Sempre più spesso gruppi e persino governi stranieri hanno assecondato Israele e i suoi sostenitori negli Stati Uniti, perché sono arrivati ​​a comprendere che il successo nel trattare con Washington può dipendere dal sostegno del popolo ebraico.

La scorsa settimana, Raed Saleh, il capo dei cosiddetti Elmetti Bianchi [in inglese], detti anche Difesa Civile Siriana, un gruppo affiliato ai terroristi, si trovava negli Stati Uniti [in inglese] per “… ricevere il Premio Elie Wiesel dal Museo Memoriale dell’Olocausto per l’operato della sua organizzazione in Siria”. E’ passato anche per ritirare un premio di 5 milioni di dollari, gentile concessione del governo degli Stati Uniti “… per aiutarci ad acquisire ambulanze e aiutarci nelle operazioni di ricerca e soccorso”.

Durante la sua visita, Saleh è stato oggetto di un’intervista nauseante per gentile concessione [in inglese] della National Public Radio, che, tra l’altro, ha descritto come gli Elmetti “sono stati i soggetti di un documentario vincitore dell’Oscar due anni fa, con inquadrature di loro che trasportavano siriani feriti e sanguinanti fra la polvere e le macerie”.

Saleh ha affermato che la presunta vittoria del regime siriano nella guerra ancora da terminare è un’illusione, dato che il Presidente Bashar al-Assad presiede un paese distrutto, ma i rapporti interni in Siria indicano che il ritorno del governo in aree precedentemente controllate dai terroristi è stato accolto favorevolmente, e i rifugiati dai combattimenti ora sono desiderosi di tornare a casa. Saleh ha anche affermato, falsamente, che la sua organizzazione si è occupata di:

Fornire servizi e supporto a tutti i siriani. Dopo sei anni di guerra [in inglese], abbiamo salvato oltre 116.000 persone da sotto le macerie. Non abbiamo chiesto a nessuna di queste 116.000 persone a che gruppo appartenessero o se erano a favore di un politico. Un curdo? Un cristiano? Un musulmano? Stai con Assad? Sei contro Assad? Stai con i curdi? Sei contro i curdi? Non abbiamo mai posto a nessuno queste domande.

Saleh, il cui gruppo ha operato solo in zone controllate dai terroristi, non poteva, tuttavia, mantenere la sua versione ufficiale. Ha abbandonato abbastanza rapidamente la sua retorica quasi-umanitaria sopra-le-parti quando gli è stato chiesto come vedeva lo sviluppo del conflitto siriano, dicendo:

Noi non chiamiamo questa una guerra civile, ma piuttosto la definiamo una rivoluzione contro una dittatura … la rivoluzione continua ancora. Non abbiamo perso.

Coloro che non hanno familiarità con gli Elmetti Bianchi dovrebbero capire che il gruppo è stato elogiato da coloro che odiano il governo del presidente Bashar al-Assad e vogliono vederlo rimosso, paesi come Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita ed Emirati. Gli Elmetti Bianchi hanno svolto un ruolo di primo piano nella campagna di propaganda che cerca di istigare alla violenza o usare notizie inventate per dipingere il governo di Damasco come colpevole di aver massacrato i propri cittadini. La propaganda ha lo scopo di terrorizzare la popolazione civile, il che fa parte della definizione di terrorismo.

La copertura mediatica favorevole del gruppo è in gran parte derivata dal documentario The White Helmets, prodotto dal gruppo stesso, che racconta una storia molto convincente promossa come [in inglese] la storia di eroi della porta accanto e di una speranza impossibile”. È’ un lavoro davvero impressionante di propaganda, tanto da aver vinto numerosi premi, tra cui l’Oscar per il Miglior Cortometraggio [in inglese] due anni fa; gli stessi Elmetti Bianchi sono stati addirittura nominati per il Nobel per la Pace. Ancora più importante, tuttavia, è il fatto innegabile che il documentario ha contribuito a modellare la comprensione del pubblico di ciò che sta accadendo in Siria, descrivendo il governo di Damasco in termini puramente negativi.

Nove mesi fa, con l’esercito siriano che si stava avvicinando agli ultimi affiliati degli Elmetti Bianchi ancora operanti nel paese, il governo israeliano, coadiuvato dagli Stati Uniti, ha organizzato [in inglese] una evacuazione “umanitaria” di emergenza dei membri del gruppo e delle loro famiglie in Israele, e poi in Giordania. L’operazione è stata descritta in un articolo [in inglese] della BBC che spiega:

L’IDF (Israel Defense Forces) ha dichiarato di aver “completato un’azione umanitaria per salvare i membri di un’organizzazione civile siriana e le loro famiglie”, affermando che c’era una “minaccia immediata alle loro vite”. Il trasferimento dei siriani sfollati attraverso Israele è stato un gesto umanitario eccezionale. Sebbene Israele non sia direttamente coinvolta nel conflitto in Siria, i due paesi sono in uno stato di guerra da decenni. Nonostante l’intervento, l’IDF ha affermato che “Israele continua a mantenere una politica di non intervento riguardo al conflitto siriano”.

Tutte le asserzioni israeliane sono assurde, compreso il suo affermato “umanitarismo” e “non intervento” nella guerra siriana, paese che ha bombardato quasi quotidianamente. Le scene accuratamente manipolate di eroismo sotto il fuoco delle armi, quelle filmate e rilasciate in tutto il mondo, nascondono la relazione degli Elmetti Bianchi con il gruppo Jabhat al-Nusra, affiliato di al-Qaeda, e la sua partecipazione alla tortura e all’esecuzione di oppositori “ribelli”. In effetti, gli Elmetti Bianchi operano solo in territori controllati dai terroristi, il che consente loro di plasmare la narrativa sia per quanto riguarda chi essi siano, sia su quanto sta accadendo sul terreno.

Gli Elmetti Bianchi usavano recarsi sui luoghi dei bombardamenti con le loro troupe cinematografiche. Una volta nei siti, senza osservatori indipendenti, erano in grado di organizzare o persino mettere in scena ciò che viene filmato in modo da conformarlo alla loro narrativa. Sfruttando il loro accesso ai media occidentali, gli Elmetti Bianchi sono diventati di fatto una delle principali fonti di notizie “testimoniali” su quello che stava accadendo in tutte quelle parti della Siria dove i giornalisti europei e americani avevano giustamente paura di andare. Il tutto è parte in un tentativo [in inglese] di “istigazione alla ribellione” ampio e riuscito, volto a produrre notizie false descriventi il governo di Damasco impegnato in crimini di guerra diretti contro i civili, uno sforzo che ha portato a diversi attacchi alle forze e alle strutture governative da parte dell’esercito statunitense. Questa è precisamente la propaganda che è stata sostenuta sia da Tel Aviv che da Washington.

Forse l’accusa più seria contro gli Elmetti Bianchi consiste nella prova che hanno partecipato attivamente alle atrocità, includendo in ciò torture e omicidi [in inglese], condotti dai loro ospiti di al-Nusra. Sono apparse numerose foto degli Elmetti Bianchi che operano direttamente con i terroristi armati e che celebrano anche i cadaveri delle vittime dell’esecuzione e dei soldati iracheni uccisi. Al-Nusra, affiliato jihadista del gruppo, considera gli Elmetti Bianchi come “mujaheddin” e “soldati della rivoluzione”.

Per coloro che sono interessati a ulteriori dettagli, le attività degli Elmetti Bianchi sono state esposte in modo approfondito da Maxim Grigoriev della ONG russa Foundation for the Study of Democracy. Grigoriev ha presentato le sue scoperte in occasione di un incontro speciale delle Nazioni Unite poco prima di Natale 2018. Un video [in inglese], preparato sulla base dell’incontro all’ONU, include interviste con testimoni reali delle atrocità degli Elmetti Bianchi e con i partecipanti agli attacchi chimici messi in scena, quelli attribuiti poi al governo.

Così Raed Saleh era a Washington per ritirare il suo premio e il suo assegno da molti milioni di dollari in aggiunta alle decine di milioni che la sua organizzazione ha già ricevuto dal Congresso e dalla Casa Bianca. Ha incontrato anche un certo numero di membri del Congresso che sostengono le sue iniziative ed è stato elogiato dal senatore del New Jersey Robert Menendez, seriamente corrotto [in inglese], che ha osservato [in inglese]che il gruppo di Saleh, di circa 3.000 volontari, ha ‘salvato quasi 100.000 vite’  facendo un ‘coraggioso lavoro sul terreno in Siria, mentre viene preso di mira dalla Russia’ “. Sì, il Russiagate è vivo e vegeto.

C’è una notevole ironia nel fatto che il National Holocaust Museum, che è finanziato dai contribuenti, ha dato un premio apparentemente prestigioso ad un gruppo terroristico, qualcosa che avrebbe potuto essere individuato anche con una piccola verifica dei fatti. E il museo potrebbe anche essere stato sensibile a come gli Elmetti Bianchi siano stati usati a sostegno della propaganda israeliana nei confronti della Siria. Forse, già che c’è, la commissione del museo potrebbe anche fare un controllo su Elie Wiesel, al quale il premio è intitolato. Wiesel, che era un cronista del “vittimismo” ebraico nel mentre si rifiutava ostinatamente di riconoscere ciò che Israele stava facendo ai palestinesi, notoriamente mescolava fatti e finzione [in inglese] nel suo libro Night, best-seller di memorie dell’Olocausto. Ironia della sorte, il premio e il destinatario sono ben combinati in questo caso, dato che mescolare fatti e finzioni è ciò che hanno fatto sia Elie Wiesel che gli Elmetti Bianchi.


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Articolo di Philip Giraldi apparso su Global Research  il  6 maggio 2019
Traduzione in italiano di Diego per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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