I verbali di una riunione di novembre tra Erdogan e l’UE pubblicati di recente provano come l’uomo forte turco stia manipolando il flusso di migranti in Europa a fini strategici.

 

Il sito web finanziario greco euro2day.gr ha pubblicato lo scioccante resoconto di ciò che è trapelato da un incontro di novembre tra Erdogan, Tusk, e Juncker ad Antalya.

Nel tentativo di spremere più soldi da Bruxelles in cambio della sua collaborazione nell’arrestare il flusso di profughi, il leader turco ha pronunciato minacce aggressive, ringhiando “Possiamo aprire le porte della Grecia e della Bulgaria in qualunque momento, e possiamo mettere i profughi sugli autobus”, e schernendo i leader dell’UE, ha chiesto “cosa farete coi profughi se non troviamo un accordo? Li uccidete?” Tre miliardi di euro dopo, Erdogan ha chiuso la bocca, ma non ha chiuso i suoi confini, e le ondate della marea umana hanno continuato a infrangersi sull’Europa.

Adesso che il gatto è fuori dal sacco e abbiamo la pistola fumante che prova ciò che la maggior parte degli Europei ha già capito – che la crisi dei migranti è un’arma strategica progettata contro di loro – gli USA sono entrati in modalità di diffusione spin, facendo quello che riesce loro meglio, incolpare la Russia.

Il giorno precedente che trapelassero i verbali, Carnegie Europe aveva pubblicato un pezzo calunnioso che insinuava già dal titolo che “Putin Usa La Crisi Umanitaria Per Indebolire La Merkel“, e un giorno dopo che la bomba di Erdogan era stata resa pubblica, Geoge Soros aveva fatto seguito con uno dei suoi famosi attacchi speculativi (anche se questa volta non finanziario) nel  quale proclamava in modo ridicolo che “lo scopo attuale di Putin è quello di favorire la disintegrazione dell’UE, e il modo migliore per ottenerla è una inondazione di profughi siriani.”

Ironicamente, ma come se si seguisse uno schema prestabilito, tutte le volte che gli USA sono sorpresi a fare qualcosa di sbagliato, la risolvono incolpando la Russia delle loro stesse malefatte, e la crisi dei migranti non fa differenza. Di nuovo adesso. ci sono soltanto gli strani compagni di letto “anti-imperialisti” con cui si trovano allineati in questa tattica.

‘Armi Di Migrazione di Massa’

La prima cosa da capire riguardo alla crisi dei migranti è che le condizioni sul terreno per la sua creazione sono state poste dalle guerre unipolari di aggressione USA nel Medio Oriente e in Nord Africa, e che le conseguenti catastrofi umanitarie sono state utilizzate come arma strategica da Washington e i suoi alleati per perseguire varie finalità geopolitiche ed economiche.

Kelly M. Greenhill, una Professoressa Associata dell’Università di Tufts e Ricercatrice presso il Centro Belfer per le Scienze e gli Affari Internazionali della Harvard Kennedy School of Government, nel 2010 ha pubblicato un libro fondamentale riguardo alle “Armi di Migrazione di Massa: Spostamenti forzati, Coercizione e Politica Estera” nel quale ha dimostrato che ci sono almeno 56 esempi da cui si evince che gli stati hanno deliberatamente generato, provocato e sfruttato le grandi ondate migratorie umane come strumento per perseguire le proprie politiche. E’ stato fatto un collage di brani del suo libro per formare un articolo riassuntivo, che è disponibile gratuitamente nel sito web della Naval Postgraduate School .

Nei termini dell’attuale applicazione delle “Armi di Migrazione di Massa”, gli USA e la Turchia hanno in mente alcuni obiettivi che si sovrappongono. Ghassan Kadi ha brillantemente spiegato come Erdogan voglia usare i migranti come leva per ottenere concessioni finanziare ed istituzionali dalla UE e, contemporaneamente, inondare l’Occidente di islamisti che possano agire da quinta colonna a sostegno della sua politica di espansione Neo-Ottomana.

Quest’ultimo obiettivo concorda perfettamente con ciò che gli USA vogliono, ovvero la frammentazione caleidoscopica delle società europee, sinora molto omogenee, ottenuta provocando prolungati conflitti Hobbesiani tra i residenti, i profughi e i vari governi. Gli USA sono consapevoli del fatto che la diversità delle culture tra i nativi europei e le masse di migranti musulmani porterà a tensioni di vario genere, e intendono sfruttare perennemente i conseguenti conflitti identitari al fine di mettere in piedi vari scenari di rivoluzioni colorate, finalizzate a tenere certi governi sotto controllo e non rendere loro possibile una via di pragmatica collaborazione con Russia e Cina (p. es. Nord Stream II, Turkish/Balkan Stream e la Balkan Silk Road).

 

Distinguo qualificanti e lo schema della pistola fumante

Al momento è utile sottolineare che, mentre ci sono davvero alcuni profughi che legittimamente raggiungono le coste dell’Europa, molti dei nuovi arrivati sono migranti economici che non vengono neanche dalla Siria, e che un numero spropositatamente alto di persone giunte nel continente sono maschi in età militare. È per questo che l’autore definisce queste persone come migranti e non “rifugiati”. Il portavoce della Difesa russo Igor Konashenov, il Direttore dell’American National Intelligence James Clapper, e il Ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian hanno recentemente avvisato che terroristi di Daesh stanno attivamente penetrando dai confini sotto le spoglie dei “profughi”, pertanto sussistono legittime preoccupazioni riguardo il tipo di persone non identificate che arrivano in Europa.

Un’altra cosa da dire è che “Islamista” non è un sinonimo di Musulmano (come spesso erroneamente viene inteso), ma piuttosto un’etichetta utilizzata per riferirsi a tutti coloro che cercano di imporre l’Islam agli altri, come i Fratelli Musulmani o i simpatizzanti del Wahabismo. Queste persone non hanno bisogno di essere addestrate su come creare problemi nei paesi che li ospitano, perché la loro ideologia islamista li spingerà a scontrarsi coi locali, cosa che soddisfa completamente i piani USA relativi a un’“Operazione Gladio” del ventunesimo secolo. Purtroppo gli attacchi terroristici sessuali a Colonia e in altre città non lasciano dubbi riguardo al fatto che molti di questi migranti indesiderati sono già arrivati nell’UE, confermando che i piani di destabilizzazione geopolitica degli USA e della Turchia sono in pieno svolgimento.

La maggior parte degli Europei ha capito da sola che qualcosa non quadrava riguardo alla crisi dei migranti, chiedendosi come mai così tanti dei nuovi arrivati, se veramente si tratta di rifugiati, si comportano in modo così arrogante, ingrato e sprezzante nei confronti delle popolazioni ospitanti che letteralmente (come essi sono portati a credere) hanno salvato le loro vite. La pistola fumante delle trascrizioni delle minacce di Erdogan, prova il grado di controllo che egli ha sui flussi migratori, e la sua volontà di far leva su di essi nel modo più interessato possibile,  ha mostrato a molti Europei che non sbagliavano nel mettere in discussione l’intera narrazione dei media mainstream su quest’argomento.

 

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A porte chiuse: la Nuland riferisce ai senatori USA circa i colloqui con la Russia

Pistole fumanti dello stesso tipo hanno dissipato anche il mito occidentale riguardante l’altra crisi di primo piano. La Registrazione della conversazione Nuland-Pyatt ha provato che gli USA hanno cospirato per il rovesciamento del regime ucraino, e un memorandum della Defense Intelligence Agency del 2012 afferma esplicitamente che l’”opposizione” siriana era piena di terroristi sin dall’inizio, e che un “principato salafita dichiarato o meno nella Siria orientale”, che poi si è rivelato essere Daesh, era esattamente “quello che vogliono le potenze che sostengono l’opposizione”. L’ultima rivelazione avvalora molte delle precedenti paure delle popolazioni riguardo al fatto che la crisi dei migranti sia stata pianificata strategicamente, e proietta una luce sinistra sul ruolo degli USA e sul loro programma al riguardo.

Significativamente, la falsità isterica secondo cui Putin starebbe “inondando la UE di profughi siriani” per “indebolire la Merkel” sembra implicare che i giorni della Cancelliera Tedesca siano contati, ma gli USA vogliono nascondere le proprie tracce e fingere maldestramente che sia Mosca ad avere qualcosa da guadagnare nell’indebolimento del proprio partner strategico nel Nord Stream II e non loro stessi, come invece è nella realtà.

Strani compagni di letto

Fino al momento in cui gli USA hanno dovuto a malincuore riconoscere che “Armi di Migrazione di Massa“ ingegnerizzate strategicamente venivano usate contro l’UE, e ne hanno prevedibilmente incolpato la Russia, le “ONG” e le agenzie di informazione sue alleate hanno categoricamente negato che gli eventi in corso fossero un fenomeno pianificato, bollando chiunque osasse perfino menzionare questa possibilità come “razzista”, “fascista”, e “suprematista bianco”.  Sorprendentemente questa “political correctness” e questa intimidazione ideologica imposte dai media mainstream sono state aggressivamente ripetute da “attivisti” sui social e sui media alternativi che si atteggiavano a (militanti) di estrema sinistra “anti-imperialisti” – tipicamente il genere di persone che parlano contro la “polizia del pensiero USA” o per lo meno rispettano il diritto degli altri a parlarne.

Questi “anti-imperialisti” proclamano di sostenere il ruolo della Russia nel mondo, ma nonostante ciò affermano che i controlli ai confini degli stati e politiche di assimilazione e di integrazione sono un “nuovo genere di fascismo”. All’apparenza, non hanno mai letto il manifesto del 2012  del Presidente Putin su questo tema, altrimenti saprebbero che ha una posizione molto ferma e pubblicamente dichiarata contro i confini aperti e il concetto occidentale di “multiculturalismo”. Bollando persone preoccupate che espongono questi stessi identici principi come “razzisti”, “fascisti”, e “suprematisti bianchi”, attaccano indirettamente la Russia e la associano a questi marchi di infamia. È un fatto documentato che i tentacoli dell’influenza unipolare sono lunghi e profondamente inseriti in ogni sorta di movimento politico e sociale, quindi è lecito chiedersi se queste voci “anti-imperialiste” siano solo “attivisti male indirizzati” o piuttosto non siano proprio provocatori anti-Russia mossi da ragioni ideologiche.

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Articolo di Andrew Korybko pubblicato da SputnikNews l’11-02-2016

Tradotto in italiano da Mario B. per Sakeritalia.it