togliendo vigore alla stessa alleanza russo-cinese. Sarebbe una resa che rafforzerebbe la NATO in Europa orientale, che aprirebbe le porte al dilagare del terrorismo in ogni direzione mettendo la Russia in grave pericolo. Loro sanno, come hanno già dichiarato, che l’ISIS è per la Russia il primo nemico. Ora per quanto ci si possa augurare che Putin riesca a sottrarsi ad un conflitto che darebbe vita ad una terza guerra mondiale, certamente non è immaginabile una strategia attendista, chiusi a difesa dei propri confini. La direzione, invece, è quella già intrapresa: accettare il confronto allargando il quadro delle alleanze anche in campo militare per rafforzare la propria posizione internazionale e approfittarne per riportarlo su un piano diplomatico e nelle sedi ONU, senza dimenticarsi però di rafforzare l’esercito investendo in armanti e in ricerca. Ormai, per quanto sia forte l’opposizione al progetto multipolare e la resistenza tesa ad ostacolare la nascita di una economia non più basata sul dollaro, sono stati messi in moto processi irreversibili che possono essere fermati solo da una nuova e devastante guerra, ma di questo la leadership russa ha sempre avuto coscienza.

  6. Avatar
    Sajvatore Penzone settembre 08, 2015

    @ Chiara
    Ricambio il saluto e lo estendo a tutti gli amici di Sakeritalia.

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    samo79 settembre 09, 2015

    @ Chiara

    Ok l’importante che prima o poi arrivino …
    Un fraterno saluto anche da parte mia e grazie per le novità di prima mano 🙂

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      salvatore Penzone settembre 09, 2015

      Hai ragione, mi scuso.

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