Il probabile piano della Siria nella campagna per l’avanzata nell’Est del Paese occupata dall’ISIS – per impedire e prevenire gli obiettivi Turco-Sauditi-Americani su quell’area di territorio Siriano

2206_0Oggi c’è molta indignazione sui media occidentali circa la campagna aerea russa in Siria. Uno, due, tre, … gli ospedali sono stati bombardati! E le scuole! E i ribelli hanno perso altri villaggi! Bombe “barile”, bombe “a grappolo”! Ci si deve chiedere quanti di questi “ospedali” siano stati davvero ospedali e non solo alloggi occupati dai “ribelli” Jihadisti.

Dai video pubblicati ho potuto identificare solo un edificio distrutto che potrebbe essere stato un vero e proprio ospedale. Ma senza alcuna attrezzatura medica visibile fra le macerie. Potrebbe forse trattarsi di un assalto mediatico organizzato dai media in preparazione di alcuni nuovi episodi “false flag” o di qualche altra pianificata escalation militare?

Quasi nessuno parla dei continui bombardamenti turchi delle città curde in Siria. Non appena l’artiglieria Siriana sarà prossima al confine, i bombardamenti saranno reciproci e la situazione si presterà velocemente a un inasprimento militare.

I russi hanno promesso che le “Porte dell’inferno” saranno aperte in Siria nei prossimi mesi. Gli attuali massicci bombardamenti russi sono l’inizio della campagna. “I ribelli” in fuga da una città a causa dei bombardamenti non sono in grado di uccidere i soldati Siriani che poi vi entreranno.

Case e infrastrutture si possono ricostruire, ma soldati morti non possono essere resuscitati. Che è la semplice regola che ora guida il governo Siriano nelle sue campagne. Non è ancora chiaro come avverrà la liberazione della provincia di Aleppo, della parte della città controllata dai ribelli, e di Idleb. C’è probabilmente un nuovo piano militare a proposito, ma non è ancora visibile o pubblico.

Ecco il piano della Siria per riconquistare Raqqa e strapparla dallo Stato Islamico.

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Dal sud ovest, un corpo siriano (in rosso), prossimamente rafforzato da unità di volontari, si spingerà a nord-est, verso la base aerea di Tabqa, che si trova a sud della Strada #4 e della città di Al Tawra. Entrambi sono in mano allo Stato Islamico (in grigio). Le truppe sono ora a circa 15 chilometri dalla base.

Se l’esercito Siriano conquistasse la base potrebbe raggiungere con l’artiglieria la strada 4 che conduce alla Turchia, via Al Bab, a Raqqa e quindi bloccare il traffico dello Stato Islamico su quella strada.

Se l’esercito occupasse la città di Al Taqra, potrebbe prendere anche la diga di Taqwa nel lago Assad. Quindi tutte le forze dello Stato Islamico a ovest dell’Eufrate, sarebbero completamente tagliate fuori da Raqqa e dall’Iraq.

Le forze dello Stato Islamico potrebbero essere ulteriormente frazionate dalle forze dell’esercito Siriano provenienti da Aleppo, e, in direzione est e nord, dalle forze Curde (in giallo) in direzione ovest. Lo Stato Islamico perderebbe molto terreno e, molto più importante, perderebbe il suo unico corridoio verso una via d’accesso per la Turchia.

Il difficile attacco Raqqa città, a circa 15 chilometri più a est, avverrebbe dopo la conquista della base di Tabqa e della città di Al Taqra.

Ma pochi piani militari corrispondono esattamente a quanto succede durante il contatto col nemico, e ci sono altre forze che vorrebbero mettere le mani su di Raqqa, prima che l’esercito Siriano la possa raggiungere.

La scorsa settimana l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim, ha fatto visita al Presidente turco Erdogan a Istanbul. Gli stati del Bahrain, Kuwait e Qatar hanno dichiarato di voler aderire alla campagna contro lo Stato Islamico, se gli Stati Uniti prendono il comando dell’operazione. Caccia sauditi sono atterrati nella base di Incirlik. Un aereo da trasporto del Kuwait è atterrato ad Hatay, presumibilmente pieno di armi. Il Primo Ministro turco Davutoglu è in visita in Ucraina con una folta delegazione. Cosa bolle in pentola? Un diversivo in Ucraina per impegnare i Russi, mentre un attacco turco con gli stati del Golfo è lanciato sulla Siria? O viceversa?

La situazione per il governo Siriano e i suoi alleati è molto migliore ora rispetto a sei mesi fa, ma la guerra in Siria è tutt’altro che finita. Potrebbe allargarsi e inasprirsi prima che la fine sia in vista.

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Articolo apparso su Moon of Alabama il 15 febbraio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Voltaire1964 per SakerItalia.it