Sabato 17 dicembre si sono tenute le proteste “Marcia per Aleppo” a Parigi, Berlino e Londra. “C’è un olocausto in corso e abbiamo urgente bisogno che la comunità internazionale agisca per salvare vite umane”, ha sostenuto la Campagna di Solidarietà per la Siria sulla sua pagina Facebook.

Per gli organizzatori delle proteste per Aleppo [pagina Facebook in Inglese] – e per la maggior parte dei manifestanti – non vi era alcun dubbio che i cattivi fossero: il governo siriano e la Russia.

“Assad e Putin sono dei criminali di guerra che uccidono bambini e medici” dichiarava uno striscione; “Fermate Putin: Proteggete i bambini di Aleppo”, diceva un altro; un altro cartellone della Campagna di Solidarietà per la Siria recava le parole “Fate Rispettare le Leggi Internazionali”.

Il messaggio delle proteste era chiaro: il governo siriano e il suo alleato russo (e anche l’Iran che è stato menzionato in diversi manifesti), hanno commesso un genocidio ad Aleppo, e le azioni che hanno compiuto nel tentativo di riconquistare la parte orientale della città hanno violato il diritto internazionale.

Per fermare questo “Olocausto”, l’Occidente deve smetterla di stare seduto in disparte “agendo” per stabilire delle “zone interdette al volo” che salvino il popolo siriano. Ma ogni singola parte di questo racconto è falsa: chiamare ciò che sta accadendo ad Aleppo un “genocidio” e un “Olocausto” è un grave insulto alle vittime dei veri genocidi come quello dei Nativi americani, quello degli Ebrei e delle altre persone uccise nei campi di concentramento/sterminio Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, o quello dei Congolesi massacrati durante il sanguinario regno del terrore di Re Leopoldo II del Belgio.

Né è giusto definire Putin e Assad dei diavoli per l’azione militare intrapresa per riconquistare Aleppo est da “ribelli” filo-occidentali affiliati ad al-Qaida/al-Nusra.

Aleppo è la città più popolosa della Siria: immaginate la reazione del governo degli Stati Uniti o di quello britannico se jihadisti di al-Qaida/al-Nusra armati e finanziati dall’estero prendessero il controllo delle parti orientali di Londra o di New York. Avrebbero semplicemente accettare la perdita di territorio, con una scrollata di spalle e senza fare nulla per riconquistarla?

Certo che no.

Buses are seen during an evacuation operation of rebel fighters and their families from rebel-held neighbourhoods in the embattled city of Aleppo on December 15, 2016

In questa foto si possono vedere degli autobus durante un’operazione di evacuazione dei combattenti ribelli e delle loro famiglie dai quartieri controllati dai ribelli, tenutasi il 15 dicembre 2016 nella devastata città di Aleppo.

Dire che il governo siriano aveva il diritto di usare la forza per riconquistare una parte del suo territorio non significa, naturalmente, che si tollerano o si sostengono tutte le azioni intraprese in un’operazione militare. Se ad Aleppo sono stati commessi crimini di guerra, allora c’è bisogno di indagini adeguate da parte di organi davvero indipendenti. Il problema è che molte di queste affermazioni erano infondate e propugnate da coloro che spingevano per un “cambio di regime”.

Ci siamo sorbiti mucchi di luride accuse di massacri e di persone bruciate vive durante la liberazione di Aleppo, ma non è ancora stata prodotta alcuna prova credibile per sostenere le accuse. E nel caso pensiate che sia solo “propaganda russa”, tenete conto delle parole di Peter Hitchens del Mail on Sunday, il cui editoriale più recente si intitolava “Tra le bombe di Aleppo, l’unica cosa che si sente sono le bugie”.

Hitchens ha fatto notare che le fonti delle notizie dei “massacri” provengono da cosiddetti “attivisti”.

“Per quanto ne so, la scorsa settimana non c’era un solo reporter di una qualsiasi organizzazione giornalistica occidentale ad Aleppo est. Nessuno. Questo per il buonissimo motivo che sarebbero stati rapiti e probabilmente uccisi”, ha scritto Hitchens.

Anche l’affermazione che il governo siriano – e il suo alleato russo – hanno agito in violazione del diritto internazionale è falsa.

La Russia è stata invitata dal legittimo governo siriano riconosciuto dalle Nazioni Unite per aiutarlo a sconfiggere i terroristi sostenuti dagli Occidentali che stavano avanzando verso Damasco.

Se cercate paesi che violano il diritto internazionale in Siria, provate con gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, Israele e la Turchia, che non hanno alcun diritto legale di bombardare il paese o impegnarsi in qualsiasi operazione militare.

Syrians evacuated from the embattled Syrian city of Aleppo during the ceasefire arrive at a refugee camp in Rashidin, near Idlib, Syria, early Monday, Dec. 19, 2016

Siriani evacuati dalla martoriata città siriana di Aleppo durante il cessate il fuoco arrivano in un campo profughi a Rashidin, vicino Idlib, Siria, prime ore di lunedì 19 dicembre 2016.

Le soluzioni proposte dai manifestanti della “Marcia per Aleppo” porterebbero in realtà portare a ulteriori spargimenti di sangue, e non li ridurrebbero.

Abbiamo visto in precedenza, in Iraq e in Libia, come l’imposizione di zone interdette al volo preceda attacchi militari occidentali su vasta scala al paese in questione. E il tentativo di imporre una zona interdetta al volo in Siria – o più precisamente di una zona “noi Occidentali possiamo volare, ma il governo siriano e i suoi alleati no”, condurrebbe molto probabilmente alla Terza Guerra Mondiale con la Russia.

È questo che i manifestanti di “Salvate Aleppo” vogliono veramente? Un Armageddon nucleare? Davvero molto umanitario da parte loro.

Naturalmente, nelle società libere, la gente ha tutto il diritto di protestare e organizzare manifestazioni. Sono stato in Siria e conosco Siriani che sono sia a favore del governo che contro. È sbagliato e impreciso dipingere tutti gli avversari del presidente Assad come estremisti fanatici. Tuttavia, non c’è dubbio che la stragrande maggioranza di coloro che cercano il rovesciamento violento del governo siriano sono persone del genere.

La nuova costituzione democratica siriana [in Inglese], approvata con un referendum nel 2012, fornisce un mezzo a coloro che si oppongono al partito Ba’th di far sentire la loro voce. Ma invece di incoraggiare le persone a farsi coinvolgere in un processo democratico e partecipare alle elezioni, l’Occidente e i suoi alleati regionali si sono occupati solo di far continuare lo spargimento di sangue in Siria.

Come devono essere stati contenti i “sovvertitori di regimi” Neoconservatori e i Liberali a Washington, Londra e Parigi – le persone che hanno la principale responsabilità della cadute negli inferi della Siria – di vedere manifestanti arrabbiati marciare attraverso le capitali occidentali con cartelli con sopra scritto “Putin Ammazza i Bambini”!

Abbiamo visto solo lunedì (19 dicembre) dove ha portato questa nuova ondata di russofobia occidentale promossa dalle élite e alimentata dalla CIA, con il brutale assassinio [in Inglese] dell’ambasciatore russo in Turchia.

Con la Russia demonizzata 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per aver causato un “Olocausto” ad Aleppo, è forse una sorpresa che qualcuno che vive in un paese della NATO abbia reagito uccidendo un diplomatico russo?

I rapporti hanno detto che l’assassino di Andrej Karlov ad Ankara avrebbe gridato: “Non dimenticate Aleppo!” dopo aver aperto il fuoco. Consapevolmente o inconsapevolmente, l’assassino turco Mevlüt Mert Altıntaş e i manifestanti che hanno preso parte alle manifestazioni anti-russe a Londra, Berlino e Parigi durante il fine settimana sono al servizio degli interessi di coloro che hanno ucciso più di 1 milione di Musulmani negli ultimi due decenni, e la cui preoccupazione per le donne e i bambini di Aleppo è falsa come le lacrime di un coccodrillo.

La grande storia di Aleppo non riguarda un genocidio che non ha avuto luogo, ma come, contro tutte le probabilità, il governo siriano – con l’assistenza russa e iraniana – abbia di fatto sconfitto i sovvertitori seriali di regimi che hanno causato tanta miseria in tutto il mondo a partire dal 1990.

Aleppo è stata la Stalingrado del 2016, il luogo in cui un impero aggressivo, moralmente depravato, espansionistico e guerrafondaio è stato finalmente fermato. Sono stati forse la Russia o l’esercito siriano ad attaccare la Jugoslavia, invadere l’Iraq, e a far tornare la Libia all’età della pietra a forza di bombardamenti?

È stato il momento in cui tutti hanno compreso il quadro generale.

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Articolo di Neil Clark pubblicato su Sputnik International il 20 dicembre 2016.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]