Quando ho ricevuto un’e-mail da un amico che mi diceva che un paio di Su-57 erano stati visti atterrare nella base delle Forze Aerospaziali russe a Kheimim, in Siria, l’ho immediatamente respinta come falsa. L’elenco dei motivi per cui ciò non poteva essere vero avrebbe potuto riempire alcune pagine. Lo sapevo, quindi ho semplicemente risposto: “è falso” e me ne sono dimenticato. Nei due giorni successivi, tuttavia, questa storia è stata ripresa da vari siti web e blogger, ma ancora non aveva senso. Tuttavia, quello che mi ha fatto sentire davvero perplesso è che le fonti ufficiali russe non hanno liquidato la storia, ma hanno scelto di rimanere in silenzio. Poi sono stati segnalati altri due Su-57. E poi, improvvisamente, i media russi sono stati inondati da storie su come i Su-57 siano stati inviati in Siria come un atto di “vendetta” per l’uccisione di mercenari russi da parte degli Stati Uniti; che i Su-57 hanno praticamente raso al suolo la Ghouta orientale uccidendo circa “2000 americani” [in russo]. Questa era davvero una pazzia senza senso, quindi ho deciso di scoprire cosa è realmente accaduto e, finora, ecco cos’ho scoperto.

Innanzitutto, abbastanza sorprendentemente, le notizie del Su-57 in Siria sono vere. Alcuni parlano di 2 aerei, alcuni dicono 4 [in inglese] (su un totale attuale di 13). Non importa, ciò che conta è che lo schieramento di alcuni Su-57 in Siria è un dato di fatto, e che ciò rappresenta un drammatico allontanamento dalla normale pratica russa (e sovietica).

Vi presento il caccia multiruolo di 5a generazione Sukhoi Su-57

Il Su-57 (alias “PAK FA” alias “T-50”) è il primo vero velivolo multiruolo di 5a generazione prodotto dalla Russia. Tutti gli altri aerei russi multiruolo e da superiorità aerea precedentemente schierati in Siria (come il Su-30SM e il Su-35S) sono aeromobili 4++, non dei veri 5a generazione. Si potrebbe essere perdonati per il fatto di pensare che 4++ sia terribilmente vicino a 5, ma in realtà non lo è. Gli aerei di generazione 4++ sono in realtà velivoli di 4a generazione aggiornati con alcuni sistemi e capacità tipicamente associati ad un 5a generazione, ma mancano di tutte le diverse componenti chiave di un vero aereo di 5a generazione come:

  • una bassa sezione trasversale radar (“capacità stealth”),
  • la capacità di volare a velocità supersoniche senza utilizzare i postbruciatori,
  • la capacità di trasportare armi all’interno di un’apposita stiva (invece che all’esterno, sotto le ali o la fusoliera)
  • una capacità avanzata (fusione dei dati dei suoi sensori con quelli esterni) di “consapevolezza situazionale” (incentrata su una rete).

Per farla breve, la differenza tra gli aerei della 4a e della 5a generazione è davvero enorme e non richiede uno, ma diversi “salti tecnologici” molto complessi, specialmente nelle integrazioni di numerosi sistemi complessi.

L’unico paese in cui attualmente è schierato un vero caccia di 5a generazione sono gli Stati Uniti con il loro F-22. In teoria, gli Stati Uniti hanno anche un altro caccia di 5a generazione, l’F-35, ma quest’ultimo è un progetto così terribile e ha problemi così immensi [entrambi i link in inglese] che, per quanto ci riguarda, possiamo praticamente ignorarlo. Per ora, l’F-22 è l’unico “vero affare”: testato a fondo e pienamente schierato in numero considerevole. Il Su-57 russo è ancora lontano anni dall’essere in grado di fare altrettanto, perché non è stato testato a fondo o schierato in grandi numeri. Questo non vuol dire che i russi non stiano recuperando molto velocemente, lo stanno facendo, ma al momento il Su-57 ha completato solo la prima fase di test. La normale procedura sovietica/russa in questo momento avrebbe visto l’invio di alcuni aerei alla base delle Forze Aerospaziali russe (RAF) a Lipeck per far familiarizzare gli equipaggi con l’aereo e continuare i test ottenendo riscontri, non dai piloti collaudatori ma da veri e propri istruttori di combattimento aereo. Questa seconda fase di test potrebbe facilmente durare 6 mesi o più e rivelare un numero molto elevato di problemi “minori”, molti dei quali potrebbero effettivamente avere conseguenze molto gravi in ​​un vero e proprio dispiegamento in combattimento. In altre parole, il Su-57 è ancora molto “grezzo” e probabilmente ha bisogno di molta messa a punto prima di poter essere schierato in combattimento. Quanto “grezzo”? Solo un esempio: ad oggi, solo uno dei Su-57 attualmente esistenti vola con i nuovi motori capaci di volo supersonico senza postbruciatore, tutti gli altri usano un motore di tipo 4a generazione. Questo non è un grosso problema, ma va a dimostrare che c’è ancora molto lavoro da fare su questo velivolo prima che diventi pienamente operativo.

L’idea che i russi abbiano mandato il Su-57 in Siria per competere in qualche modo con gli F-22 o partecipare al combattimento reale è ridicola. Mentre, sulla carta, il Su-57 è ancora più avanzato e potente dell’F-22, in realtà il Su-57 non rappresenta una minaccia credibile per le forze americane in Siria (se i Russi volessero davvero spaventare gli americani, potrebbero, per esempio, decidere di tenere un paio di MiG-31BM in pattugliamento aereo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 sulla Siria). I rapporti russi su questi velivoli che radono al suolo la Ghouta o uccidono migliaia di americani non sono altro che propaganda spiccia e incendiaria da parte di nazionalisti russi ignoranti, che non sembrano rendersi conto che incenerire i centri urbani non è nemmeno la missione teorica del Su-57. In effetti, non appena sono emersi questi rapporti folli, gli analisti russi li hanno immediatamente liquidati come un’assurdità.

Le sciocchezze assolute non sono certo monopolio dei nazionalisti russi, comunque. La gente del National Interest ha ripubblicato un articolo (inizialmente pubblicato sul blog The War is Boring) [entrambi i link in inglese] che sostanzialmente ha descritto il Su-57 come un progetto fallito e morto, e il suo dispiegamento in Siria come una “farsa” (tanto di cappello ai lettori del National Interest, che nei commenti hanno immediatamente capito la natura ridicola di questo articolo, e si sono chiesti se lo avesse pagato la Lockheed [in inglese]). Dall’altra parte, nello spettro della follia occidentale, abbiamo l’inglese Daily Express, che ha scritto su Vladimir Putin che invia il suo “terribile e nuovo Su-57 all’avanguardia” nella zona di guerra siriana. Proprio come con la Kuznetsov, i media sionisti non riescono a decidere se le dotazioni russe siano una pila antiquata e inutile di rottami metallici o una minaccia terrificante che dovrebbero tenere tutto il mondo sveglio di notte. Forse entrambi allo stesso tempo? Con dei narcisisti paranoici, non si può dire. Infine, anche l’idea che Putin abbia (di persona?) inviato questi 4 aerei in Siria perché lo aiutino nella sua campagna per la rielezione (propagandata dai russofobi di Haaretz [in inglese]) è priva di ogni verità, e mi chiedo se quelli che scrivono questo tipo di immondizia conoscano almeno i numeri della popolarità di Putin.

Quindi, cosa sta succedendo davvero?

Beh, francamente, è difficile da dire, e i funzionari russi non dicono una parola. Tuttavia, vari analisti russi ben informati hanno offerto alcune ipotesi plausibili su ciò che sta accadendo. La versione breve è questa: i Su-57 sono stati inviati in Siria solo per testare la loro avionica in un ricco ambiente elettromagnetico simile a quello di combattimento. La versione più dettagliata sarebbe qualcosa del genere:

il Su-57 è dotato di una suite avionica estremamente complessa e completamente integrata che includerà tre radar attivi  a scansione elettronica (AESA) in banda X (uno principale e due laterali), altri due radar attivi a scansione elettronica in banda L nelle estensioni del bordo dell’ala, oltre ad un sistema di localizzazione elettro-ottico integrato [tutti e tre i link in inglese] (funzionante su frequenze infrarosse, visibili e ultraviolette). Tutti questi sensori sono fusi (5 radar, 2 bande, più ottiche passive) e vengono quindi combinati con i dati ricevuti dalla suite di guerra elettronica avanzata del Su-57 e da un datalink crittografato ad alta velocità, che collega l’aereo ad altri sensori in aria, nello spazio e basati a terra. Questo non è diverso da quello che gli Stati Uniti stanno cercando di ottenere con l’F-35, ma ad un livello ancora più complesso (perfino nella teoria l’F-35 è un velivolo relativamente semplice e molto meno capace). Si può capire come sarebbe interessante testare tutti questi ingranaggi in un ambiente ricco di radiazioni come i cieli siriani, dove i russi hanno sistemi avanzati (S-400, A-50U, ecc.) e dove anche gli Stati Uniti e Israele forniscono molti segnali molto interessanti (inclusi AWACS statunitensi e israeliani, F-22 ed F-35, ecc.). Ricreare un ambiente così ricco di radiazioni in Russia sarebbe molto difficile e forse persino impossibile. La domanda è: ne vale la pena?

I rischi di questo spiegamento in Siria sono molto reali e molto gravi. Per quanto ne so, non sono stati (ancora) costruiti hangar corazzati, e la Russia ha recentemente perso un certo numero di aerei (alcuni non completamente, altri sì) quando i “terroristi buoni” hanno usato mortai contro la base di Khmeimim. Quindi ora abbiamo QUATTRO Su-57 (su un totale di quanti, 12 o 13?!), ciascuno del valore di 50-100 milioni di dollari nei cieli di una zona di guerra?! Che dire della sicurezza operativa? E riguardo la sicurezza delle basi?

C’è anche un rischio politico. È risaputo che gli Stati Uniti stanno esercitando un’enorme pressione politica sull’India perché si ritiri dallo sviluppo congiunto con la Russia del programma Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA) o Perspective Multi-role Fighter (PMF) [Programma per Caccia di Quinta Generazione o Prospettiva per Caccia Multiruolo]. Per peggiorare le cose, l’India attualmente ha troppi programmi aeronautici paralleli [in inglese] e, secondo quanto riferito, ci sono disaccordi tra russi e indiani sulle caratteristiche del design. Con il disastro apparentemente inarrestabile dell’F-35, l’ultima cosa di cui gli USA hanno bisogno è un riuscito concorrente di 5a generazione russo che compaia in qualsiasi parte del pianeta (specialmente uno che ha il chiaro potenziale per surclassare di gran lunga sia il riuscito F-22 che il disastroso F-35). Si può facilmente immaginare che cosa farà la macchina della propaganda anglo-sionista se dovesse accadere un piccolo problema al Su-57 mentre si trova in Siria (leggete l’articolo sul National Interest sopra citato per vedere quale sia la mentalità in Occidente)!

Il Su-57 ha anche concorrenti formidabili all’interno della Russia: gli aeromobili di generazione 4++ sopra menzionati, in particolare il Su-35S. Qui abbiamo una dinamica simile a quella dell’F-22: mentre sulla carta il Su-57 è nettamente superiore al Su-35S, nel mondo reale il Su-35S è un sistema ben collaudato e schierato che, a differenza dell’F-22, inoltre, è molto più economico del Su-57 (l’F-22 è almeno due volte più caro del Su-57). Questo problema è particolarmente rilevante per il mercato interno e russo. Quindi la vera domanda per le RAF è semplice: la Russia ha davvero bisogno del Su-57 e, se sì, in quali numeri?

Questa è una domanda molto complessa, sia dal punto di vista tecnico che politico, e anche per tentare di rispondere ad essa, bisogna fare diverse ipotesi molto discutibili su quale tipo di minacce le RAF dovranno affrontare in futuro e su che tipo di missioni gli verranno affidate. Il problema più grande per i russi è che hanno già una serie di aerei da combattimento di grande successo, in particolare il Su-35S e il formidabile Su-34. La Russia dovrebbe impiegare più aerei di questo tipo o dovrebbe spendere enormi risorse per un nuovo velivolo molto complesso e avanzato? La maggior parte degli analisti russi sarebbe probabilmente d’accordo sul fatto che la Russia debba essere in grado di dispiegare un numero minimo di veri velivoli da combattimento di 5a generazione, ma probabilmente non sarebbero d’accordo su quale dovrebbe essere esattamente quel numero minimo. Gli attuali velivoli di generazione 4++ hanno molto successo, e possono avere la meglio sulle loro controparti occidentali, con la possibile eccezione dell’F-22. Ma quanto è probabile che i russi e gli americani inizieranno davvero uno scontro a fuoco?

Inoltre, il vero risultato di un teorico Su-35S contro F-22 (su cui molti blogger amano speculare) molto probabilmente dipenderebbe molto più dalle tattiche e dagli scenari dello scontro che dalle effettive capacità di questi velivoli. Inoltre, se i Su-35 e gli F-22 venissero usati gli uni contro gli altri, molto dipenderebbe anche da che altro sta accadendo intorno a loro e dove esattamente questo scontro avrebbe luogo. Inoltre, anche osservando questo problema dal punto di vista teorico, dovremmo confrontare non solo gli aerei ma anche le loro armi. Sottoscrivo che l’esito di un eventuale scontro tra Su-35S ed F-22 sarebbe impossibile da prevedere (a meno che tu non sia un patriota sventola-bandiere, nel qual caso, ovviamente, sarai assolutamente certo che la “tua” parte vincerà). Se ho ragione, questo significa che non vi è alcun caso convincente in cui la Russia abbia bisogno di schierare i Su-57 in grande numero, e che la combinazione di superiorità aerea Su-30SM+Su-35S è più che sufficiente a scoraggiare gli americani.

[Nota a margine: questo è un problema ricorrente per le armi e i sistemi d’arma russi: essere così buoni che ci sono poco incentivi per produrre qualcosa di nuovo. Il miglior esempio è il famoso AK-47 Kalashnikov che è stato modernizzato alcune volte, come l’AKM-74, ma che deve ancora essere sostituito con un fucile d’assalto fondamentalmente nuovo e davvero diverso. Ci sono molti buoni candidati là fuori, ma ogni volta ci si chiede se la differenza di prezzo valga lo sforzo. L’originale Su-27 (introdotto nel 1985) è stato un successo talmente immenso che è servito come base per una lunga serie di varianti di enorme successo, tra cui quelle che ora vediamo in Siria, il Su-30SM, il Su-35S e persino il sorprendente Su-34 (che non ha ancora equivalenti in tutto il mondo). A volte un’arma, o un sistema d’arma, può anche “avere troppo successo” e creare problemi ai futuri sforzi di modernizzazione.]

In ogni caso, il futuro del Su-57 è lungi dall’essere assicurato e questo potrebbe anche, in parte, spiegare la decisione di inviare alcuni di essi in Siria: non solo per testare la sua suite avionica, ma anche per segnare un successo nelle pubbliche relazioni aumentando la visibilità e, soprattutto, il ruolo simbolico dell’aeromobile. I funzionari russi hanno ammesso che il dispiegamento in Siria è stato programmato per coincidere con la celebrazione del “Difensore della Patria” [in russo]. Questo tipo di mossa rompe con le normali procedure sovietiche/russe, e devo ammettere che mi sento molto a disagio con questo sviluppo e che non arriverò al punto di definirlo una “farsa” (come ha fatto l’articolo del National Interest), mi sembra una trovata di pubbliche relazioni. E mi chiedo: se i russi corrono un tale rischio, che cosa provoca un tale senso di urgenza? Non credo che nessuno in Russia pensi seriamente che gli Stati Uniti saranno scoraggiati, o saranno perfino impressionati da questo schieramento francamente frettoloso. Quindi sospetto che questo sviluppo sia legato all’incertezza del futuro del programma di acquisto del Su-57. Si spera che i rischi verranno ripagati e che il Su-57 subirà tutti i test di avionica necessari e otterrà tutti i contratti di finanziamento e di esportazione di cui ha bisogno.

Aggiunta:

Proprio mentre stavo scrivendo queste parole, i russi hanno annunciato (vedi qui e qui [entrambi i link in inglese]) che le immagini satellitari israeliane erano false, che il Su-57 è rimasto solo due giorni in Siria e che sono stati trasferiti in Russia. Due giorni? Francamente, non ci credo. Ciò che mi sembra è che quella che pareva una trovata di pubbliche relazioni ora è fallita, anche nei social media russi, e che la Russia ha deciso di riportare a casa questi aerei. *Questa* sì che mi sembra una buona idea.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 2 marzo 2018
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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