I russi rivelano che un sommergibile olandese di classe Walrus si è avvicinato alla portaerei Kuznetsov nel Mediterraneo orientale, facendo presumere che si è trattato di più di una semplice missione di spionaggio.

Rapporti del ministero della Difesa russo, ieri, hanno rivelato uno strano incidente che ha coinvolto la flotta russa dispiegata nell’Est mediterraneo, flotta che comprende la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore lanciamissili Pyotr Veliky.

I russi rendono noto che un sottomarino olandese di classe Walrus ha cercato di avvicinarsi alla flotta, eseguendo manovre pericolose, e successivamente è stato allontanato. Il sottomarino si trovava a circa 20 km dall’Admiral Kuznetsov, ma che sia stato osservato e tracciato dagli elicotteri anti-sommergile, dopo essere stato segnalato dai due cacciatorpediniere anti-sommergile della flotta.

I cacciatorpediniere in questione sono presumibilmente le 2 fregate di classe Udaloy che secondo quanto è stato riportato, fanno parte della flotta dispiegata.

Questo incidente è più interessante e strano di quanto i media riportino.

In primo luogo, non c’è alcun dubbio che l’incidente sia avvenuto. La NATO e la marine olandese infatti non hanno smentito i rapporti russi: ciò è un chiaro segno che questo evento sia realmente accaduto.

In secondo luogo, è interessante notare come i russi stiano alzandone un polverone a riguardo. È infatti una pratica standard per le imbarcazioni russe e della NATO osservarsi a vicenda, e non c’è nulla che suggerisca che il sottomarino olandese stesse facendo qualcosa di diverso.

Tuttavia, alcuni funzionari russi stanno parlando dell’incidente come se ci fosse sotto qualcosa di più. Come ad esempio, la TASS riferisce che Mikhail Nenashev, presidente del Movimento di Sostegno alla Flotta di Tutte le Russie, ha fatto questi commenti molto interessanti (grassetto aggiunto):

“I marinai olandesi hanno creato una pericolosa situazione di navigazione, ostacolando le nostre navi dal realizzare i loro compiti contro i terroristi. Seguendo l’ordine del loro comandante, quest’ultimi avrebbero potuto essere alla ricerca di un pretesto, in modo da poter dire in seguito che le manovre russe erano state pericolose”

Quello che i rapporti russi illustrano è che i sonar nella marina russa sono sofisticati e sensibili abbastanza da monitorare e tracciare i sottomarini classe Walrus della marina olandese.

Ciò è molto importante, perché questi sottomarini oceanici sono tra i pochi a propulsione diesel-elettrica di cui le marine della NATO dispongono ancora. Infatti i sottomarini con questo tipo di propulsione sono di per sé più silenziosi rispetto a quelli nucleari, e sono usati regolarmente dalle Grandi Potenze per lo spionaggio.

Consideriamo ad esempio questi commenti su una pagina di Wikipedia in cui si parla dei sottomarini classe Walrus.

“ I sottomarini sono stati molto richiesti dalla NATO durante la Guerra Fredda, in quanto si era riusciti a combinare un equipaggio molto qualificato con una imbarcazione davvero silenziosa. A quel tempo la maggior parte dei sommergibili nella NATO erano nucleari o “brown-water” [adatti ad operare in ambiente fluviale o litorale], e la classe Walrus è invece tra i rari sottomarini diesel-elettrici del tipo “blue-water” [adatti ad operare in acque profonde o oceaniche]. Dopo la guerra fredda, a questi sottomarini sono state affidate molte operazioni di raccolta dati altamente riservati (tuttora segreti) nella regione jugoslava, Iran, Iraq e nei Caraibi, spesso su richiesta degli Alleati, inclusi gli Stati Uniti.”

A meno che la posizione del sottomarino classe Walrus che spiava la flotta russa non sia stata svelata per errore da parte dell’equipaggio (il che è possibile), allora l’incidente del Mediterraneo dimostra che i sonar russi possono rilevare e tracciare questi sommergibili nei casi in cui la propria sicurezza fosse compromessa.

Ciò contrasta con storie che circolavano nel 2007, in cui un sottomarino a propulsione diesel-elettrica cinese di classe Song fosse riuscito a penetrare con successo nella difesa anti-sommergile attorno ad una portaerei americana, prima di allontanarsi intenzionalmente; o la preoccupazione più volte espressa dai media militari occidentali riguardante la leggendaria capacità della classe Kilo russa di essere silenziosa, soprannominato appunto dalle marine della NATO “il buco nero”.

È difficile evitare l’impressione che il motivo per cui i russi abbiano pubblicizzato l’incidente sia per il fatto che in un momento di così alta tensione internazionale, vogliano lasciar che il mondo (e non solo la NATO) sappia che sono in grado di rilevare e monitorare i sottomarini diesel-elettrici della NATO mentre tentano di avvicinarsi alla loro flotta, in un momento in cui le marine della NATO stanno lottando per fare la stessa cosa nei confronti dei sottomarini russi e cinesi.

Chiacchiere in alcuni dei media militari occidentali alternativi, riportano che la NATO si sia adoperata deliberatamente in un sabotaggio subacqueo ai danni dell’Admiral Kuznetsov, al fine di evitare il completamento della sua missione (utilizzando come copertura i problemi oltremodo pubblicizzati che la Kuznetsov ha ai motori), può essere questo infatti ciò che ha provocato l’azione russa, e di conseguenza, forse è anche il motivo per il quale stanno pubblicizzando molto l’accaduto.

Indipendentemente dalle motivazioni russe e la piena verità riguardante questo strano incidente, il fatto che i russi sembrano essere in grado di rilevare e monitorare i sottomarini spia diesel-elettrici della NATO, creerà preoccupazioni all’interno della NATO.

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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato da The Duran l’ 11 novembre 2016
Traduzione in Italiano a cura di Davide per SakerItalia.it