Ripubblichiamo questa traduzione del 2015 semplicemente a scopo illustrativo della situazione siriana e della condotta della Turchia, tutt’altro che chiara. Nonostante le ultime novità geopolitiche siamo sicuri che i turchi stiano giocando più partite contemporaneamente.

 

Oggi [3 settembre 2015], la Turchia ha annunciato di iniziare una campagna aerea contro il gruppo terroristico noto come ISIS. Ecco l’annuncio della notizia dal Los Angeles Times:

La Turchia è stata a lungo un partner riluttante nella campagna guidata dagli Stati Uniti contro i militanti dello Stato Islamico. Da quando gli Stati Uniti hanno iniziato i bombardamenti aerei in Iraq, quasi un anno fa, i leader di Ankara si sono rifiutati di aderire e, fino a questa settimana, avevano vietato agli aerei della coalizione di usare anche le basi aeree turche per lanciare attacchi nella vicina Siria.

Poi è arrivato venerdì l’annuncio che la Turchia aveva scatenato una serie di attacchi aerei di alto profilo contro il gruppo estremista, l’avanguardia di quella che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha definito una serie di operazioni che “continueranno in modo decisivo in futuro”.

C’è un problema con questa storia, è datata 24 luglio 2015. Capiamoci, il 24 luglio 2014, la Turchia ha annunciato una serie di attacchi di alto profilo contro l’ISIS, attacchi che in realtà sono iniziati il ​​29 agosto 2015. Questo è la citazione principale di un articolo Associated Press pubblicato nel San Francisco Chronicle il 29 agosto 2015:

ANKARA, Turchia (AP) – I caccia turchi hanno compiuto i loro primi attacchi aerei come parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico in Siria, ha annunciato oggi la Turchia.

Da dove inizia, forse con i media stessi e l’assoluta mancanza di curiosità, o addirittura di vergogna? I media ufficiali hanno riferito di attacchi aerei turchi non solo su Siria e Iraq, per i quali ci sono state proteste di alto livello dei governi di quelle nazioni per 35 giorni, ma anche di bombardamenti sulla stessa Turchia.

Gli attacchi sono iniziati, ci è stato detto, con i bombardamenti turchi sul terreno del PKK all’interno della regione curda dell’Iraq, attacchi che hanno distrutto un certo numero di villaggi senza obiettivi militari di nessun tipo. Gli attacchi, in un giorno, sono arrivati nella Siria, dove la Turchia ha fornito supporto aereo ravvicinato agli jihadisti dell’ISIS nelle regioni di Hasaka e Kobani, attacchi contro i gruppi militari YPG curdi siriani sostenuti direttamente dagli Stati Uniti.

L’YPG non è in nessun modo coinvolto in politica o addirittura nelle attività di “terrorismo”, un termine che Erdogan estrae rapidamente per qualsiasi opposizione politica, né è stato accusato di questo.

Allora perché Erdogan li sta bombardando? Questo è il gruppo che ha riconquistato Kobani in settimane di duri combattimenti, duri combattimenti assistiti col supporto aereo ravvicinato americano e lanci di rifornimenti di armi. Il Pentagono, in un Libro Bianco parzialmente classificato, ha identificato  l’YPG come il miglior partner americano in Siria dalla cattura dei 54 combattenti addestrati dagli Stati Uniti nelle basi segrete della Turchia.

Per capire meglio la Turchia, andiamo di nuovo alle notizie ufficiali, questa volta una storia di McClatchy DC di Mitchell Prothero, datata 24 agosto 2015:

GAZIANTEP, TURCHIA Il rapimento di un gruppo di siriani moderati addestrati negli Stati Uniti, pochi istanti dopo essere entrati in Siria per affrontare lo Stato Islamico il mese scorso, è stato orchestrato dall’intelligence turca, come hanno riferito a McClatchy diverse fonti dei ribelli.

I ribelli sostengono che la soffiata al Nusra Front di al Qaida ha permesso ad al Nusra di strappare molti dei 54 combattenti del programma da 500 milioni di dollari del 29 luglio non appena sono entrati in Siria, infliggendo un colpo umiliante ai piani dell’amministrazione Obama per confrontarsi con lo Stato Islamico.

Ribelli che hanno familiarità con gli eventi ritengono che i piani di arrivo siano trapelati perché alcuni funzionari turchi erano preoccupati che mentre l’obiettivo previsto del gruppo fosse lo Stato Islamico, i combattenti siriani addestrati dagli Stati Uniti avrebbero costituito un’avanguardia dedicata ad attaccare i combattenti islamisti con cui la Turchia ha rapporti di collaborazione, tra cui Nusra e un’altra importante forza islamista, Ahrar al Sham.

Capiamoci, al Nusra è al Qaeda, il gruppo che gli Stati Uniti citano come responsabile per l’11 settembre. L’America è in guerra con questo gruppo ma non solo, sostiene, secondo McClatchy, al Qaeda, ma letteralmente ha spazzato via il famoso programma di addestramento “moderato ribelle” americano, organizzando il rapimento dei combattenti appoggiati dagli Stati Uniti, e così facendo si è allineato con un gruppo terrorista che bersaglia continuamente gli Stati Uniti.

Per tutto il tempo, la Turchia ha continuato ad aiutare ISIS e al Qaeda bombardando i loro nemici tra cui l’YPG appoggiato dagli americani, che secondo il Pentagono è l’ultima speranza dell’America contro l’ISIS. Anche le notizie ufficiali, se qualcuno effettivamente ci presta attenzione, possono fornire sorprendenti rivelazioni come questa dal Guardian, il 26 agosto 2015:

L’ispettore generale del Pentagono sta indagando su un’affermazione secondo cui il comando militare USA che supervisiona la campagna anti-islamica americana ha distorto o alterato le valutazioni dell’intelligence per esagerare i progressi contro il gruppo terroristico militante, ha detto oggi un funzionario della difesa.

Questo aiuta a spiegare perché gli Stati Uniti si allineano con un alleato che è chiaramente dall’altra parte? Ma poi di nuovo, gli Stati Uniti sono stati a lungo alleati con Israele e Arabia Saudita, la Turchia si sta solo unendo alla fila.

Conclusione

È ingenuo per gli Stati Uniti credere semplicemente che mettendo la testa nella sabbia, altri non abbiano notato l’umiliazione. La settimana scorsa, una serie di leader mediorientali tra cui i capi di stato degli Emirati Arabi e della Giordania, è volata a Mosca per partecipare ad una mostra di armi avanzate russe. È diventato chiaro che la Russia sta focalizzando i propri interessi a favore non solo della Siria e dell’Iran, ma allo stesso modo anche dell’Iraq. La Russia ha fornito attrezzature militari in Iraq, a partire da un anno fa con velivoli di supporto a terra SU-25, che si sono rivelati altamente efficaci contro gli obiettivi ISIS.

Sia l’Iran che la Russia sono profondamente coinvolti negli accordi per il gasdotto con la Turchia, ed è improbabile che perseguano pienamente interessi strategici nazionali che li metterebbero in estremo contrasto con le imprudenze di Erdogan.

Tuttavia, Erdogan si sta muovendo apertamente contro Damasco e potrebbe mettere alla prova sia la Russia che l’Iran su quanto lontano possano essere spinte.

C’è qualcosa che tutti dobbiamo affrontare. Questa guerra, la distruzione di Palmyra, i quasi 4 milioni di profughi della Siria, i 100.000 morti, questa guerra non sarebbe andata avanti se non fosse stata considerata “contenuta” e “redditizia”.

All’inizio del secolo scorso, un marine degli Stati Uniti di nome Smedley Butler dichiarò che “la guerra è un racket”.

Se guardiamo alla Siria da sola, le antichità, le banche saccheggiate, interi stabilimenti, tutto trasportate attraverso il confine turco “stretto come una zecca”. Miliardi di beni rubati, migliaia di esseri umani vittime del traffico di persone, venduti in schiavitù, in tutta la Turchia, tutti con la piena conoscenza e la complicità del presidente Erdogan e della ricca cabala intorno a lui.

Oltre a ciò, miliardi di dollari di petrolio, venduti apertamente e rubati dalla Siria, totalmente identificabili e rintracciabili, scaricati nelle raffinerie europee di Francia, Italia, Austria e Grecia.

Per capire il ruolo della Turchia in questa guerra, tutto ciò che serve è accettare che la Turchia sia gestita da una coalizione criminale organizzata. La Turchia è lontana dall’essere l’unica nazione che funziona in questo modo. Dovete accertare poi che i media ufficiali, forse non tutti, ma una parte significativa, fanno anch’essi parte dell’equazione.

Ho qui solamente esposto ciò che loro hanno mostrato, magari forse inavvertitamente. Sì, riportare qualsiasi verità è certamente, nel migliore dei casi, qualcosa di involontario.

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Articolo di Gordon Duff pubblicato su New Eastern Outlook il 3 settembre 2015
Traduzione in italiano di Pappagone per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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